giovedì 5 novembre 2015

Il Sé e i sogni


Narra la leggenda che quando gli dèi crearono la razza umana discussero a lungo sul luogo in cui mettere le risposte alla vita, così da costringere gli umani a cercarle.
Un dio propose: "Mettiamo le risposte in cima a una montagna. Non andranno mai a cercarle lassù".
"No", risposero gli altri. "Le troverebbero subito".
Un altro Dio propose: "Mettiamole nel centro della terra. Non andranno mai a caricarle laggiù".
"No", risposero gli altri dèi. "Le troverebbero subito".
Poi parlò un altro: "Mettiamole in fondo al mare. Non andranno mai a cercarle laggiù"
"No", risposero gli altri. Le troverebbero subito"
Cadde il silenzio....
Poco dopo un altro dio parlò: "Potremmo mettere le risposte alla vita dentro di loro. Non andranno mai a cercarle laggiù".
E così fecero.

Il Sé è il centro regolatore e unificatore della psiche globale conscia e inconscia.
Nel corso della storia dell'umanità il Sé è stato simbolicamente espresso come la Divinità Interiore, l'immagine di Dio.
Ogni volta che riusciamo a comprendere a fondo un sogno ci sentiamo nutriti.
Avvertiamo, per così dire, il nutrimento sovrannaturale di cui abbiamo bisogno dentro, quello che viene dall'inconscio.
Nei sogni, questo nutrimento si manifesta sia come pane di vita sia come acqua di vita.
Quando infatti l'interpretazione colpisce nel segno, ci sentiamo vivificati, nutriti, felici e soddisfatto come dopo un buon pasto.
I sogni non possono essere interpretati soltanto con uno sforzo razionale, occorrono spunti dell'inconscio che colpiscano il segno.
L'arte dell'interpretazione dei sogni consiste nel mirare giusto e colpire nel segno che fa scattare un 'click' nel sognatore.
L'essenza punta al Sé. I sogni puntano sempre al centro interiore, sono sempre composti di centinaia di forme che puntano al centro interiore.
Ogni sogno rappresenta un tentativo della natura di renderci 'centrati', di rimetterci in contatto con il nostro centro più interiore, di stabilizzare la nostra personalità.
Anche nei sogni assurdi, in quanto il sogno non segue le regole della buona educazione o delle buone maniere ma si esprime con un linguaggio naturale.
La superficie può essere qualcosa di molto repellente o semplicemente molto stupido, quindi, è necessario scartare l'immagine per poter penetrare nel significato.
Non è  l'immagine che conta. Conta il significato, il messaggio. E come afferma il sogno, lo stesso vale nella vita.
Il Sé tende a conservare un equilibrio fluido all'interno dell'intero sistema psicologico. Chiamiamo questa funzione del Sé "legge di compensazione".
Ogni volta che assumiamo un atteggiamento cosciente eccessivamente sbilanciato  (troppo razionale, o spirituale, o materialista ecc..) i sogni lo compensano, facendo emergere un aspetto che possa controbilanciare.
Gli opposti non vengono compensati in modo automatico.
Si tratta piuttosto di una compensazione al servizio della totalità. È  come se il sogno dicesse: "Sei troppo sbilanciato rispetto alla tua totalità interiore".
La saggezza essenziale del sogno consiste nel conservare in equilibrio tutti gli opposti psichici e stabilire la giusta via di mezzo.
L'inconscio sembrerebbe condividere la filosofia cinese Yin/Yang o l'idea del Tao,  che riconosce un sottile equilibrio fra gli opposti.
Il Sé è un vuoto che non contiene nulla, ma un vuoto pieno di luce senza uno specifico contenuto definibile pur essendo la fonte dell'illuminazione interiore.
Esso rappresenta il massimo valore della psiche, o la Divinità, o il Buddha interiore.
Ciascuna scuola gli attribuisce un nome diverso, ma si tratta pur sempre dello stesso elemento interiore.
Alcune scuole di meditazione orientale insegnano che, dopo aver raggiunto l'illuminazione, si ritorna alla vita comune, in quanto anche la vita più comune fa parte della vita illuminata di un individuo.
Non c'è contraddizione fra illuminazione profonda e la vita nauseabonda di tutti i giorni.
Persino questi due opposti convivono.
"Ma la luce rende visibile la mano di Dio negli escrementi, e se riusciamo a vedere la mano di Dio negli escrementi, allora possiamo sopportare gli escrementi. Altrimenti vi rimaniamo soffocati"
Tratto da "Il mondo dei sogni"di Marie Louise von Franz

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