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venerdì 11 gennaio 2019

Zarathustra: frasi scelte per Nell'AniMo Antico (parte 2)

"Io sono uscito dalla casa dei dotti: e per giunta ho sbattuto la porta alle mie spalle.
Troppo a lungo la mia anima sedette affamata alla loro mensa; io non sono addestrato alla conoscenza al pari di loro...io amo la libertà e l'aria sulla terra fresca; preferisco dormire su pelli di bue, che sulle vostre dignità e rispettabilità.
Io sono troppo ardente e riarso dai miei stessi pensieri... e allora bisogna che fugga all'aperto, via dal chiuso delle stanze polverose.
Loro invece siedono freddi nell'ombra fredda: in tutto non vogliono essere che spettatori e si guardano bene dal mettersi a sedere dove il sole arde i giardini"

"Il cammino con un miei pensieri al di sopra delle loro teste, e perfino volendo camminare sui miei errori, mi troverei pur sempre al di sopra di loro e delle loro teste"

"Chi non crede a se stesso, mente sempre"

"Questo vorrei sopra ogni altra cosa... amar la terra così come la luna l'ama, e sol con l'occhio palparne la bellezza.
E ciò sia per me la conoscenza immacolata di tutte le cose - che io nulla voglio dalle cose: se non poter giacere di fronte ad esse, come uno specchio dai cento occhi"

"....Ah pensiero abissale  che sei il mio pensiero! Quando troverò la forza di sentirti scavare, senza più tremare?
Il cuore mi batte fino in gola, quando ti sento scavare! E anche il tuo silenzio vuol strangolarmi, tu che taci dall'abisso!....
Non ero ancora abbastanza forte per l'estrema leonina audacia e tracotanza...
..Dovrò trovare anche la forza e la voce leonina che ti evochi in alto!...
Nel frattempo sono in balia di mari insicuri....Ancora non è giunta l'ora dell'ultima mia battaglia, - o è appena giunta? Davvero con perfidia bellezza tutt'intorno mi contemplano il mare e la vita!
Oh pace nell'incertezza!..."

"Sono come l'amante che diffida di un sorriso troppo vellutato.
Come questi allontana da sé la donna amata, tenero perfino nella sua durezza e pieno di gelosia -, così io allontano da me quest'ora di beatitudine.
Và via, ora beata! Con te giunse a me una beatitudine non voluta! Io sto qui docile al mio più fondo dolore: - tu sei venuta fuori tempo!"

"...Tra gli uomini, io odio più di tutti quelli che camminano a passetti felpati, i mezzi mezzi, le dubitose esitanti nuvole pigre."

"E chi non sa benedire, "impari" a maledire!"

"...Tutte le cose son benedette alla sorgente dell'eterno e di là del bene e del male; ma bene e male altro non sono che ombre intermedie e umidi triboli e nuvole pigre..."

"La terra, egli disse, ha una pelle; e questa pelle ha malattie.
Una di queste malattie si chiama, per esempio, uomo."

"Redimere coloro che sono passati e trasformare ogni "così fu" in ogni "così volli che fosse!" - solo questo può essere per me redenzione!
Volontà - è il nome di ciò che libera e procura la gioia"

"Non l'altezza: il declivio è spaventoso!
Il declivio, quando lo sguardo precipita in basso e la mano si aggrappa in alto.
Qui il cuore è preso da vertigine per la sua volontà duplice."

"Chi non voglia morire di sete in mezzo agli uomini, è costretto a imparare a bere da tutti i bicchieri; e chi in mezzo agli uomini voglia restare pulito, deve sapersi lavare con acqua sporca."

"Affinché sia possibile guardare bene alla vita, bisogna che il suo spettacolo sia ben recitato: a questo scopo occorrono dei bravi attori."

"Voi, uomini superiori tra tutti quelli che il mio occhio abbia mai incontrato! Verso di voi nutro un dubbio, che segretamente mi fa ridere di voi: scommetto che il mio superuomo voi lo chiamereste demonio!"

"Tutte le cose dritte mentono...ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo."

"Poiché tutto quanto è ancora in cammino tra cielo e terra ed è felicità, cerca per sé, proprio ora, asilo in un'anima luminosa: per la felicità, adesso, ogni luce si è fatta più quieta."

"Ma c'è qualcosa che io chiamo coraggio... Coraggio è infatti la mazza più micidiale...
Il coraggio ammazza anche la vertigine in prossimità degli abissi: e dove mai l'uomo non si trova vicino agli abissi! Non è la vista già di per sé un - vedere abissi?
... il coraggio ammazza anche la compassione.
Ma la compassione è l'abisso più profondo: quando l' uomo affonda la sua vista nella vita, altrettanto affonda nel dolore.
Coraggio è però la mazza più micidiale...esso ammazza anche la morte..."


venerdì 4 gennaio 2019

Zarathustra: frasi scelte per Nell'AniMo Antico (parte 1)

"La sua saggezza si chiama: stare svegli, per dormire bene. E in verità, se la vita non avesse senso e io dovessi scegliere un'assurdità, questa sarebbe anche per me la più preferibile delle assurdità"

"Il creatore non voleva guardare se stesso e allora creò il mondo....questo mondo, eternamente imperfetto, di un'eterna contraddizione l'immagine riflessa, e un'imperfetta immagine - un ebbro piacere per il suo creatore imperfetto - così un tempo mi sembrò il mondo"

"Tra coloro che poetano e sono smaniosi di dio, vi è sempre stata molta gente malata; essi odiano furiosamente l' uomo della conoscenza e la virtù novissima, che si chiama: onestà.
Essi guardano sempre all'indietro verso epoche di tenebra: allora certo che l'illusione e la fede erano tutt'altra cosa; il delirio della ragione era somiglianza con Dio, e il dubbio era peccato"

"Voi mi dite: "la vita è pesante da portare".
Ma perché mai avreste la mattina il vostro orgoglio e la sera la vostra rassegnazione?
La vita è pesante da portare: ma, per favore, non fare troppo i delicati! Noi siamo tutti quanti graziosi e robusti asini e asine"

"Noi animano la vita non perché siamo abituati alla vita, bensì all'amore.
Nell'amore è sempre un po' di demenza. Ma anche nella demenza è sempre un po' di ragione"

"Quando ho visto il mio demonio, l'ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità - grazie a lui tutte le cose cadono.
Non con la collera, col riso si uccide.
Orsù uccidiamo lo spirito di gravità"

"Ho imparato a volare... adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo"

"Se volessi scuotere questo albero con le mie mani non ci riuscirei.
Ma il vento, da noi non veduto, lo squassa e lo piega dove vuole.
Sono mani invisibili quelle che più orribilmente ci squassano e piegano...
Quanto più egli vuole elevarsi in alto e verso la luce, con tanto più forza le sue radici tendono verso terra, in basso, verso le tenebre, l'abisso - verso il male"

"Il futuro e ciò che sta in remota lontananza sia la causa del tuo oggi"

"Ma anche l'amore vostro più nobile non è altro che un simbolo estatico, un doloroso ardore.
È una fiaccola che deve illuminarvi verso sentieri più alti.
Al di sopra di voi stessi dovrete amare, un giorno! Perciò imparate prima di tutto ad amare!"

