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domenica 7 luglio 2013

Noi e l’Universo

 

Leggendo il libro di Paulo Coelho “Sono come il fiume che scorre”, mi sono imbattuta in questo racconto che nella maniera più semplice ed elementare spiega come noi siamo parte della matrix divina, come essendo ognuno una parte del Tutto siamo a nostra volta responsabili del Tutto, come un ologramma che è composto dalla stessa immagine ripetuta migliaia  di volte per conferire un aspetto tridimensionale alla proiezione finale.

Il capitolo si chiama: Come il tutto può stare in una parte;
‘Riunione conviviale nella casa di un pittore paulista che vive a New York. Chiacchierando di angeli e di alchimia. A un certo punto, tento di spiegare ad altri invitati l’idea alchimistica secondo la quale ciascun essere umano racchiude l’Universo intero – ed è responsabile di esso.
Lotto con le parole, tuttavia non riesco a trovare un’immagine vivida che possa spiegare questo concetto. Il pittore, che scolta in silenzi, chiede ai presenti di guardare dalla finestra.
“Che cosa vedete?”
“Una strada del Village” risponde qualcuno.
Il pittore appiccica un foglio sul vetro – adesso non si riesce più a vedere la via. Poi, con un temperino, ritaglia un piccolo quadrato nella carta.
“Adesso, se qualcuno guarda da qui, che cosa vede?”
“La stessa strada” replica un altro invitato.
Il pittore ritaglia vari quadrati sul foglio.
“Come ogni finestrella di questa carta contiene la stessa strada, ciascuno di noi racchiude il medesimo Universo” dice.
E tutti applaudono per la bella immagine che ha trovato.’

 
Cambiare noi stessi è il primo passo per cambiare il mondo, è come se ti abitui alla positività dentro di te, tutto il resto intorno a te sembra più bello, generoso, altruista…
Solo chi non riesce a iniziare da sé stesso non capirà mai questa regola.
Ho aperto il blog per mettere a disposizione una parte di ciò che ho appreso nei libri, perché un giorno qualcuno potrebbe averne bisogno come un giorno io potrei aver bisogno di altre informazioni e sicuramente le troverò… pensate a quelle giornate in cui va tutto storto… ma pensate invece anche alle giornate che fate iniziare con un atto di generosità e si innesca un giro di avvenimenti positivi!!
Amo Jung perché ha speso la sua vita a capire quanto sia importante il processo di individuazione e scriverlo per l’umanità in modo da lasciare l’insegnamento a tutti, lui era pienamente convinto che il cambiamento parte da noi, non senza difficoltà ma con coraggio e autocoscienza!!
L’Universo, Dio, l’Inconscio Collettivo, è dentro di noi e allo stesso tempo ci circonda e ci comprende.
Spero che questo post possa far riflette sull’importanza di affermare il proprio Sé!

Citerò qualche frase tratte dal libro: “L’impronta dell’anima” di Marc Gafni
“Siamo tutti punti nel ritratto di Dio!”

“Si è felici quando si vive la propria impronta dell’anima”

“Essere iniziati consiste nel conoscere l’arte dell’essere pienamente presenti nel ricevere il segreto di un essere umano”

“La candela di Dio è l’anima dell’uomo”

“Un numero è l’appello dell’infinito attraverso un punto finito”

“Il numero è la chiamata dell’Uno attraverso il singolo”

Anche persone eccezionali come Albert Einstein, e Gustavo Rol erano pienamente convinti dell’interconnessione di tutti gli esseri umani e della deità insita in noi…

 
 

