Visualizzazione post con etichetta olistica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta olistica. Mostra tutti i post

martedì 20 marzo 2018

Spirito e Anima


Lo spirito naturale guida in noi l'intelligenza naturale, mentre lo spirito divino guida in noi la conoscenza divina; ambedue sono degli spiriti e ambedue abbandonano l'uomo quando egli muore; ma il primo di questi spiriti muore, mentre il secondo rimane in vita...
L'anima è il centro dell' uomo, ed in essa si recano a dimorare tutti gli altri spiriti, sia quelli buoni sia quelli cattivi.
Per parlare in immagini, il corpo è la casa dell'anima e l'anima è la casa degli spiriti dati all'uomo; o per usare un'altra similitudine: siede un re in consiglio ed ha nel suo consiglio dei consiglieri in parte buoni e in parte cattivi e i consigli entrano in lui a modo degli spiriti ed il re li accoglie in se.
Ora dipende da lui la scelta di compiere...il re possiede dunque la libera elezione di seguire il consiglio che crede.
Abita dunque nell'uomo l'anima d'un re e nel consiglio è riposta quella legge naturale che l'uomo è obbligato a seguire...
L'anima nasce dalla parola di Dio e la natura la riveste di carne mortale creata nella fede di una carne viva che seguirà alla rinascita dei corpi..
L'anima dimora nel cuore, nel centro dell'uomo e consuma in esso gli spiriti concreati che conoscono il bene e il male.
L'anima siede nell'uomo al posto ove abita la vita che lotta contro la morte e cioè nel cuore e l'anima è il cuore dell'uomo....
Bisogna che tutte le forze contrarie a Dio abbandonino l'anima e che tutto ciò che non è divino se ne allontani affinché l'anima resti completamente pura ed immacolata, monda di ogni altra cosa, nitida e limpida....
Arrivata a questo, l'anima resterà interamente sola, il corpo sarà rinnovato in Dio, come un re il cui cuore è nella mano di Dio.
Un cuore siffatto sarà veramente quale un re....
Invece in cuore macchiato non è regale...
L'anima siede nel cuore del mondo che non si può tagliarne le membra ma bisogna togliere tutta la vita, e allora l'anima tornerà a chi la diede...
Sappiate... che ogni cosa è uno spirito...lo spirito nasce da Dio con tutte le forze spirituali, come la carne che il mondo colma di tutte quelle forze che appartengono all'uomo.
E quando tutte le forze, sia quelle naturali, sia quelle celesti, saranno impiegate a dovere, secondo la volontà di Dio, tutto rimarrà in un'anima sola; e rimarrà eternamente in un'anima sola.
Ambedue le parti attingono dunque la propria saggezza ed intelligenza dall'ente onde provengono: la parte divina l'accoglie da Dio e quella naturale l'accoglie dalla natura.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

giovedì 8 marzo 2018

La Matrice del mondo e dell'uomo


....Il mondo non era altro che acqua e quando lo spirito del Signore stava sulle acque, l'acqua diventò mondo cioè matrice del mondo, trasformandosi nelle altre creature.
Tutto fu una matrice per l'uomo e lo spirito ebbe dimora nella carne...
Più tardi l'uomo si separò da questa matrice e fu fatta per lui una matrice propria e cioè le donne, che da allora sono una matrice come lo fu prima tutto il mondo: e lo spirito divino dimora in quella matrice, si crea in essa e pone in essa il frutto....
Guardino dunque le donne di non farsi alla fornicazione...
Iddio ha dato all'uomo la fantasia della voluttà e delle brame, perché essa si concentrasse in materia: questa materia è il seme...
Quando la fantasia voluttuosa e bramosa è sorta nell'uomo e si è posta nella sua speculazione, animata dalla volontà di agire, il seme è cresciuto ma non si è sparso né ha agito secondo proprio compito.
La fantasia del piacere sorge dalla speculazione, perché è la speculazione che fa, termina e forma la fantasia.
Questa speculazione sorge dall'oggetto...
Iddio ha preordinato la nascita in modo che la fantasia sia riposta in due persone, adattandosi nell'una alla fantasia dell'altra, nell'uomo a quella della donna e viceversa.
Perché l'uomo ha soltanto mezza fantasia, ma insieme alla donna ne ha una intera.
È dunque la fantasia la madre del seme e non la natura umana: da ciò si comprende facilmente che il seme non dipende affatto dalla libera volontà dell'uomo...
Nella matrice di risposta una forza attrattiva che è come il magnete e questa attira il seme...
La matrice genera il seme dell'umore sia negli uomini sia nelle donne, distillandolo dal cuore, dal fegato, dalla milza, dalle ossa, da midollo, dalle vene...da tutto ciò che esiste nel corpo..
La matrice genera nelle due persone il retto seme, mescolato allo sperma... in questo modo giunge il seme alla matrice; e dove manca la forma attrattiva della matrice, non avviene alcuna nascita..
Fanno male dunque i medici ignoranti ad attribuire allo sperma la forza generativa...
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

giovedì 1 marzo 2018

Nutrimento, Medicina e Fede


Tutto ciò che forma il nostro nutrimento corrisponde a quel che siamo noi stessi: noi mangiamo dunque noi stessi.
Ciò vale anche per la medicina, con questa do la differenza, che essa si adatta al contenuto della malattia.
Non meravigliarti di ciò e pensa che l'albero che sta in mezzo ad un prato non sarebbe albero se non avesse il suo nutrimento.
Cos'è il nutrimento?
Non è un ingrassare e riempire, ma una costruzione delle forme.
Cos'è la fame?
L'impedimento del sopraggiungere della morte in conseguenza di una perdita degli organi.
La forma è infatti intagliata nel seno della madre ad opere di Dio stesso.
Quest'opera rimane nella forma dell'immagine, ma se non vi si aggiunge della forma esterna, essa si dissolve e muore.
Sappiate che l'influsso della volontà costituisce un capitolo importante della medicina.
Può avvenire infatti che l'uomo che non si concede nulla di buono e che odia sé stesso, finisca con l'ammalarsi in seguito all'odio che ha per sé stesso.
L'odio per sé stessi proviene da un oscuramento dello spirito.
E può darsi che le immagini siano maledette nelle malattia, portando seco febbri, epilessia, apoplessia e simili.
E voi, o medici, non ridete di ciò: voi non immaginate neppur lontanamente quanta parte abbia nella malattia la forza della volontà, poiché la volontà è una genitrice di spiriti do cui l'uomo razionale non sospetta neppure.
La fede è capace di creare da sé ogni specie di erba medica, seppure lo faccia in modo invisibile...E così la forza della fede è pure in grado di produrre tutto ciò che cresce nella natura terrestre; come, viceversa, è in grado di produrre tutte le malattie.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

sabato 17 febbraio 2018

Macrocosmo e Microcosmo e le cause della malattia


L' uomo è l'immagine del cosmo e ripete in se tutta la costituzione di esso.
L'uomo-microcosmo è la quintessenza dell'universo-macrocosmo, e contiene in sé tutte le sue parti.
Le parti del macrocosmo sono poi in correlazione causale con le singole parti del microcosmo e presiedono al loro destino.
L'uomo riunisce in sé le forze cosmiche, rispecchiandole nel suo interno.
Le forze cosmiche imprimono il loro sigillo particolare su ogni cosa.
Le forze sono il "signator", il contrassegno è la "Signatur" e le cose contrassegnate sono i "Signata".
Grazie al segnatore,  noi possiamo comprendere l'interno delle cose mediante la sola osservazione del loro esterno; infatti anche nell'uomo il nocciolo spirituale si rispecchia nel volto e nell'abito complessivo (fisiognomia).
Taluni di questi segni sono manifesti, altri occulti.
La malattia è per Paracelso qualcosa d'invisibile, cui bisogna giungere attraverso l'esame del visibile, dei sintomi.
Questo invisibile deve essere ritrovato non nell'uomo, ma nella natura, quale corrispondenza al principio curativo.
La malattia non è che il sintomo, il fenomeno esterno della lotta dell'"uomo interno" contro le tendenze degenerative e distruttive della propria natura, causa della debolezza o della colpa dell'Io.
La malattia consiste dunque in una totalità o non in una qualità penetrata nel corpo dall'esterno.
Paracelso insegna che per lui il corpo è sano e perfetto; ciò che lo renderà malato, sarà l'influsso delle disarmonie spirituali e delle cattive disposizioni, nel caso di affezioni ereditarie.
La terapia paracelsiana consiste nella ricerca del farmaco adeguata ai singoli mali.
Concependo la natura organica nella sua trasformazione puramente fisiologica, egli cerca di individuare le forze che generano le trasformazioni, afferrandone l'azione correlativa tra macrocosmo e microcosmo, intervenendo in modo benefico e restauratore per ristabilire l'equilibrio turbato dalle impurità spirituali e dai mali influssi cosmici.
L'uomo si nutre di cose perfette in sé, le quali, entrando nell'organismo, subiscono delle alterazioni che a volte possono essere dannose, qualora l'alchimista interno non sappia vigilare su tutti gl'influssi.
In tal caso si produce la malattia, sviluppandosi da uno dei cinque enti.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