"Colui che adempie la sua vita, morrà la sua morte da vittorioso, circondato dalla speranza e dalle promesse di altri.
Così si dovrebbe imparare a morire.."

"Chiunque vuole avere la gloria, deve prender per tempi congedo dagli onori e applicare l'arte difficile di - andar via al momento giusto"

"In alcuni è il cuore che invecchia per primo, in altri la mente.
E certi sono vecchi già da giovani: una tarda giovinezza è una lunga giovinezza. Per molti la vita è un fallimento; un verme velenoso li rode nel cuore"

"E questo è la cosa più difficile, chiudere per amore la mano che si è già aperta e, nel donare, conservare il pudore"

"Precipiti pure il mio torrente d'amore in sentieri impervi! Come non dovrebbe alla fine un torrente trovare la via verso il mare!... dentro di me c'è un lago, solitario, che basta a se stesso; ma il mio torrente d'amore lo trascina giù in basso con sé - verso il mare!"

"Creare - questa è la grande redenzione fa lo sofferenza, e il divenir lieve della vita.
Ma perché vi sia colui che crea è necessaria molta sofferenza e molta trasformazione"

"La voce della bellezza parla tenue: essa si insinua solo nelle anime risvegliate.
Tenue tremò e sorrise, oggi il mio scudo; questo è il sorriso e il tremito sacro della bellezza.
Di voi, o virtuosi, oggi la mia bellezza ha sorriso"

"Come la stella che si estingue è ogni opera della vostra virtù: la sua luce è sempre in cammino e va peregrinando - e quando finirà di essere in cammino?
Così la luce della vostra virtù è in cammino, ancora dopo che l'azione è stata compiuta. Anche se dimenticata e morta: il suo raggio di luce vive ancora ed è in cammino.
Sia la vostra virtù il vostro Sé e non qualcosa di estraneo"



venerdì 28 dicembre 2018

I piccoli uomini


Io passo in mezzo a questa gente e tengo gli occhi aperti: essi non mi perdonano ch'io non provi invidia per le loro virtù.
Essi cercano di mordermi, perché io dico loro: le virtù piccole sono necessarie per gente piccola - e perché mi riesce fatto che la gente piccola sia necessaria!....
Io passo in mezzo a questa gente e tengo gli occhi aperti: costoro son diventati più piccoli e diventano sempre più piccoli: -ma in ciò consiste la loro dottrina sulla felicità e la virtù.
...anche nella virtù essi sono modesti, - perché vogliono vivere comodi.
 Ma alla comodità si adatta solo la virtù modesta.
...tra la piccola gente è molta menzogna..
Alcuni di loro sono autentici, ma i più sono cattivi attori.. gli autentici sono sempre rari, specialmente gli attori autentici.
Qui c'è poca virilità: per questo le donne si virilizzano.
Perché solo chi è veramente uomo, potrà nella donna - liberare la donna.
E tra loro trovai questa che è la peggiore delle ipocrisie: che anche quelli che comandano fingono ipocritamente di avere le virtù di quelli che servono.
"Io servo, tu servi, noi serviamo" - così prega qui l'ipocrita di coloro che comandano ....il primo signore "non è altro che" primo servitore!...
In fondo alla loro semplicità essi non vogliono, prima di tutto, se non una cosa: che nessuno gli faccia male....
Questa è viltà: sebbene si chiami virtù..
Virtù è per loro ciò che rende modesti e mansueti: a questo mondo trasformano il lupo in cane e l'uomo stesso nel migliore animale domestico dell'uomo...
Ma questa è mediocrità: sebbene si chiami moderazione.
Questi maestri di rassegnazione! Essi si insinuano come pidocchi dovunque è meschinità e malattia e rogna: e solo il mio schifo mi impedisce di schiacciarli....
Voi state diventando sempre più piccoli, voi gente piccola! ..Voi che vivete comodi! Voi finirete per andare in rovina - per le vostre virtù piccole...
Per diventare grande, un albero vuol gettare le sue radici dure attorno a dure rupi!...
Ah se vi liberaste da ogni volere a metà e diventaste decisi....
"Fate pure pure ciò che volete, - ma siate prima di tutto di quelli che sanno volere!"
"Amate pure il vostro prossimo come voi stessi, - ma siate prima di tutto di quelli che amano se stessi - amano di grande amore e, di disprezzo grande, amano!"
...Tra gli uomini, io odio più di tutti quello che camminano a passetti felpati, i mezzi mezzi, le dubitose esitanti nuvole pigre.
E chi non sa benedire, "impari" a maledire!
...Tutte le cose son benedette alla sorgente dell'eterno e di là del bene e del male; ma bene e male altro non sono che ombre intermedie e umidi triboli e nuvole pigre...

venerdì 21 dicembre 2018

La cima più alta..


Sono passati i tempi in cui potevano capitarmi eventi casuali; e che cosa potrebbe ormai capitarmi, che non fosse già mio!....
E se ormai ti sono venute a mancare tutte  le scale, bisogna che tu sappia salire sul tuo capo: come potresti altrimenti salire in alto?
Sul tuo capo stesso e, via, a di sopra del tuo stesso cuore! Adesso la tua più tenera mitezza deve diventare la durezza più dura.... sia lodato ciò che rende duri!...
È necessario imparare a distogliere lo sguardo da sé stessi, per vedere molto: anche di questa durezza hanno bisogno tutti coloro che salgono le montagne.
Tu hai voluto vedere il fondo è sotto il fondo di tutte le cose: e già questo ti obbliga a salire al di sopra di te stesso - sempre più in alto, finché anche le tue stelle si trovino al di sotto di te!
Guardar giù verso te stesso e persino verso le mie stelle: solo questo può voler dire la mia vetta per me, questo mi è ancora rimasto come ultima vetta!...
Il monte dalla cima più alta e la più lunga delle mie peregrinazioni mi attendono: per questo debbo, prima ancora, discendere più in basso di quanto non sia mai disceso: - più in fondo del dolore di quanto non sia mai disceso, fin dentro il suo flutto più nero!
Così vuole il mio destino; orsù! Io sono pronto!
Donde vengono le montagne più alte? ....imparai che esse vengono dal mare.
Questa testimonianza sta scritta nelle loro rocce e nelle pareti delle loro cime.
Dall'abisso più profondo, la vetta più alta deve giungere alla sua altezza....
Tutto dorme ora, disse: anche il mare dorme.
Ebbro di sonno e straniato, il suo occhio si posa su di me.
Ma il suo respiro è caldo, lo sento.
E sento anche che il mare sogna. E sognando si gira e rigira...
Ascolta! Come sospira per i ricordi cattivi! O per cattive attese?...
Non c'è mostro che non ti sia venuta voglia di accarezzare.
Un soffio di caldo respiro, un po' di morbido vello sugli artigli - e subito eri pronto ad amare e ad attirare a te.
L'amore è il pericolo per il più solo tra gli uomini, l'amore verso qualsiasi cosa, purché vivente! La mia follia e la mia modestia in amore sono davvero risibili!...Così... rise...e subito dopo accade che colui che aveva riso si mettesse a piangere: di collera e di nostalgia, piangeva amaramente...
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

