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giovedì 1 marzo 2018

Nutrimento, Medicina e Fede


Tutto ciò che forma il nostro nutrimento corrisponde a quel che siamo noi stessi: noi mangiamo dunque noi stessi.
Ciò vale anche per la medicina, con questa do la differenza, che essa si adatta al contenuto della malattia.
Non meravigliarti di ciò e pensa che l'albero che sta in mezzo ad un prato non sarebbe albero se non avesse il suo nutrimento.
Cos'è il nutrimento?
Non è un ingrassare e riempire, ma una costruzione delle forme.
Cos'è la fame?
L'impedimento del sopraggiungere della morte in conseguenza di una perdita degli organi.
La forma è infatti intagliata nel seno della madre ad opere di Dio stesso.
Quest'opera rimane nella forma dell'immagine, ma se non vi si aggiunge della forma esterna, essa si dissolve e muore.
Sappiate che l'influsso della volontà costituisce un capitolo importante della medicina.
Può avvenire infatti che l'uomo che non si concede nulla di buono e che odia sé stesso, finisca con l'ammalarsi in seguito all'odio che ha per sé stesso.
L'odio per sé stessi proviene da un oscuramento dello spirito.
E può darsi che le immagini siano maledette nelle malattia, portando seco febbri, epilessia, apoplessia e simili.
E voi, o medici, non ridete di ciò: voi non immaginate neppur lontanamente quanta parte abbia nella malattia la forza della volontà, poiché la volontà è una genitrice di spiriti do cui l'uomo razionale non sospetta neppure.
La fede è capace di creare da sé ogni specie di erba medica, seppure lo faccia in modo invisibile...E così la forza della fede è pure in grado di produrre tutto ciò che cresce nella natura terrestre; come, viceversa, è in grado di produrre tutte le malattie.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

sabato 17 febbraio 2018

Macrocosmo e Microcosmo e le cause della malattia


L' uomo è l'immagine del cosmo e ripete in se tutta la costituzione di esso.
L'uomo-microcosmo è la quintessenza dell'universo-macrocosmo, e contiene in sé tutte le sue parti.
Le parti del macrocosmo sono poi in correlazione causale con le singole parti del microcosmo e presiedono al loro destino.
L'uomo riunisce in sé le forze cosmiche, rispecchiandole nel suo interno.
Le forze cosmiche imprimono il loro sigillo particolare su ogni cosa.
Le forze sono il "signator", il contrassegno è la "Signatur" e le cose contrassegnate sono i "Signata".
Grazie al segnatore,  noi possiamo comprendere l'interno delle cose mediante la sola osservazione del loro esterno; infatti anche nell'uomo il nocciolo spirituale si rispecchia nel volto e nell'abito complessivo (fisiognomia).
Taluni di questi segni sono manifesti, altri occulti.
La malattia è per Paracelso qualcosa d'invisibile, cui bisogna giungere attraverso l'esame del visibile, dei sintomi.
Questo invisibile deve essere ritrovato non nell'uomo, ma nella natura, quale corrispondenza al principio curativo.
La malattia non è che il sintomo, il fenomeno esterno della lotta dell'"uomo interno" contro le tendenze degenerative e distruttive della propria natura, causa della debolezza o della colpa dell'Io.
La malattia consiste dunque in una totalità o non in una qualità penetrata nel corpo dall'esterno.
Paracelso insegna che per lui il corpo è sano e perfetto; ciò che lo renderà malato, sarà l'influsso delle disarmonie spirituali e delle cattive disposizioni, nel caso di affezioni ereditarie.
La terapia paracelsiana consiste nella ricerca del farmaco adeguata ai singoli mali.
Concependo la natura organica nella sua trasformazione puramente fisiologica, egli cerca di individuare le forze che generano le trasformazioni, afferrandone l'azione correlativa tra macrocosmo e microcosmo, intervenendo in modo benefico e restauratore per ristabilire l'equilibrio turbato dalle impurità spirituali e dai mali influssi cosmici.
L'uomo si nutre di cose perfette in sé, le quali, entrando nell'organismo, subiscono delle alterazioni che a volte possono essere dannose, qualora l'alchimista interno non sappia vigilare su tutti gl'influssi.
In tal caso si produce la malattia, sviluppandosi da uno dei cinque enti.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

giovedì 15 febbraio 2018

Gli Enti e le cause delle malattie

Nella vita operano cinque sfere, che si chiamano enti: ente astrale, ente del veleno, ente naturale, ente spirituale ed ente di Dio.
L'ente astrale è una potenza che dà all'uomo il senso della comunità del destino ed è simbolicamente espresso nell'attività delle costellazioni; è "il rappresentante di quell'Unità di cui gli uomini sono i membri".
L'ente del veleno è la potenza dei rapporti fra l'uomo e le cose circostanti che egli assorbe in sé col cibo e con le impressioni dei sensi.
L'uomo si nutre di cose perfette in sé ma sottoposte ad alterazioni, una volta entrare nel corpo; perciò possono essere dannose all'uomo.
L'erba è una cosa perfetta in sé, ma entrando nel corpo umano come nutrimento, può diventare veleno.
A difendere l'armonia dell'organismo umano ed a vigilare sui mali influssi dell'ente del veleno è preposto il nostro alchimista interno che risiede nello stomaco.
Questo alchimista, emanazione dell'archeo opera per mezzo delle energie che gli fornisce il corpo stesso, separa il buono dal cattivo ed impedisce le malattie: in formulazione moderna, è la reazione dell'organismo ai perturbamenti nocivi.
L'ente naturale presiede al corso della vita umana con le sue trasformazioni e i suoi destini.
Appartengono a questo ente gli organi dei sensi e della generazione.
L'ente spirituale si riferisce ai sentimenti, all'amore, all'odio, alla vita sociale.
L'ente di Dio sta a sé, invigliando sugli altri quattro. Ad esso risalgono tutte le cause di morte che sfuggono al medico.
Quando i primi quattro enti sono in armonia, ed assolvono organicamente il loro compito, la persona è sana; in caso contrario sorge la malattia.
Ci sono dunque malattie della universalità (ente astrale), cioè di provenienza astrale (siderea), malattie derivanti da una disarmonia del nutrimento (ente del veleno), malattie del corso della vita (ente naturale) e malattie derivanti dalla ignoranza delle rette relazioni umane, ad esempio tra l'uomo e la donna (ente spirituale).
Al di sopra sta l'ente deale, che decide della vita o della morte, del ristabilimento dell'equilibrio o dello scioglimento della morte, trascendendo l'intelligenza e la sfera d'azione dell'uomo, essendo posto nella sfera impenetrabile della saggezza divina.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

sabato 10 febbraio 2018

Dal chaos al seme

Paracelso usa il termine "chaos" in un senso corrispondente a un depresso al nostro "gas", ma con un'accezione più ampia che non quella di una stato di aggregazione della materia.
Si può intendere il chaos come l'essenza della materia prima il "Limbo maggiore" e il "Mysterium Magnum".
Il concetto paracelsiano del chaos ricorda lo stato di nebulosa cosmica nella concezione Kant-Laplaciana della formazione dei sistemi solari.
Le cose escono dal chaos e procedono da uno stato di "prima materia" verso uno stato di "ultima materia" per mezzo della digestione puramente naturale o per mezzo di quella alchimistica.
Qui troviamo una straordinaria analogia coi concetti dei processi reversibili ed irreversibili della energetica moderna, come rilevò Schelegel: "Tutto procede dall'invisibile e torna ad esso: il mondo materiale si trova in uno stato intermedio, connesso da ogni parte con la vita.
Le azioni e le formazioni materiali si concretano in essi".
"La prima materia è nulla: e non è nulla neppure l'ultima materia" Paracelso
L'ultima materia è morte, ossia cessazione della vita in una forma determinata, poiché la vita in sé produce le forme, ma non ne è prodotta a sua volta.
Con la morte avviene una triplice separazione: tra l'anima e il corpo, tra lo spirito ed il corpo, tra lo spirito e l'anima.
La prima materia è immersa nel limbo e vive in uno stato privo di forme ed attributi.
Il limbo è la "madre" di ogni cosa terrena, è il chaos degli antichi, in cui tutte le cose giacevano allo stato potenziale (come possibilità non realtà) sotto la specie delle tre sostanze elementari.
Dormono nel limbo - stato d'unione del macrocosmo e del microcosmo - come in un  crogiolo, i "semi" di tutte le cose e passano dal limbo alla terra, ove vengono riposti in modo invisibile, per generare da essa le creature, sotto la spinta del "fiat" divino.
Usando il termine "seme" a proposito dell'uomo, Paracelso intende con esso  - a differenza dello "sperma" - l'estratto di tutte le parti dell'organismo umano.
Ogni organo genera un seme e i singoli semi si riuniscono nello sperma; quest'ultimo non è che l'"excrementum",  il veicolo, mentre la forza generatrice risiede nel raggruppamento dei semi provenienti dalle singole parti del corpo.
In questo modo Paracelso tenta di sviscerare il segreto tuttora profondo della generazione e dell'ereditarietà dei caratteri paterni.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