giovedì 15 febbraio 2018

Gli Enti e le cause delle malattie

Nella vita operano cinque sfere, che si chiamano enti: ente astrale, ente del veleno, ente naturale, ente spirituale ed ente di Dio.
L'ente astrale è una potenza che dà all'uomo il senso della comunità del destino ed è simbolicamente espresso nell'attività delle costellazioni; è "il rappresentante di quell'Unità di cui gli uomini sono i membri".
L'ente del veleno è la potenza dei rapporti fra l'uomo e le cose circostanti che egli assorbe in sé col cibo e con le impressioni dei sensi.
L'uomo si nutre di cose perfette in sé ma sottoposte ad alterazioni, una volta entrare nel corpo; perciò possono essere dannose all'uomo.
L'erba è una cosa perfetta in sé, ma entrando nel corpo umano come nutrimento, può diventare veleno.
A difendere l'armonia dell'organismo umano ed a vigilare sui mali influssi dell'ente del veleno è preposto il nostro alchimista interno che risiede nello stomaco.
Questo alchimista, emanazione dell'archeo opera per mezzo delle energie che gli fornisce il corpo stesso, separa il buono dal cattivo ed impedisce le malattie: in formulazione moderna, è la reazione dell'organismo ai perturbamenti nocivi.
L'ente naturale presiede al corso della vita umana con le sue trasformazioni e i suoi destini.
Appartengono a questo ente gli organi dei sensi e della generazione.
L'ente spirituale si riferisce ai sentimenti, all'amore, all'odio, alla vita sociale.
L'ente di Dio sta a sé, invigliando sugli altri quattro. Ad esso risalgono tutte le cause di morte che sfuggono al medico.
Quando i primi quattro enti sono in armonia, ed assolvono organicamente il loro compito, la persona è sana; in caso contrario sorge la malattia.
Ci sono dunque malattie della universalità (ente astrale), cioè di provenienza astrale (siderea), malattie derivanti da una disarmonia del nutrimento (ente del veleno), malattie del corso della vita (ente naturale) e malattie derivanti dalla ignoranza delle rette relazioni umane, ad esempio tra l'uomo e la donna (ente spirituale).
Al di sopra sta l'ente deale, che decide della vita o della morte, del ristabilimento dell'equilibrio o dello scioglimento della morte, trascendendo l'intelligenza e la sfera d'azione dell'uomo, essendo posto nella sfera impenetrabile della saggezza divina.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

sabato 10 febbraio 2018

Dal chaos al seme

Paracelso usa il termine "chaos" in un senso corrispondente a un depresso al nostro "gas", ma con un'accezione più ampia che non quella di una stato di aggregazione della materia.
Si può intendere il chaos come l'essenza della materia prima il "Limbo maggiore" e il "Mysterium Magnum".
Il concetto paracelsiano del chaos ricorda lo stato di nebulosa cosmica nella concezione Kant-Laplaciana della formazione dei sistemi solari.
Le cose escono dal chaos e procedono da uno stato di "prima materia" verso uno stato di "ultima materia" per mezzo della digestione puramente naturale o per mezzo di quella alchimistica.
Qui troviamo una straordinaria analogia coi concetti dei processi reversibili ed irreversibili della energetica moderna, come rilevò Schelegel: "Tutto procede dall'invisibile e torna ad esso: il mondo materiale si trova in uno stato intermedio, connesso da ogni parte con la vita.
Le azioni e le formazioni materiali si concretano in essi".
"La prima materia è nulla: e non è nulla neppure l'ultima materia" Paracelso
L'ultima materia è morte, ossia cessazione della vita in una forma determinata, poiché la vita in sé produce le forme, ma non ne è prodotta a sua volta.
Con la morte avviene una triplice separazione: tra l'anima e il corpo, tra lo spirito ed il corpo, tra lo spirito e l'anima.
La prima materia è immersa nel limbo e vive in uno stato privo di forme ed attributi.
Il limbo è la "madre" di ogni cosa terrena, è il chaos degli antichi, in cui tutte le cose giacevano allo stato potenziale (come possibilità non realtà) sotto la specie delle tre sostanze elementari.
Dormono nel limbo - stato d'unione del macrocosmo e del microcosmo - come in un  crogiolo, i "semi" di tutte le cose e passano dal limbo alla terra, ove vengono riposti in modo invisibile, per generare da essa le creature, sotto la spinta del "fiat" divino.
Usando il termine "seme" a proposito dell'uomo, Paracelso intende con esso  - a differenza dello "sperma" - l'estratto di tutte le parti dell'organismo umano.
Ogni organo genera un seme e i singoli semi si riuniscono nello sperma; quest'ultimo non è che l'"excrementum",  il veicolo, mentre la forza generatrice risiede nel raggruppamento dei semi provenienti dalle singole parti del corpo.
In questo modo Paracelso tenta di sviscerare il segreto tuttora profondo della generazione e dell'ereditarietà dei caratteri paterni.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

giovedì 8 febbraio 2018

L'essere quintuplice e le 5 cause della malattia


L'uomo è un essere quintuplice, ed in ognuna delle sue essenzialità può sorgere una malattia in seguito a decadimento o lesione di una di queste essenzialità, che vengono a turbare l'armonia del tutto.
Il complesso di queste cinque forze dà il pentagramma uomo; la loro armonia dà la salute:
L'essenza quintuplice consiste
1) nel cosiddetto corpo fisico, forma visibile, espressa dalla scheletro;
2) nel corpo etereo, espresso nel sistema delle secrezioni interne;
3) nel corpo astrale, o sidereo, operante per mezzo del sistema nervoso;
4) nell'Io, manifesto nel sistema dei vasi sanguigni; 
5)nell'essere superiore nell'uomo, nella sua parte eterna, individualità rifluente a Dio dopo la morte e creata con la parola del "fiat" demiurgico.
In altra formulazione, le cause delle malattie sono cinque e dipendono
1) dagli influssi del clima o dalle infezioni (ens astrale);
2) da veleni penetrati nell'organismo attraverso il nutrimento, la respirazione e le percezioni sensibili (ens veneni);
3) dalle disposizioni fisiche innate (ens naturale);
4) da magia e influssi spirituali (ens spirituale);
5) dalla volontà divina (ens Dei).
Tra i cinque enti v'è una perfetta armonia procedente dall'ens deale.
L'individuo sta in contatto con l'armonia cosmica attraverso di esso.
Una parte di questo ens deale, che presiede a tutte le creature del cielo e della terra, è assegnata al sistema solare e si chiama ens astrale.
Questo si espande dal sole e solo una piccola parte ne giunge alla terra: l'ens naturale; le frazioni di questo, che giungono all'uomo, si chiamano, in quanto agiscono come forze patogene, ens veneni ed ens spirituale.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