mercoledì 19 dicembre 2018

L'eroe, la bellezza e il super eroe


Oggi ho visto un sublime, un solenne...
Egli non ha ancora imparato il riso e la bellezza.
Tetro fu il ritorno di questo cacciatore dalla foresta della conoscenza.
Dalla battaglia tornava a casa, con belve feroci: ma dalla sua tetragginde fa capolino ancora una belva feroce - non ancora vinta!..
Tutta la vita è una disputa su gusto e sapore!
Se si stancasse della sua sublimità, questo sublime: allora avrebbe inizio la sua bellezza - e allora lo gusterei e lo troverei saporoso.
E solo quando si distoglierà da sé stesso, salterà al di là della sua stessa ombra - è davvero! Nel suo sole....
La sua azione stessa è l'ombra su di lui: la mano oscura colui che agisce. Egli non ha ancora superato la sua azione...
Ha soggiogato mostri, ha risolto enigmi: ma egli dovrebbe liberare anche i suoi mostri e i suoi enigmi, dovrebbe trasformarli in figli del cielo.
La sua conoscenza non ha ancora imparato a sorridere e a essere senza gelosia: la sua scrosciante passione non si è ancora acquietata nella bellezza.
...Non nella sazietà dovrebbe tacere e immergersi la sua brama, ma nella bellezza! La grazia appartiene alla magnanimità di colui che ha grandi sensi.
Col braccio appoggiato sulla testa: così dovrebbe riposare l'eroe, così dovrebbe egli superare anche il suo riposarsi.
Ma proprio per l'eroe la bellezza è di tutte le cose la più ardua.
Irraggiungibile è la bellezza per ogni volontà violenta...
Quando la potenza diventa clemente e scende giù nel visibile: un tale scendere giù, io lo chiamo bellezza.
E da nessun altro come da te, o possente, io voglio appunto la bellezza: la tua bontà sia il tuo supremo sopraffare te stesso.
So che sei capace di ogni malvagità: perciò da te voglio la bontà...
Sì, o sublime, per te verrà il momento di essere anche bello e di specchiarti nella tua stessa bellezza.
Allora l'anima ti rabbrividirà di brame divine; e persino nella tua vanità sarà adorazione!
Questo infatti è il segreto dell' anima: solo quando l'eroe l'ha lasciata, le si avvicina, in sogno, - il super eroe.
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

venerdì 14 dicembre 2018

Il canto della danza: la vita e la saggezza


"Io sono una foresta e una notte di alberi scuri: ma chi non ha paura delle mie tenebre, troverà declivi di rose sotto i miei cipressi"
Invece io sono soltanto mutevole e selvaggia, e in tutto e per tutto femmina, e non virtuosa: sebbene per voi uomini mi chiami "la profonda" e "la fedele", "l'eterna", "la piena di mistero".
Ma voi uomini ci recate in dono sempre le vostre virtù, voi, virtuosi!"
Così rideva, l'incredibile; ma io non credo mai a lei, né al suo riso, quando parla male di se stessa.
Quando parlai a quattr'occhi con la mia saggezza selvaggia, quella mi disse incollerita: "Tu vuoi, tu desideri, tu ami, soltanto per questo lodi la vita!"
Quasi avrei voluto rispondere male e dire la verità a quella incollerita; e non è possibile rispondere peggio di quanto si "dice la verità" alla propria saggezza...
Infondo io amo soltanto la vita - e, davvero, soprattutto quando la odio!
Ma voglio bene - spesso troppo bene - alla mia saggezza, e questo perché essa mi ricorda moltissimo la vita!
Ha i suoi occhi, il suo riso e persino la sua aurea cannuccia da pesca: che posso farci se le due si assomigliano tanto?
E una volta, quando la vita mi chiese: "Ma chi è la saggezza?" Mi affrettati a rispondere: "A si! La saggezza!
Si ha sete di lei e non si diventa sazi, si guarda attraverso dei veli, si cerca di afferrarla con reti.
È bella? Che ne so! Ma anche le scarpe più vecchie e scaltrite abboccano alla sua esca.
Mutevole e impertinente essa è; spesso l'ho vista mordersi le labbra e pettinarsi i capelli contr'onda.
Forse è cattiva e falsa, e una donna in tutto e per tutto, ma proprio quando dice male di sé è seducente al massimo"
Quando dissi queste cose alla vita, si mise a ridere e chiuse gli occhi.
"Di chi parli?" Disse, "Di me, non è vero? E anche se tu avessi ragione - dirmi queste cose in faccia! Ma ora parlami anche della tua saggezza!"
Ahimè, e di nuovo apristi gli occhi, vita diletta! E di nuovo mi sembrò di sprofondare nel senza-fondo.
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

mercoledì 12 dicembre 2018

Il male, l'amore e la compassione


....L' uomo ha gioito troppo poco: solo questo, fratelli, è il nostro peccato originale!
Imparare a meglio gioire è per noi il modo migliore di disimparare a far male agli altri e ad escogitare cose che fanno male.
..Credetemi, fratelli: i rimorsi insegnano a mordere.
Ma la cosa peggiore sono i pensieri meschini.
Davvero, è meglio aver fatto del male che aver pensato meschinamente....
La cattiva azione è come un'ulcera: prude, gratta, scoppia - parla onestamente.
"Ecco, io sono malattia" - così parla la cattiva azione; questa è la sua onestà.
Ma il pensiero meschino è come il fungo: striscia e si rannicchia e non vuol essere in alcun posto..
A colui che è posseduto dal diavolo, io dico queste parole nell'orecchio: "è meglio che tu faccia diventare grande il tuo diavolo! Anche per te c'è una via di grandezza!"
Di ognuno si sa qualcosa di troppo! E certi ci diventano trasparenti, ma ciò nonostante siamo lontani dall'averli penetrati....
Non verso colui che ci ispira ripugnanza siamo ingiusti, bensì colui del quale non ci importa nulla.
Se hai un amico che soffre, sii asilo di pace al suo affanno, ma simile a un letto duro.... così gli gioverai al massimo.
E se un amico ti fa del male, devi dire: "Io ti perdono ciò che hai fatto a me; ma come potrei perdonarti di aver fatto ciò a te stesso!"
Così parla l'amore grande: esso supera anche il perdono e la compassione.
Bisogna tener fermo il proprio cuore; infatti, a lasciarlo andare, se ne va via ben presto anche la ragione!..
Guai a coloro che amano, se non hanno un'elevatezza che sia superiore alla loro compassione.
Così una volta mi parlò il diavolo: "Anche Dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini".
E di recente gli ho sentito dire: "Dio è morto; a causa della sua compassione per gli uomini.."
Perciò siatemi in guardia verso la compassione...
Ogni grande amore è superiore a tutta la propria compassione: infatti esso vuol ancora creare ciò che ama!
"Io offro me stesso al mio amore, il prossimo mio come me stesso!" Così sentono di parlare tutti coloro che creano.
Tutti coloro che creano - però - sono duri.
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