giovedì 8 febbraio 2018

L'essere quintuplice e le 5 cause della malattia


L'uomo è un essere quintuplice, ed in ognuna delle sue essenzialità può sorgere una malattia in seguito a decadimento o lesione di una di queste essenzialità, che vengono a turbare l'armonia del tutto.
Il complesso di queste cinque forze dà il pentagramma uomo; la loro armonia dà la salute:
L'essenza quintuplice consiste
1) nel cosiddetto corpo fisico, forma visibile, espressa dalla scheletro;
2) nel corpo etereo, espresso nel sistema delle secrezioni interne;
3) nel corpo astrale, o sidereo, operante per mezzo del sistema nervoso;
4) nell'Io, manifesto nel sistema dei vasi sanguigni; 
5)nell'essere superiore nell'uomo, nella sua parte eterna, individualità rifluente a Dio dopo la morte e creata con la parola del "fiat" demiurgico.
In altra formulazione, le cause delle malattie sono cinque e dipendono
1) dagli influssi del clima o dalle infezioni (ens astrale);
2) da veleni penetrati nell'organismo attraverso il nutrimento, la respirazione e le percezioni sensibili (ens veneni);
3) dalle disposizioni fisiche innate (ens naturale);
4) da magia e influssi spirituali (ens spirituale);
5) dalla volontà divina (ens Dei).
Tra i cinque enti v'è una perfetta armonia procedente dall'ens deale.
L'individuo sta in contatto con l'armonia cosmica attraverso di esso.
Una parte di questo ens deale, che presiede a tutte le creature del cielo e della terra, è assegnata al sistema solare e si chiama ens astrale.
Questo si espande dal sole e solo una piccola parte ne giunge alla terra: l'ens naturale; le frazioni di questo, che giungono all'uomo, si chiamano, in quanto agiscono come forze patogene, ens veneni ed ens spirituale.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

giovedì 22 giugno 2017

I Diciannove aiuti di Bach e il metodo della bollitura


I secondi 19 rimedi sono correlati con l'atto di portare luce nel mondo.
Sono i rimedi che aiutano a trasformare paure, sofferenze, traumi,...ecc.. in apprendimento.
Sono preparati sia con il metodo del Sole ma anche con quello della bollitura, i fiori preparati con quest'ultimo rappresentano gli ostacoli da superare nel cammino della vita.
Il motivo per il quale Bach avesse scelto questo metodo non è chiaro, dapprima si pensava al cattivo tempo, in quanto alcuni fioriscono a febbraio marzo, periodo in cui il sole non è abbastanza caldo per la preparazione del rimedio (ma egli continuò la bollitura anche per alcuni fiori estivi).
Si sostiene che i Secondi 19, costituiti (per lo più) da alberi e cespugli, ossia piante più dure, richiedano di dover essere bolliti.
Ma anche questo è vero solo in parte perché Star of Bethlehem è un fiore "morbido".
La luce del sole proviene da una dimensione esterna al nostro sistema planetario, mentre i combustibili fossili provengono dall'interno della terra.
La luce del fuoco si tramuta in fuoco assumendo la forma degli altri tre elementi: terra, acqua e aria, ossia carbone, petrolio e gas.
Proprio tale caratteristica di trasformazione diviene peculiare dei rimedi ottenuti per bollitura.
Non ci sono dubbi che questi nuovi rimedi agiscano a un livello diverso rispetto ai vecchi.
Sono più spiritualizzati e ci aiutano a sviluppare quel grande sé che dimora in noi e che ha il potere di sconfiggere tutte le paure, le difficoltà e le malattie.
Agire sugli stati emotivi della paura è la vera strada per perseguire la crescita spirituale.
Superare i problemi della vita ci aiuta a sviluppare le proprietà dell'anima.
L'apprendimento avviene attraverso l'esperienza delle difficoltà; non c'è conoscenza senza fatica.
Ci trasformiamo passando in mezzo al fuoco (come per l'alchimia).
La sofferenza è spesso associata alla seconda serie di rimedi.
La sofferenza è un processo di trasformazione e i rimedi ci aiutano a trovare la strada per uscirne, per eliminarla dal nostro cammino.
La malattia è il frutto di un modo di pensare e di agire sbagliati e cessa quando pensiero e azione vengono equilibrati.
Quando si apprende la lezione del dolore, della sofferenza e dell'angoscia, la sua presenza non ha più scopo ed essa automaticamente scompare.
Il latino sufferre, sostenere, è composto dal prefisso sub (ciò che sta sotto) e ferre (portare).
Si coglie l'idea di portare, qualcosa che sta sotto verso l'alto, azione compiuta dal fuoco nel metodo della bollitura.
Il concetto di spostamento dal basso verso l'alto è molto importante: l'energia del sole viene donata e ricevuta e proviene dall'alto.
Il fuoco brucia e porta con sé l'energia verso l'alto.
Così come i fiori avvizziscono e si dissolvono nell'acqua che bolle, i vecchi modelli si spezzano e il cambiamento esistenziale ha luogo.
Acqua e fuoco agiscono insieme per ammorbidire e disgregare, delicati e decisi.
La resistenza al cambiamento genera sofferenza, che per l'anima è paragonabile al processo di cottura.
I rimedi preparati con la bollitura sono:
Aspen - Cherry Plum - Elm -  Chestnut Bud - Star of Bethlehem - Willow - Pine - Holly - Walnut - Sweet Chestnut - Hornbeam - Red Chestnut.
I rimedi ottenuti da alberi, a livello emotivo, agiscono sulla riluttanza a vivere pienamente la vita.
Chestnut Bud vive ma non percepisce l'importanza di quello che prova e non appende le lezioni.
Larch evita di prendere attivamente parte alla vita e resta a guardare.
Hornbeam ha bisogno di attivare il coinvolgimento esistenziale perché usa la stanchezza interiore per restare fermo.
Quando queste tre lezioni vengono recepite e integrate nella vita, l'anima può fare tesoro dell'esperienza per crescere e progredire.
Tratto e adattato da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J. Barnard

giovedì 15 giugno 2017

I Sette aiuti di Bach


Dopo aver parlato dei Dodici guaritori, esponiamo il successivo lavoro di Bach nell'aver scoperto altri 4 e poi, successivamente, altri 3 (per un totale di 7) rimedi per tutte quelle persone per le quali è difficile individuare il tipo animico corrispondente ai Dodici guaritori.
Bach riusciva a individuare facilmente le varie condizioni dell'anima e i rimedi corrispondenti del paziente
In alcuni casi, tuttavia, le persone non appartengono a nessuno dei dodici tipi, poiché il tipo animico è oscurato da un altro stato emozionale, una condizione cronica, di vecchia data;
Si osserva che alcuni soggetti non sembrano corrispondere a nessuno dei Dodici guaritori; molti di loro si sono tanto abituati alla malattia che questa sembra parte della loro natura ed è difficile cogliere il loro vero sé ...
"Fase di stagnazione"
Tali persone hanno perduto gran parte della loro individualità, della loro personalità, e devono essere aiutate a uscire dal blocco, dall'impasse, in cui si sono visualizzate, prima di poter capire di quale dei Dodici guaritori abbiano bisogno.
Questi (7 rimedi) ci inducono a orientarci verso la luce, ci donano la percezione per poter cogliere la lezione esistenziale a noi riservata.
I nuovi rimedi servono a "farci superare questa fase" di rassegnazione nei confronti della malattia o dei problemi e ci "portano nell'ambito dei Dodici guaritori".
Degli stati si sovrappongono a tal punto al sé essenziale e diventano a tal punto parte della personalità che la "condizione anomala della mente o del corpo è considerata da loro stessi e dagli altri un tratto del carattere.
I Sette aiuti sono;
Gorse - rassegnazione
Oak - resistenza
Heather - egocentrismo, appiccicosità
Rock Water - inquisitore durezza
Vine - potere sugli altri
Olive - esaurimento psicofisico
Wild Oat - perdita della propria strada, bussola
Da notare Vine e Olive che sono piante coltivate dall'uomo e sono i rimedi per gli uomini che hanno patito le mani della civiltà.
Mentre Vine è una pianta "addestrata" dall'uomo, Olive è una pianta modificata al fine di sfruttarne i frutti nella maniera più completa.
Notiamo un'altra associazione tra Vine, Olive è Rock Water sono rimedi che hanno a che fare con il cristianesimo e le malattie corrispondenti sono legate allo stile di vita.
Olive e Vine hanno dei rapporti evidenti con la religione cristiana Rock Water è legato al fatto che ogni fonte sacra del paganesimo è stata tramutata da tempio pagano a santuario cristiano.
Mentre il rimedio Wild Oat è un rimedio per tutti, anzi è il rimedio che più può aiutare ad individuare il proprio corrispondente animico, quando sembra impossibile.
È la bussola dei fiori di Bach.
Tutti i Sette rimedi sono preparati con il metodo del Sole, come i Dodici guaritori.
Tratto e adattato da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J. Barnard