martedì 6 febbraio 2018

La creazione dell'uomo

Bisogna ricordare due cose a proposito della creazione: primo che ogni cosa fu creata dal nulla ed unicamente per mezzo della parola, eccezion fatta per l'uomo, che fu creato da qualcosa, e cioè da una massa che era già un corpo, una sostanza, un qualcosa.
Quando Dio tolse alle cose un corpo creò qualcosa dal nulla: è quella cosa era un estratto di tutte le creature del cielo e della terra.
L'uomo è fatto di sangue e di carne, più qualcosa d'altro ancora e cioè l'anima, che è l'uomo stesso in aspetto sottile.
L' uomo fu estratto da tutte le creature, da tutti gli elementi, da tutte le costellazioni, dal cielo e dalla terra, da tutte le qualità...
L'uomo è il piccolo mondo, il microcosmo...
Egli è la quintessenza, poiché essendo costituito il mondo intero da quattro elementi, l'uomo fu fatto di essi.
La sola differenza tra macrocosmo e microcosmo...egli è creato dal mondo e non secondo il mondo, ma secondo l'immagine di Dio. In esso però si sono conservate tutte le caratteristiche del mondo...
Bisogna che egli sappia che non è altro che una massa distillata del macrocosmo...egli dovrà nutrirsi di questo stesso mondo...il suo pane, la sua bevanda ed ogni suo nutrimento crescono dalla terra: il macrocosmo deve nutrire e guidare il microcosmo...
L'uomo non è fatto solo di carne e sangue; v'è in lui la sensibilità, che non deriva dagli elementi, bensì dalle complessioni: la sensibilità proviene dalla costellazione.
Dio ha creato la costellazione in modo che in essa è contenuta la sapienza animale, la ragione, l'abilità ed ogni arte umana, e l'uomo attinge queste virtù dalla propria costellazione...
L'uomo possiede nel proprio corpo la capacità di conservare il sangue e la carne: altrettanto avviene per la sensibilità, che bisogna alimentare e disertare nello stesso modo...
La costellazione è uno spirito... lo spirito viene nutrito nell'uomo in modo non dissimile dal corpo...
Egli è diviso in due parti e cioè nel corpo elementare e nello spirito (quest'ultimo) proviene dallo spirito della costellazione...
È la natura che prepara la creazione dell'uomo ma l'uomo e la donna non basterebbero da soli a fare un uomo: ci vogliono loro due, più gli elementi e lo spirito della costellazione; questi quattro fanno l'uomo....
E Dio insuffla la vita..
Esaminando il cielo, gli elementi, il padre e la madre, ognuno sappia chi sia.
La conoscenza del padre e della madre è la "stirpe"; la conoscenza degli elementi è "medicina", e la conoscenza del cielo è  "astronomia"...
Molte cose non derivano da dove si crede.
Il buon astronomo saprà ravvisare dunque quale sia lo spirito che si manifesta e parla.
L'uomo è figlio della natura e la costellazione influisce sul padre e sulla madre.
Chi conosce il padre, la madre, la costellazione e gli elementi, ha diritto di parlare del bimbo, del suo futuro, della sua natura, delle sue qualità e dei suoi modi.
Iddio ha reso grande la sua meravigliosa opera componendo nell'uomo tutti gli elementi e tutte le stelle, sì che l'uomo è il cielo stesso, il firmamento stesso, gli elementi stessi e la stessa natura di tutto il mondo riunita e nascosta in un piccolo corpo.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso

giovedì 22 giugno 2017

I Diciannove aiuti di Bach e il metodo della bollitura


I secondi 19 rimedi sono correlati con l'atto di portare luce nel mondo.
Sono i rimedi che aiutano a trasformare paure, sofferenze, traumi,...ecc.. in apprendimento.
Sono preparati sia con il metodo del Sole ma anche con quello della bollitura, i fiori preparati con quest'ultimo rappresentano gli ostacoli da superare nel cammino della vita.
Il motivo per il quale Bach avesse scelto questo metodo non è chiaro, dapprima si pensava al cattivo tempo, in quanto alcuni fioriscono a febbraio marzo, periodo in cui il sole non è abbastanza caldo per la preparazione del rimedio (ma egli continuò la bollitura anche per alcuni fiori estivi).
Si sostiene che i Secondi 19, costituiti (per lo più) da alberi e cespugli, ossia piante più dure, richiedano di dover essere bolliti.
Ma anche questo è vero solo in parte perché Star of Bethlehem è un fiore "morbido".
La luce del sole proviene da una dimensione esterna al nostro sistema planetario, mentre i combustibili fossili provengono dall'interno della terra.
La luce del fuoco si tramuta in fuoco assumendo la forma degli altri tre elementi: terra, acqua e aria, ossia carbone, petrolio e gas.
Proprio tale caratteristica di trasformazione diviene peculiare dei rimedi ottenuti per bollitura.
Non ci sono dubbi che questi nuovi rimedi agiscano a un livello diverso rispetto ai vecchi.
Sono più spiritualizzati e ci aiutano a sviluppare quel grande sé che dimora in noi e che ha il potere di sconfiggere tutte le paure, le difficoltà e le malattie.
Agire sugli stati emotivi della paura è la vera strada per perseguire la crescita spirituale.
Superare i problemi della vita ci aiuta a sviluppare le proprietà dell'anima.
L'apprendimento avviene attraverso l'esperienza delle difficoltà; non c'è conoscenza senza fatica.
Ci trasformiamo passando in mezzo al fuoco (come per l'alchimia).
La sofferenza è spesso associata alla seconda serie di rimedi.
La sofferenza è un processo di trasformazione e i rimedi ci aiutano a trovare la strada per uscirne, per eliminarla dal nostro cammino.
La malattia è il frutto di un modo di pensare e di agire sbagliati e cessa quando pensiero e azione vengono equilibrati.
Quando si apprende la lezione del dolore, della sofferenza e dell'angoscia, la sua presenza non ha più scopo ed essa automaticamente scompare.
Il latino sufferre, sostenere, è composto dal prefisso sub (ciò che sta sotto) e ferre (portare).
Si coglie l'idea di portare, qualcosa che sta sotto verso l'alto, azione compiuta dal fuoco nel metodo della bollitura.
Il concetto di spostamento dal basso verso l'alto è molto importante: l'energia del sole viene donata e ricevuta e proviene dall'alto.
Il fuoco brucia e porta con sé l'energia verso l'alto.
Così come i fiori avvizziscono e si dissolvono nell'acqua che bolle, i vecchi modelli si spezzano e il cambiamento esistenziale ha luogo.
Acqua e fuoco agiscono insieme per ammorbidire e disgregare, delicati e decisi.
La resistenza al cambiamento genera sofferenza, che per l'anima è paragonabile al processo di cottura.
I rimedi preparati con la bollitura sono:
Aspen - Cherry Plum - Elm -  Chestnut Bud - Star of Bethlehem - Willow - Pine - Holly - Walnut - Sweet Chestnut - Hornbeam - Red Chestnut.
I rimedi ottenuti da alberi, a livello emotivo, agiscono sulla riluttanza a vivere pienamente la vita.
Chestnut Bud vive ma non percepisce l'importanza di quello che prova e non appende le lezioni.
Larch evita di prendere attivamente parte alla vita e resta a guardare.
Hornbeam ha bisogno di attivare il coinvolgimento esistenziale perché usa la stanchezza interiore per restare fermo.
Quando queste tre lezioni vengono recepite e integrate nella vita, l'anima può fare tesoro dell'esperienza per crescere e progredire.
Tratto e adattato da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J. Barnard