venerdì 7 dicembre 2018

Il cammino solitario


"Colui che cerca, finisce facilmente per perdersi. Ogni solitudine è una colpa": così parla il gregge.
E tu hai fatto a lungo parte del gregge.
La voce del gregge continuerà a risuonare dentro di te.
E quando dirai "Io non ho più la vostra stessa coscienza", ciò sarà un lamento e un dolore.
...sulla tua melanconia si riverbera, ardente, ancora l'ultimo bagliore di questa coscienza.
Ma tu vuoi procedere sul sentiero della tua melanconia, che è il sentiero verso te stesso? Fammi vedere che ne hai la forza e il diritto!
Sei...un moto primo? Una ruota che corre da sé? Sei capace di costringere le stelle a ruotarti intorno?...
Ahimè, vi sono tanti grandi pensieri che non fanno più di quel che faccia un mantice: gonfiano e rendono ancora più vuoti...
Sei tale da avere il diritto di sfuggire a un giogo?..
Libero da che cosa?... ma il tuo occhio deve limpidamente annunciarmi: libero per che cosa?
Sei capace di dare a te stesso il tuo male e il tuo bene e affiggere su di te la tua volontà come una legge?
Sei capace di essere per te stesso il giudice e il vendicatore della tua legge?...
Un astro viene proiettato nello spazio desolato e nel gelido respiro della solitudine.
Oggi soffri ancora a causa dei molti, tu che sei uno: oggi hai ancora per intero il tuo coraggio e le tue speranze...
Un giorno urlerai: "tutto è falso!"
Vi sono sentimenti che vogliono uccidere il solitario; se non ci riescono, devono morire essi stessi! Mai sei capace di essere assassino?...
E la tortura della tua giustizia: essere giusto verso coloro che ti disprezzano?
Tu costringi molti a ricominciare da capo nel conoscerti; ciò essi ti fanno pagar caro.
Sei giunto vicino a loro e sei passato oltre: non te lo perdoneranno mai...
Ma quanto più alto sali, tanto più piccolo ti vede l'occhio dell'invidia.
Ma più di tutti è invidiato colui che vola...
Fratello se vuoi essere una stella, devi nondimeno rilucere anche per loro!
E guardati dai buoni e giusti! Essi crocifiggono volentieri coloro che inventano le proprie virtù - essi odiano il solitario...
E guardati dagli accessi del tuo amore! Troppo precipitoso è il solitario nel tendere la mano a colui che incontra.
A certe persone non devi porgere la mano bensì solo la zampa; e io voglio che le tua zampa abbia anche artigli.
Ma il peggiore nemico che puoi incontrare, sarai sempre tu per te stesso; nelle caverne e nelle foreste ti tendi l'agguato a te stesso.
Da solo vai sul cammino che porta a te stesso! E il tuo cammino comprende anche te e i tuoi sette demoni!..
Tu ami te stesso e perciò ti disprezzi, come solo gli amanti sanno disprezzare.
Create vuole l'amante che disprezza! Chi sa che cosa è l'amore, se non è stato costretto a disprezzare ciò che amava!
Và nella solitudine, fratello, col tuo amore e con il tuo creare; solo in seguito la giustizia ti seguirà zoppicando.
Và con le mie lacrime nella solitudine, fratello. Io amo colui che vuole creare al di sopra di sé e cosi perisce.
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

mercoledì 5 dicembre 2018

L'oro interiore


Solo come riflesso della virtù più nobile, l'oro giunse al più nobile valore.
Simile all'oro, luccica lo sguardo di colui che dona. Lo splendore dell'oro sigilla la pace tra la luna e il sole.
Non volgare è la virtù più nobile e non utile, essa luccica di mite splendore: una virtù che dona è la virtù più nobile....
Insaziabile, l'anima vostra anela a tesori e gemme, perché la vostra virtù è insaziabile nella volontà di donare.
Voi costringete tutte le cose a venire a voi e dentro di voi, perché riscaturiscano dalla vostra sorgente come doni del vostro amore...un predone di tutti i valori deve diventare questo amore che dona...
Dove manca l'anima che dona, noi indoviniamo sempre la degenerazione...
In alto vola la vostra mente: così essa è il simbolo del nostro corpo, di un'elevazione  il simbolo...
Tutti quei momenti nei quali il vostro spirito vuol parlare un simboli: lì è l'origine della vostra virtù.
Lì il vostro corpo è elevato e risorto; col suo piacere esso delizia lo spirito, perché diventi colui che crea e valuta e ama e di tutte le cose il benefattore...
Lì è l'origine della vostra virtù.
Quando siete al di sopra della lode e del biasimo, e la vostra volontà vuol comandare a tutte le cose, come la volontà di uno che ama: lì è l'origine della vostra virtù...
Potenza è questa nuova virtù; un pensiero dominante essa è, attorno al quale si avvolge un'anima intelligente: un sole d'oro, e attorno a esso il serpente della conoscenza...
Rimanetemi fedeli alla terra, fratelli, con la potenza della vostra virtù! Il vostro amore che dona e la vostra conoscenza servano il senso della terra! Così vi prego e vi scongiuro....
Riportate...la virtù volata via sulla terra - sì, riportatela al corpo e alla vita: perché dia un senso alla terra, in senso umano!...
Il vostro spirito e la vostra virtù servano il senso della terra...
Perciò dovete essere combattenti! Perciò dovete essere creatori!
Il corpo si purifica nel sapere; facendo tentativi col sapere esso si eleva; a colui che conosce, tutti gli istinti si santificano; all'elevato, l'anima diventa gaia.
Medico aiuta te stesso: così aiuterai anche i tuoi malati....
Che egli guardi con gli occhi colui che risana se stesso...
Dal futuro giungono venti segretamente alitanti: la buona novella si rivela alle orecchie dei fini...
La terra deve ancora diventare un luogo di salute! E già intorno a essa alita profumo nuovo, che reca salute, - e una nuova speranza!...
L' uomo della conoscenza deve non soltanto saper amare i suoi nemici, bensì anche odiare i suoi amici.
Si ripaga male un maestro, se si rimane sempre scolari...
Voi non avete ancora cercato voi stessi: ecco che trovaste me.
Così fanno tutti i credenti; perciò ogni fede vale così poco.
E ora vi ordino di perdermi e di trovarvi; e solo quando mi avrete tutti rinnegato io tornerò tra voi...
Con altro amore allora vi amerò...
Quando l'uomo sta al centro del suo cammino tra l'animale e il superuomo, e celebra il suo avviarsi alla sera come la sua speranza più elevata: giacché quella è la via verso un nuovo mattino.
Allora colui che tramonta benedirà se stesso, come uno che passa dall'altra sponda; e il sole della sua conoscenza starà per lui nel meriggio...
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

