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giovedì 11 maggio 2017

Fallo, madre e cavallo come simboli onirici

Fallo
Essi non significano necessariamente altro che il membro.
Dal punto di vista della psiche anche il membro è un'immagine che sta in luogo di qualche ulteriore elemento difficilmente determinabile: lo dimostra il fatto che ai primitivi e agli antichi (che facevano uso di simboli fallici con grande libertà) non è mai accaduto di scambiare il fallo, simbolo rituale, col pene.
Esso significava invece il  mana creatore, la forza medica e generatrice, espressa in forma equivalente dal toro, dall'asino, dal melograno, dal yoni, dal montone, dal lampo, dallo zoccolo di cavallo, dalla danza, dall'amplesso magico sul terreno coltivato, dal mestruo e da infinite analogie.
Sta alla base di tutte quelle analogie e quindi anche della sessualità e il significato più di ogni altra cosa si avvicina psicologicamente al primitivo simbolo del mana.
Madre
Madre è un archetipo che significa origine, natura, passiva entità generatrice (perciò materia) ed esprime quindi anche la natura materiale, il grembo (l'utero) e la finzione vegetativa, e quindi, anche l'inconscio, ossia ciò che vi è di naturale e d'istintivo, il fisiologico, il corpo (in cui si abita e si è contenuti), giàcche "madre" è anche recipiente, forma concava (ancora grembo) che contiene e nutre e quindi ancora psichicamente ciò che sta alla base della coscienza.
Con l'"essere contenuto" e l'"essere dentro" è collegata l'oscurità, l'aspetto notturno e angoscioso... una parte essenziale del concetto di yin dell'antica filosofia cinese.
La parola madre che suona così familiare, si riferisce apparentemente alla madre individuale, più nota di ogni altra, "mia madre"; come simbolo si riferisce però a ogni formulazione concettuale che si può indicare in modo assai vago ed approssimato come vita occulta, naturale, corporea. La vita inconscia.
Cavallo
È un archetipo diffusissimo nella mitologia e nel folklore.
Come animale rappresenta lo psichismo non umano, il subumano, l'animalesco e con ciò lo psichismo inconscio: perciò nel folklore i cavalli sono veggenti e comprendono il linguaggio e talora parlano.
Come bestie da soma essi hanno una stretta relazione con l'archetipo della madre (le Valchirie che portano gli eroi morti nel Walhalla, il cavallo di Troia, ecc).
Come cosa inferiore all'uomo, rappresenta il ventre e il mondo degli istinti che se ne sprigiona.
Il cavallo è forza e veicolo, esso trascina come l'istinto ma come l'istinto è soggetto al panico, giacché gli manca la qualità superiore della coscienza.
Esso ha a che fare con la magia e cioè con un'azione irrazionale, incantatoria e questo in particolar modo per i cavalli neri (e cioè notturni) che annunciano la morte.
Tratto da "Realtà dell'anima" di C.G. Jung

martedì 9 maggio 2017

I sogni e i "grandi sogni"


L'"altro" di cui si sogna non è il nostro amico o il nostro vicino, ma l'"altro" in noi, quello di cui noi preferiamo dire: "O mio Signore ti ringrazio di non essere come lui".
Certo il sogno, figlio della natura, non ha intenzioni moraleggianti: esso illustra soltanto il noto principio secondo cui non si può fare il passo più lungo della gamba.
Nell'inconscio abbonda sempre tutto ciò che manca invece alla coscienza, ossia che esso ha una funzione compensatoria rispetto alla coscienza, si possono già trarre dal sogno conclusioni, purché il sogno stesso non provenga da strati psichici troppo profondi.
In quest'ultimo caso, il sogno contiene solitamente quelli che si possono chiamare motivi mitologici, ossia complessi di rappresentazioni o immagini corrispondenti a quelli che si riscontrano nella mitologia del proprio popolo i di altri popoli.
Il sogno racchiude allora un senso collettivo, ossia un senso genericamente umano.
Non siamo, quali soggetti o individui, unici della nostra specie, ma simili agli altri uomini.
Un sogno con significato collettivo vale anzitutto per lo stesso sognatore; ma è nel contempo espressione del fatto che il suo problema momentaneo è anche un problema di altri uomini.
Vi sono molti individui interiormente isolati rispetto agli altri uomini che si lasciano dominare dall'idea che gli altri non abbiano i loro stessi problemi.
Oppure si tratta di persone eccessivamente modeste che nel loro sentimento radicato di non valere nulla hanno tenuto troppo nascosta la loro aspirazione a un'attività collettiva.
Inoltre tutti i problemi del singolo si collegano in qualche modo al problema dell'epoca.
Ciò è lecito solo nel caso in cui il sogno utilizzi effettivamente una simbologia mitologica ossia collettiva.
I primitivi indicano come "grandi" i sogni di questo genere.
I primitivi dell'Africa orientale dispongono che i grandi sogni siano riservati ai grandi uomini ossia stregoni e capitribù.
Sogni siffatti si producono anche in uomini comuni specie quando si trovano in uno stato di grande disagio spirituale.
Nel trattare i grandi sogni sono necessarie conoscenze estese ma anche solo con le conoscenze nessun sogno può venire interpretato.
Tali conoscenze non debbono essere infatti un inerte materiale mnemonico, ma debbono possedere, in colui che lo applica, la qualità dell'esperienza.
In ognuno di noi vi è un altro che noi non conosciamo e che ci parla attraverso il sogno comunicandoci come egli ci veda diversamente da come noi vediamo noi stessi.
L'altro può talora fornirci una luce che sarà meglio in grado di modificare radicalmente il nostro atteggiamento.
Tratto da "Realtà dell'anima" di C.G. Jung

martedì 2 maggio 2017

I sogni


Esiste una via che è stata abbandonata da tempo, riconosciuta come illusione, anzi sciocchezza. Quella zona non è altro che il fugace, effimero, grottesco prodotto della notte, il sogno, e la via è la comprensione del sogno.
Gli è proprio l'antico "sacro mistero", secondo il quale il sogno è visione interiore.
Il sogno è la piccola porta occulta che conduce alla parte più nascosta e intima dell'anima, aperta sulla notte cosmica originaria che era già anima molto tempo prima che esistesse una coscienza dell'Io e che sopravvivrà come anima a tutti i prodotti della coscienza dell'Io, giacché ogni coscienza dell'Io è isolata e conosce il singolo in quanto divide e separa e vede solo ciò che ha relazione con questo Io.
La coscienza dell'Io consta di tante limitazioni anche quando si estende sino alle più lontane nebulose stellari.
La coscienza divide: ma col sogno penetriamo nell'uomo più profondo, universale, vero ed eterno, ancora immerso in quell'oscurità della notte primitiva in cui egli era tutto e tutto era in lui, nella natura priva di ogni differenziazione e di ogni essere Io.
Da tale profondità, che collega tutto, nasce il sogno, per quanto infantile, grottesco e amorale esso sia.
La sua spregiudicatezza e la sua sincerità sono tali da dar arrossire la nostra mendacità autobiografica.
Nelle civiltà più antiche i sogni più impressionanti erano considerati messaggi divini.
Fu riservato al nostro razionalismo di spiegare il sogno con i "resti del giorno"...
Perché si vuol dimenticare che tutto quanto vi è di notevole e di bello nell'ampio campo dell'umana civiltà è nato da una felice ispirazione?
Che cosa mai diverrebbe  l'umanità se nessuno avesse più ispirazioni?
Solo quando ci accade di non aver alcuna ispirazione, comprendiamo fino a qual punto noi ne dipendiamo.
Ma il sogno non è che un'ispirazione di quell'oscura anima che collega tutto.
Anche se un intero mondo si sfasciasse, la connessione universale dell'anima oscura non potrebbe infrangersi.
E più si moltiplicano e si allargano le scissioni alla superficie, più aumenta nel profondo la forza dell'Uno.
I vostri sogni sono l'espressione del vostro essere soggettivo e possono perciò mostrarvi per quale falsa impostazione vi siete smarrito in quella via senza uscita.
I sogni sono puri prodotti della psiche inconscia, spontanei, imparziali, indipendenti dall'arbitrio della coscienza.
Essi sono natura pura e perciò di verità naturale, non adulterata.
Occuparsi dei sogni significa prendere conoscenza di sé.
La coscienza assume dati obbiettivi del sogno come comunicazione o messaggio dell'unica anima inconscia dell'umanità.
Non ci si conosce in base all'Io ma al Sé, a quel Sé straniero che fondamentalmente nostro.
Tratto da "Realtà dell'anima" di C.G. Jung