giovedì 15 giugno 2017

I Sette aiuti di Bach


Dopo aver parlato dei Dodici guaritori, esponiamo il successivo lavoro di Bach nell'aver scoperto altri 4 e poi, successivamente, altri 3 (per un totale di 7) rimedi per tutte quelle persone per le quali è difficile individuare il tipo animico corrispondente ai Dodici guaritori.
Bach riusciva a individuare facilmente le varie condizioni dell'anima e i rimedi corrispondenti del paziente
In alcuni casi, tuttavia, le persone non appartengono a nessuno dei dodici tipi, poiché il tipo animico è oscurato da un altro stato emozionale, una condizione cronica, di vecchia data;
Si osserva che alcuni soggetti non sembrano corrispondere a nessuno dei Dodici guaritori; molti di loro si sono tanto abituati alla malattia che questa sembra parte della loro natura ed è difficile cogliere il loro vero sé ...
"Fase di stagnazione"
Tali persone hanno perduto gran parte della loro individualità, della loro personalità, e devono essere aiutate a uscire dal blocco, dall'impasse, in cui si sono visualizzate, prima di poter capire di quale dei Dodici guaritori abbiano bisogno.
Questi (7 rimedi) ci inducono a orientarci verso la luce, ci donano la percezione per poter cogliere la lezione esistenziale a noi riservata.
I nuovi rimedi servono a "farci superare questa fase" di rassegnazione nei confronti della malattia o dei problemi e ci "portano nell'ambito dei Dodici guaritori".
Degli stati si sovrappongono a tal punto al sé essenziale e diventano a tal punto parte della personalità che la "condizione anomala della mente o del corpo è considerata da loro stessi e dagli altri un tratto del carattere.
I Sette aiuti sono;
Gorse - rassegnazione
Oak - resistenza
Heather - egocentrismo, appiccicosità
Rock Water - inquisitore durezza
Vine - potere sugli altri
Olive - esaurimento psicofisico
Wild Oat - perdita della propria strada, bussola
Da notare Vine e Olive che sono piante coltivate dall'uomo e sono i rimedi per gli uomini che hanno patito le mani della civiltà.
Mentre Vine è una pianta "addestrata" dall'uomo, Olive è una pianta modificata al fine di sfruttarne i frutti nella maniera più completa.
Notiamo un'altra associazione tra Vine, Olive è Rock Water sono rimedi che hanno a che fare con il cristianesimo e le malattie corrispondenti sono legate allo stile di vita.
Olive e Vine hanno dei rapporti evidenti con la religione cristiana Rock Water è legato al fatto che ogni fonte sacra del paganesimo è stata tramutata da tempio pagano a santuario cristiano.
Mentre il rimedio Wild Oat è un rimedio per tutti, anzi è il rimedio che più può aiutare ad individuare il proprio corrispondente animico, quando sembra impossibile.
È la bussola dei fiori di Bach.
Tutti i Sette rimedi sono preparati con il metodo del Sole, come i Dodici guaritori.
Tratto e adattato da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J. Barnard

giovedì 8 giugno 2017

Bach: la missione di ognuno di noi


Per Bach la natura era la creazione della vita e rispecchiava la Divinità.
"L'armonia del mondo si palesa nella Forma e nel Numero e il cuore, l'anima è tutte le poesia della Filosofia Naturale sono racchiuse nel concetto di bellezza matematica" D'Arcy Thompson.
La notiamo nella geometria dei cristalli, nel modello numerico dei petali, nella simmetria delle piante e nel disegno complesso delle forme di vita: la vita si è sviluppata mediante un ordine naturale..
Egli si concentrò sulle proprietà del sette e del dodoci.
Scelse sette nosodi, sette lezioni dell'anima, sette principi; poi dodici capitoli per Free Thyself, dodici difetti e dodici virtù, dodici grandi rimedi, dodici guaritori e, in seguito sette aiuti.
Dopo aver scoperto, alla fine del 1933, diciannove rimedi, nel 1935 iniziò la ricerca di una seconda serie, anch'essa composta da 19 preparati.
12+7=19, 1+9=10, 1+0=1; quindi, 19+19=38, 3+8=11; undici è un numero di per sé particolare, equivale a 1+1=2, indicativo delle due parti delle sue ricerche.
In tale ottica Bach scelse 12 tipi animici di base, correlati con 12 segni zodiacali (egli precisò che si trattava dei 12 segni lunari),  con i 12 discepoli, i 12 mesi dell'anno, le 12 tribù d'Israele, i 12 Imam, e altri elementi ancora.
Bach iniziò con 12 e si attenne all'idea che ognuno di noi potesse individuare la propria essenza in uno di essi.
Egli parla di "gruppi definiti di uomini, ognuno dei quali svolge la sua funzione, ovvero, divulgare nel mondo materiale la lezione specifica che ha imparato.
Ciascuno di questi gruppi animici è responsabile della trasformazione del suo problema esistenziale.
Questa visione, in cui il tipo animico rappresenta una virtù essenziale indispensabile per l'evoluzione della vita sulla terra, permea tutti gli scritti di Bach.
"....ed è perfezionando interiormente tali qualità che ognuno di noi porta il mondo intero un passo più vicino al suo fine ultimo, glorioso e inconcepibile".
Ogni individuo "ha la stessa importanza nel Piano divino" e può avere un ruolo nella salvezza del mondo.
Siamo tutti connessi con i 12 discepoli inviati nel mondo.
Ciascuno di noi, dunque, ha un compito da svolgere, conformemente alla natura del gruppo animico di appartenenza e allo scopo specifico che la nostra anima ci ha assegnato;
Ogni individuo in tali gruppi ha una personalità specifica, un compito specifico da svolgere e un modo specifico di svolgerlo.
Questi elementi sono anche causa di disarmonia: se non ci atteniamo  alla nostra personalità e al nostro compito, essa si manifesta nel corpo sotto forma di malattia.
Per trovare la pianta in grado di aiutarci, dobbiamo individuare lo scopo della nostra vita... e capire le difficoltà che incontriamo sul nostro cammino.
Le difficoltà.... sono proprio la prova che stiamo raggiungendo risultati...
Scopriamo da soli quale battaglia sia particolarmente ardua...poi usiamo con gratitudine e riconoscenza la pianta che ci è stata mandata per aiutarci a vincere....
Scopriamo cosa attira di più nella vita e  facciamolo.
Facciamo anche in modo che diventi parte di noi, naturale come il respiro, come l'apertura raccoglie il miele...
I 12 rimedi, ovvero i Dodici guaritori, costituiscono la base dei trentotto rimedi floreali di Bach, le fondamenta dell'edificio.
Secondo Bach l'anima è sostanzialmente di un tipo o dell'altro, anche se per un certo periodo assume uno stato emozionale diverso.... ritorniamo all'infanzia, recuperiamo il contatto con il tipo animico con cui siamo nati.
Durante la vita possono intervenire altri stati emozionali che ci portano talvolta alla disperazione e all'impotenza.
Tuttavia la disperazione non è un rimedio per un tipo specifico: non nasciamo disperati, bensì pieni di speranza ed è con la speranza infusa dall'amore per l'esistenza che muoviamo i primi passi.
Tratto da "Fiori di Bach - forma e funzione " di J. Barnard