venerdì 30 novembre 2018

Lo Stato


Si chiama Stato il più gelido di tutti i gelidi mostri.
Essi è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fiori di bocca: "Io, lo Stato, sono il popolo".
È una menzogna!...
Distruttori sono coloro che sistemano trappole per i molti e li chiamano Stato...
Lo Stato mente in tutte le lingue del bene e del male; e qualunque cosa dica, mente - e tutto quanto possiede, l'ha rubato.
Tutto è falso nello Stato...
Troppi vengono al mondo; per i superflui fu inventato lo Stato.
Guardate come alletta i troppi! Come li ingoia, digerisce, rumina!...
Esso sussurra le sue sinistre menzogne! Ahimè, esso sa scoprire i cuori generosi che volentieri si prodigano!
Anche voi stessi sa scoprire, voi vincitori del vecchio dio!
Stanchi siete usciti dal combattimento, e ora la vostra stanchezza presta servizio anche al nuovo idolo (lo Stato)!...
Compra lo splendore delle vostre virtù e lo sguardo dei vostri occhi orgogliosi....
Io lo chiamo Stato il luogo dove si trovano tutti i bevitori di veleno, buoni e cattivi: Stato è dove tutti si perdono, buoni e cattivi: Stato è dove il lento suicidio di tutti - è chiamato "vita"...
Essi rubano per sé le opere degli inventori e i tesori dei saggi: istruzione essi chiamano questo furto - e tutto diventa per essi malattia e vessazione!...
Vomitano la bile e la chiamano giornale...
Acquistano ricchezze cosi diventano più poveri...
Guardate come si arrampicano, queste agili scimmie! Nell'arrampicarsi si scavalcano a vicenda e così si trascinano nel fango e nella bassezza.
Tutti quanti vogliono giungere al trono: la loro demenza è credere che sul trono debba la felicità! Spesso è il fango che siede sul trono - e spesso anche il trono siede sul fango.
...tutti questi servitori (dello Stato) esaltano per me un odore cattivo....
Allontanatevi dall'idolatria dei superflui!..
Allontanatevi dalle esalazioni di questi sacrifici umani!
La terra è ancora aperta e libera per i magnanimi.
Ancora sono vuote le residenze fatte per gli eremiti solitari...che sono avvolte dal profumo di mari silenziosi.
Una vita libera è ancora possibile è aperta ai magnanimi.
In verità, colui che poco possiede è tanto meno posseduto...
Là dove lo Stato finisce, comincia l'uomo che non è superfluo; la comincia il canto della necessità, la melodia unica e insostituibile.
Là dove lo Stato finisce ... non vedete l'arcobaleno e i ponti del superuomo?
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

venerdì 23 novembre 2018

Dolore e piacere


Il dolore dice: "Spezzati, sanguina, cuore! Cammina, gamba! Ala, vola! Su! In alto! Dolore!"
Ebbene! Orsù! Vecchio mio cuore: "dice il dolore: perisci!"...
Dolore è anche un piacere, maledizione è anche una benedizione, notte è anche un sole, - andate via o vi toccherà imparare: un saggio è anche folle....
Ogni piacere vuole l'eternità di tutte le cose, vuole miele, vuole feccia, vuole mezzanotte ebbra, vuole avelli, vuole il conforto delle lacrime sui sepolcri, vuole il rosso orifiammante della sera - cosa vuole il piacere! È più assetato, più tenero, più affamato, più pauroso, più misterioso di ogni sofferenza, vuole se stesso, morde se stesso, in esso lotta la volontà dell'anello, - vuole amore, vuole odio, trabocca di ricchezza, dona, butta via, mendica, perché qualcuno lo prenda, ringrazia colui che prende, vorrebbe essere odiato, - così ricco è il piacere, che ha sete di sofferenza, d'inferno, di odio, di vergogna, di storpiato, di mondo, - perché questo mondo: oh, voi lo conoscete!
...il piacere anela a voi, sfrenato, beato, - alla vostra sofferenza, o malriusciti!
 Ogni eterno piacere anela a ciò che è malriuscito.
Perché ogni piacere vuole se, perciò vuole anche sofferenza!
Oh felicità, oh dolore! Oh, spezzati cuore!...
Piacere vuole eternità, - piacere vuole eternità di tutte le cose, vuole profonda, profonda eternità!...
Uomo sii attento!
Che dice la mezzanotte profonda?
"Io dormivo, dormivo -,
Da un sonno profondo mi sono risvegliata:
Profondo è il mondo,
E più profondo che nei pensieri del giorno.
Profondo è il suo dolore -,
Piacere - più profondo ancora di sofferenza:
Dice il dolore: perisci!
Ma ogni piacere vuole eternità -,
- vuole profonda profonda eternità!"
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

martedì 30 ottobre 2018

Il nemico e l'amico

Nemico
Dai nostri migliori nemici non vogliamo essere risparmiati, e nemmeno da coloro che amiamo nel profondo...
Se non potete essere santi della conoscenza, siate almeno i guerrieri...
Io vedo molti soldati: vedessi molti guerrieri!...
Il vostro nemico voi dovete cercare...
Dovete amare la pace come mezzo per nuove guerre...
Sia il vostro lavoro una battaglia, sia la vostra pace una vittoria!
Solo chi ha la freccia e l'arco è capace di assidersi silenzioso...
Non la vostra compassione, bensì il vostro coraggio ha finora salvato le persone in pericolo...
Bisogna che siate superbi del vostro nemico: allora i successi del vostro nemico saranno anche i vostri successi...
Il vostro amore per la vita sia amore per la vostra speranza più alta: e la vostra speranza più alta sia il pensiero più alto della vita!...
L'uomo è qualcosa che deve essere superato..
Qual guerriero vuol essere risparmiato! 
Io non vi risparmio, io vi amo dal profondo, fratelli nella guerra!