giovedì 8 giugno 2017

Bach: la missione di ognuno di noi


Per Bach la natura era la creazione della vita e rispecchiava la Divinità.
"L'armonia del mondo si palesa nella Forma e nel Numero e il cuore, l'anima è tutte le poesia della Filosofia Naturale sono racchiuse nel concetto di bellezza matematica" D'Arcy Thompson.
La notiamo nella geometria dei cristalli, nel modello numerico dei petali, nella simmetria delle piante e nel disegno complesso delle forme di vita: la vita si è sviluppata mediante un ordine naturale..
Egli si concentrò sulle proprietà del sette e del dodoci.
Scelse sette nosodi, sette lezioni dell'anima, sette principi; poi dodici capitoli per Free Thyself, dodici difetti e dodici virtù, dodici grandi rimedi, dodici guaritori e, in seguito sette aiuti.
Dopo aver scoperto, alla fine del 1933, diciannove rimedi, nel 1935 iniziò la ricerca di una seconda serie, anch'essa composta da 19 preparati.
12+7=19, 1+9=10, 1+0=1; quindi, 19+19=38, 3+8=11; undici è un numero di per sé particolare, equivale a 1+1=2, indicativo delle due parti delle sue ricerche.
In tale ottica Bach scelse 12 tipi animici di base, correlati con 12 segni zodiacali (egli precisò che si trattava dei 12 segni lunari),  con i 12 discepoli, i 12 mesi dell'anno, le 12 tribù d'Israele, i 12 Imam, e altri elementi ancora.
Bach iniziò con 12 e si attenne all'idea che ognuno di noi potesse individuare la propria essenza in uno di essi.
Egli parla di "gruppi definiti di uomini, ognuno dei quali svolge la sua funzione, ovvero, divulgare nel mondo materiale la lezione specifica che ha imparato.
Ciascuno di questi gruppi animici è responsabile della trasformazione del suo problema esistenziale.
Questa visione, in cui il tipo animico rappresenta una virtù essenziale indispensabile per l'evoluzione della vita sulla terra, permea tutti gli scritti di Bach.
"....ed è perfezionando interiormente tali qualità che ognuno di noi porta il mondo intero un passo più vicino al suo fine ultimo, glorioso e inconcepibile".
Ogni individuo "ha la stessa importanza nel Piano divino" e può avere un ruolo nella salvezza del mondo.
Siamo tutti connessi con i 12 discepoli inviati nel mondo.
Ciascuno di noi, dunque, ha un compito da svolgere, conformemente alla natura del gruppo animico di appartenenza e allo scopo specifico che la nostra anima ci ha assegnato;
Ogni individuo in tali gruppi ha una personalità specifica, un compito specifico da svolgere e un modo specifico di svolgerlo.
Questi elementi sono anche causa di disarmonia: se non ci atteniamo  alla nostra personalità e al nostro compito, essa si manifesta nel corpo sotto forma di malattia.
Per trovare la pianta in grado di aiutarci, dobbiamo individuare lo scopo della nostra vita... e capire le difficoltà che incontriamo sul nostro cammino.
Le difficoltà.... sono proprio la prova che stiamo raggiungendo risultati...
Scopriamo da soli quale battaglia sia particolarmente ardua...poi usiamo con gratitudine e riconoscenza la pianta che ci è stata mandata per aiutarci a vincere....
Scopriamo cosa attira di più nella vita e  facciamolo.
Facciamo anche in modo che diventi parte di noi, naturale come il respiro, come l'apertura raccoglie il miele...
I 12 rimedi, ovvero i Dodici guaritori, costituiscono la base dei trentotto rimedi floreali di Bach, le fondamenta dell'edificio.
Secondo Bach l'anima è sostanzialmente di un tipo o dell'altro, anche se per un certo periodo assume uno stato emozionale diverso.... ritorniamo all'infanzia, recuperiamo il contatto con il tipo animico con cui siamo nati.
Durante la vita possono intervenire altri stati emozionali che ci portano talvolta alla disperazione e all'impotenza.
Tuttavia la disperazione non è un rimedio per un tipo specifico: non nasciamo disperati, bensì pieni di speranza ed è con la speranza infusa dall'amore per l'esistenza che muoviamo i primi passi.
Tratto da "Fiori di Bach - forma e funzione " di J. Barnard

giovedì 25 maggio 2017

I Dodici guaritori di Bach


Immaginate un cerchio di pietre con dodici monoliti disposti a intervalli regolari lungo la circonferenza, corrispondenti alle ore sul quadrante di un orologio.
Nel centro del cerchi o c'è uno spazio aperto.
Ora, visualizzate al centro una luce che si riversi sulla terra da un altro mondo, da un'altra dimensione.
Quando colpisce i monoliti, questa luce intensa genera ombre che si perdono nel buio.
Un lato di ogni pietra è illuminato e risalta contro l'ombra e la penombra, la parte invisibile è rivolta verso il buio.
I dodici monoliti equivalgono alle lezioni dell'anima dei Dodici guaritori.
Ognuno di noi, afferma Bach, nasce con il fine di imparare una di tali grandi lezioni.
L'aspetto negativo di ogni stato legato al rimedio è individuabile nell'ombra, nel buio, nell'isolamento che viviamo quando voltiamo le spalle alla luce.
Da qualsiasi punto della circonferenza possiamo guardare fuori, verso il buio e vedere paura o dolore, indifferenza, sofferenza o dubbio a seconda della lezione dell'anima che dobbiamo apprendere.
Se invece ci voltiamo verso la luce, incontriamo la forza positiva dell'insegnamento, che dona coraggio, pace, tolleranza o comprensione.
L'esperienza dell'amore e della luce, l'unità della vita, Bach vede tali virtù come le qualità di Cristo :
Ora, se consideriamo i dodici attributi di Cristo a cui maggiormente ambiamo e che Egli è venuto a insegnarci, troviamo le dodici grandi lezioni della vita.
L'azione dei rimedi floreali è quella di farci voltare, di indurci a passare alla via che porta alla luce dall'isolamento di un cammino che conduce alla tenebra.
Essi ci aiutano ad abbandonare la strada del dolore, dell'impazienza e dell'irritazione per seguire quella corroborante dell'indulgenza e della gentilezza.
In ciascuno di noi i quattro elementi del mondo fisico compongono il corpo fisico, mentre i quattro elementi del mondo invisibile compongono la nostra anima
Quest'ultima conosce la lezione di vita che ogni i individuo deve imparare.
Una a una le persone si voltano e iniziano a camminare nella vita.
All'inizio procedono affiancate, ma proseguendo nel cammino resteranno sole.
Lungo il percorso si presenteranno loro varie possibilità di crescere e apprendere.
Ciascuna le scorge, illuminate dalla luce che proviene da dietro; quando infine deciderà, allora si volterà e inizierà a ripercorrere i suoi passi verso la luce, verso il centro e il cerchio iniziale.
Tratto da "Fiori di Bach - forma e funzione " di J.Barnard

martedì 23 maggio 2017

Paracelso e la malattia

Il mondo di Paracelso è costituito, in grande come in piccolo, da particelle viventi, da entia.
E tali sono per lui anche le malattie, così come vi è un ens astrorum, veneni, naturale, spirituale e deale.
In una lettera all'imperatore egli spiegò la grande epidemia di peste del tempo come dovuta all'azione di sùccubi generati nelle case di prostituzione.
L'"ente" è parimenti un essere "spiritualistico", sicché nel suo libro Paragano egli dice: "....le malattie non sono corpora; perciò deve impiegarsi spirito contro spirito"
Con queste parole Paracelso vuol dire che secondo la dottrina dei corrispondentia a ogni ens morbi corrisponde un arcanum della natura, ad esempio una pianta o un minerale, costituente uno specifico per la corrispondente malattia.
Egli denominò  quindi le malattie non clinicamente o anatomicamente, ma secondo il loro rimedio specifico: vi erano così le malattie "tartariche", ossia quelle che erano curate col tartaro, che in questo caso era l'arcanum corrispondente.
Per questo egli approvò quella dottrina delle segnature che sembra essere stata uno dei principi fondamentali della medicina popolare del tempo, quale era praticata dalle lavatrici, dai chirurghi, dalle fattucchiere, dai ciarlatani, dai boia.
Per tale dottrina una pianta, ad esempio, che abbia le foglie a forma di mano è buona per le malattie della mano e così di seguito.
La malattia per lui è "una concrescenza naturale, qualche cosa di spirituale, di vivente, un germe".
Possiamo ben dire che per Paracelso la malattia è un necessario compagno vivente, un vero elemento costitutivo della vita umana, e non quell'odioso corpo estraneo che è per noi.
Perciò vi è anche parentela fra la malattia e quegli arcana presenti in natura e costitutivi della natura stessa, che sono altrettanto indispensabili per la natura è partecipi di essa quanto la malattia per l'uomo.
Paracelso attinse la propria esperienza da lunghi viaggi, senza disprezzare, da impareggiabile pragmatista, anche le fonti più torbide.
Trasse dalla zona primitiva e oscura della sua anima le idee filosofiche fondamentali della sua opera.
Riesumò un antichissimo paganesimo sotto la veste delle peggiori superstizioni del popolo minuto.
Lo spiritualismo cristiano si tramutó in lui nella sua fase preistorica, nell'animismo dei primitivi; e la formazione spirituale scolastica di Paracelso generò così una filosofia che non si accosta a nessun modello cristiano ma piuttosto al pensiero gnostico.
Non negò lo spirito a cui il suo sentimento credeva ma accanto ad esso eresse l'opposto principio della material la terra di fronte al cielo, la natura di fronte allo spirito; perciò egli non è divenuto un cieco sovvertitore, un genio mezzo truffaldino ma un padre della scienza naturale.
È presente in lui la pritiva partecipation mystique con la natura.
L'indissolubile e inconscio legame dell'uomo e del mondo stava ancora di fronte a lui come un dato indiscutibile, contro il quale il suo spirito cominciò a lottare con le armi dell'empirismo scientifico.
Tratto da "Realtà dell'anima" di C.G. Jung