giovedì 5 maggio 2016

Lo stato di sogno


Lo stato di sogno costruisce una delle modalità di manifestazione dell'essere umano, corrispondente alla parte sottile della sua individualità, e nel quale l'essere umano produce un mondo che procede interamente da lui stesso, e i cui oggetti consistono esclusivamente in concezioni mentali, cioè combinazioni di idee rivestite di forme sottili, forme che, peraltro, dipendono sostanzialmente dalla forma sottile dell'individuo stesso, di cui gli oggetti del sogno sono altrettante modificazioni accidentali e secondarie.
Nello stato di sogno l'uomo si trova in un mondo interamente immaginato da lui i cui elementi sono di conseguenza tratti da lui stesso, dalla sua individualità più o meno estesa (nelle sue modalità extra-corporee), come altrettante "forme illusorie" (mâyâvi-rûpa).
Gli avvenimenti che vi si svolgono possono soltanto risultare da una combinazione di elementi contenuti, almeno in potenza e in quanto suscettibili di un certo genere di realizzazione, nella comprensione integrale dell'individuo.
Il sogno deve essere considerato come un modo di realizzazione per possibilità che, pur appartenendo all'ambito dell'individualità umana, non sono suscettibili, per un motivo o per un altro, di realizzarsi in modo corporeo.
Per esempio le forme degli esseri appartenenti allo stesso mondo (animali, vegetali ecc...) ma diverse dall'uomo, forme che egli possiede virtualmente in sé a causa della posizione centrale che occupa in questo mondo.
L'essere umano può realizzare queste forme soltanto nello stato sottile, e il sogno è  il mezzo più comune.
Se l'individuo che sogna prende anche parte attiva nel corso del sogno, se vi recita un determinato ruolo attraverso la modalità extra-corporea del suo essere, che corrisponde allo stato della sua coscienza o zona centrale della coscienza, egli vi interpreta simultaneamente anche tutti gli altri ruoli, o le modalità, appartenenti alla sua coscienza individuale.
Tutti questi ruoli appaiono naturalmente secondari rispetto al ruolo che, per l'individuo, è principale.
Poiché gli elementi del sogno esistono soltanto per mezzo suo, si può affermare che essi sono reali solo in quanto partecipano alla sua esistenza: è lui stesso a realizzarsi come altrettante modificazioni di sé, senza per questo cessare di essere se stesso.
Se l'individuo è  cosciente di sognare, cioè sa che gli eventi che si svolgono hanno la realtà che egli stesso conferisce loro, non ne sarà in alcun modo toccato quando vi comparirà come attore e allo stesso tempo come spettatore dato che la concezione e la realizzazione non sono più separate per la sua coscienza individuale.
Se ciò  non accade l'individuo è  portato ad attribuire agli avvenimenti una realtà esterna a sé e, nella misura in cui effettivamente la attribuisca loro, è  soggetto a un'illusione la cui causa in realtà risiede in lui stesso.
Le stesse considerazioni valgono anche nel caso delle allucinazioni, in cui l'errore non consiste nell'attribuire una realtà all'oggetto percepito, bensì nell'attribuirgli un modo di realtà diverso da quello che è  veramente il suo.
Il  caso del mondo dei sogni ha il vantaggio di non prestarsi ad alcuna contestazione perché nel mondo del sogno l'uomo è  isolato da tutte le cose esteriori, che costituiscono il mondo sensibile.
Ciò che conferisce realtà al mondo dei sogni è unicamente la coscienza individuale considerata in tutto il suo sviluppo, in tutte le sue possibilità di manifestazione che essa comprende.
Tratto da "Gli stati molteplici dell'Essere" di René Guénon

In altre parole: 
Lo stato di sogno può essere paragonato alle infinite possibilità dell'Uno, immaginando che dal perno di una ruota possono derivare infiniti raggi, che sono le infinite possibilità di manifestazione della Fonte, nel sogno, come un microcosmo, possiamo vivere infinite possibilità di esistenza perché tutto ciò che è sognato è nostra estensione... e non per questo il sogno è  meno importante della realtà.
Le possibilità di manifestazione universale che costituiscono il Macrocosmo si rispecchiano nell'uomo (Microcosmo) sintetizzate nello stato di sogno in cui l'uomo è il perno da cui provengono i vari raggi, che sono rappresentati come terzi, ma che derivano solo e unicamente da un'unica fonte, ovvero la dimensione psichica dell'essere sognante.
Nell'AniMo Antico 

sabato 20 febbraio 2016

I giganti


I giganti sono notoriamente ottusi condannati a un pensiero corporeo, miopi e sempre affamati.
Nelle fiabe al gigante è  contrapposto l'animale astuto, l'elfo o lo gnomo, la fanciulla scaltra o il piccolo sarto.
Il gigante sa pensare soltanto secondo lo schema: "non è altro che", e riduce tutto al minimo comun denominatore, per non dover uscire dalla caverna o risvegliarsi dal suo sbracato, rintronante torpore.
Il gigante, con la sua solidità di adulto, minaccia l'immagine del bambino, il suo legame ecologico con il mondo meraviglioso.
La stupidità è  il gigante che non nota le piccole cose.
Se ci pensate, sono un fagiolo a salvare Giacomino e un sasso a salvare Davide da Golia.
Il gigante nella psiche è un'altro modo di chiamare la caverna platonica dell'ignoranza, e non è un caso se Ulisse incontra proprio in una caverna Polifemo, il gigante con un occhio solo,  che prende alla lettera il gioco di parole di Ulisse e in tal modo viene ingannato. 
Vedi anche:
Tratto da "Il codice dell'anima" di James Hillman

venerdì 5 febbraio 2016

Il muschio nei sogni

La notte del 31 gennaio ho fatto un  sogno:
Ho sognato di salire su una montagna che era piena di muschio alla mia destra c'era una scalinata di montagna di quelle con il corrimano in legno e anche gli scalini erano pieni di muschio (era un paesaggio molto suggestivo) arrivata alla cima mi ritrovo su di una specie di trampolino da cui avrei dovuto fare tipo volo dell'angelo ma non ci riesco ma comunque, mi spingo fino alla fine di questo piccolo trampolino per testare la mia paura e un ragazzo (che nella vita non si chi sia in realtà non ho visto il viso) mi sta alle spalle e mi  rassicura, mi guida in questa prova di coraggio.
Ad un certo punto decidiamo di scendere e arrivare più a valle: non scendo fisicamente dalle scale ma mi ritrovo giù con queste scale alla mia destra vicino a una casa di legno.
A questo punto arriva una ragazza e la  mia guida toglie l'attenzione da me è la da solo a lei.. io ci rimango un po' male ma poi realizzo che è  giusto
Mi sveglio serena e rilassata da questo sogno
Sognare il muschio:
assume due significati diametralmente opposti; Trascuratezza dei propri progetti e rinunce di vario tipo, per cui sognare il muschio suggerisce al sognatore di rafforzare la propria autostima.
L'altro significato del muschio è di futuro guadagno e di benessere psicofisico.
Il muschio invita il sognatore alla pazienza.
 Ho fatto questo sogno in un momento in cui ho preso coscienza che la mia profonda insicurezza spesso ha fatto sì che io rinunciassi a dei progetti per paura di cadere o della vertigine che proverei nel "volare alto" dalla felicità.
In questo momento in cui ho deciso di lavorare sopra a questa mancanza di autostima nel sociale il significato di questo simbolo è assolutamente pertinente...
Questo sogno mi ha dato un senso di serenità, quando mi sono svegliata ho sentito un senso di tranquillità del tipo: "tutto andrà bene".
Nell'AniMo Antico