giovedì 25 maggio 2017

I Dodici guaritori di Bach


Immaginate un cerchio di pietre con dodici monoliti disposti a intervalli regolari lungo la circonferenza, corrispondenti alle ore sul quadrante di un orologio.
Nel centro del cerchi o c'è uno spazio aperto.
Ora, visualizzate al centro una luce che si riversi sulla terra da un altro mondo, da un'altra dimensione.
Quando colpisce i monoliti, questa luce intensa genera ombre che si perdono nel buio.
Un lato di ogni pietra è illuminato e risalta contro l'ombra e la penombra, la parte invisibile è rivolta verso il buio.
I dodici monoliti equivalgono alle lezioni dell'anima dei Dodici guaritori.
Ognuno di noi, afferma Bach, nasce con il fine di imparare una di tali grandi lezioni.
L'aspetto negativo di ogni stato legato al rimedio è individuabile nell'ombra, nel buio, nell'isolamento che viviamo quando voltiamo le spalle alla luce.
Da qualsiasi punto della circonferenza possiamo guardare fuori, verso il buio e vedere paura o dolore, indifferenza, sofferenza o dubbio a seconda della lezione dell'anima che dobbiamo apprendere.
Se invece ci voltiamo verso la luce, incontriamo la forza positiva dell'insegnamento, che dona coraggio, pace, tolleranza o comprensione.
L'esperienza dell'amore e della luce, l'unità della vita, Bach vede tali virtù come le qualità di Cristo :
Ora, se consideriamo i dodici attributi di Cristo a cui maggiormente ambiamo e che Egli è venuto a insegnarci, troviamo le dodici grandi lezioni della vita.
L'azione dei rimedi floreali è quella di farci voltare, di indurci a passare alla via che porta alla luce dall'isolamento di un cammino che conduce alla tenebra.
Essi ci aiutano ad abbandonare la strada del dolore, dell'impazienza e dell'irritazione per seguire quella corroborante dell'indulgenza e della gentilezza.
In ciascuno di noi i quattro elementi del mondo fisico compongono il corpo fisico, mentre i quattro elementi del mondo invisibile compongono la nostra anima
Quest'ultima conosce la lezione di vita che ogni i individuo deve imparare.
Una a una le persone si voltano e iniziano a camminare nella vita.
All'inizio procedono affiancate, ma proseguendo nel cammino resteranno sole.
Lungo il percorso si presenteranno loro varie possibilità di crescere e apprendere.
Ciascuna le scorge, illuminate dalla luce che proviene da dietro; quando infine deciderà, allora si volterà e inizierà a ripercorrere i suoi passi verso la luce, verso il centro e il cerchio iniziale.
Tratto da "Fiori di Bach - forma e funzione " di J.Barnard

giovedì 27 aprile 2017

Evoluzione spirituale e guarigione

Il nostro fine, come quello di tutte le forme di vita è evolvere.
Ciò significa che dobbiamo valutare le nostre potenzialità e cogliere qualsiasi possibilità.
Non si tratta di una semplice evoluzione del corpo fisico, come viene concepita nell'ottica neodarwiniana, ma dell'evoluzione del nostro Sé Superiore o coscienza spirituale, che si sviluppa solo attraverso la fatica dell'apprendimento e il superamento delle difficoltà.
Sintantochè la vita non incontra resistenza, continua nello stesso modo, si ripete, aumenta la quantità ma non la qualità dell'esperienza.
In presenza di un'opposizione, di un ostacolo, sorge il problema: come continuare a vivere, come cambiare, in altre parole, come sviluppare una nuova linea di azione, di comportamento?
Impariamo la nostra lezione e continuiamo a vivere la nostra vita.
Se rifiutiamo gli insegnamenti che questa ci vuole impartire o reagiamo in qualche modo contro di essi, ripudiamo i doni dell'esistenza.
In tal caso la nostra "anima che ci ama paternamente"  ci sussurrerà un consiglio, indicandoci l'approccio migliore per continuare ad apprendere e a crescere.
Se ancora non l'ascoltiamo, dovrà irrompere nel mondo fisico: a questo punto sorge la malattia, "la fase terminale di un disturbo molto più profondo".
Secondo l'esperienza di Bach la malattia è utile perché ci indica non solo un bisogno di cambiamento, ma anche il modo in cui dovremmo cambiare.
La parte colpita è indicativa dell'errore da capire e soppesare.
Bach dimostra come il male possa essere neutralizzato rispondendo alla propria lezione di vita.
Bisogna considerare anche le altre persone e gli altri fattori coinvolti (moglie, amici, familiari e vita passata)i processi che si svolgono nell'arco della vita, il ruolo del caso e il modo con cui il soggetto risponde a circostanze che sfuggono al suo controllo.
Prima di tutto non dobbiamo aver paura, soprattutto della morte.
Dobbiamo agire in base al desiderio del nostro cuore e vivere liberi, senza però minare la libertà altrui.
Dobbiamo aiutare il prossimo come possiamo, rispettando l'antico comandamento ama il tuo prossimo come te stesso.
La paura, il materialismo, la malattia moderna della noia, l'amore per se stessi, i piaceri terreni, la sensualità, la rassegnazione, la finzione, la schiavizzazione, l'orgoglio, la crudeltà, l'odio, l'ignoranza, l'instabilità e l'avidità: queste e altre furono individuate da Bach quali "le vere malattie primitive dell'uomo".
Bach affermò che ogni individuo viene al mondo con una lezione specifica da imparare, una lezione dell'anima che consente di trascendente i limiti di una specifica condizione emozionale e di sviluppare la virtù positiva a essa associata.
Indipendentemente da come giri la ruota del destino, iniziamo la vita con un tema conduttore che dobbiamo elaborare.
Secondo Bach, questo approccio è analogo alla definizione dei tipo astrologici, ossia si tratta di definire la qualità essenziale della vita.
Come il sistema immunitario conserva memoria delle precedenti invasioni microbiche, via via che un individuo sviluppa la virtù necessaria per l'apprendimento di una lezione specifica, acquisisce una volta per tutte un'immunità a un tratto negativo.
Il modello di apprendimento e di crescita nella sfera emozionale è parallelo a quello del mondo fisico.
Quando un soggetto recepisce la sua lezione di vita, acquista conoscenza.
Ricorrendo al modello platonico di un mondo delle idee e non a quello aristotelico basato sull'esperienza percepita egli affermò;
La verità non ha bisogno d'esser analizzata, discussa o avvolta da una miriade di parole.
Si manifesta in un lampo, è parte di te.
Solo per quanto riguarda gli aspetti complicati, ma secondari, della vita ci servono tante convinzioni, il che ha portato allo sviluppo dell'intelletto.
Con ciò Bach abbracciò la tradizione mistica, abbandonando il dominio della logica e della scienza e non tutti lo avrebbero seguito lungo questo nuovo cammino.
Tratto da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J. Barnard

giovedì 20 aprile 2017

Bach e la semplicità dei suoi fiori


Bach liquidò duemila anni di scienza come "completamente sbagliati" poiché "consideravano la malattia un fattore materiale, eliminabile con mezzi materiali".
Per quanto riguardava i medici, avrebbero dovuto imparare a conoscersi e ad ascoltare la voce dell'anima prima di cercare di aiutare i pazienti e soprattutto prima di tentare di correggere le mancanze spirituali.
Bach dichiarò che l'obbiettivo principale dello studio era la comprensione della natura umana e della dimensione divina dell'uomo.
Bach era probabilmente consapevole di parlare di un sogno lontano, di una prospettiva aurea che forse un giorno si sarebbe realizzata.
Il suo principale interesse era rivolto alla figura del medico vero;
"Il modo per prepararsi a svolgere questo lavoro è perseguire una gentilezza sublime.... il massimo che possiamo fare, quando possediamo un po' più di conoscenza e di esperienza rispetto a un fratello minore è guidarlo con grande delicatezza.
Se ascolterà tutto andrà bene; in caso contrario, dobbiamo attendere con pazienza finché non acquisisca la maggiore esperienza che gli consenta di vedere il suo errore; a quel punto potrebbe tornare da noi".
Due erano gli obbiettivi di Bach:
Da un lato aveva scoperto una serie di rimedi e desiderava che la gente li usasse.
Questi sarebbero diventati i ben noti fiori di Bach.
Dall'altro fu profeta di un nuovo mondo, una voce che gridava nel materialismo è nell'ignoranza generali della medicina.
In un passo egli scrisse:
"TUTTA LA VERA CONOSCENZA PROVIENE SOLO DA NOI STESSI, in comunicazione silenziosa con la nostra Anima"
In un altro accenna alla crociata, alla missione di portare speranza all'umanità.
Egli abbraccia una prospettiva più ampia menzionando la "Scintilla Divina" presente nell'uomo;
L'idea della Scintilla Divina potrebbe derivare da Plotino (c. 205-270) e dai neoplatonici.
Secondo Plotino il creato è illuminato dalla luce divina, proviene dall'Unità o dall'Uno, dal buio lontano ai confini più estremi dell'esistenza materiale.
Tale scintilla divina è presente in tutti noi e consente potenzialmente al singolo di unirsi con i livelli superiori dell'esistenza, all'anima di raggiungere l'Unità.
Nel 1936 Bach aveva dunque sviluppato due visioni diverse della teoria: una per iniziati o quanto meno per chi fosse in grado di recepire il suo approccio visionario, l'altra, più semplice, arte a toccare l'animo delle persone comuni.
Queste ultime, pur desiderose di aiutare il prossimo, non possedevano alcuna conoscenza medica e sarebbero diventate le eredi di Bach.
Bach ritenne di distribuirle al pubblico sotto forma di semplice autoterapia, di metodo di autoguarigione.
Egli non cambiò nessun aspetto del suo sistema di credenze, ma lo celò agli occhi critici altrui.
"Se incontraste difficoltà nel scegliere il vostro rimedio, chiedetevi quali virtù ammiriate maggiormente negli altri
Siamo tutti guaritori e con l'amore e la compassione nel cuore siamo anche capaci di aiutare chiunque desideri veramente la salute"
"Sto cercando di rendere la prescrizione tanto semplice che (i rimedi) possano essere usati dal profano".
La custodia dei rimedi fu affidata alla popolazione del mondo intero.
Senza brevetti, segreti commerciali né marchi registrati.
I rimedi di Bach sono per tutti noi, per chiunque li voglia prendere e voglia imparare.
È stato lieto di dare questi rimedi alla gente perché sono tanto semplici che le persone possono trovare e preparare le loro medicine, guarire se stesse e gli altri dai loro mali.
"Dobbiamo determinarci come i cavalieri del passato a sconfiggere il drago della paura, sapendo di non dover mai pronunciare alcuna parola di scoraggiamento....possiamo portare SPERANZA, sì, e soprattutto, CERTEZZA a quanti soffrono.
....Non siamo altro che Messaggeri della Grande Forza.
Quando le persone si rimettono in salute.... Dobbiamo ricondurle a credere all'AMORE, alla PIETÀ, alla COMPASSIONE affettuosa e alla FORZA ONNIPOTENTE DEL PIÙ ALTO."
E.Bach
Tratto da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J Barnard