giovedì 27 aprile 2017

Evoluzione spirituale e guarigione

Il nostro fine, come quello di tutte le forme di vita è evolvere.
Ciò significa che dobbiamo valutare le nostre potenzialità e cogliere qualsiasi possibilità.
Non si tratta di una semplice evoluzione del corpo fisico, come viene concepita nell'ottica neodarwiniana, ma dell'evoluzione del nostro Sé Superiore o coscienza spirituale, che si sviluppa solo attraverso la fatica dell'apprendimento e il superamento delle difficoltà.
Sintantochè la vita non incontra resistenza, continua nello stesso modo, si ripete, aumenta la quantità ma non la qualità dell'esperienza.
In presenza di un'opposizione, di un ostacolo, sorge il problema: come continuare a vivere, come cambiare, in altre parole, come sviluppare una nuova linea di azione, di comportamento?
Impariamo la nostra lezione e continuiamo a vivere la nostra vita.
Se rifiutiamo gli insegnamenti che questa ci vuole impartire o reagiamo in qualche modo contro di essi, ripudiamo i doni dell'esistenza.
In tal caso la nostra "anima che ci ama paternamente"  ci sussurrerà un consiglio, indicandoci l'approccio migliore per continuare ad apprendere e a crescere.
Se ancora non l'ascoltiamo, dovrà irrompere nel mondo fisico: a questo punto sorge la malattia, "la fase terminale di un disturbo molto più profondo".
Secondo l'esperienza di Bach la malattia è utile perché ci indica non solo un bisogno di cambiamento, ma anche il modo in cui dovremmo cambiare.
La parte colpita è indicativa dell'errore da capire e soppesare.
Bach dimostra come il male possa essere neutralizzato rispondendo alla propria lezione di vita.
Bisogna considerare anche le altre persone e gli altri fattori coinvolti (moglie, amici, familiari e vita passata)i processi che si svolgono nell'arco della vita, il ruolo del caso e il modo con cui il soggetto risponde a circostanze che sfuggono al suo controllo.
Prima di tutto non dobbiamo aver paura, soprattutto della morte.
Dobbiamo agire in base al desiderio del nostro cuore e vivere liberi, senza però minare la libertà altrui.
Dobbiamo aiutare il prossimo come possiamo, rispettando l'antico comandamento ama il tuo prossimo come te stesso.
La paura, il materialismo, la malattia moderna della noia, l'amore per se stessi, i piaceri terreni, la sensualità, la rassegnazione, la finzione, la schiavizzazione, l'orgoglio, la crudeltà, l'odio, l'ignoranza, l'instabilità e l'avidità: queste e altre furono individuate da Bach quali "le vere malattie primitive dell'uomo".
Bach affermò che ogni individuo viene al mondo con una lezione specifica da imparare, una lezione dell'anima che consente di trascendente i limiti di una specifica condizione emozionale e di sviluppare la virtù positiva a essa associata.
Indipendentemente da come giri la ruota del destino, iniziamo la vita con un tema conduttore che dobbiamo elaborare.
Secondo Bach, questo approccio è analogo alla definizione dei tipo astrologici, ossia si tratta di definire la qualità essenziale della vita.
Come il sistema immunitario conserva memoria delle precedenti invasioni microbiche, via via che un individuo sviluppa la virtù necessaria per l'apprendimento di una lezione specifica, acquisisce una volta per tutte un'immunità a un tratto negativo.
Il modello di apprendimento e di crescita nella sfera emozionale è parallelo a quello del mondo fisico.
Quando un soggetto recepisce la sua lezione di vita, acquista conoscenza.
Ricorrendo al modello platonico di un mondo delle idee e non a quello aristotelico basato sull'esperienza percepita egli affermò;
La verità non ha bisogno d'esser analizzata, discussa o avvolta da una miriade di parole.
Si manifesta in un lampo, è parte di te.
Solo per quanto riguarda gli aspetti complicati, ma secondari, della vita ci servono tante convinzioni, il che ha portato allo sviluppo dell'intelletto.
Con ciò Bach abbracciò la tradizione mistica, abbandonando il dominio della logica e della scienza e non tutti lo avrebbero seguito lungo questo nuovo cammino.
Tratto da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J. Barnard

giovedì 20 aprile 2017

Bach e la semplicità dei suoi fiori


Bach liquidò duemila anni di scienza come "completamente sbagliati" poiché "consideravano la malattia un fattore materiale, eliminabile con mezzi materiali".
Per quanto riguardava i medici, avrebbero dovuto imparare a conoscersi e ad ascoltare la voce dell'anima prima di cercare di aiutare i pazienti e soprattutto prima di tentare di correggere le mancanze spirituali.
Bach dichiarò che l'obbiettivo principale dello studio era la comprensione della natura umana e della dimensione divina dell'uomo.
Bach era probabilmente consapevole di parlare di un sogno lontano, di una prospettiva aurea che forse un giorno si sarebbe realizzata.
Il suo principale interesse era rivolto alla figura del medico vero;
"Il modo per prepararsi a svolgere questo lavoro è perseguire una gentilezza sublime.... il massimo che possiamo fare, quando possediamo un po' più di conoscenza e di esperienza rispetto a un fratello minore è guidarlo con grande delicatezza.
Se ascolterà tutto andrà bene; in caso contrario, dobbiamo attendere con pazienza finché non acquisisca la maggiore esperienza che gli consenta di vedere il suo errore; a quel punto potrebbe tornare da noi".
Due erano gli obbiettivi di Bach:
Da un lato aveva scoperto una serie di rimedi e desiderava che la gente li usasse.
Questi sarebbero diventati i ben noti fiori di Bach.
Dall'altro fu profeta di un nuovo mondo, una voce che gridava nel materialismo è nell'ignoranza generali della medicina.
In un passo egli scrisse:
"TUTTA LA VERA CONOSCENZA PROVIENE SOLO DA NOI STESSI, in comunicazione silenziosa con la nostra Anima"
In un altro accenna alla crociata, alla missione di portare speranza all'umanità.
Egli abbraccia una prospettiva più ampia menzionando la "Scintilla Divina" presente nell'uomo;
L'idea della Scintilla Divina potrebbe derivare da Plotino (c. 205-270) e dai neoplatonici.
Secondo Plotino il creato è illuminato dalla luce divina, proviene dall'Unità o dall'Uno, dal buio lontano ai confini più estremi dell'esistenza materiale.
Tale scintilla divina è presente in tutti noi e consente potenzialmente al singolo di unirsi con i livelli superiori dell'esistenza, all'anima di raggiungere l'Unità.
Nel 1936 Bach aveva dunque sviluppato due visioni diverse della teoria: una per iniziati o quanto meno per chi fosse in grado di recepire il suo approccio visionario, l'altra, più semplice, arte a toccare l'animo delle persone comuni.
Queste ultime, pur desiderose di aiutare il prossimo, non possedevano alcuna conoscenza medica e sarebbero diventate le eredi di Bach.
Bach ritenne di distribuirle al pubblico sotto forma di semplice autoterapia, di metodo di autoguarigione.
Egli non cambiò nessun aspetto del suo sistema di credenze, ma lo celò agli occhi critici altrui.
"Se incontraste difficoltà nel scegliere il vostro rimedio, chiedetevi quali virtù ammiriate maggiormente negli altri
Siamo tutti guaritori e con l'amore e la compassione nel cuore siamo anche capaci di aiutare chiunque desideri veramente la salute"
"Sto cercando di rendere la prescrizione tanto semplice che (i rimedi) possano essere usati dal profano".
La custodia dei rimedi fu affidata alla popolazione del mondo intero.
Senza brevetti, segreti commerciali né marchi registrati.
I rimedi di Bach sono per tutti noi, per chiunque li voglia prendere e voglia imparare.
È stato lieto di dare questi rimedi alla gente perché sono tanto semplici che le persone possono trovare e preparare le loro medicine, guarire se stesse e gli altri dai loro mali.
"Dobbiamo determinarci come i cavalieri del passato a sconfiggere il drago della paura, sapendo di non dover mai pronunciare alcuna parola di scoraggiamento....possiamo portare SPERANZA, sì, e soprattutto, CERTEZZA a quanti soffrono.
....Non siamo altro che Messaggeri della Grande Forza.
Quando le persone si rimettono in salute.... Dobbiamo ricondurle a credere all'AMORE, alla PIETÀ, alla COMPASSIONE affettuosa e alla FORZA ONNIPOTENTE DEL PIÙ ALTO."
E.Bach
Tratto da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J Barnard