La civetta nei sogni


Nella notte tra il 3 e il 4 ricordo un sogno in particolare perché era molto vivido.
Ho sognato di entrare in un posto molto particolare, come una serra con le travi di legno.
Un posto molto suggestivo quasi incantato... il particolare più significativo è che lì c'era una civetta, era in una "culla" fatta apposta per lei e una voce (o persona) fuori campo mi invita ad accarezzarla.
Io la prendo e la coccolo, lei è dolce e docile, un particolare che ricordo sono gli occhi dolcissimi molto grandi tra l'altro, una cosa particolare era che la civetta a tratti sembrava più un gatto che un uccello.
Ricordo vividamente la docilità, la mia tenerezza per lei, il fatto che questo grazioso animaletto stava molto confortevolmente tra le mie mani.
Il significato della civetta:
La civetta appare di rado nei sogni... la civetta nell'antichità era l'emblema di Atena, dea della sapienza e dell'intelligenza, nonchè della facoltà di vedere oltre, di prestare attenzione e di intuire.
La civetta viene accostata sia al mondo lunare e misterioso della notte, alla chiaroveggenza, alle arti magiche, alle visioni, alla capacità di illuminare le tenebre dell'ignoranza umana con la luce del raziocinio.
Partecipa così di un duplice significato apparentemente antitetico:
è rappresentante del mondo notturno, del suo fascino e del suo mistero, e contemporaneamente, è colei che vede con chiarezza acuta, illuminando come un raggio laser ciò che appare nebuloso e incerto.
Simbolo di qualcosa di nuovo in arrivo.
Simbolo di riflessione, di concentrazione ed intuizione, di visione allargata, di progettualità mediata dall'intuito, di attenzione alle proprie sensazioni e ai propri sogni.
Nell'AniMo Antico



martedì 5 gennaio 2016

Fotografare nei sogni

Ho sognato di ritrovarmi davanti ad un cielo stellato.
Un cielo di un blu scurissimo che metteva in evidenza una moltitudine di stelle meravigliose.
(Notte: è il luogo della riflessione distesa, che lascia emergere i sentimenti e i lati repressi della personalità)
Poi alla mia destra c'era una luna enorme, bianca e luminosissima e dalla luce non si vedevano le altre stelle o giusto qualcuna dove il cielo era più oscurato.
Io voglio scattare delle foto a quella meraviglia e per primo ne faccio una alla moltitudine di stelle e poi alla luna.
Ma per me è una soddisfazione vedere che la foto delle stelle è  venuta benissimo.
(L'ultima volta che ho sognato degli astri non riuscivo a fare la foto per mia grande delusione)
Allora analizzando la simbologia degli astri posso far riferimento al post che ho già nel blog sui simboli onirici;

Guardiamo ora in  particolare cosa significa fotografare nei sogni:
"Quando il sognatore ha tra le mani una macchinetta fotografica e scatta una fotografia, può  emergere la necessità di "inquadrare e mettete a fuoco" (cioè chiarire, valutare e meglio comprendere) qualche aspetto particolare della propria realtà o qualche dinamica interpersonale"
Fonte:
guidesupereva
Nell'AniMo Antico


domenica 27 dicembre 2015

Le api nei sogni

Mi sono svegliata con un sogno particolare:
ho sognato che volevo del miele ma lo volevo di api libere e non allevate... una persona (maschile, che nella vita non conosco) mi consiglia o mi porta (non ricordo bene) in un bosco di corbezzoli dove le api erano libere nel loro operare e svolazzare..
Io rimanevo affascinata da tutto ciò e non ricordo se poi ho preso o no il miele ma sono state belle immagini..
La mia curiosità mi ha portato a fare questa ricerca da cui ho preso il significato centrale delle api.

Il bosco nei sogni quando è percepito come un luogo rassicurante.... guaritore:
in questo senso qualunque cosa o essere animato si incontri durante il cammino non è un nemico (come nel bosco dal quale si tenta di fuggire), ma un vero e proprio alleato utile per progredire nel cammino individuale.

Il corbezzolo in floriterapia aiuta la guarigione delle memorie emozionali arcaiche, transgenerazionali e/o risalenti a vite passate...

Il simbolismo delle api nei sogni emerge anche nelle culture più antiche.
La complessità e l'organizzazione della loro struttura sociale, ma soprattutto la capacità di trasformare il nettare in miele, sostanza che appariva straordinaria e magica, nettare degli dèi, le ha rese un simbolo di regalità e di virtù, di saggezza, di spiritualità e di abbondanza.
Nell'antico Egitto le api erano le lacrime di Ra, ad Eleusi o ad Efesto erano un simbolo di saggezza ed ordine le sacerdotesse dei riti iniziatici venivano chiamate "api", Platone le vedeva come immagini dell'anima del saggio, mentre per la religione cristiana era il simbolo dello Spirito Santo, della resurrezione e della vita eterna.
Per gli antichi interpreti, le api nei sogni immerse nella natura o in volo nel cielo, erano un simbolo di fortuna e di abbondanza.
Jung sosteneva che ogni animale nei sogni, insetti compresi, rappresentano l'archetipo del Sè, il nucleo centrale dell'essere.
Anche le api nei sogni introducono questo collegamento archetipico con una sfaccettatura psichica del sognatore, con una tendenza che si è cristallizzata e rischia di diventare soffocante,o , al contrario con un bisogno che deve emergere per essere colmato.
Così le api nei sogni possono collegarsi agli aspetti della personalità del sognatore che tendono a un equilibrio e ad una aggregazione sotto la guida di un Sè consapevole, elemento centrale che, come l'ape regina per l'alveare, è in grado di reggere tutto il sistema psichico.
Le api nei sogni rappresentano una natura volta all'ordine e all'accettazione di sè e del proprio ruolo, ma esprimono anche intensità, profondità e autodifesa.
Per saperne di più vista la fonte: Guidasogni

Ho pensato al perchè non volessi il miele di api "allevate" (diciamo), io credo che sia perchè il miele di api libere corrisponda al mio essere "non allevata", spontanea e non addomesticata al volere degli altri, i miei frutti, i miei prodotti interiori sono genuini e non ammettono schemi che addomesticano...
Nell'AniMo Antico

giovedì 5 novembre 2015

Il Sé e i sogni


Narra la leggenda che quando gli dèi crearono la razza umana discussero a lungo sul luogo in cui mettere le risposte alla vita, così da costringere gli umani a cercarle.
Un dio propose: "Mettiamo le risposte in cima a una montagna. Non andranno mai a cercarle lassù".
"No", risposero gli altri. "Le troverebbero subito".
Un altro Dio propose: "Mettiamole nel centro della terra. Non andranno mai a caricarle laggiù".
"No", risposero gli altri dèi. "Le troverebbero subito".
Poi parlò un altro: "Mettiamole in fondo al mare. Non andranno mai a cercarle laggiù"
"No", risposero gli altri. Le troverebbero subito"
Cadde il silenzio....
Poco dopo un altro dio parlò: "Potremmo mettere le risposte alla vita dentro di loro. Non andranno mai a cercarle laggiù".
E così fecero.