giovedì 13 aprile 2017

I rimedi floreali di Bach


Nei suoi studi Bach ha sempre cercato di dimostrare che salute e malattia sono strettamente correlate con lo stile di vita dell'individuo e ha, pertanto, sottolineato l'opportunità di modificarlo.
Egli non distingueva la persona dalla malattia nella convinzione che quanto accadeva al corpo fisico fosse direttamente legato alla mentalità del paziente, nonché alle sue condizioni emozionali e spirituali.
Assumere un rimedio senza capire la fonte della guarigione significa ignorare il contesto di apprendimento che questo ci offre.
Per Bach, la medicina fallisce perché affronta gli effetti fisici ma non le vere cause dei problemi.
Anche un trattamento apparentemente riuscito non è che "un sollievo temporaneo se non si elimina la vera causa" e la vera causa non riguarda il piano fisico.
La malattia è determinata dal conflitto tra "mente e anima".
Bach intende sottolineare il contrasto tra la personalità umana e il sé superiore, correlato alla dimensione spirituale in cui avviene la guarigione.
Se le piante aiutano a sabato o accade perché esse sono legate alla dimensione spirituale: sono in breve, espressione delle forze divine che operano in natura, fanno parte del mondo sacro.
Se la medicina ci induce a concepire il corpo umano solo come una macchina Bach ci esorta a considerarlo come un tempio dello spirito.
La scintilla divina è al centro di tutto.
Sradicare i sintomi di una malattia è un risultato temporaneo se non se ne identifica e se ne rimuove la causa a tal fine è necessario operare una certa sintesi tra religione e scienza, tra trattamento medico e autoterapia spirituale, tra accettare e assumere le proprie responsabilità.
Le piante sono considerate forma di vita senzienti, reattive nei confronti dell'ambiente...hanno una coscienza...esse possiedono un sistema nervoso.
Esse reagiscono al pensiero umano
Bach ha scoperto che alcune di esse possono alleviare o contrastare alcuni problemi emotivi.
Ciò non in base alla chimica delle foglie e dei fiori ma alle proprietà dell'energia sottile da cui è permeata la pianta; una sorta di spirito o di coscienza vegetale di cui ci siamo o con cui abbiamo perso il contatto.
La scienza si è sviluppata mediante il processo di definizione delle componenti del mondo fisico.
La limitatezza di una scienza simile, tanto ricca di fatti e vuota di significati, è ormai più che evidente, anche se risulta difficile trovare alternative che non siano unicamente basate su speranze o speculazioni.
Un'essenza preparata da uno dei fiori di Bach modifica una determinata condizione emotiva.
Tutti i 38 rimedi di Bach possiedono informazioni, il gesto della pianta è indicativo della condizione emotiva della persona che ha bisogno di tale rimedio.
Forma e funzione vanno oltre i confini della botanica tradizionale e abbracciano un ulteriore ambito di studio.
Accanto alle informazioni sulle proprietà fisiche della pianta, vi sono quelle relative al suo gesto, all'idea che esprime.
Nello studio delle piante può sussistere una scienza della metafisica e del significato interiore.
La scoperta dei rimedi floreali da parte di Bach è la chiave per comprendere tale significato.
Tratto da "Fiori di Bach. Forma e funzione" di J. Barnard

martedì 14 marzo 2017

Gli amuleti naturali: le pietre


Tra i fenomeni naturali occorre tener presenti gli influssi esercitati dai gioielli.... che comunicano le proprie virtù a coloro che se ne adornano...
A questo proposito Platone dice che quando si abbia la ferma credenza che una data cosa ci sia benefica, anche se priva di virtù, questa  cosa opererà in favore nostro per semplice influsso della nostra persuasione.
Tra gli amuleti naturali, alcuni influiscono sulla salute del corpo, altri sullo spirito e rendono le persone allegre o tristi... pigre o timide....
Così una catenella di diaspro verde, sospesa al collo in modo da toccare lo stomaco, rende questo robusto al dire di Galeno.
La pietra aetite, legata al braccio d'una donna incinta, le impedisce lo sgravo; legata invece sulla coscia, la farà partorire senza dolore.
L'alabastro appeso al collo aumenta la tristezza del dormente.
Lo zaffiro placa gli ardori interiori e applicato alla vene pulsative del cuore combatte le febbri ardenti.
Lo smeraldo sospeso al collo scaccia la terzana e preserva dall'epilessia.
L'ametista pendente dal collo sino a toccare lo stomaco, libera dall'ubriachezza... ed è favorevole agli studiosi.
Il giacinto sospeso al collo o portato al dito immunizza dalla malaria...
Preserva dai fulmini.
Le pietre solari e le lunari, sospese al collo, guariscono dalle coliche e le prime vanno legate con un filo d'oro, le seconde con un filo d'argento.
La selenite non imita solo la rotondità della luna, ma ne segue le fasi e portata al collo rende lunatici.
L'agata... è  eccellente contro le morsicature degli scorpioni e dei serpenti, rende l'uomo fecondo e piacevole e gli assicura l'amicizia dei re....
In Persia si usa con questa pietra stornare le tempeste e arrestare lo straripamento dei fiumi...
L'alectoria ha potere solare e rende invincibile chi la porta.
La calcedonia favorisce chi la porta facendogli guadagnare i suoi processi, arrobustendolo e garantedolo dalle illusioni degli spiriti maligni.
La corniola raddolcisce gli impeti e gli sdegni, arresta i flussi sanguigni ed è particolarmente giovevole alla donne mestruanti....
Il diaspro rende casti, arresta il sangue e i mestrui, fuga le febbri, fa trionfare dai nemici e arrobbustisce lo stomaco....
La turchese scaccia la melanconia, la febbre quartana e la debolezza del cuore.
Lo zaffiro conserva vigorose le membra, fuga gl'invidi e la paura, raffredda le febbri e le infiammazioni e guarisce col suo tocco l'antrace e le poteme.
È anche efficace contro i veleni e arresta le emorragie nasali.
Lo smeraldo... fa aumentare le ricchezze e dà eloquenza che persuade (va portato castamente perché il coito gli fa perdere ogni virtù).
Il topazio guarisce le lunaticherie, accresce i beni, arresta il sangue e fa acquistare grazia e benevolenza. Se è concavo però i suoi effetti saranno contrari.
Tratto da "La Magia Naturale" di G.B della Porta