giovedì 13 aprile 2017

I rimedi floreali di Bach


Nei suoi studi Bach ha sempre cercato di dimostrare che salute e malattia sono strettamente correlate con lo stile di vita dell'individuo e ha, pertanto, sottolineato l'opportunità di modificarlo.
Egli non distingueva la persona dalla malattia nella convinzione che quanto accadeva al corpo fisico fosse direttamente legato alla mentalità del paziente, nonché alle sue condizioni emozionali e spirituali.
Assumere un rimedio senza capire la fonte della guarigione significa ignorare il contesto di apprendimento che questo ci offre.
Per Bach, la medicina fallisce perché affronta gli effetti fisici ma non le vere cause dei problemi.
Anche un trattamento apparentemente riuscito non è che "un sollievo temporaneo se non si elimina la vera causa" e la vera causa non riguarda il piano fisico.
La malattia è determinata dal conflitto tra "mente e anima".
Bach intende sottolineare il contrasto tra la personalità umana e il sé superiore, correlato alla dimensione spirituale in cui avviene la guarigione.
Se le piante aiutano a sabato o accade perché esse sono legate alla dimensione spirituale: sono in breve, espressione delle forze divine che operano in natura, fanno parte del mondo sacro.
Se la medicina ci induce a concepire il corpo umano solo come una macchina Bach ci esorta a considerarlo come un tempio dello spirito.
La scintilla divina è al centro di tutto.
Sradicare i sintomi di una malattia è un risultato temporaneo se non se ne identifica e se ne rimuove la causa a tal fine è necessario operare una certa sintesi tra religione e scienza, tra trattamento medico e autoterapia spirituale, tra accettare e assumere le proprie responsabilità.
Le piante sono considerate forma di vita senzienti, reattive nei confronti dell'ambiente...hanno una coscienza...esse possiedono un sistema nervoso.
Esse reagiscono al pensiero umano
Bach ha scoperto che alcune di esse possono alleviare o contrastare alcuni problemi emotivi.
Ciò non in base alla chimica delle foglie e dei fiori ma alle proprietà dell'energia sottile da cui è permeata la pianta; una sorta di spirito o di coscienza vegetale di cui ci siamo o con cui abbiamo perso il contatto.
La scienza si è sviluppata mediante il processo di definizione delle componenti del mondo fisico.
La limitatezza di una scienza simile, tanto ricca di fatti e vuota di significati, è ormai più che evidente, anche se risulta difficile trovare alternative che non siano unicamente basate su speranze o speculazioni.
Un'essenza preparata da uno dei fiori di Bach modifica una determinata condizione emotiva.
Tutti i 38 rimedi di Bach possiedono informazioni, il gesto della pianta è indicativo della condizione emotiva della persona che ha bisogno di tale rimedio.
Forma e funzione vanno oltre i confini della botanica tradizionale e abbracciano un ulteriore ambito di studio.
Accanto alle informazioni sulle proprietà fisiche della pianta, vi sono quelle relative al suo gesto, all'idea che esprime.
Nello studio delle piante può sussistere una scienza della metafisica e del significato interiore.
La scoperta dei rimedi floreali da parte di Bach è la chiave per comprendere tale significato.
Tratto da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J. Barnard

domenica 29 maggio 2016

Tiroide: Psicosomatica dell'Ipertiroidismo


La tiroide è una ghiandola endocrina che regola tutto il metabolismo energetico attraverso la produzione di ormoni tiroidei, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4). Questi ultimi, per essere prodotti, hanno bisogno della presenza di iodio e calcitonina; la sintesi e la secrezione di queste sostanze, a loro volta, è regolata da due ghiandole posizionate nel cervello, l’ipotalamo (ormoni TRH) e l’ipofisi (ormoni THS).
Questo complesso meccanismo di interconnessioni svela l’importanza della tiroide; gli ormoni tiroidei hanno un’azione specifica sul sistema nervoso, così come le reazioni emozionali (tensione e stati ansiosi) influiscono sull’alterazione della secrezione ormonale.

Ipertiroidismo nella Psicoenergetica
La forma Yang (l'ipertiroidismo) manifesta un desiderio malgrado tutto di rivincita. L'individuo si trova in un costante attivismo. Il fuoco interiore lo consuma e la lotta è continua. Fisicamente gli ipertiroidei appaiono divorati da questo fuoco interiore, un fuoco che consuma senza produrre, perchè l'unica produzione è reattiva e difensiva.
Fonte: "Dimmi dove ti fa male. Glossario psicoenergetico" di Michel Odoul

Ipertiroidismo nella Metamedicina
Quando si è ipertiroidei è come se fossimo attaccati a una corrente di alimentazione di 250 volt.
C'è una certa determinazione a raggiungere i propri obbiettivi a detrimento del proprio bisogno di riposo, e ciò spinge a dover attingere alle proprie riserve di energia. Questa determinazioni può avere le proprie radici nella paura, si dice a se stessi: "Non posso fermarmi, bisogna che resista, altrimenti..." 
Può anche essere legata al desiderio di dimostrare agli altri ciò che si è capaci di fare, cosa che genera in noi uno stress che ci rende iperproduttivi fino a che raggiungiamo lo sfinimento e lo scoraggiamento che fanno passare alla fase ipotiroidea.
Ho preteso molto da me stesso per avere successo, per dimostrare ciò di cui ero capace, per essere amato o perchè mi ritenevo indispensabile?  
Fonte "Il Grande Dizionario della Metamedicina" di Claudia Ranville

Psicosomatica dell'ipertiroidismo
L’ipertiroidismo è intriso di simbolismi, primo fra tutti quello di un’eterna “fuga in avanti” (da qui l’accelerazione espressa dai sintomi) alla ricerca, da un lato, di un’autonomia quotidiana racchiusa nel “fare”; dall’altro, di un tentativo di colmare il vuoto che si sente dentro “tamponandolo” con una vita dal ritmo accelerato e con rapporti pieni e simbiotici. Il vuoto corrisponde all’angoscia di morte e al terrore di sentirsi annientati.
Un sintomo comune dell’ipertiroidismo, l’esoftalmo (occhi sporgenti) rappresenta perfettamente questo terrore profondo. Anche qui, le cause di tali meccanismi psichici si possono rintracciare nell’infanzia e nell’adolescenza. Mentre nell’ipotiroidismo il ruolo genitoriale è stato inibente per lo sviluppo di sé e dell’autonomia, nel vissuto dell’ipertiroideo c’è un bambino che ha avuto una maturazione precoce, per concrete necessità o per aspettative genitoriali, che è stato privato della naturale e necessaria fase di dipendenza affettiva fatta di sostegno, approvazione, calore, affetto.
Questo “salto” si traduce, nella fase adulta, in una difficoltà a chiedere o a manifestare il bisogno emotivo e affettivo, esperienza che rievocherebbe l’idea della dipendenza frustrata. Queste interpretazioni si rivelano ancora più vere quando si studiano le fasi d’insorgenza della malattia; in moltissimi casi di soggetti adulti, l’ipertiroidismo si manifesta in seguito a traumi da perdita di elementi di autosufficienza (figure di riferimento, lavoro, casa, patologie che obbligano a richieste d’aiuto).
Come per tutte le altre patologie, ci sono sempre delle tipologie di personalità più a “rischio” di manifestare una determinata malattia o disturbo. Molto spesso gli ipertiroidei sono persone che hanno paura di fermarsi, di rallentare su tutti i piani della vita; si sentono vive solo se agiscono, intensamente e di fretta. Cercano continuamente consigli (che tuttavia non riescono a seguire), vogliono l’autonomia a tutti i costi ma dentro hanno un enorme bisogno dell’approvazione altrui.
Il disturbo è prevalente nelle donne tra i 20 e i 50 anni d’età, e insorge soprattutto in quelle persone che sono cresciute in fretta o sono state sottoposte a carichi non adatti alla loro età. Molto spesso gli ipertiroidei hanno perso i genitori
Fonte e articolo completo: Psicoadvisor

Tiroide:Psicosomatica dell'Ipotiroidismo


La tiroide è una ghiandola endocrina che regola tutto il metabolismo energetico attraverso la produzione di ormoni tiroidei, la tiroidotironina (T3) e la tiroxina (T4). Questi ultimi, per essere prodotti, hanno bisogno della presenza di iodio e calcitonina; la sintesi e la secrezione di queste sostanze, a loro volta, è regolata da due ghiandole posizionate nel cervello, l’ipotalamo (ormoni TRH) e l’ipofisi (ormoni THS).
Questo complesso meccanismo di interconnessioni svela l’importanza della tiroide; gli ormoni tiroidei hanno un’azione specifica sul sistema nervoso, così come le reazioni emozionali (tensione e stati ansiosi) influiscono sull’alterazione della secrezione ormonale. 