Il Sé è il centro regolatore e unificatore della psiche globale conscia e inconscia.
Nel corso della storia dell'umanità il Sé è stato simbolicamente espresso come la Divinità Interiore, l'immagine di Dio.
Ogni volta che riusciamo a comprendere a fondo un sogno ci sentiamo nutriti.
Avvertiamo, per così dire, il nutrimento sovrannaturale di cui abbiamo bisogno dentro, quello che viene dall'inconscio.
Nei sogni, questo nutrimento si manifesta sia come pane di vita sia come acqua di vita.
Quando infatti l'interpretazione colpisce nel segno, ci sentiamo vivificati, nutriti, felici e soddisfatto come dopo un buon pasto.
I sogni non possono essere interpretati soltanto con uno sforzo razionale, occorrono spunti dell'inconscio che colpiscano il segno.
L'arte dell'interpretazione dei sogni consiste nel mirare giusto e colpire nel segno che fa scattare un 'click' nel sognatore.
L'essenza punta al Sé. I sogni puntano sempre al centro interiore, sono sempre composti di centinaia di forme che puntano al centro interiore.
Ogni sogno rappresenta un tentativo della natura di renderci 'centrati', di rimetterci in contatto con il nostro centro più interiore, di stabilizzare la nostra personalità.
Anche nei sogni assurdi, in quanto il sogno non segue le regole della buona educazione o delle buone maniere ma si esprime con un linguaggio naturale.
La superficie può essere qualcosa di molto repellente o semplicemente molto stupido, quindi, è necessario scartare l'immagine per poter penetrare nel significato.
Non è  l'immagine che conta. Conta il significato, il messaggio. E come afferma il sogno, lo stesso vale nella vita.
Il Sé tende a conservare un equilibrio fluido all'interno dell'intero sistema psicologico. Chiamiamo questa funzione del Sé "legge di compensazione".
Ogni volta che assumiamo un atteggiamento cosciente eccessivamente sbilanciato  (troppo razionale, o spirituale, o materialista ecc..) i sogni lo compensano, facendo emergere un aspetto che possa controbilanciare.
Gli opposti non vengono compensati in modo automatico.
Si tratta piuttosto di una compensazione al servizio della totalità. È  come se il sogno dicesse: "Sei troppo sbilanciato rispetto alla tua totalità interiore".
La saggezza essenziale del sogno consiste nel conservare in equilibrio tutti gli opposti psichici e stabilire la giusta via di mezzo.
L'inconscio sembrerebbe condividere la filosofia cinese Yin/Yang o l'idea del Tao,  che riconosce un sottile equilibrio fra gli opposti.
Il Sé è un vuoto che non contiene nulla, ma un vuoto pieno di luce senza uno specifico contenuto definibile pur essendo la fonte dell'illuminazione interiore.
Esso rappresenta il massimo valore della psiche, o la Divinità, o il Buddha interiore.
Ciascuna scuola gli attribuisce un nome diverso, ma si tratta pur sempre dello stesso elemento interiore.
Alcune scuole di meditazione orientale insegnano che, dopo aver raggiunto l'illuminazione, si ritorna alla vita comune, in quanto anche la vita più comune fa parte della vita illuminata di un individuo.
Non c'è contraddizione fra illuminazione profonda e la vita nauseabonda di tutti i giorni.
Persino questi due opposti convivono.
"Ma la luce rende visibile la mano di Dio negli escrementi, e se riusciamo a vedere la mano di Dio negli escrementi, allora possiamo sopportare gli escrementi. Altrimenti vi rimaniamo soffocati"
Tratto da "Il mondo dei sogni"di Marie Louise von Franz

martedì 3 novembre 2015

L'Unicità dell'essere


La mente massificata che domina la nostra cultura ci schiaccia e ci fa sentire superflui e privi di importanza. Nella vita professionale, possiamo in ogni momento essere sostituiti da venti altre persone che ambiscono alla stessa posizione. Ciò ha un effetto molto distruttivo sull'uomo moderno, che in genere si rifugia in una di due soluzioni: quella della compensazione, che lo porta a diventare megalomane, a voler essere il massimo in questo mondo senza scelta e,  cosi facendo, a conquistare almeno qualche cosa;
O quella della depressione strisciante, che lo fa sentire completamente oppresso e superfluo.
Questo genere di depressione colpisce oggi molti giovani.
Magari in  un modo non evidente essi si sento profondamente depressi e scoraggiati; non credono più a un'esistenza che per loro non ha alcun senso.
La massificazione della società dipende dalla sovrappopolazione del pianeta, che necessita di un'organizzazione che soffoca l'individuo. Il problema è che ci sono troppo regole, e le regole sono sempre impersonali, perché devono valere per tutti.
L'unica cosa che può impedirci di cadere nell'eccessiva razionalità, nell'eccessiva massificazione che oggi soffoca l'individuo è la rivalutazione dell'importanza dei sentimenti.
I sogni mettono sempre in evidenza il significato unico e individuale dell'unicità della vita di ciascun individuo.
Questa è forse la caratteristica più importante della vita onirica.
È come inoltrarsi nella foresta e osservare i suoi duemila alberi. 
A prima vista sono semplicemente alberi, ma se ci fermiamo a guardarli attentamente da vicino, scopriamo che ciascuno di essi è  dotato di una sua personalità che è  unica.
Non ci sono due alberi uguali.
Ogni albero è una personalità.
La natura concretizza i suoi modelli in esseri unici e individuali. Ecco perché il pensiero statistico è tanto distruttivo e pericoloso.
Occorre imparare a vedere e a  rispettare l'unicità reale delle cose. La realtà è formata da un numero enorme di esseri unici e i sogni ci insegnano a scoprire il modello unico della nostra esistenza.
Il sogno è molto utile per scoprire che cosa l'inconscio vuole da una specifica persona, che cosa vuole che quella determinata persona diventi.
I sogni sono la voce della nostra natura istintiva e animale; la voce della sostanza cosmica che c'è in noi.
L'inconscio collettivo e la materia atomica organica rappresentano due aspetti della medesima cosa.
I sogni sono la voce della materia cosmica. Quindi proprio come non ci è  dato comprendere il comportamento degli atomi (basti pensare al linguaggio astruso che i fisici moderni devono utilizzare per descrivere il comportamento degli elettroni), dobbiamo servirci dello stesso genere di linguaggio per descrivere gli strati più profondi del mondo onirico.
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

sabato 31 ottobre 2015

Animus positivo e Animus negativo


Anthony Andrew Gonzalez

L'Animus positivo è  la consapevolezza istintiva più profonda della verità interiore, una verità fondamentale che guida la donna spirituale nel suo processo di individuazione, verso la possibilità di diventare se stessa.
M.L.von Franz

Jung definì Animus  (dal latino spirito) la personificazione maschile dell'inconscio nei sogni delle donne