sabato 29 giugno 2013

L'Altra Parte di noi


"L'Altra Parte è la prima cosa che si apprende quando si vuole seguire la Tradizione della Luna, solo intendendo l'Altra Parte si comprende come la conoscenza si possa trasmettere attraverso il tempo... Noi siamo eterni perché siamo manifestazioni di Dio, ecco perché attraversiamo molte vite e molte morti, uscendo da un punto che nessuno conosce e dirigendoci verso un altro punto parimenti ignoto.
Dio decise di fare determinate cose in una certa maniera, ma il motivo per cui agì in questo modo è un segreto che solo Lui conosce.
In qualsiasi caso ciò accade.
E quando gli uomini pensano alla reincarnazione, arrivano sempre a scontrarsi con una domanda molto ardua: se all'inizio c'erano pochi esseri umani sulla faccia della Terra, e oggi ne esistono così tanti, da dove provengono queste nuove anime?
La risposta è semplice, in alcune reincarnazioni, noi ci dividiamo. Proprio come i cristalli e le stelle, le cellule e le piante, anche le nostre anime si dividono.
La nostra anima si scinde in due, e ciascuna di queste nuove entità si suddivide in altre due...e così nel giro di alcune generazioni, ognuno di noi si trova ad abitare buona parte della Terra.
Ma quale parte ha la coscienza di chi è una o tutte?
Noi facciamo parte di ciò che gli alchimisti chiamano Anima Mundi, l'Anima del Mondo, se questa dovesse soltanto suddividersi, si indebolirebbe sempre di più, nonostante la diffusione e l'accrescimento.
Ecco perché, mentre la nostra anima si divide, contemporaneamente si ritrova. E questo incontro si chiama Amore. Allorché si scinde, l'anima origina sempre una parte maschile e una femminile.
È quanto si afferma in alcune trascrizioni del Libro della Genesi: l'anima di Adamo si divise ed Eva nacque dall'interno di lui.
Anche le carte sono molte e tutte appartengono allo stesso mazzo ma per comprendere il loro messaggio abbiamo bisogno di ciascuna di esse: ognuna è ugualmente importante. E questo vale anche per le anime.
Tutti gli esseri umani sono collegati tra loro, proprio come gli arcani di questo mazzo.
In ogni vita abbiamo  il misterioso obbligo di ritrovarci con almeno una di queste Altre Parti. L'Amore Sommo, quello che le ha separate, si rallegra per l'Amore che le unisce di nuovo.
È possibile identificare l'Altra Parte di sé dal bagliore dello sguardo: sin dall'inizio dei tempi era questo il modo che persone riconoscevano il vero Amore.
E questo si trova correndo dei rischi, correndo il rischio del fallimento, delle delusioni, delle disillusioni, ma non cessando mai di cercare l'Amore. Chi persevera nella ricerca trionferà.
Possiamo incontrare più di un'Altra Parte di noi in ogni vita.
E quando ciò accade il cuore si ritrova diviso e il risultato è dolore e sofferenza. Sì è possibile incontrate tre o quattro Altre  Parti, perché noi siamo tanti, e molti sparpagliati.
Esiste una sola essenza della Creazione e si chiama Amore. L'Amore è la forza che ci permette di ricongiungerci, per condensare l'esperienza sparsa in molte vite e in molti luoghi del moldo.
Dobbiamo reputatci responsabili dell'intera Terra, poiché ignoriamo dove si trovano le Altre Parti che siamo stati sin dall'inizio dei tempi. Se esse staranno bene, saremo felici se stanno male soffriremo inconsapevolmente del loro dolore.
Ma soprattutto noi abbiamo l'obbligo di ricongiungerci, almeno una volta in ogni incarnazione con l'Altra Parte giacché, sicuramente la incontreremo lungo il nostro cammino, magari solo per qualche istante. In qualsiasi caso, quegli attimi racchiuderanno un amore così intenso da giustificare il resto della nostra esistenza.
Ovviamente è possibile che l'Altra Parte di noi prosegua per la sua strada: accade quando ci rifiutiamo di accettarla, o magari non ci accorgiamo della sua presenza.
In tal caso, avremmo bisogno di una nuova incarnazione per rincontrarla e ricongiungerci ad essa.
Tratto da "Brida" di Paulo Coelho
La Fiamma Gemella

venerdì 28 giugno 2013

L'uomo massa e il processo d'individuazione


 