Ipotiroidismo nella Psicoenergetica
La forma Yin (ipotiroidismo) comunica una rinuncia di fronte all'impossibilità di esprimersi. La fiamma si è spenta dentro di noi .
L'ipotiroideo può riassumersi nella frase "Tanto a cosa serve?".
Il corpo non brucia più e quindi immagazzina. Il volume aumenta come per compensare.
Fonte: "Dimmi dove ti fa male. Glossario psicoenergetico" di Michel Odoul

Ipotiroidismo nella Metamedicina
Si potrebbe dire che si è attaccati a una corrente di alimentazione di 70 volt. 
L'ipotiroidismo può esprimere una condizione di scoraggiamento "A che pro, non ci riuscirò, nessuno mi capisce!", un senso di colpa per il fatto di vivere o un rancore trattenuto.
posi le seguenti domande:
Ho la sensazione che nessuno mi capisca, che malgrado tutta la mia buona volontà non ce la farò?
Porto un senso di colpa che non ho mai osato rivelare? 
Nutro rancore nei confronti di una persona?
Nodulo tiroideo insieme di impotenza e frustrazione per non potersi esprimere, perchè la persona che si vorrebbe avvicinare si è chiusa o oppone resistenza.
Tiroidite porsi la domanda: Prima che mi venisse questa tiroidite ho forse provato una grande collera per il fatto di non potermi esprimere in ciò che rivestiva importanza per me?
Fonte "Il Grande Dizionario della Metamedicina" di Claudia Ranville

Psicosomatica dell'Ipotiroidismo
Per comprendere la dimensione simbolica dell’ipotiroidismo, bisogna partire da un sintomo chiave della patologia, il rallentamento fisico e psichico. Quando all’interno del soggetto avviene una ribellione nei confronti di uno stile di vita che non vuole più accettare, la psiche smette di affrontare la realtà in quella modalità; decide di farlo attraverso il corpo, con sintomi significativi come staticità, ristagno dell’energia vitale, aumento di peso, stanchezza, lentezza nel linguaggio, apatia, difficoltà di concentrazione, esaurimento. Chi si ammala di ipotiroidismo ha la sensazione di “affondare” nel proprio corpo e in tutto se stesso, meccanismo simile a quello che si verifica nello stato depressivo.
L’ipotiroidismo insorge dopo eventi traumatici che hanno fatto perdere alla persona il senso della quotidianità oppure che sono in forte contrasto con ciò che il soggetto desidera e vuole. Il “no” inconscio che il soggetto vorrebbe dire diventa passività, resa, rinuncia. Il danno metabolico, caratterizzato da una diminuzione del livello di energia e di calore prodotto dal corpo, rappresenta l’origine del disagio profondo di questi soggetti, che non riescono ad opporsi con forza e autonomia a quei meccanismi disfunzionali che vengono vissuti come “dogmi sociali”. L’ipotiroideo soffre di una grande paura, quella di non meritare nulla, soprattutto l’amore degli altri. È proprio il timore di non essere amati a bloccare la reazione, l’affermazione che potrebbe generare dispiacere nell’altro.
L’ipotiroidismo si instaura quando il soggetto decide di non esprimersi in alcuni o in tutti gli aspetti della vita, come quello dell’affettività o della sessualità. Nei casi più avanzati della patologia, si verifica un fenomeno tipico dell’insufficienza tiroidea denominato mixedema, una particolare forma di rigonfiamento dei tessuti che si manifesta con viso gonfio, rigido e fisso, pelle secca, ptosi palpebrale (una o entrambe le palpebre sono più abbassate rispetto al loro livello normale). L’aspetto tipico del volto simboleggia la maschera che il soggetto indossa impedendosi di essere se stesso.
Le personalità più soggette all’ipotiroidismo sono quelle con una depressione mascherata, che vivono una situazione esistenziale critica, oppure, più in generale, hanno uno stile di vita che rifiutano ma a cui non riescono ad opporsi. Il rallentamento di tutte le funzioni vitali simboleggia un’energia che resta bloccata, che “ristagna”, così come avviene per i liquidi corporei che gonfiano i tessuti. In particolare l’apatia indica un “ritiro” emotivo dalla realtà quotidiana, un’incapacità di affermazione di sé legata d un profondo senso di insicurezza e non riconoscimento del proprio valore. Molto spesso l’ipotiroideo è vissuto in un contesto familiare che non gli ha consentito di svincolarsi, di evolvere nell’autonomia.
I sintomi, che si riconducono quasi sempre ad una debolezza del corpo, mostrano una mancanza di forze che rende impossibile l’azione verso le soluzioni e, quindi, verso la vita.
Fonte e articolo completo: Psicoadvisor

domenica 28 febbraio 2016

Psicosomatica della Ritenzione Idrica


Ai giorni d'oggi la ritenzione idrica viene sottovalutata, viene affrontata solo come problema estetico, ma quante di voi si sono chieste perchè ci sono donne magrissime che ce l'hanno e donne molto in carne senza ad esempio? Oppure perché c'è chi ne soffre e chi no a parità di peso e fisionomia?
Ho compreso che in questo disturbo ci sono delle "parole chiave" importanti:
-Conflitto
-Rinuncia 
-Trattenimento 
Se si parte da queste tre "chiavi" possiamo aprire la porta verso la strada della liberazione di noi stesse.
Nella mia vita mi è successo di dimagrire in pochissimo tempo senza dieta, spesso il dimagrimento era conseguente a un periodo felice, di forte adrenalina... 
E poi ci sono dei periodi in cui mi sento come bloccata, trattenuta in uno stato di stasi profonda e non riesco a buttar giù un etto! Come se ci fosse una forte resistenza...
Ho sempre pensato che c'era qualcosa su questo argomento che non approfondivo e ora che ho fatto un po' di ricerche, sono sempre più convinta di quanto sia importante... ma che dico... fondamentale la psiche nel nostro modo di approcciare alla vita..
Anche la ritenzione idrica è  da considerare un tema importante della nostra salute, noi, erroneamente, lo classifichiamo solo come problema estetico e nulla di più.
E invece non è  così... 
Ognuno di noi dovrebbe comprendere le cause di tutto ciò che ci accade..problemi che sembrano meno importanti compresi. 
A fronte di un problema più serio ho fatto una profonda introspezione alla scoperta di me stessa e ho deciso di affrontare questo mio svalutarmi in ogni senso e situazione.. quello che non capivo era perché il sintomo più  significativo era questa ritenzione idrica che non accennava a diminuire pur mangiando molti vegetali e bevendo abbastanza acqua (la mia alimentazione è vegetariana)
Ad un certo punto ho avuto il bisogno di capire cosa mi stava dicendo il mio corpo tramite ciò che costituisce disturbo funzionale (malattia)... da lì sto facendo  un percorso all'interno di me stessa, in profondità e sto provando a "guardarmi" con autenticità e sincerità!!!
Ed ho scoperto queste informazioni importanti sulla ritenzione idrica...
Nell'AniMo Antico

Grazie alle scoperte delle Leggi Biologiche da parte dell dott Hamer, oggi sappiamo che l'aumento ponderale del proprio peso è dovuto alla ritenzione idrica, fenomeno denominato "conflitto del profugo".
Trattenere i liquidi senza disidratarsi, nel caso un'onda ci avesse spinto in riva di un'isola deserta, ha reso possibile la nostra sopravvivenza; ecco perchè, ancora oggi, reagiamo attivando questo programma biologicamente sensato, quando viviamo situazioni in cui
- ci sentiamo pesci fuor d'acqua
- perdiamo i nostri punti di riferimento
- ci sentiamo catapultati in una situazione diversa, in un "territorio" che non è il nostro
- quando lottiamo per la sussistenza
Il non aver appigli ci fa sentire soli e abbandonati, in continua lotta per la nostra esistenza.
L'organo preposto a mantenere inalterato l'equilibrio idrico è riposto nel rene, precisamente nei tubuli collettori, che nel momento in cui vengono vissute queste emozioni (in fase attiva), si restringono, con la finalità vitale di trattenere i liquidi, causando così un aumento di peso (i liquidi si accumulano nelle cellule e in altri tessuti).
in fase attiva di questo programma, si nota nel sangue un aumento di creatinina e di sostanze azotate, che la Medicina Ufficiale considera una grave malattia, in quanto gli scienziati non considerano la connessione mente-corpo, trascurando che l'evoluzione embriologica di questo tessuto risponde a precise emozioni.
Fonte: Anacleto.guru

Questo problema sembra prettamente femminile, in realtà non è esclusivo delle donne, ma noi, con la nostra sensibilità, abbiamo più rischi di avere forti emozioni che ci portano a squilibri energetici.
Andremo ad analizzare lo squilibrio principale femminile che causa questo disturbo così diffuso...