Anche l'Animus come l'Anima, passa attraverso un processo di sviluppo in quattro fasi.
Dapprima si manifesta come la personificazione del mero potere fisico, per esempio come un campione di atletica, un uomo tutto muscoli.
Nella fase successiva rivela il suo spirito di iniziativa e la capacità di svolgere un'attività pianificata.
Nella terza fase, l'Animus diventa la 'parola'.
Infine, nella sua quarta manifestazione, l'Animus è  l'incarnazione del senso.
A questo più alto livello diviene (come l'Anima) il mediatore dell'esperienza religiosa e di conseguenza la vita acquisisce un nuovo senso.
Fornisce alla donna fermezza spirituale, un invisibile sostegno interiore che la compensa della sua fragilità esterna.
A questo livello più alto, l'uomo interiore funge da collegamento con il .
Personifica le capacità di coraggio, spirito e verità della donna e la pone in contatto con una fonte della sua creatività personale.
L'Animus nella sua forma negativa è  un parassita.
Personifica la brutalità, la freddezza, l'ostinazione e paralizza la crescita della donna.
Nella sua forma negativa è un potere del male, distruttivo per la vita umana.
Separa la donna dalla sua femminilità.
L'allontana dal calore umano e dalla sua gentilezza, la isola a un mondo privo di senso, martoriata da mani invisibili.
La donna si sente vittima, prigioniera, intrappolata dalle circostanze esterne oppure da un destino crudele. Alla fine, potrebbe cominciare a credere che la sua spaventosa solitudine non potrà mai trovare sollievo in questo mondo e quindi sprofondare in fantasie di morte.
Trasformare l'Animus significa andare incontro a una sofferenza immensa, perché si tratta, né  più né  meno, di abbandonare una identità vecchia a favore di una nuova.
Ciò richiede un grande coraggio. Ma vale la pena di intraprendere questo viaggio, poiché le ricompense sono veramente incommensurabili.
L'Animus si scatena ogni volta che la donna ama.
Tenta di allontanare la donna da qualsiasi rapporto disprezzandolo o definendolo folle.
L'Animus negativo si manifesta principalmente sotto forma di resistenza circostanziata a qualsiasi sentimento d'amore.
Se la donna si innamora o si interessa a un uomo, il suo Animus negativo emerge immediatamente e la induce a rovinare il rapporto.
La donna non si rende conto di quanto le sta accadendo. Pensa di essere preda di una maledizione.
L'Animus negativo si comporta come un vero e proprio amante geloso. Vuole tenersi la donna tutta per sé e la tiene lontana da tutti gli altri uomini
Quando la donna è posseduta dall'Animus, pensa di essere l'Animus ella stessa. Soltanto quando si risveglia può rendersi conto che non è così: "No, non sono io!".
Quella dell'Animus è nella donna una delle più frequenti forme di possessione. Improvvisamente la donna si sente preda di una fredda determinazione maschile, trasportata da un dogmatismo astratto, guidata da un impulso a un'azione affrettata, brutale e determinata. Nulla di tutto questo appartiene al suo carattere femminile.
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

martedì 20 ottobre 2015

Simboli onirici

Pietra: è il simbolo sacro più antico dell'umanità. Dagli studi su tribù originarie sembra che l'uomo primitivo venerasse le pietre.
In alcune pietre venivano percepiti poteri sacri. L'aborigeno australiano crede tuttora che gli spiriti delle antiche divinità risedano in alcune pietre e che se una donna passa accanto a una di queste può concepire un bambino.
I greci credevano che le anime dei neonati uscissero dalle pietre tombali degli antenati.
La pietra perciò sarebbe il luogo da cui ha origine la vita. E' molto simile alla stella; l'eterna e immortale sostanza dell'essere umano veviva proiettata nella pietra.

Sabbia: la sabbia viene generalmente associata ad aspetti della vita futili, sterili, terreni.
Ad esempio,per una mente intellettuale,ai  compiti della vita quotidiana (cucinare, cucire, gestire il denaro ecc..).
La sabbia rappresenta il carico delle incombenze terrene, dell'esistenza fisica, che il sognatore dovrà integrare nella sua vita prima di poter continuare a realizzare il suo destino.

Grano: i covoni di grando erano il simbolo della generazione della vita umana. In Egitto vi era tutta una simbologia che associava l'uomo al grano. Come l'uomo infatti il grano sboccia, viene spezzato dalla morte e torna a germogliare dalle radici. In questo modo il ciclo della vita, della morte e della rinascita alla vita eterna era proiettato sul grano.
Se il grano non cade a terra non dà frutti.

Vacca: rappresenta il principio materno cosmico, il principio della fertilità femminile della terra e del cielo. La pioggia che cadeva dal cielo, che è garanzia di vita, simbolizzava il latte della vacca celeste.

7: il numero sette è associato ai sette pianeti e ai sette metalli. Rappresenta un ciclo completo.
Dopo il sette, il ciclo ricomincia con l'otto. Ancora oggi la settimana è composta di sette giorni e l'ottavo rappresenta l'inizio della successiva. Nella tradizione del simbolismo numerico, il numero sette è associato a un completo ciclo temporale.

Aquila: In araldica, l'aquila è l'uccello dei re e dei condottieri. Così come il leone è il re degli animali della foresta, l'aquila è il re degli uccelli.
Ha a che fare con l'istinto di potere, ma anche con l'elevazione spirituale, con i voli sterminati del pensiero e della fantasia.

Pollice: Nelle fiabe, il pollice è considerato il dito più piccolo della mano ed è associato alla creatività, alla fantasia creativa. Pensiamo, per esempio, al personaggio di Pollicino.
Ma Pollicino è anche il Briccone. E' uno spirito che gode della sua libertà e gioca brutti scherzi alla borghesia dominante. Il lato Briccone, biricchino e creativo.

Coniuge: quando sogniamo il nostro coniuge, che però non somiglia a quello reale, significa che si tratta della moglie o del marito interiori. Sono figure di Anima e Animus cui siamo, per così dire, interiormente sposati. Il sogno rappresenta in questo modo il matrimonio interiore.

Fiume: rappresenta il flusso della vita, il fluire del tempo; che il tempo è un fiume che sfocia nell'oceano dell'eternità; che la vita è un fiume che inizia con la giovane primavera e si conclude del mare della Natura Divina e così via.
Il fiume costituisce l' eterno paragone per tutto ciò che nella vita è in costante movimento o cambiamento, che è poi tutto quanto si muove e cambia nella sostanza psichica che ci sostiene.
E' come se ci fosse dentro di noi una sostanza psichica essenziale che accompagna la nostra identità per tutta la durata della vita. Questo è il fiume, il misterioso flusso dell'esistenza.

Sangue: rappresenta la psiche emozionale e attiva, la psiche affettiva. Il sangue rappresenta l'attività vitale.

Vampiro: Quando respingiamo o rimuoviamo un complesso della psiche, questo agisce segretamente alle nostre spalle succhiandoci l'energia. Si trasforma lentamente in quel fenomeno che l'immagine del vampiro rappresenta perfettamente: qualche cosa che aggredisce di notte e succhia sangue.

Notte: é il luogo della riflessione distesa che lascia emergere i sentimenti e i lati repressi della personalità.

Specchio: nello specchio ci si riflette; esso riflette la nostra immagine. La parola 'riflettere' ha un duplice significato; vuole dire impegnarsi a pensare, per esempio, a se stessi.
Pensare,riflettere, significa ripiegarsi su se stessi, ritrovare la propria identità. Lo specchio mostra, in maniera obbiettiva,  la faccia autentica di ciascuno. 
Lo specchio è quindi ciò che mostra la vera riflessione, la vera identità.

Arti: le braccia sono generalmente gli organi dell'azione; le gambe,  invece, ci consentono di tenere i piedi saldi nella realtà oppure avanzare o indietreggiare in una situazione. 

Camera da letto: rappresenta un territorio privato all'interno del quale il sognatore non vuole intrusi. Rappresenta la vita privata e intima.

Cameriera: si tratta di un lato femminile che, fino ad ora, si è  concentrato esclusivamente a servire gli altri invece di prendersi cura di sé  stessa.

Stanza d'albergo: è  un luogo abitato da forestieri in cui possono andare e venire a piacere e quindi non vi si può  godere di una privacy. Non si ha un luogo di introversione dove poter essere se stessi e custodire i propri segreti. Tutto viene regalato ad altri.

Bambino: nei sogni di una donna,  un maschietto rappresenta generalmente un'impresa nuova.
Rappresenta il compendio dell'attività continua. Il bambino simboleggia un'impresa onesta, l'agire non per il successo ma per amore dell'impresa in se stessa.
Rappresenta un nuovo aspetto della personalità della sognatrice che sta venendo alla luce.