 “Quando la coscienza soggettiva preferisce le rappresentazioni e le opinioni della coscienza collettiva e si identifica con esse, i contenuti dell’inconscio collettivi vengono rimossi.
La rimozione ha delle conseguenze tipiche: la carica energetica dei contenuti rimossi si somma fino a un certo punto a quella che il fattore che è causa della rimozione, la cui efficacia aumenta in proporzione.
Più aumenta la sua carica, più l’atteggiamento repressivo assume carattere fanatico e si avvicina quindi al capovolgimento nel contrario, alla cosidetta enatiodromia.
Maggiore è la carica della coscienza collettiva, più l’Io perde la sua importanza pratica.
Esso in un certo qual modo viene assorbito dalle opinioni e dalle tendenze della coscienza collettiva: il risultato è l’uomo massa, che si identifica in qualche “ismo”.
L’Io conserva la sua autonomia soltanto se sa mantenere una posizione equidistante tra gli estremi.
Questo però è possibile solo se l’Io è cosciente di ciò che “succede” intorno a lui.
Capi sociali, politici e religiosi concorrono a rendergli difficile di emettere un giudizio , tutti vogliono che la decisione cada in favore di un’unica cosa, vogliono l’identificazione assoluta dell’individuo con una “verità” necessariamente unilaterale.
L’uomo del passato ,come quello medievale, non era caduto in preda alla mondanità perché riconosceva che oltre alle potenze manifeste tangibili di questo mondo c’erano anche quelle metafisiche ugualmente influenti che non poteva trascurare, l’uomo di massa moderno invece è preda di un’unilateralità di concezioni dotate di fondamento scientifico.
Queste concezioni si riferiscono tutte quante alla conoscenza dell’oggetto esterno, trascurando così la conoscenza di sé che in questo modo così unilaterale, diventa il problema principale dell’era moderna.
Invece vi sono fattori psichici obbiettivi la cui importanza pratica non è minore, per non dir altro, di quella dell’automobile o della radio.
La condizione psichica è minacciata da pericolose identità della coscienza soggettiva con la coscienza collettiva.
Un’identità del genere produce infallibilmente una psiche di massa con la sua inarrestabile tendenza alle catastrofi.
Per fuggire a questa terribile minaccia la coscienza soggettiva deve evitare l’identificazione con la coscienza collettiva riconoscendo sia la propria ombra sia l’esistenza e l’importanza degli archetipi.
Gli archetipi rappresentano una protezione efficace contro la strapotenza della coscienza sociale e della psiche di massa che questa comporta.
L’archetipo può rivelarsi un grande aiuto per il suo fattore spirituale ma anche un gran pericolo a causa della sua parte oscura e celata quindi l’uomo è destinato a svolgere nella sua vita un ruolo decisivo nel dissolvere questo enigma , grazie alla sua coscienza che è sorta come una luce nel buio abisso del mondo primigenio.
La massificazione che deriva dal rifiuto di questo sforzo di coscienza, distrugge il senso dell’individuo e quindi anche il senso della civiltà in generale.
La psiche se perde l’equilibrio può distruggere anche la sua stessa creazione e per evitarlo l’individuo e anche la società necessita dell’attenta considerazione dei fattori psichici.
Lo sviluppo mal diretto della psiche conduce alla distruzione di massa.
La psicologia è “farsi coscienza” del  processo psichico, ma in senso più profondo, e ciò culmina necessariamente nel processo evolutivo caratteristico della psiche, che consiste nell’integrazione dei contenuti suscettibili di diventare coscienti.
Questo processo significa il “farsi totale” dell’uomo psichico, le cui conseguenze sono tanto singolari quanto difficili da descrivere per la coscienza dell’Io.
Non è possibile descrivere adeguatamente il mutamento del soggetto sotto l’influenza del processo d’individuazione.
Si tratta infatti di un evento relativamente raro che sperimenta solo colui che ha vissuto fino in fondo il faticoso confronto – faticoso ma ineliminabile ai fini dell’integrazione dell’inconscio – con le componenti inconsce della personalità.
Il faccia a faccia con l’ombra potrebbe conseguire il pericolo di potersi perdere o inflazionare l’Io in una forma di fanatismo. Potrebbero quindi venire alterati non solo i contenuti inconsci ma anche l’Io e di conseguenza l’uomo potrebbe perdersi.
Una delle componenti fondamentali è la scintilla dell’anima, quel barlume di luce divina che non brilla mai tanto come quando deve farsi valere contro l’assalto delle tenebre. Che sarebbe mai l’arcobaleno se non si ergesse sullo sfondo di una nuvola scura?
Pensiamo ai koan del buddhismo zen, che rischiarano come un lampo i rapporti quasi imperscrutabili esistenti tra l’Io e il Sé.
San Giovanni della Croce che parla di “notte oscura dell’anima”.
Il processo di individuazione è un fenomeno limite della psiche e richiede condizioni particolarissime per diventare cosciente. Si tratta forse della fase iniziale d’uno sviluppo di cui un’umanità futura imboccherà la via.”
Fonte: C.G. Jung da“La dimensione psichica”
 

