sabato 24 ottobre 2015

Corrispondenze tra alfabeti e numeri

Le corrispondenze tra  i diversi alfabeti e i numeri è la chiave di tutta l'ermeneutica.
Il più importante degli alfabeti che noi dovremo considerare qui per il momento è l'alfabeto watan.
Questo alfabeto fu la scrittura primitiva degli Atlantidi e della razza rossa, la cui tradizione fu trasmessa all'Egitto e all'India dopo la catastrofe in cui scomparve Atlantide, è la traduzione esatta dell'alfabeto astrale.
Esso comprende 3 lettere costitutive che corrispondono alle tre persone della Trinità o alle tre prime Sèphiroth, che sono i tre primi numeri donde derivano tutti gli altri, 7 planetarie e 12 zodiacali, ossia in tutto 22 caratteri che corrispondono alle 22 lettere della seconda lingua di cui parla il Phil Inc.
È  questo l'alfabeto, di cui Mosè aveva avuto conoscenza nei Templi d'Egitto, che divenne il primo alfabeto ebraico, ma che si modificò in seguito nel corso dei secoli, per scomparire completamente nel periodo della cattiva Babilonia.
Il watan è  stato conservato in India, ed è mediante i Brahmana che è giunto fino a noi mentre la lingua atlantidea aveva dovuto dividersi in diversi dialetti che divennero forse anche con il tempo delle lingue indipendenti ed è  una di queste lingue che passò in Egitto: questa lingua egizia fu l'origine della lingua ebraica,  secondo Fabre d'Olivet
L'antico alfabeto essendo andato perso, quando Esdra volle ricostituire il testo della Thorah, si servì di una scrittura caldaica, o più esattamente assira, che è  la scrittura ebraica detta quadrata,  ancora oggi impiegata.
Il nuovo alfabeto ebbe 22 lettere come l'antico, ma le corrispondenze furono modificate e divennero quelle che si ritrovano nella Sépher Iezirah.
Secondo l'Archeometra le corrispondenze sono le seguenti:
Le midifiche sono:
L'insieme delle lettere costituite forma la parola Asoth sostituendo la parola Emesh.
Alle planetarie poste nell'ordine alfabetico, si è fatto corrispondere i pianeti nell'ordine astrologico  (cominciando da Saturno) che cambia totalmente le corrispondenze, sebbene, fra le 7 nuove planetarie si trovano 4 delle antiche.
Addizionando i valori delle lettere costitutive secondo l'Archeometra  (A=1, S=60, Th=400) si trova 461 o DVA, in sanscrito Dêva, divinità;  4+6+1=11 numero della Forza.
I valori numerici delle lettere planetarie addizionate (B=2, G=3, D=4, C=20, N=50, Ts=90, Sh=300) danno 469, o DVT, in sanscrito Dêvata, deità; 4+6+9=19 1+9=10 il principio.
I valori numerici delle lettere zodiacali  (H=5, V=6, Z=7, H'=8 (6), T=9, I=10, L=30, M=40, Ô=70, ph=80, K=100, R=200) danno 565 vita assoluta chr equivale al sanscrito Jîva, la Vita universale.
Addizionando i valori delle 22 lettere si ha: 461+469+565=1495 o ADTE, in sanscrito Aditî vita indivisibile;  d'altronde 1+4+9+5=19, 1+9=10, poiché l'alfabeto  tutto intero è  contenuto in potenza nel Principio.
Tratto da "L'Archeometra" di René Guenon 


venerdì 23 ottobre 2015

La funzione inferiore come porta verso l'inconscio


La funzione inferiore è  la porta attraverso la quale tutte le figure dell'inconscio entrano nella coscienza.
Il nostro regno cosciente è come una stanza con quattro porte ed è alla quarta porta che fanno il loro ingresso l'Ombra, l'Animus o l'Anima e la personificazione del Sé.