Dell'amico 
Io e me sono sempre troppo presi dal loro colloquio: come sopportarlo, se non ci fosse un amico?
Per il solitario l'amico è sempre il terzo: il terzo è il sughero che impedisce al colloquio dei due di sprofondare nell'abisso....
La nostra fede in altri rivela in che cosa noi vorremmo credere di noi stessi.
Il nostro anelare a un amico è ciò che ci tradisce.
E spesso l'amore non è altro che un tentativo di superare d'un balzo l'invidia..
Nel proprio amico si deve onorare anche il nemico...
Nel proprio amico bisogna avere anche il proprio miglior nemico.

Col tuo cuore devi essergli massimamente vicino, proprio quando ti doppioni a lui...
Non ti adornerai mai abbastanza per piacere al tuo amico: infatti devi essere per lui la freccia che anela verso il superuomo..
Che cos'è il volto del tuo amico? È il tuo volto stesso, su di uno specchio ruvido e imperfetto...
Nell'indovinare e nel tacere l'amico dev'essere maestro: bisogna che tu non voglia vedere tutto.
Il tuo sogno deve rivelarti ciò che il tuo amico fa nella veglia....
Sei aria pura e solitudine e pane e medicina per il tuo amico? Vi sono certi che non sanno infrangere le proprie catene, pure sono i liberatori dell'amico...
Il vostro amore del prossimo è il vostro cattivo amore per voi stessi.
Voi fuggite verso il prossimo fuggendo da voi stessi...

Il tu e più antico dell'io; il tu è stato santificato, ma non ancora l'io...
Non riuscire a sopportare voi stessi e non vi andate abbastanza: ora volete sedurre il prossimo all'amore e trasfiguararvi nel suo errore...
"Il contatto con gli uomini rovina il carattere, specie se non si ha carattere".
Chi va dal prossimo, perché cerca se stesso, e chi, vorrebbe perdersi.
Il vostro cattivo amore di voi stessi vi trasforma la solitudine in un carcere...

Io non vi insegno il prossimo, bensì l'amico.
L'amico sia per voi la festa della terra e un presentimento del superuomo.
Io vi insegno l'amico e il suo cuore riboccante.
Ma bisogna saper essere spugna, se si vuole essere amati da cuori riboccanti.
Io vi insegno l'amico, nel quale il mondo si trova compiuto, una coppa del bene -l'amico che crea, che ha sempre da donare un mondo compiuto...
Nel tuo amico devi amare il superuomo come causa di te..
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

giovedì 25 ottobre 2018

Anima e istinti


Tu aspiri alla libera elevatezza, la tua anima ha sete di stelle.
Ma anche i tuoi istinti malvagi hanno sete di libertà.
I tuoi cani furiosi vogliono essere lasciati liberi; essi latrano dal piacere nel loro sotterraneo, se il tuo spirito si propone di aprire tutte le prigioni.
...tu sei ancora un prigioniero che almanacca sulla sua libertà: ahimè, l'anima del prigionieri come te diventa intelligente, ma anche astuta e cattiva.
Colui che è liberato nello spirito deve però anche purificarsi.
In lui sono ancora molti resti di carcere e di marciume: il suo occhio deve ancora diventare puro.
...Non buttare via il tuo amore e la tua speranza!
Ancora ti senti nobile, e nobile ti sentono anche gli altri, che ti detestano e ti lanciano occhiate malvagie.
Sappi che a tutti è di ostacolo una persona nobile.
Anche ai buoni è di ostacolo una persona nobile...
La persona nobile vuole creare cose nuove e una nuova virtù.
Il buono vuole, invece, le cose vecchie e che si conservino....
Io ho conosciuto persone nobili che hanno perduto la loro speranza più elevata.
E allora calunniano tutte le speranze elevate...
"Lo spirito è anche voluttà"..
Perciò hanno spezzato le ali al loro spirito: che ora striscia per terra e contamina ciò che rode.
Un tempo pensarono di diventare eroi: oggi sono dei dissoluti.
Davanti all'eroe provano rimorso e orrore...
Non buttar via l'eroe che è nella tua anima! Mantieni sacra la tua speranza più elevata!...
Piena è la terra di superflui, corrotta la vita dai troppi...
Gli esseri... che portano dentro di sé la belva rapace e non hanno scelta che tra i piaceri e l'autoflagellazione. 
E anche i loro piaceri restano autoflagellazioni...
I tisici dell'anima...
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

martedì 23 ottobre 2018

Zarathustra: la virtù


Fratello se tu hai una virtù, ed la tua virtù, allora non l'hai in comune con alcuno.
Certo, tu vuoi chiamarla per nome e vezzeggiarla; 
vuoi tirarle all'orecchio e scherzare con essa.
Ma ecco! 
Ora hai il suo nome in comune col popolo e, con la tua virtù, sei diventato popolo e gregge...
Una volta avevi delle passioni e le chiamavo cattive.
Ma adesso non hai altro che le tue virtù: 
esse sono cresciute dalle tue passioni.
Nel cuore di queste passioni ha posto la tua meta più alta: così sono diventate te le tue virtù e le tue gioie...
Alla fine tutte le tue passioni sono diventate virtù e tutti i tuoi diavoli angeli...
Dai tuoi veleni ti sei distillato il tuo balsamo: hai munto la tua vacca melanconia - e ora bevi il dolce latte della sua mammella...
Fratello se hai fortuna hai una sola virtù e non più: 
così puoi più lievemente attraversare il ponte.
Avere molte virtù è una distinzione, ma anche una sorte difficile...
Guarda come ognuna delle tue virtù brama la vetta suprema; 
vuole tutto il tuo spirito perché sia il suo araldo, vuole tutta quanta la tua forza nell'ira, nell'amore e nell'odio.
Ogni virtù è gelosa dell'altra e la gelosia è una cosa terribile.
Anche le virtù possono perire di gelosia.
Chi è avvolto dalla fiamma della gelosia, finisce per fare come lo scorpione e rivolge contro di sé l'aculeo avvelenato.
Ahimè fratello, non hai mai visto una virtù calunniare e trafiggere se stessa?
L' uomo è qualcosa che deve essere superato: 
e perciò devi amare le tue virtù - giacché di esse perirai.
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