L'Uomo Sapiens deve necessariamente passare a Uomo Spirituale se vuole sopravvivere allo stato di uomo massa e se non vuole la propria prossima estinsione.
Abbiamo la più alta tecnologia ma abbiamo dimenticato l'Amore.
Abbiamo solo appigli materiali e esterni e abbiamo dimenticato che il proprio "centro" è in noi stessi solo così nulla può distruggere la propria serenità interiore.
Stiamo dimenticando la bellezza delle cose semplici perchè ormai non contempliamo più un tramonto ma abbiamo la tv lcd che ci aspetta.
Jung aveva capito che la vera sventura dell'uomo moderno è il fatto che si sta lobotomizzando in una realtà che non permette via di uscita, non appena  accade qualcosa all'esteno di noi perdiamoi riferimenti, ci sentiamo persi....
Chi trova se stesso non si sente mai perso, nel proprio cammino ci si può smarrire, ma quando puoi contare su di te, ritrovi sempre la via verso la luce....


 "La vita è come un'importante corsa ciclistica, il cui traguardo è costituito dalla realizzazione della leggenda personale: secondo gli antichi alchimisti, questa è la vera missione della nostra venuta sulla Terra.
Si tratta solo si non cedere, di non desistere. Padre Alan Jones dice che occorrono Quattro Forze Invisibili, perchè la nostra anima sia in grado di superare gli ostacoli: Amore, Morte, Potere e Tempo.
E' necessario amare, per essere amati da Dio.
E'indispensabile la consapevolezza della morte, per comprendere la vita.
E' obbligatorio lottare per crescere - senza lasciarsi illudere dal potere che deriva dalla crescita, giacchè esso non vale nulla.
Infine bisogna accettare il fatto che la nostra anima, benchè eterna, sia attualmente imprigionata nella tela del tempo, greve di oportunità e limitazioni.
Perciò nella nostra corsa ciclistica, dobbiamo agire come se il tempo avesse una propria esistenza specifica: impariamo a sfruttare ogni secondo e a riposare quando avvertiamo la stanchezza, sempre animati dalla volontà di prosegiure verso la luce divina, senza lasciarci turbare dai momenti di angoscia.
Noi viviamo in un Universo così grande da annichilirci e, nel contempo, sufficientemente piccolo per poter essere racchiuso nel nostro cuore. Nell'anima dell'uomo coesistono l'essenza del mondo e il silenzio del sapere.
Le nuvole si dissipano, mentre il sole non si dissolve mai."

da "solitario nel cammino" Paulo Coelho "SONO COME IL FIUME CHE SCORRE" 
                                                                                                         

domenica 9 giugno 2013

Ti amo... Un Amore universale....

"Ti amo perché tutti gli amori del mondo sono come fiumi differenti che scorrono verso il medesimo mare: lì s'incontrano e si trasformano in un amore unico che diviene pioggia e benedice la terra.
Ti amo come un fiume che permette alla vegetazione e ai fiori di crescere con il passaggio delle sue acque. Ti amo come un fiume che ristora chi ha sete e trasporta le persone dove vogliono arrivare.
....Ti amo perché tutti nasciamo allo stesso luogo, dalla medesima fonte, che continua ad alimentarci con acque sempre diverse. ....quando ci sentiamo affranti e deboli, tutto ciò che dobbiamo fare è aspettare. La primavera torna, le nevi dell'inverno si sciolgono e la loro acqua ci infonde nuova energia.
È un amore senza nome, senza spiegazioni è un fiume che conosce il suo corso e procede soltanto.
Un amore che non chiede e non dà niente in cambio, che si appaga soltanto nella sua manifestazione....."
Paulo Coelho dal libro Aleph

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