martedì 29 novembre 2016

La Magia Naturale dei suoni


È ben certo che non è possibile esista un cuore così crudele, da non commuoversi nell'udire una melodia....e al contrario da non sentirsi infastidito da suoni aspri e discordanti.
Museo, il cantore di Ero e Leandro, afferma che la poesia è dolcissima all'uomo e Platone assicura che tutto ciò che vive è commosso ed eccitato dalla musica...
In guerra il rullare dei tamburi vale ad eccitare i timidi alla lotta.
Timoteo soleva infiammare tanto Alessandro con un suo canto frigio, che quest'ultimo non poteva non metter mano alle armi.
Altre volte invece, con altri canti, lo rendeva pigro e molle e lo costringeva a lasciare le armi poi convinti.
Plutarco narra in proposito che una volta Alessandro, nell'udire Antigenide sciogliere versi armoniosissimi sopra un ritmo di flauto assai musicale, s'eccitò talmente che impugnò le armi e le adoperò contro coloro che lo circondavano.
Cicerone dal canto suo narra che Pitagora seppe chetare con un cantico frigio i furori d'un giovanotto....che, tradito dalla sua bella, si apprestava a incendiarne la dimora.....
Si dice che Teofrasto combattesse con i suoni musicali i turbamenti dello spirito.
Agamennone, nel partire per Troia, dubitando della castità di Clitennestra, le lasciò un arpista che tanto la incitava alla continenza coi suoni melodiosi del suo strumento, che Egisto non poté godere di lei se prima non ebbe fatto morire il suonatore.
È noto che Orfeo rendeva docili sin le bestie più selvagge con i suoni tratti dalla sua lira.
Arion seppe rendersi tanto amici i delfini che, caduto una volta in mare, fu da essi raccolto e portato a riva.
I suoni molciscono anche i sensi informi dei fanciulli e valgono a chetarne il pianto e si dice che Crisippo abbia scritto versi adatti alle nutrici.
Strabone narra che gli elefanti sono attratti dal rullo dei tamburi e i cervi fermati dal suono di uno strumento musicale, lasciandosi persino  catturare mercé l'incanto d'una bella voce.
I cigni iperborei sono vinti dall'arpa e dal canto e gli uccelletti incappano nelle reti attratti dal suono del flauto.....
Cosa ancora più meravigliosa, in antico si usava alleviare le malattie mercé i suoni musicali e Terpender e Avion Methymneus hanno guarito così i lesbiani e gl'ionici da gravi infermità.
Il medico Asclepiade guariva i sordi col suono della tromba e reprimeva col canto le sedizioni popolari.
Il tebano Herminus ha guarito con la musica parecchie persone da gravi dolori articolari,  Talete di Candia ha scacciato la peste al suono dell'arpa e Herophilo aveva anch'esso costume di rendere più sopportabili agl'infermi i loro dolori mercé i suoni....
Tratto da "La Magia Naturale" di G.B. Della Porta

giovedì 3 novembre 2016

La Magia Naturale


Porfirio e Apuleio, che occupano un posto elevato tra i platonici, affermano che la magia è nata ed è stata battezzata in Persia.
Snidas stima che il nome le provenga dai Magusiani, perché presso tali popoli si chiamavano maghi coloro che i Latini onoravano con l'appellativo di savi.
I Greci li hanno chiamati filosofi, gl'Indù gimnosofisti, gli Egiziani preti, i Cabalisti profeti, i Babilonesi, gli Assiri, i Caldei e i Galli Druidi e bardi.
Parecchi uomini, mercé questa scienza che hanno portato a un alto grado di perfezione, hanno fiammeggiato come meteore: tali Zoroastro in Persia, Numa Pompilio fra i Romani, Ermete in Egitto, Buda fra i Babilonesi, Abaris presso gli Iperborei.
La magia è divisa in due parti, di cui l'una, a base di incantesimi e evocatrice di fantasmi e demoni è  nata da una curiosità malsana...
L'altra parte è la magia naturale che tutti onorano, perché non è altro che la filosofia naturale o la scienza suprema.
Questa magia, dotata d'immensa possanza, abbonda di misteri, fa conoscere le forze occultate dalla natura e insegna, mercé la loro razionale applicazione, a compiere opere che profano stima soprannaturali, sol perché sorpassano i limiti delle sue conoscenze.
La magia fioriva nell'India e nell'Etiopia, contrade ricche di erbe, di minerali e d'animali dotati di virtù superiori.
Per comprendere i segreti della natura, il mago dovrà essere versatissimo nella filosofia naturale. Egli dovrà ricercare le cause e i primi elementi delle cose ....trovare il punto di congiunzione degli elementi, risalire alla sorgente delle cause, scrutare il mistero della fine delle cose.
Egli dovrà conoscere donde proceda la commozione dei flutti del mare, donde provengano le cieche convulsioni del suolo, donde i moti degli animali e di ogni altra creatura che goda il piacere di vivere, donde i metalli e di ciò che sieno materiati.
E tutto ciò dovrà conoscerlo in modo da esserne padrone...
Il mago dovrebbe altresì conoscere la medicina che è una scienza affine alla magia  ed anzi è la forma primitiva sotto cui questa si è manifestata agli uomini.
Del resto la medicina insegna a comporre e a dosare le miscele e i filtri e a conoscere le piante, così indigene che esotiche, tanto utili, che si può dire che in esse si compendi la magia naturale.
Nè dovrebbe ignorare le matematiche, perché molte cose agiscono per l'influsso degli astri e in dipendenza del moto infaticabile dei cieli...
Tratto da "La Magia Naturale" di G.B della Porta

domenica 29 maggio 2016

Tiroide: Psicosomatica dell'Ipertiroidismo


La tiroide è una ghiandola endocrina che regola tutto il metabolismo energetico attraverso la produzione di ormoni tiroidei, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4). Questi ultimi, per essere prodotti, hanno bisogno della presenza di iodio e calcitonina; la sintesi e la secrezione di queste sostanze, a loro volta, è regolata da due ghiandole posizionate nel cervello, l’ipotalamo (ormoni TRH) e l’ipofisi (ormoni THS).
Questo complesso meccanismo di interconnessioni svela l’importanza della tiroide; gli ormoni tiroidei hanno un’azione specifica sul sistema nervoso, così come le reazioni emozionali (tensione e stati ansiosi) influiscono sull’alterazione della secrezione ormonale.

Ipertiroidismo nella Psicoenergetica
La forma Yang (l'ipertiroidismo) manifesta un desiderio malgrado tutto di rivincita. L'individuo si trova in un costante attivismo. Il fuoco interiore lo consuma e la lotta è continua. Fisicamente gli ipertiroidei appaiono divorati da questo fuoco interiore, un fuoco che consuma senza produrre, perchè l'unica produzione è reattiva e difensiva.
Fonte: "Dimmi dove ti fa male. Glossario psicoenergetico" di Michel Odoul

Ipertiroidismo nella Metamedicina
Quando si è ipertiroidei è come se fossimo attaccati a una corrente di alimentazione di 250 volt.
C'è una certa determinazione a raggiungere i propri obbiettivi a detrimento del proprio bisogno di riposo, e ciò spinge a dover attingere alle proprie riserve di energia. Questa determinazioni può avere le proprie radici nella paura, si dice a se stessi: "Non posso fermarmi, bisogna che resista, altrimenti..." 
Può anche essere legata al desiderio di dimostrare agli altri ciò che si è capaci di fare, cosa che genera in noi uno stress che ci rende iperproduttivi fino a che raggiungiamo lo sfinimento e lo scoraggiamento che fanno passare alla fase ipotiroidea.
Ho preteso molto da me stesso per avere successo, per dimostrare ciò di cui ero capace, per essere amato o perchè mi ritenevo indispensabile?  
Fonte "Il Grande Dizionario della Metamedicina" di Claudia Ranville