Rinuncia alla femminilità
Si rileva una stretta analogia tra la stasi dei liquidi del corpo e una stasi del tipo energetico- esistenziale, nello specifico, l'energia che ristagna nelle aree "cellulitiche" del corpo è di natura erogena.
Il corpo delle donne che hanno subito un trauma amoroso, attraverso la cellulite, cerca di proteggersi da un ulteriore dolore, quasi ad attutire il rischio di nuovi colpi e ferite sentimentali.
(Mi viene da pensare quasi come se ci si portasse dietro la copertina, o sarebbe ancora più preciso dire; la trapuntina di Linus per "proteggersi dal freddo")
La svalutazione sul piano estetico porta la persona alla rinuncia a un nuovo coinvolgimento affettivo e sessuale, creando, appunto una "corazza", in altre parole una barriera anestetica e antiestetica contro gli attacchi esterni.
(Si auto-elimina dalla competizione per paura di fallire, non si da chance di essere felice perchè come donna si auto-svaluta e non crede di essere all'altezza, questo nello stesso tempo la preserva da qualsiasi dolore o gioia e appunto ci si priva sia dell'ipotetico male... ma anche di un ipotetico bene, la donna così vive una falsa serenità basata su una menzogna che si racconta
Anche se si vive una relazione si è sempre sulla difensiva, non ci si lascia mai andare e si blocca l'espressività del vero sentimento.
In genere le persone che hanno un vissuto sessuale sofferto e blocchi affettivi sono più inclini a questo problema; persone che hanno ricevuto un'educazione rigida con un derivato sviluppo incompiuto della femminilità; che hanno una madre egoista e manipolatrice, anaffettiva nei confronti del marito o del patner o con problemi di carattere mentale.
La presa di coscienza all'origine del problema psico-somatico, rimuove la causa del sintomo, di conseguenza sciogliendo il blocco psicologico, sul corpo si ripercuote la stessa azione.
Fonte: Olistica.blogspot.it

Molti studi hanno dimostrato che "trattenere" a livello psicologico viene tradotto a livello fisico tramite il sistema respiratorio e quello cardiocircolatorio.
Trattenere un'emozione, un impulso, la tendenza a fare una certa cosa, si manifestano attraverso cambi di durata e intensità del respiro e della frequenza cardiaca: essi sono a loro volta collegati con uno squilibrio del sistema di drenaggio del corpo.
(La cellulite è anche sintomo di rabbia repressa, un accumulo di pensieri negativi , una ridotta espressione di sè)
Il secondo filone, connesso al primo, è il sistema endocrinologico e immunitario. Si è visto che l'ansia e lo stress causano l'aumento di produzione del cortisolo, definito l'ormone dello stress; il cortisolo, oltre ad abbassare le difese immunitarie nell'organismo, aumenta la ritenzione idrica nel corpo.
Inoltre lo stress psicologico e fisico causa infiammazioni ai vasi sanguigni e rallenta la circolazione.
La ritenzione idrica infatti, oltre ad essere vissuta come inestetismo, rimane sul corpo come il sintomo di una vita del tutto insoddisfacente.
Fonte: www.ormepsicologiche.com

Vedi anche: Psicosomatica (tutti i link sulla psicosomatica del blog)
                   Psicosomatica dell'Ipotiroidismo
                   Psicosomatica dell'Apparato Urinario


sabato 4 aprile 2015

Malattia: spirito e corpo

Dorneus, commentando la citazione di Ermete "Ideo fugiet a te omnis obscuritas", afferma:
Egli dice infatti: "Perciò fuggirà da te ogni oscurità"...
"Oscurità" non significa null'altro che infermità e patimenti sia del corpo che dello spirito (mentis)...
L'intento dell'autore è in genere quello di insegnare che coloro i quali hanno ottenuto il rimedio spagirico guariscono tutte le infermità e le sofferenze sia del corpo che dello spirito per mezzo di una dose estremamente ridotta, grande come un granello di senape, assunta in qualche modo, a causa dell'efficacia e semplicità dell'unione nel farmaco, che non consente di resisterle ad alcuna varietà delle numerose malattie.
Del resto esistono molte oscurità e infermità dello spirito (mentis), come l'insania (vesania), la mania, la furia, la stupidità (stoltadis) e altre affezioni di ogni genere dalle quali l'intelletto (animus) è ottenebrato e accecato; esse verranno completamente sanate da un simile rimedio spagirico.
Non solo esso rende la sanità all'intelletto (animo), ma rende più acuti lo spirito (ingenium) e l'intelletto (mentem) dell'uomo, cosicché tutto ciò che si riferisce al miracolo (guarigione) diviene per loro facile da capire (intellectu) e da percepire (perceptu) e non rimane loro nascosto nulla di ciò che è contenuto nelle regioni superiori e inferiori."
Unionis semplicitas si riferisce alla dottrina della res simplex Platonica.
Simplex è ciò che Platone chiama intellegibile non sensibile.
"Semplice è la parte non soggetta ad opinione"; è ciò che è "indivisibile", "di un'unica essenza".
L'anima è simplex.
"L'opera non raggiunge la perfezione se non è trasformata in cosa semplice"....
La malattia è un'impressio mali (impronta del male) e viene guarita tramite "la repressio mali (repressione del male) mediante l'azione che il centro vero e universale esercita sul corpo".
Il centro è l'Unarius o l'Uno su cui si fonda l'unicus homo (l'uomo che è diventato uno con sé stesso).
Se egli vuole dunque sanare le sue infermità fisiche e spirituali, si applichi a conoscere con precisione il centro, e vi si dedichi totalmente, e il centro sarà liberato da ogni imperfezione e infermità.
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.GJung

I link sottostanti sono fonte di ricerche, esperienze dirette e personali, di curiosità e di ribellione verso la medicina convenzionale che di fatto sta causando più danni di quanti successi terapeutici abbia sulle malattie.
Sempre più persone esperte cercano di tornare alla concezione olistica della guarigione, alla connessione corpo anima che è il fondamento, la pietra angolare per una buona salute.
Questo post l'ho estrapolato da un testo di psicologia alchemica di Jung...
Questo post fa riflettere quanto siano porofonde nel passato le radici della psicosomatica.
...Soprattutto quanto un esponente importantissimo della tradizione Egizia come Ermete, il Tre Volte Grande, abbia lasciato l'importante insegnamento della frase: "Ideo fugiet a te omnis obscuritas" fulcro del post sovrastante.
Qui di seguito ho linkato il frutto di letture specifiche sull'argomento, argomento così scottante nelle conversazioni in quanto la società è abituata a pensare con ciò che il Sistema vuole, e il sistema vuole "forse" gonfiare le casse delle aziende farmaceutiche?
Come sempre, per chi vuole, buona lettura...
Nell'AniMo Antico

mercoledì 25 giugno 2014

Alejandro Jodorowsky la poesia e l'atto poetico



"La prima cosa a venirmi in aiuto è stata la poesia, il contatto con i poeti negli anni cinquanta.
Il poeta inventa fuori dal mondo esistente, il mondo che dovrebbe esistere... il valore del linguaggio della poesia dipende direttamente dalla sua lontananza dal linguaggio parlato...
La poesia è il crinale in cui gli estremi si toccano, dove non esiste nè contraddizione nè dubbio.
Il poeta ci tende la mano per condurci oltre l'ultimo orizzonte, oltre la cima della piramide, in quella terra che si estende oltre il vero e il falso, oltre la vita e la morte, oltre lo spazio e il tempo, oltre la ragione e la fantasia, oltre lo spirito e la materia...nella sua voce c'è un incendio inestingiubile...
Questi cinque poeti costituivano un mandala alchemico:
Neruda era l'acqua, Parra l'aria, De Rokha il fuoco, Gabriela Mistral la terra e Huidobro, al centro, la quintessenza .
 "La poesia è azione".
A partire da quel momento abbiamo cominciato a prestare molta più attenzione all'atto poetico che alla scrittura in sè.
Per tre o quattro anni non abbiamo fatto altro che consegnarci all'atto poetico. Pensavamo solo a quello giorno e notte.
Il coraggio, il senso dell'umorismo, la propensione a mettere in discussione i mediocri assiomi della vita comune e l'amore per l'atto gratuito.
E qual è la definizione dell'atto poetico? Deve essere bello, estetico e prescindere da qualsiasi giustificazione.
Può anche comportare una certa violenza.
L'atto poetico è un richiamo alla realtà...Questa vita che noi vorremmo logica è in realtà folle, scioccante, meravigliosa e crudele.
Se osserviamo lucidamente la nostra realtà, constatiamo che è poetica. illogica, esuberante.
La poesia è convulsione come un terremoto! Denuncia le apparenze, trapassa con la sua spada menzogne e convenzioni.
Realizzare un atto poetico è un processo cosciente che mira a introdurre volontariamente una frattura nell'ordine della morte perpetuato dalla società, non è la manifestazione complessiva di una ribellione cieca.
L'atto poetico permette di manifestare energie normalmente represse o talenti in noi.
L'atto poetico deve essere sempre positivo, cercare la costruzione non la distruzione...
Sono convinto che il senso di colpa sia inutile. 
L'errore è lecito se commesso una sola volta e in seno a un processo di sincera ricerca della coscienza... L'uomo cerca la conoscenza, e che cos'è l'uomo alla ricerca di qualcosa se non un essere erratico? L'errore è parte integrante del percorso. 
Abbiamo smesso di compiere esperienze negative, ma non abbiamo mai avuto rimorsi.
Quelle esperienze ci avevano aperto la via all'atto poetico autentico. Non si fa una frittata senza prima aver rotto le uova.
Si diventa saggi soltanto nella misura in cui si passa attraverso la propria follia.
Non dimenticare mai che il fiore del loto nasce dalla melma, è necessario esplorare il fango, toccare la morte per salire nel cielo limpido."
Tratto da "Psicomagia una terapia panica" Alejandro Jodorowsky