Bambina: per una donna rappresenta la sua vera femminilità ancora in fase crescente. Una prima vaga  traccia della nuova identità della sognatrice.
Ondeggiare nell'aria: il sognatore non ha alcun rapporto con la terra. Non ha i piedi per terra,  alcun contatto con la realtà o con il suo corpo. Vive in un mondo delle idee e delle illusioni, dei concetti teorici della vita.

Cane: simboleggia le forze terrene, le forze istintive.  Il cane rappresenta i nostri istinti addomesticati. Quando si tratta di cani ostili quindi il non voler accettare il nostro lato istintivo.

Madre: per la donna la madre rappresenta il suo fondamento istintivo, la matrice, l'utero nel suo complesso. Quando una donna ha un rapporto problematico con la madre, spesso denuncia difficoltà con la funzione sessuale, con le mestruazioni, con i sentimenti materni.  La madre rappresenta, per così dire,  la terra sulla quale si vive.

Gola: nell' insegnamento induista è uno dei centri chakra, il centro dell'universo del Logos, della parola. Si chiama anche centro Vishuddha.
Se si sogna di essere attaccati alla gola vuol dire che si ha difficoltà nell'espressione.

Uomo ferito: nel sognatore di sesso femminile rappresenta l'Animus non in grado di funzionare, la donna è eccessivamente passiva, troppo esposta alle vicissitudini della vita, incapace di farsi carico del suo destino.

Scendere: le scale per esempio, vuol dire calarsi a un livello di realtà più profondo, farsi carico di un maggior realismo 

Villaggio vecchio stile: rispecchia un modo di vivere antiquato

Bagno: è legato al simbolismo della purificazione dell'acqua.
Nel bagno si ha la possibilità di guardarsi allo specchio e di vedere la nuda verità che non è sempre gradevole.

Nudità: quando si sogna di essere nudi significa essere semplicemente se stessi senza veli o coperture. Come il detto "La verità nuda e cruda".

Orinare: quest'atto simboleggia generalmente l'espressione autentica di sé. Orinare è una delle poche funzioni che non si possono reprimere. Possiamo fare a meno di dormire, di mangiare per un certo tempo, ma non possiamo evitare di fare pipì. Nei sogni è come esprimere "Eccomi qui, io sono così ". 

Uomo brutale: per una donna sognare di essere aggredita da un uomo rivela la parte di lei che aggredisce se stessa.
Vuol dire che si sta autoifligendo un colpo.
Quell'uomo si annida dentro la sognatrice e quindi ella potrà andare avanti solo se si renderà conto che nel mondo esterno ciò che le sta accadendo di spiacevole appartiene alla sua stessa natura.
Deve affrontare il fatto di avere dentro di sé un uomo che la svaluta come donna.

venerdì 16 ottobre 2015

La "Imitatio Christi"


La Chiesa ci ha insegnato a imitare Cristo in un modo sbagliato; a imitare, cioè, le sue azioni esteriori.
Questo modo di intendere il cristianesimo ci porta a 'scimmiottare' Cristo, e questo scimmiottare non può entrarci sotto la pelle.
Non siamo affatto cristiani.
Se ci soffermiamo sulla storia occidentale, sulle guerre e lotte sanguinose, vediamo quanto poco la cristianizzazione ci abbia raggiunto.
Siamo cristiani a parole, esteriormente, ma in termini di fatti psicologici siamo assoluti barbari pagani.
Leggiamo il Vangelo, lo ripetiamo in chiesa, ma spesso senza esserne toccati.
La crocifissione è il momento cruciale, il momento in cui l'insegnamento cristiano, o il mistero di ciò che Cristo rappresenta, tocca l'animo umano.
La crocifissione simbolicamente rappresenta la tensione fra gli opposti, la massima sofferenza causata dalla tensione fra gli opposti, è provocata dall'Anima.
Gli opposti si uniscono, e questo determina dolore.
Ecco perchè quando Cristo fu sulla croce gridò: "Signore, Signore perchè mi hai abbandonato?" si sentiva completamente lacerato dagli opposti, annichilito dagli opposti.
Questo è l'insegnamento centrale del mistero cristiano:
l'insegnamento cristiano è una realtà psicologica, non è un gesto qualsiasi da scimmiottare, non un comportamento convenzionale come quello che parroci e preti ci insegnano.
E' qualche cosa che ci tocca e che concerne il nostro essere psichico più profondo.
Alcuni mistici ci insegnano che bisogna 'diventare' Cristo; che la vera imitazione di Cristo consiste proprio nel diventare Cristo, ossia nel trasformare noi stessi in Cristo, in senso psicologico, a un livello profondo.

Essere crocefisso fra gli opposti vuol dire portare la propria croce e prendersi carico del proprio destino fino in fondo.
Cristo rappresenta in un certo senso il modello dell'uomo che segue il proprio destino, porta la propria croce e adempie al proprio compito senza mai oscillare o cedere ad alcuna pressione proveniente dalla collettività.
Per questa ragione veneriamo Cristo l'uomo che diventa dio e il dio che in lui diventa uomo.
Vedi anche: La stella come simbolo onirico
                   Oltre la storia ufficiale
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

lunedì 12 ottobre 2015

L'Ombra


Dentro ciascuno di noi si aggira un'Ombra.
Dietro la maschera che indossiamo per gli altri, sotto il volto che esponiamo, vive un lato nascosto della nostra personalità.
La notte, mentre ci abbandoniamo indifesi al sonno, questa immagine si confronta con noi faccia a faccia.

Quasi tutti noi ci identifichiamo maggiormente con i tratti che ci rendono socialmente accettabili.
Tendiamo a considerare l'Ombra imbarazzante, inferiore, talvolta un po' maligna e socialmente inaccettabile.
Ciascuno di noi emana un'Ombra; i criminali, per esempio, vivono l'aspetto peggiore della loro personalità e, di conseguenza, hanno un'Ombra positiva.
Tutti abbiamo bisogno dell'Ombra, essa ci consente di mantenere i piedi per terra, ci rammenta la nostra incompletezza e fornisce i tratti complementari della nostra personalità.
Saremo davvero molto poveri se fossimo soltanto quello che immaginiamo di essere.
L'Ombra si manifesta quando per esempio, ci sentiamo stanchi o sotto pressione e succede che una personalità diversa dalla nostra abituale si fa avanti.
Anche in caso di malattia l'Ombra emerge immediatamente. Si manifesta sotto la forma di improvviso cambiamento di carattere.
Oppure nella vita di tutti giorni quando involontariamente facciamo qualcosa come dire dei "brutti scherzi" anche se armati da buone intenzioni: perdere un libro prestato da un'amica o arrivare in ritardo agli appuntamenti ecc..
Ognuno ha il suo nemico d'elezione, il suo 'miglior nemico', per così dire.
Quando qualcuno ci fa del male è, in qualche modo naturale, odiarlo.
Ma quando non ci fa nulla di male e al solo vederlo ci sentiamo irritati allora è certo che si tratta dell'Ombra.
Quando una persona reprime o sopprime le proprie emozioni istintive, nei sogni può comparire un animale ostile.
Quanto più una persona pensa di essere virtuosa e non vive la propria Ombra, tanto più la proietta e vede gli altri come malfattori. La persona convinta di esser virtuosa vive in un costante stato di indignazione e dà la caccia alla propria Ombra nela persona di una altro.
Molto spesso le figure di Ombra ci perseguitano in sogno sotto forma di ladri e nemici pericolosi.
In genere, quando in sogno qualche cosa ci perseguita, significa che in qualche modo vule raggiungerci. ma siccome ciò che ci perseguita ci fa paura, lo rappresentiamo sottoforma di figure malvagge.
Quando impariamo a conoscere la nostra Ombra e a viverla un po' di più, diventiamo più accessibili, naturali, umani e completi.
Le persone senz'Ombra, i perfetti, infliggono a quelli che stanno loro intorno un irritante senso di inferiorità.
Si comportano in modo superiore rispetto ai comuni mortali.
L'Ombra è veramente la nostra funzione sociale migliore ci integra all'interno del gruppo umano.
Le buone qualità ci pongono al di sopra del gruppo. L'Ombra ci rende uomini tra gli uomini e umani, semplicemente umani.
Dice un proverbio: "L'uomo è sempre pronto a vedere il male altrui". perchè allora può sempre dire: "E' l'altro, non sono io".
Questo fatto gioca un ruolo fondamentale nella cosidetta 'psicologia del capro espiatorio'. In alcuni gruppi, di solito la famiglia, c'è spesso un bambino o un altro membro che assume il ruolo di colui che compie il male che gli altri desidererebbero ma non osano compiere.
Nella società è probabilmente il criminale a rivestire questo ruolo; è lui il 'redentore negativo'.
Nell'aspetto in ombra della nostra personalità, siamo copme mescolati, confusi, con il mondo circostante e, per quanto difficile, è molto importante che conosciamo bene la nostra Ombra e la teniamo fuori dai fenomeni di gruppo. 
Anche l'energia creativa non espressa può rivelarsi nei sogni come un aspetto dell'Ombra personale.
L'Ombra è spesso personificata in sogno dagli amici, questo perchè noi facciamo amicizia con persone che esprimono la nostra Ombra, gli amici sanno spesso fare cose che noi non siamo in grado di fare.
Dimmi chi sono i tuoi amici e avrò un bel quadro dei tuoi pregi e i tuoi difetti. Qualità e difetti ci attraggono in equal misura, entrambi esercitano fascino.
Se non lavorariamo sulla nostra Ombra sussisterà sempre un rapporto di odio-amore con l'Ombra stessa e con gli amici.
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