giovedì 18 ottobre 2018

Le tre metamorfosi: cammello, leone, fanciullo


Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa cammello, e il cammello leone,  e infine il leone fanciullo.
Molte cose pesanti vi sono per lo spirito, lo spirito forte e paziente nel quale abita la venerazione: la sua forza anela verso cose pesanti, più difficile a portare....
Tutte queste cose, le più gravose da portare, lo spirito paziente prende su di sé: come il cammello che corre in fretta nel deserto sotto il suo carico, così forte anche lui nel suo deserto.
Ma là dove il deserto è più solitario avviene la seconda metamorfosi: qui lo spirito diventa leone, egli vuol come preda la sua libertà ed essere signore del proprio deserto.
Qui cerca il suo ultimo signore: il nemico di lui e del suo ultimo dio vuol egli diventare, con il grande drago vuol e gli combattere per la vittoria...
"Tu devi" si chiama il grande drago.
Ma lo spirito del leone dice "io voglio".
"Tu devi" gli sbarra il cammino, un rettile dalle squame scintillanti come l'oro, e su ogni squama splende a lettere d'oro "tu devi!"
Valori millenari riplendono su queste squame...
"Tutti i valori sono già stati creati, e io sono - ogni valore creato. In verità non ha da essere più alcun "io voglio!"...
Perché il leone è necessario allo spirito? Perché non basta la bestia da sola, che a tutto rinuncia ed è piena di venerazione?
Creare valori nuovi - di ciò il leone non è ancora capace; ma crearsi la libertà per una nuova creazione - di questo è capace la potenza del leone.
Crearsi la libertà e un no sacro anche verso il dovere, per questo è necessario il leone.
Prendersi il diritto per i valori nuovi...
Che cosa sa fare il fanciullo, che neppure il leone sa fare?...
Innocenza è il fanciullo e oblio, nuovo inizio, un giuoco, una ruota ruotante da sola, un primo moto, un sacro dire di sì.
Sì, per il giuoco della creazione... occorre un sacro dire di sì: ora lo spirito vuole la sua volontà, il perduto per il mondo conquista per sé il suo mondo.
Tre metamorfosi vi ho nominato dello spirito: come lo spirito divenne cammello, leone il cammello e infine il leone fanciullo..
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

martedì 16 ottobre 2018

Zarathustra: il corpo

...Questo io crea, vuole, valuta ed è la misura e il valore delle cose.
E questo che è l'essere più onesto, l'io - questo parla del corpo e vuole il corpo, anche quando si induce a poetare e fantasticare e svolazza qua e là con le ali spezzate.
Esso impara a parlare sempre più onestamente, l'io: è quanto più impara, tanto più trova parole in onore del corpo e della terra.
Un uomo orgoglioso mi ha insegnato l'io, e io lo insegno agli uomini: non ficcare più la testa nella sabbia delle cose del cielo, bensì portarla liberamente, una testa terrena, che crea il senso della terra!..
Possano cominciare a guarire e a superare se stessi e a crearsi un corpo più nobile!
Corpo io sono e anima - così parla il fanciullo....
Il corpo è una grande ragione, una pluralità con un solo senso, una guerra e pace, un gregge e un pastore...
"Io" dici tu, e sei orgoglioso di questa parola.
Il tuo corpo e la sua grande ragione: essa non dice "io", ma fa "io".
Ciò che il senso sente lo spirito conosce, non ha mai dentro di sé la propria fine.
Ma il senso e lo spirito vorrebbero convincerti che sono loro la fine di tutte le cose... dietro di loro sta il Sé.
Il Sé cerca anche con gli occhi dei sensi, ascolta anche con gli orecchi dello spirito...
Il Sé ascolta e cerca: esso compara, costringe, conquista, distrugge.
Esso domina ed è il signore anche dell'io.
Dietro ai tuoi pensieri e sentimenti..sta un possente sovrano, un saggio ignoto - che si chiama Sé.
Abita nel tuo corpo, è il tuo corpo.
Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza.
Il Sé creatore ha creato... Il piacere e il dolore.
Il corpo creatore ha creato per sé lo spirito, e una mano della sua volontà....
Tratto da "Cosi parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

giovedì 11 ottobre 2018

L'uomo... un ponte.


L'uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo - un cavo al di sopra dell'abisso.
Un passaggio periglioso, un periglioso essere in cammino, un periglioso guardarsi indietro e un periglioso rabbrividire e fermarsi.
La grandezza dell'uomo è di essere un ponte e non uno scopo: nell'uomo si può amare che egli sia una transizione e un tramonto.
Io amo coloro che non sanno vivere se non tramontando, poiché essi sono una transizione...
Io amo colui che vive per la conoscenza e vuole conoscere, affinché un giorno viva il superuomo...
Io amo colui che ama la virtù: giacché virtù e volontà di tramontare è una freccia anelante.
Io amo colui che non serba per sé una goccia di spirito, bensì vuol essere un tutti e per tutto lo spirito della sua virtù: in questo modo egli passa, come spirito, al di là del ponte.
Io amo colui che nella sua virtù fa un'inclinazione e un destino funesto:così egli vuole vivere, e insieme non più vivere, per amore della sua virtù...
Io amo colui l'anima del quale si dissipa e non vuole essere ringraziato, né dà qualcosa in cambio; giacché egli dona sempre e non vuol conservare se stesso....
Io amo colui l'anima del quale è profonda anche quando viene ferito e che può perire anche a causa di vicende meschine: così egli passa volentieri al di là del ponte....
Io amo colui che è di spirito libero e libero di cuore: il suo cervello, in tal modo, non è altro che le viscere del cuore, ma il suo cuore lo spinge a tramontare.
Io amo tutti coloro che sono come gocce grevi, cadenti una a una dall'oscura nube incombente sugli uomini: essi preannunciano il fulmine e come messaggeri periscono.
Ecco, io sono un messaggero del fulmine e una goccia greve cadente dalla nube: ma il fulmine si chiama superuomo.
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche

martedì 9 ottobre 2018

Zarathustra: prologo


"Gli uomini, io non li amo. L'uomo è per me una cosa troppo imperfetta. L'amore per gli uomini mi ammazzerebbe... non di amore dovevo parlare! Io reco gli uomini un dono"
"Io vi insegno il superuomo. L'uomo è qualcosa che deve essere superato. Che avete fatto per superarlo?
Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sé; e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l'uomo?"
"Avete percorso il cammino dal verme all'uomo, e molto in voi ha ancora del verme. In passato foste scimmie, e ancor oggi l'uomo è più scimmia di qualsiasi scimmia"
"Il superuomo è il senso della terra... fratelli rimanete fedeli alla terra...
Commettere il sacrilegio contro la terra, questa è oggi la cosa più orribile, e apprezzare le viscere dell'imperscrutabile più del senso della terra"
"Bisogna essere un mare per accogliere un fiume immondo, senza divenire impuri...
Io vi insegno il superuomo: egli è il mare, nel quale si può inabissare il vostro grande disprezzo"
"È tempo che l'uomo fissi la propria meta. È tempo che l'uomo pianti il seme della sua speranza più alta.
Il suo terreno è ancora fertile abbastanza per ciò.
Ma questo terreno un giorno sarà impoverito e addomesticato, e non ne potrà più crescere un albero superbo"
"Voglio insegnare agli uomini il senso del loro essere: che è il superuomo e il fulmine che viene dalla nube oscura uomo.
Ma io sono ancora lontano da loro, ed essi non sentono come io sento"
"A portar via molti dal gregge - per questo io sono venuto"
"Canterò il mio canto per gli eremiti solitari o sdoppiati; e chi ha ancora orecchi per le cose inaudite, a lui voglio rendere il cuore greve della mia felicità"
"Un'aquila voltaggia in larghi circoli per l'aria, ad essa era appeso un serpente, non come preda, ma come un amico: le stava infatti inanellato al collo....
L'animale più orgoglioso sotto il sole e l'animale più intelligente sotto il solec- erano in volo per esplorare il terreno...
Ho trovato più pericoli tra gli uomini che in mezzo alle bestie.... possano guidarmi i miei animali....
..Prego il mio orgoglio di seguire sempre la mia intelligenza!
E se un giorno la mia intelligenza mi abbandonerà... possa almeno il mio orgoglio volar via con la mia follia!"
Tratto da "Così parlò Zarathustra" di F Nietzsche

