venerdì 16 ottobre 2015

La "Imitatio Christi"


La Chiesa ci ha insegnato a imitare Cristo in un modo sbagliato; a imitare, cioè, le sue azioni esteriori.
Questo modo di intendere il cristianesimo ci porta a 'scimmiottare' Cristo, e questo scimmiottare non può entrarci sotto la pelle.
Non siamo affatto cristiani.
Se ci soffermiamo sulla storia occidentale, sulle guerre e lotte sanguinose, vediamo quanto poco la cristianizzazione ci abbia raggiunto.
Siamo cristiani a parole, esteriormente, ma in termini di fatti psicologici siamo assoluti barbari pagani.
Leggiamo il Vangelo, lo ripetiamo in chiesa, ma spesso senza esserne toccati.
La crocifissione è il momento cruciale, il momento in cui l'insegnamento cristiano, o il mistero di ciò che Cristo rappresenta, tocca l'animo umano.
La crocifissione simbolicamente rappresenta la tensione fra gli opposti, la massima sofferenza causata dalla tensione fra gli opposti, è provocata dall'Anima.
Gli opposti si uniscono, e questo determina dolore.
Ecco perchè quando Cristo fu sulla croce gridò: "Signore, Signore perchè mi hai abbandonato?" si sentiva completamente lacerato dagli opposti, annichilito dagli opposti.
Questo è l'insegnamento centrale del mistero cristiano:
l'insegnamento cristiano è una realtà psicologica, non è un gesto qualsiasi da scimmiottare, non un comportamento convenzionale come quello che parroci e preti ci insegnano.
E' qualche cosa che ci tocca e che concerne il nostro essere psichico più profondo.
Alcuni mistici ci insegnano che bisogna 'diventare' Cristo; che la vera imitazione di Cristo consiste proprio nel diventare Cristo, ossia nel trasformare noi stessi in Cristo, in senso psicologico, a un livello profondo.

Essere crocefisso fra gli opposti vuol dire portare la propria croce e prendersi carico del proprio destino fino in fondo.
Cristo rappresenta in un certo senso il modello dell'uomo che segue il proprio destino, porta la propria croce e adempie al proprio compito senza mai oscillare o cedere ad alcuna pressione proveniente dalla collettività.
Per questa ragione veneriamo Cristo l'uomo che diventa dio e il dio che in lui diventa uomo.
Vedi anche: La stella come simbolo onirico
                   Oltre la storia ufficiale
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

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