venerdì 9 ottobre 2015

Castello Medievale come simbolo onirico e simbologia storica


Il castello medievale è considerato una delle cosidette courts d'amour francesi, le corti d'amore dove per la prima volta nella città cristiana occidentale si è realizzata l'Anima.
Qui, ogni cavaliere sceglieva una donna e la eleggeva a rappresentante della sua Anima amata.
Componeva poesie per lei e compiva azioni eroiche in suo nome.
La venerava come una dea.
Questi uomini seppero liberarsi del loro comportamento di guerrieri barbari e divennero uomini colti.
Erano uomini in grado di rapportarsi con le donne, uomini che coltivavano la loro capacità di amare, la loro sensibilità.
Era il tempo delle leggende del Graal, dei trovatori, della storia di Tristano e Isotta.
La Chiesa non approvò questa evoluzione, che portava spesso a complicazioni in quanto rendeva le persone troppo indipendenti, e la combattè.

Dopo la soppressione delle courts d'amour  accadde una cosa interessante: i cavalieri cominciarono a venerare la Vergine Maria invece delle loro dame idealizzate.
Così ebbe inizio la caccia alle streghe.
Il femminile divenne negativo. Le donne seduttive e interessanti vennero perseguitate come streghe, perchè la vita amorosa che stava cominciando a svilupparsi era stata soppressa.
Ora quando ci troviamo di fronte al problema del rinnovamento dei rapporti fra i sessi, al problema di reperimento di nuove forme di rapporto fra uomo e donna, dobbiamo tornare al Medioevo, in quel castello circondato dal fossato dove il problema è rimasto in sospeso.
Fu lì che il problema non venne preso in considerazione; da lì prese avvio lo sviluppo maschile, unilaterale e relazionale dell'Occidente.
E' lì che perciò occorre tornare.
Lo sviluppo dell'Anima è di vitale importanza per l'uomo del nostro tempo, così come lo è quello dell'Animus per le donne.
In Estremo Oriente il modello medievale di rapporto fra uomo e donna era costituito dal samurai e dalla geisha.

Vedi anche:
Le nebbie di Avalon
La separzione dei Mondi
e la sessione
Psicologia femminile

Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

venerdì 2 ottobre 2015

Immagini fondamentali dell'Anima nella psicologia maschile


Si dice che nella società moderna la donna più bisognosa di liberazione sia quella all'interno di ciascun uomo.
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Nell'uomo, l'Anima rappresenta la personalità di sentimento, la sensibilità, la consapevolezza dei fatti interiori.
Quando un uomo ha un rapporto positivo con la propria Anima, è ricettivo ai processi spirituali della psiche profonda. L'Aima è il suo lato femminile
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Secondo Jung, vi sono quattro immagini fondamentali dell'Anima: Eva, Elena, Maria e Sophia, la saggezza di Dio.
Eva sarebbe  la donna biologica, e quando si manifesta come Anima dell'uomo rappresenta il sesso biologico, l'attrazione fisica, la maternità, l'immagine della comine donna attraente.
Elena rappresenta una fas superiore. E' l'hetàira dei Greci, la loro geisha.
E' la donna colta con la quale il rapporto non si esaurisce allo scambio sessuale, ma assume anche forme spirituali. Con lei si può parlare di poesia o di filosofia.
Incarna la possibilità di unire spiritualità e sessualità romantica.
 La fase successiva è rappresentata dalla figura dell'Anima della cristianità: la Vergine Maria.
Ella simbolizza il livello più alto di spiritualità, che tuttavia è in lei un po' troppo unilaterale.
Alla Vergine Maria manca l' oscurità, il lato Eva della donna, l'Ombra terrena, l'aspetto più biologico, più aperto, più naturale dell'Anima.
Per questa ragione diventa un idele irraggiungibile.
La quarta fase, Sophia, la saggezza divina, rappresenta perciò un modo di calare a terra, perchè la saggezza non implica una tale virtuosa spiritualità.
La saggezza è più vicina alla vita.
E' presente quando un uomo sa come amare le donne, sa come rapportarsi a esse e nello stesso tempo è saggio, di una saggezza che lo protegge dal loro lato divorante.
L'amore, nella sua più alta espressione, deve contenere un grano di sale.
L'amore implica entrambi gli elementi estremi e opposti: da un lato, un ideale spirituale e romantico, dall'altro la spinta biologica verso la continuazione della specie, qualche cosa di molto vicino al livello animale.
Entrambi questi opposti convergono nel rapporto d'amore.
Ma l'uomo che non è mai riuscito a liberarsi della madre non può mettere insieme la principessa e, per così dire, la puttana.
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L'Anima, nella sua forma evoluta, esplica una funzione mediatrice fra l'Io maschile e il Sè; pone l'uomo in rapporto con la sorgente del suo essere.
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz


venerdì 25 settembre 2015

Scala e Angeli nella simbologia onirica

La famosa scala di Giacobbe sulla quale gli angeli salgono e scendono, simboleggia l' ininterrotto collegamento con il regno degli dèi.
Gli sciamani, per esempio, durante l'iniziazione si arrampicata su un palo che essi sostengono li porti verso il cielo.
L'albero, il palo, la fune che utilizzano per arrampicarsi rappresenta il loro collegamento con il mondo degli spiriti.
Nel Tibet e nell'antica Cina i guaritori, gli uomini di medicina,  venivano chiamati 'Maestri della Corda', poiché erano gli unicia poter mettere in atto tale collegamento.
Erano gli unici a potersi arrampicare fino al cielo.
In alcuni luoghi si servivano degli alberi ma l'elemento comune stava nel simbolo di collegamento costante e continuo con i poteri divini dell'inconscio attribuito alla scala.
Si potrebbe afferma che il sogno stesso è  una scala perché ci collega con le profondità sconosciute della nostra psiche, ciascun sogno è  come un piolo della scala.