lunedì 25 agosto 2014

Nietzsche: la fantasia

«Senza mito però ogni civiltà perde la sua sana creativa forza di natura: solo un orizzonte delimitato da miti può chiudere in unità tutto un movimento di civiltà...
Le immagini del mito devono essere i demonici custodi, inosservati e onnipresenti, sotto la cui vigilanza cresce l'anima giovane e dai cui segni l'uomo interpreta la propria vita e le proprie lotte»
L'originalità umana si manifesta soprattutto nell'irruzione della fantasia nella vita. La creazione di un universo immaginario e il manifestarsi favoloso dei miti nascono dal mistero dell'esistenza.
Il mistero si offre alla fantasia fa parte della sua essenza. È manifestazione della nostra creatività, grazie ad essa il nostro essere sconosciuto, le nostre potenzialità di vita, il nostro talento nascosto entrano con forza nello spazio del quotidiano e spezzano la monotonia di ogni giorno.
La fantasia è la regione intermedia che separa l'uomo dal mondo: è una regione piena di gioia, di meraviglia, e di tranquillità. È il luogo senza tempo della nostra intimità, non è circondato di barriere o da limiti prestabiliti: è una costante e gioiosa apertura alla realtà.
Ci fa abitare il mondo con la coscienza del benessere, non più con quella dell'affanno e della preoccupazione.
La fantasia respingere le esperienze infelici e attira quelle felici, ci aiuta a creare e ad amare il nostro mondo.
Essa ha le sue radici nell'infanzia e si fissa nell'età adulta attraverso l'esperienza dello sguardo incantato del bambino  che trasforma ogni cosa in un gioco.
Proviamo a vivere questa normale esistenza con il  gioco della fantasia, coloriamola con le tonalità del mito: la nostra auto è ora un cavallo alato che galoppa tra le nuvole, l'ufficio è l'Olimpo, la dimora degli dei.
«O questi greci! Loro sì sapevano vivere; per vivere occorre arrestarsi animosamente alla superficie, all' increspatura, alla scorza, adorare l'apparenza, credere a forme, suoni, parole, all'intero olimpo dell'apparenza! Questi greci erano superficiali per profondità! .....Adoratori delle forme, dei suoni, delle parole? Appunto perciò...artisti?»
La poesia della vita è un campo irrigato da cose che hanno in se stesse la loro meta. Se ci immaginiamo in esse, se ci sospendiamo desideri, progetti e aspettative, allora sentiamo in noi fluire la vita con spontaneità. Abbiamo così la sensazione di superare i nostri limiti e di accedere a quella dimensione dell'esistenza dove eternità e piacere di esistere si offrono di continuo in ogni istante vissuto. Dove superficialità e profondità si intrecciano senza collidere tra loro.
Tratto da: "Nietzsche filosofia e salute"

lunedì 14 luglio 2014

Nietzsche: apriamoci alla spiritualità

«Esser felice nel contemplare, con volontà annientata, senza rapacità o concupiscenza egoistica - freddo e grigio in tutto il corpo, ma con gli occhi inebriati dalla luna! Sarebbe per me la cosa più cara...amare la terra come l'ama la luna è non toccar che con lo sguardo la sua bellezza. E io chiamo immacolata questa contemplazione di tutte le cose, nella quale altro non chiedo loro che di potermene stare davanti a esse come uno specchio con cento occhi»
Nietzsche rovescia in in qualche modo l'immagine del porsi sulla vetta del monte.
La cima del monte anziché porsi sopra di noi è dentro di noi. Non si raggiunge  affidandosi allo sforzo di una scalata: speranze, sogni, ecc...ma semplicemente rivolgendosi a noi stessi attraverso la meditazione.
La meditazione non richiede nessuna disciplina. È liberazione della mente da tutti i pensieri e soprattutto da ogni forma di volontà.
Equivale a ricevere la luce che proviene dalla nostra interiorità e a raccoglierci in noi stessi in silenzio.
La meditazione non è un viaggio finalizzato a raggiungere una meta, nel momento in cui meditiamo siamo già arrivati: ci sentiamo bene.
«La mia formula per ciò che vi è di grande nell'uomo è amor fati: non voler nulla di diverso, né davanti né alle spalle, né in tutta l'eternità»
Evitare di compiangersi, modificare il nostro sguardo, renderlo più leggero, sgravarlo dai pensieri negativi:
Rivolgiamolo verso la nostra anima e scopriamo che cosa essa desidera comunicarci, ci accorgeremo così che essa ci vuole condurre su una strada diversa da quella che  finora abbiamo battuto.
Ci rendiamo conto che un eventuale fallimento nella nostra vita è solo un segnale che ci invia per spingerci verso i lidi dove il nostro talento potrà esprimersi in tutta libertà.
Basta lasciarsi andare senza resistere all'energia che l'anima sprigiona anche nelle situazioni più difficili.
L'interiorità è rischiarata solo dal bagliore del mistero, il mistero dell'energia dell'universo che prende forma nel progetto di autorealizzazione che ognuno ports dentro di sé:
Quello che gli antichi greci chiamavano demone, esso va lasciato libero di esprimersi, ci si deve affidare a lui.
Per Nietzsche il motto di Socrate "conosci te stesso" va riformulato in "diventa te stesso", diventare se stessi equivale ad accettare la necessità del destino incarnato dal proprio demone, significa lasciarlo libero di manifestare la sua energia creativa che è una forza rigeneratrice capace di donare alla vita pienezza e soddisfazione.
«La credenza in spiriti grandi, superiori, fecondi, è ancora non necessariamente ma molto spesso, legata alla superstizione in tutto o in parte religiosa, per la quale quegli spiriti sarebbero di origine sovrumana e possiederebbero certi poteri miracolosi, per mezzo dei quali acquisterebbero le loro conoscenze per via tutta diversa dagli altri uomini»
I modelli si trasformano prima o poi in imposizioni inconsapevoli, spingendoci ad adeguarci a schemi sperimentati da altri.
Ci privano in modo inconsapevole della nostra individualità.
Per realizzarci abbiamo solo bisogno di far convergere il nostro sguardo verso il centro di noi stessi.
Adattato da "Nietzsche: filosofia e salute"
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