Psicosomatica dell'ipertiroidismo
L’ipertiroidismo è intriso di simbolismi, primo fra tutti quello di un’eterna “fuga in avanti” (da qui l’accelerazione espressa dai sintomi) alla ricerca, da un lato, di un’autonomia quotidiana racchiusa nel “fare”; dall’altro, di un tentativo di colmare il vuoto che si sente dentro “tamponandolo” con una vita dal ritmo accelerato e con rapporti pieni e simbiotici. Il vuoto corrisponde all’angoscia di morte e al terrore di sentirsi annientati.
Un sintomo comune dell’ipertiroidismo, l’esoftalmo (occhi sporgenti) rappresenta perfettamente questo terrore profondo. Anche qui, le cause di tali meccanismi psichici si possono rintracciare nell’infanzia e nell’adolescenza. Mentre nell’ipotiroidismo il ruolo genitoriale è stato inibente per lo sviluppo di sé e dell’autonomia, nel vissuto dell’ipertiroideo c’è un bambino che ha avuto una maturazione precoce, per concrete necessità o per aspettative genitoriali, che è stato privato della naturale e necessaria fase di dipendenza affettiva fatta di sostegno, approvazione, calore, affetto.
Questo “salto” si traduce, nella fase adulta, in una difficoltà a chiedere o a manifestare il bisogno emotivo e affettivo, esperienza che rievocherebbe l’idea della dipendenza frustrata. Queste interpretazioni si rivelano ancora più vere quando si studiano le fasi d’insorgenza della malattia; in moltissimi casi di soggetti adulti, l’ipertiroidismo si manifesta in seguito a traumi da perdita di elementi di autosufficienza (figure di riferimento, lavoro, casa, patologie che obbligano a richieste d’aiuto).
Come per tutte le altre patologie, ci sono sempre delle tipologie di personalità più a “rischio” di manifestare una determinata malattia o disturbo. Molto spesso gli ipertiroidei sono persone che hanno paura di fermarsi, di rallentare su tutti i piani della vita; si sentono vive solo se agiscono, intensamente e di fretta. Cercano continuamente consigli (che tuttavia non riescono a seguire), vogliono l’autonomia a tutti i costi ma dentro hanno un enorme bisogno dell’approvazione altrui.
Il disturbo è prevalente nelle donne tra i 20 e i 50 anni d’età, e insorge soprattutto in quelle persone che sono cresciute in fretta o sono state sottoposte a carichi non adatti alla loro età. Molto spesso gli ipertiroidei hanno perso i genitori
Fonte e articolo completo: Psicoadvisor

Tiroide:Psicosomatica dell'Ipotiroidismo


La tiroide è una ghiandola endocrina che regola tutto il metabolismo energetico attraverso la produzione di ormoni tiroidei, la tiroidotironina (T3) e la tiroxina (T4). Questi ultimi, per essere prodotti, hanno bisogno della presenza di iodio e calcitonina; la sintesi e la secrezione di queste sostanze, a loro volta, è regolata da due ghiandole posizionate nel cervello, l’ipotalamo (ormoni TRH) e l’ipofisi (ormoni THS).
Questo complesso meccanismo di interconnessioni svela l’importanza della tiroide; gli ormoni tiroidei hanno un’azione specifica sul sistema nervoso, così come le reazioni emozionali (tensione e stati ansiosi) influiscono sull’alterazione della secrezione ormonale. 

Ipotiroidismo nella Psicoenergetica
La forma Yin (ipotiroidismo) comunica una rinuncia di fronte all'impossibilità di esprimersi. La fiamma si è spenta dentro di noi .
L'ipotiroideo può riassumersi nella frase "Tanto a cosa serve?".
Il corpo non brucia più e quindi immagazzina. Il volume aumenta come per compensare.
Fonte: "Dimmi dove ti fa male. Glossario psicoenergetico" di Michel Odoul

Ipotiroidismo nella Metamedicina
Si potrebbe dire che si è attaccati a una corrente di alimentazione di 70 volt. 
L'ipotiroidismo può esprimere una condizione di scoraggiamento "A che pro, non ci riuscirò, nessuno mi capisce!", un senso di colpa per il fatto di vivere o un rancore trattenuto.
posi le seguenti domande:
Ho la sensazione che nessuno mi capisca, che malgrado tutta la mia buona volontà non ce la farò?
Porto un senso di colpa che non ho mai osato rivelare? 
Nutro rancore nei confronti di una persona?
Nodulo tiroideo insieme di impotenza e frustrazione per non potersi esprimere, perchè la persona che si vorrebbe avvicinare si è chiusa o oppone resistenza.
Tiroidite porsi la domanda: Prima che mi venisse questa tiroidite ho forse provato una grande collera per il fatto di non potermi esprimere in ciò che rivestiva importanza per me?
Fonte "Il Grande Dizionario della Metamedicina" di Claudia Ranville

Psicosomatica dell'Ipotiroidismo
Per comprendere la dimensione simbolica dell’ipotiroidismo, bisogna partire da un sintomo chiave della patologia, il rallentamento fisico e psichico. Quando all’interno del soggetto avviene una ribellione nei confronti di uno stile di vita che non vuole più accettare, la psiche smette di affrontare la realtà in quella modalità; decide di farlo attraverso il corpo, con sintomi significativi come staticità, ristagno dell’energia vitale, aumento di peso, stanchezza, lentezza nel linguaggio, apatia, difficoltà di concentrazione, esaurimento. Chi si ammala di ipotiroidismo ha la sensazione di “affondare” nel proprio corpo e in tutto se stesso, meccanismo simile a quello che si verifica nello stato depressivo.
L’ipotiroidismo insorge dopo eventi traumatici che hanno fatto perdere alla persona il senso della quotidianità oppure che sono in forte contrasto con ciò che il soggetto desidera e vuole. Il “no” inconscio che il soggetto vorrebbe dire diventa passività, resa, rinuncia. Il danno metabolico, caratterizzato da una diminuzione del livello di energia e di calore prodotto dal corpo, rappresenta l’origine del disagio profondo di questi soggetti, che non riescono ad opporsi con forza e autonomia a quei meccanismi disfunzionali che vengono vissuti come “dogmi sociali”. L’ipotiroideo soffre di una grande paura, quella di non meritare nulla, soprattutto l’amore degli altri. È proprio il timore di non essere amati a bloccare la reazione, l’affermazione che potrebbe generare dispiacere nell’altro.
L’ipotiroidismo si instaura quando il soggetto decide di non esprimersi in alcuni o in tutti gli aspetti della vita, come quello dell’affettività o della sessualità. Nei casi più avanzati della patologia, si verifica un fenomeno tipico dell’insufficienza tiroidea denominato mixedema, una particolare forma di rigonfiamento dei tessuti che si manifesta con viso gonfio, rigido e fisso, pelle secca, ptosi palpebrale (una o entrambe le palpebre sono più abbassate rispetto al loro livello normale). L’aspetto tipico del volto simboleggia la maschera che il soggetto indossa impedendosi di essere se stesso.
Le personalità più soggette all’ipotiroidismo sono quelle con una depressione mascherata, che vivono una situazione esistenziale critica, oppure, più in generale, hanno uno stile di vita che rifiutano ma a cui non riescono ad opporsi. Il rallentamento di tutte le funzioni vitali simboleggia un’energia che resta bloccata, che “ristagna”, così come avviene per i liquidi corporei che gonfiano i tessuti. In particolare l’apatia indica un “ritiro” emotivo dalla realtà quotidiana, un’incapacità di affermazione di sé legata d un profondo senso di insicurezza e non riconoscimento del proprio valore. Molto spesso l’ipotiroideo è vissuto in un contesto familiare che non gli ha consentito di svincolarsi, di evolvere nell’autonomia.
I sintomi, che si riconducono quasi sempre ad una debolezza del corpo, mostrano una mancanza di forze che rende impossibile l’azione verso le soluzioni e, quindi, verso la vita.
Fonte e articolo completo: Psicoadvisor
Google+