Il concetto di angelo è generalmente legato a un'esperienza miracolosa, nella quale percepiamo la presenza di un agente intelligente e al di sopra di noi che ci aiuta.
Gli angeli vengono anche ricondotti al concetto di 'doppio'.
 La maggior parte delle popolazioni non civilizzate ritiene che gli esseri umani, durante la loro permanenza sulla terra, siano scissi.
Una parte della loro personalità, la più importante, vive in mezzo ai boschi o, invisibilmente, li accompagna.
In certi momenti questo doppio invisibile si manifesta. Noi diremmo che è  la personificazione dell'inconscio.
Quando il doppio appare nella realtà, i primitivi lo vedono come sintomo di morte.
Quando accade che qualcuno si salvi in modo miracoloso, il primitivo pensa che a salvarlo sia stato il suo doppio.
È  evidente che il doppio e l'angelo  custode hanno molto in comune.
Vivere l'esperienza dell'angelo significa sperimentare dentro di sé l'esperienza di qualcosa di più intelligente e superiore al proprio Io, qualche cosa che decide del destino contro la volontà dell'interessato e lo porta a compiere azioni che egli non aveva previsto.
In alcune religioni tale esperienza si è trasformata nella credenza che esistono gli angeli, che ciascuno di noi ha il suo angelo custode, buono e protettivo, ma anche un angelo cattivo e seduttivo.
Essi simboleggiano la lotta fra i poteri semipersonificati dell'inconscio di cui non siamo responsabili.
Gli angeli venivano intesi come messaggeri di Dio.
L'uomo primitivo riteneva che Dio non potesse occuparsi di ogni cosa in prima persona, per cui gli angeli erano suoi delegati e badavano alle sue creature.
Gli angeli venivano molto spesso intesi come l'essenza personificata dei sogni perché anche i sogni possono salvare la vita. Si hanno talvolta sogni premonitori che se presi in considerazione possono impedire che succedano sciagure.
Non si può spiegare questo fenomeno, ma il nostro inconscio conosce molte più cose del nostro Io.
È  come se l'inconscio si espandesse all'esterno e cogliesse informazioni inaccessibili alla coscienza. A volte, perciò, i sogni contengono ammonimenti e informazioni su cose che di fatto la coscienza ignora.
Tratto da "Il mondo dei sogni " di Marie Louise von Franz

mercoledì 23 settembre 2015

L'impiccato come simbolo onirico



Impiccagione rappresenta, in generale,  una sorta di deificazione negativa. Dopo tutto il dio della civiltà occidentale è un impiccato.
L'impiccagione rappresenta il momento in cui un uomo assurge al regno spirituale e viene riconosciuto come dio, ma a discapito della realtà umana.
È come essere, per così dire, appesi in un'eternità dove la realtà umana è morta.
Per questa ragione, per esempio,  gli antichi Germani impiccavano i prigionieri in onore di Wotan.
Il vento che soffiava e li faceva oscillare sulla forca o sull'albero cui erano impiccati veniva visto come segno che Wotan, il dio spirituale, li stava conducendo a sé. 
Anche Cristo fu appeso, crocefisso, perché accusato di voler diventare il re dei Giudei.
Fu punito con una deificazione negativa: "Se vuoi essere il re dei Giudei, siilo! Ma in una forma negativa".
Essere appeso vuole anche dire trovarsi in uno stato di sospensione 'sospeso' è spesso sinonimo di 'appeso'.
Nei sogni di una donna vedere un uomo appeso significa possedere intelligenza maschile, coraggio e capacità di azione, ma tutto ciò è  sospeso.
Per quanto riguarda il sesso opposto vedere una donna appesa significa possedere qualità come dolcezza, comprensione ecc ma tutto ciò rimane sospeso.
Queste qualità non sono in contatto con la realtà.
Nel caso della donna, la sognatrice dovrebbe considerare seriamente la sua situazione e assumersene la piena responsabilità come farebbe un uomo.
Viceversa un sognatore di sesso opposto dovrebbe iniziare ad agire in maniera più dolce e sentimentale.
Due sono i fattori che determinano la sospensione e la condanna all'inattività delle qualità maschili o femminili di cui si è carenti: da una parte un atteggiamento sbagliato  le nei confronti della vita, dall'altra un'eccessiva identificazione con qualcun'altro come una madre o un padre ecc...
Tratto e adattato da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

lunedì 21 settembre 2015

La Stella come simbolo onirico


Il regno delle stelle è sempre stato considerato il regno degli esseri divini, eterni.
Le tradizioni folcloristiche attribuiscono alle stelle cadenti il significato dell'anima che scende sulla terra e rende possibile la nascita di un bambino.
In Cina e all'epoca dell'Impero Romano, gli astrologi, alla morte di un personaggio importante, cercavano nel cielo una nuova stella.
Ritenevano infatti che l'anima morente tornasse in cielo e ridiventasse una stella.
Nei rituali degli antichi Egizi la preghiera suonava: "Fa che io diventi una delle stelle eterne che ruotano attorno al Polo Nord".
La meta del defunto era di diventare una delle stelle che non tramontano mai.
La stella simboleggiava la parte della personalità che sopravviveva alla morte e che dopo la morte accompagnava il Dio Sole nei cieli come una stella intramontabile.
La stella perciò ha a che fare con l'eternità dell'unicità della personalità.
Una nuova stella voleva dire che da qualche parte qualcuno (un imperatore, un grande condottiero o una personalità che avrebbe cambiato il destino del dell'umanità) era giunto sulla terra (come per il simbolo della stella di Betlemme).
La Stella rappresenta l'anima immortale dell'uomo e che in Egitto, per esempio, la parte dell'uomo che sopravvive alla morte è l'anima Ba, raffigurata sottoforma di stella.
Essa è il nucleo eterno della psiche umana e ha sempre rappresentato l'uomo unico, eterno, che alberga nel nostro interno.
Seguire la propria stella significa isolarsi, non sapere dove si va, dover scoprire per sé stessi una strada completamente nuova invece di procedere lungo il sentiero già tracciato che tutti gli altri seguono.

Per questa ragione gli uomini hanno sempre avuto la tendenza a proiettare l'unicità e la grandiosità del proprio essere interiore su personalità esterne, asservendosi ad esse, divenendone i devoti servitori, ammiratori, emuli; diventare il discepolo o il seguace di un guru o di un profeta; farsi attrarre da un personaggio che riveste una carica ufficiale e spendere la propria esistenza nell'ammirazione altrui.
Tutto questo è ben più facile che seguire la propria stella.
Le adolescenti di tutto il mondo tendono a volersi vestire come le stelle del cinema, ad acconciarsi allo stesso modo.
L'attrice famosa rappresenta la loro stella, il loro ideale.. e per questa ragione tendono ad imitarla. Lo stesso accade per i divi di sesso maschile; i ragazzi li imitano.
Le stelle del cinema (ai giorni nostri della TV) rappresentano l'ideale.
Se si proietta la propria stella su un altro, cioè il proprio Sé su una persona veramente saggia e superiore possiamo imparare moltissimo.
Qui sta il segreto di molte cure miracolose: il Sé viene proiettato sulla personalità del guaritore e grazie all'immensa fascinazione e alla fede provate per lui qualsiasi disturbo psicologico o psicosomatico scompare.
La proiezione può perciò servire da veicolo per la guarigione dell'individuo.
Nella maggior parte dei casi, tuttavia,  succede che questa fascinazione si riveli negativa e conduca a un'infantile rinuncia di sé stessi con conseguente totale prostrazione di fronte all'altro.
Le persone vittime di questo tipo di proiezione sono spesso eccessivamente fanatiche nella loro ammirazione.
La proiezione li esime dal fare essi stessi uno sforzo.
Questo tipo di proiezione può condurre all'annichilimento della personalità.
In Estremo Oriente esistono maestri che sonl ben consapevoli dei pericoli della dipendenza infantile e non accettano la proiezione; piuttosto, rimandano i novizi e i discepoli al loro compito interiore.
"Ti insegnano a non splendere, e tu splendi, invece..."
Pierpaolo Pasolini
Tratto da "Il mondo dei sogni " di Marie Louise von Franz
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