mercoledì 21 maggio 2014

La Psicomagia Alejandro Jodorowsky

I medici professionisti, figli fedeli dell'università disprezzano queste pratiche, per loro la medicina è una scienza.
Vogliono che la medicina sia una, ufficiale, senza improvvisazioni e applicata a pazienti che vengono trattati soltanto in quanto corpi.
Nessuno si propone di curare l'anima. Per i guaritori, invece, la medicina è un'arte.
Per l'inconscio è più facile capire il linguaggio  onirico che il linguaggio razionale. Da un certo punto di vista, le malattie sono sogni, messaggi, che rivelano problemi non soluti.
I guaritori, con grande creatività, sviluppano tecniche personali, cerimonie, sortilegi, farmaci strani....
Parlano all'essere primitivo, superstizioso, che ognuno di noi porta dentro di sè.
Nel vedere all'opera questi terapisti popolari, ho elaborato la nozione di "trappola sacra".
Perchè lo straordinario accada è necessario che il malato, ammettendo l'esistenza del miracolo, creda fermamente nella possibilità di guarire.
Dopo che questi cade nella "trappola sacra", vive una trasformazione interiore che gli permette di percepire il mondo dal punto di vista dell'intuizione più che da quello della ragione.
Solo allora può accedere al vero miracolo.
Possiamo dire che qualcuno sia totalmente privo di fede?
In ogni istante l'inconscio supera i confini della nostra ragione, o per mezzo dei sogni o tramite atti mancati.
Se è così, non c'è modo per far intervenire l'inconscio, come un alleato in maniera volontaria?
Mi resi conto che anche gli oggetti che ci accompagnano e ci circondano fanno parte del linguaggio inconscio.
[a volte basta togliere, spostare, modificare quel determinato oggetto per cambiare una sorte]
[Mentre]Gli atti consigliati [dal guaritore] vanno realizzati senza indagare il motivo. Nella psicomagia, al posto della credenza superstiziosa, è necessaria la comprensione da parte del paziente, che deve conoscere il perchè di tutte le sue azioni.
Lo psicomago da guaritore si trasforma in consigliere: grazie alle sue ricette il paziente diventa medico di se stesso.
Questa terapia non mi è arrivata come una illuminazione improvvisa, ma è andata perfezionandosi, a poco a poco, nel corso di molti anni...
"C'è qualcosa del ciarlatano e del guaritore da fiera in questo visionario che si autodefinisce imbroglione sacro.
Ma in fin dei conti, quest'aspetto da ciarlatano trascendentale, parte integrante del personaggio Jodorowsky, è al servizio di una singolare energia sensitiva, Di Alejandro si potrebbe dire che è un bodhisattva in salsa latinoamericana, una salsa molto piccante...." Gilles Farcet
Non credo esista la possibilità reale di predire il futuro, poichè, dal momento in cui lo si vede, lo si sta già modificando o creando.
Il veggente si diverte a raffigurare destini forzando il corso naturale di una vita...
Consideravo i tarocchi un test proiettivo che mi permetteva di individuare i bisogni di una persona e di localizzare le radici dei suoi problemi.
Perchè la consultazione avesse effetti terapeutici, doveva tradursi in atto creativo reale. Per questo a coloro che venivano da me ordinavo di compiere una o più azioni.
Certe cose non si inventano: le si vede nascere in se stessi. Ma questa nascita ha radici molto profonde.
In quanto esseri umani identificati con il proprio doppio, dobbiamo capire che l'invasore non è altri che noi stessi, la nostra natura profonda.
I pazienti soffrivano per essere sottomessi al loro doppio. Venivano da me proprio perchè si sentivano male in questa rappresentazione e intuivano la natura radicalmente diversa dell'Originale che stava in loro.
Il processo quindi si basava su un desiderio reale di cambiamento.
Ciò che ci intimorisce perde potere nel momento in cui smettiamo di combatterlo.
La "realtà" non esiste di per sè: istante dopo istante, sono io che la creo la mia realtà, allegra o sinistra, monotona o appassionante.
All'interno di una stessa realtà si può acquisire lucidità e comportarsi in modo da trasformare il campo negativo in un contesto positivo. 
Sono profondamente convinto della magia della vita.
Perchè abbia effetto, però, ognuno deve coltivare dentro di sè una serie di qualità che possono sembrare in contraddizione, come per esempio: innocenza, autocontrollo, fede, audacia... Attivare la magia richiede molto coraggio, anche una certa purezza e un profondo lavoro su se stessi.
Invio messaggi all'inconscio utilizzando il linguaggio simbolico che gli è proprio. Nella psicomagia spetta all'inconscio decifrare l'informazione trasmessa dall'inconscio.
Se ti rivolgi all'inconscio con il suo linguaggio, ti risponderà subito.
Ho dedicato la vita a perfezionarmi a conoscermi, a rendermi disponibile interiormente.
La vita non sta ad aspettare i desideri del primo pigro di turno! La vita non ti ricambia se non nella misura in cui ti abbandoni ad essa e ti sforzi di superare il tuo egocentrismo.
Dio solo sa quanto può essere meravigliosa la vita se ti apri un po' alla sua magia.
La realtà è un sogno nel quale dobbiamo lavorare per poter passare progressivamente dal sogno inconscio, sprovvisto di qualsiasi lucidità -che può sempre trasformarsi in un incubo- a quello che io chiamo "sogno saggio".
Tratto da "Psicomagia Una terapia panica" Alejandro Jodorowsky



venerdì 11 aprile 2014

Risveglio della dimensione metafisica con i "suoni sacri"

Fin dai tempi più remoti, l'uomo si è procurato dei mezzi per ottenere l'energia necessaria a vivere in comunione con l'assoluto.
Ogni individuo è dotato della facoltà di riflettere l'universo come potrebbe fare uno specchio dalle molteplici sfaccettature e di percepirne gli accenti profondi e nascosti
L'uomo vive in un bagno acustico anche quando crede di essere avvolto da un ambiente silenzioso, mentre l'aria crea intorno a lui un campo attivo alimentato dall'agitazione molecolare.
I movimenti vibratori sul corpo umano passano attraverso diverse attività sensoriali; dal momento che ogni organo e pensiero è sollecitato dalle vibrazioni acustiche, il sistema nervoso è chiamato a dare il suo contributo e l'orecchio viene modellato secondo il "sentire profondo" dell'individuo.
In tutte le tradizioni sia orientali che occidentali al suono è sempre stato attribuito un carattere sacro: la preghiera, i mantra, le litanie, basti pensare che qualsiasi cerimonia, rito, culto, abbiamo canti e suoni che enfatizzano il tutto, e questo è un modo che permette di entrare in contatto con il divino che è dentro di noi, dando effetti benefici anche in termini di salute (Musicoterapia)
L'orecchio ha un'importante funzione di collegamento: ogni stimolazione sonora si trasforma in un processo di sollecitazione del corpo e della mente attraverso la percezione delle onde sonore da parte del padiglione auricolare.
Il suono della preghiera ha il magico potere di ricongiungere l'uomo a una dimensione superiore, il bisogno di trascendere è innato nell'individuo e originato dal bisogno di dare un senso alla vita, la fede ricollega l'uomo a ciò che è misterioso e separato da lui.
Esistono dei suoni "sacri" che provocano il risveglio della dimensione metafisica che è in ciascuno di noi, essi producono l'aumento del tono delle onde cerebrali e della dinamica del sistema nervoso nel suo insieme.
La stimolazione sonora crea un'attivazione energetica cerebrale e corporea in cui il suono è fonte di energia e il fraseggio musicale crea l'atmosfera propizia al raccoglimento.
L'OM è una sillaba sacra molto potente che rappresenta l'Assoluto, Fonte Suprema, Potenza Creativa, la somma di tutti i suoni
.
È il mantra della compassione piena di Amore.
Contribuisce a creare un Suono Cosmico se cantato con altre persone, e inonda la propria vita di energia positiva e amorevole se recitato spesso anche da soli o pensato:
Permette di accedere all'Ineffabile e di essere in armonia con il suono emesso dall'universo, vivere in comunione con il cosmo in quanto questo suono contiene da solo tutto il linguaggio, il pensiero e la magia del cosmo.
Saperlo pronunciare e ascoltare è un'arte da imparare, esso è un seme che se piantato nel nostro cuore darà il suo frutto.
Il suono della voce in genere è in assoluto il tramite da sempre ritenuto il mezzo etereo e la chiave primaria del rito magico-religioso.
Vibrazioni che mettono in movimento l'etere nel mondo della materia sottilissima che sono ritmiche per loro natura.
Le parole sono articolazioni di note musicali emesse dalla bocca, il cui suono viene modulato a volontà e secondo l'energia di chi lo esprime.
Si può affermare con certezza che il suono della parola ha una forte azione energetica e sensibile sulle cose vive.
Queste parole potenti sono canti ed emissioni di articolazione di volontà animate o no da idee concrete.
Le parole hanno un maggior dominio sulla realtà ed è per questo che conoscere il vero nome di una cosa equivale a controllarla fin dai tempi più remoti.
La parola ha sempre rivestito un'importanza suprema poiché esprime il senso più intimo del verbo reso manifesto.


 
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