La funzione inferiore è  così vicina all'inconscio e rimane tanto selvaggia, inferiore è sottosviluppata da rappresentare naturalmente il punto debole della coscienza, attraverso cui possono irrompere le figure dell'inconscio.
La coscienza sperimenta la funzione inferiore come una zona debole, come quella cosa spiacevole che non ci lascia mai in pace e crea continuamente dei problemi.
Ogni volta che crediamo di aver raggiunto un certo equilibrio interiore ecco che qualcosa dall'interno o dall'esterno rimette tutto in discussione.
Questa forza penetra sempre attraverso la quarta porta che non può essere sprangata.
Le altre tre porte si possono chiudere a chiave ma la serratura della quarta porta non funziona e da lì, quando uno meno se lo aspetta, entra la volontà imprevista.
La funzione inferiore è la ferita della personalità cosciente che mai si rimargina e sanguina perennemente, ma è  attraverso di essa che l'inconscio può entrare in ogni momento, apportando un ampliamento della coscienza e generando un atteggiamento nuovo.
È  La porta difronte alla quale è necessario soccombere, subire sconfitte, al fine di poter perseguire un ulteriore sviluppo.
Nei sogni si lega all'Ombra, all'Animus o all'Anima e al Sé, e conferisce loro una connotazione caratteristica. Per esempio in un tipo intuitivo sarà spesso personificata da un tipo di sensazione; in un tipo di pensiero essa apparirà come un individuo di sentimento relativamente inferiore o primitivo.
Quando il soggetto avrà acquisito una certa consapevolezza dell'Ombra, la funzione inferiore conferirà alla figura dell'Anima o dell'Animus un carattere particolare.
A volte essa si presenta sotto forma di personaggi dell'età della pietra o di animali.
In tal caso possiamo dire che la funzione inferiore non ha raggiunto nemmeno un livello primitivamente umano.
Nella maggior parte delle società normali la gente nasconde la propria funzione inferiore attraverso la Persona.
La Persona trova una delle sue più importanti ragioni di sviluppo nel desiderio di non esporre le proprie inferiorità, specialmente le inferiorità della quarta funzione (le altre tre funzioni secondarie se non sviluppate operano nello stesso modo di quella inferiore).
Il legame che la funzione inferiore stabilisce con il regno della natura animale all'interno di un individuo è  sorprendentemente profondo.
Questa funzione rappresenta realmente il collegamento con gli istinti più  profondi, con le radici interiori, ed è anche, per così dire, ciò  che ci mette in relazione con l'intero passato dell'umanità.
Assimilarla significa che tutto l'adattamento della vita conscia, per un certo periodo, poggia su quell'unica finzione. 
Il passaggio a una funzione ausiliaria avviene quando ci si accorge che l'attuale modo di vivere è  diventato poco vitale, quando si è  più o meno costantemente stufi di se stessi e delle proprie attività.
Il miglior modo di effettuare il passaggio è  quello di dirsi: 'Bene tutti ciò mi annoia a morte... Dov'è  nel mio passato un'attività che continua a sembrarmi piacevole? Che è  ancora capace di darmi la spinta?
Se un individuo si metterà genuinamente a svolgere quell'attività, si accorgerà di essere passato un'altra funzione.
La quarta funzione rappresenta sempre un grande problema esistenziale e se non la viviamo ci sentiamo frustrati, mezzi morti e tutto ci appare noioso.
Se la viviamo è a un livello tanto basso da non poterla utilizzare a meno di possedere lo pseudocoraggio di rinunciare a tutto.

La gran parte della gente non ha questo coraggio altri potrebbero averlo ma si rendono conto che non si tratta della giusta soluzione.
Affrontare la quarta funzione si può  ma conferendole una cornice di fantasia, non vivendola in modo concreto, esterno o interiore ma offrendole la possibilità di esprimersi attraverso la fantasia, scrivendo o dipingendo o danzando o in un'altra forma qualsiasi di immaginazione attiva.
Jung scoprì che l'immaginazione attiva è  in pratica l'unico modo per affrontare la quarta funzione.
Si può stabilire un contatto con la funzione interiore attraverso il regno intermedio.
Tratto da "Tipologia psicologica" di M. L. von Franz

giovedì 22 ottobre 2015

Le funzioni della psiche sullo sviluppo psichico individuale


Le quattro funzioni della psiche sono:
Sensazione, pensiero, sentimento e intuizione.
Le due funzioni razionali sono pensiero e sentimento e sono opposte l'una all'altra e le due funzioni irrazionali sono sensazione e intuizione altrettanto opposte tra loro.
Quando l'una o l'altra delle funzioni di questa struttura fondamentale diventa cosciente o quando addirittura, in condizioni ottimali, le funzioni che diventano coscienti sono tre, si ha come effetto una trasformazione della stessa struttura fondamentale della psiche.
Se dall'inconscio emerge un campo di coscienza, tale cambiamento provoca anche un'alterazione della struttura dell'inconscio stesso.
Già all'età dell'asilo possiamo osservare lo sviluppo di una funzione principale attraverso la preferenza del bambino per una data occupazione o il suo comportamento nei confronti di un altro bambino.
I bambini come gli adulti tendono a fare spesso quello in cui riescono bene e a evitare ciò in cui non riescono.
La tendenza è  quella di rimandare o delegare ad altri quelle mansioni verso le quali non ci sentiamo particolarmente dotati. Questo comportamento naturale non fa altro che accrescere l'unilateralità.
Anche l'ambiente esterno come la famiglia rafforza le tendenze unilaterali preesistenti i cosiddetti doni di natura contribuendo a sviluppare la funzione superiore e a lasciare che l'altro lato della personalità degeneri lentamente.
Il tipo distorto tende a verificarsi, allorché l'atmosfera che circonda un individuo lo costringe  a sviluppare una funzione diversa da quella originaria.
I tipi distorti presentano vantaggi e svantaggi.
Gli svantaggi risiedono nel fatto che viene loro impedito, sin dall'inizio, di sviluppare la loro disposizione principale e quindi rimangono un po' sotto il livello che avrebbero raggiunto se fosse stato loro consentito di svilupparsi in modo unilaterale.
Facendo ritorno al tipo originario questi soggetti riescono molto rapidamente ad acquisire l'altra funzione e raggiungere uno stato evoluto.
Tratto da "Tipologia psicologica" di M.L. von Franz

martedì 20 ottobre 2015

Simboli onirici

Pietra: è il simbolo sacro più antico dell'umanità. Dagli studi su tribù originarie sembra che l'uomo primitivo venerasse le pietre.
In alcune pietre venivano percepiti poteri sacri. L'aborigeno australiano crede tuttora che gli spiriti delle antiche divinità risedano in alcune pietre e che se una donna passa accanto a una di queste può concepire un bambino.
I greci credevano che le anime dei neonati uscissero dalle pietre tombali degli antenati.
La pietra perciò sarebbe il luogo da cui ha origine la vita. E' molto simile alla stella; l'eterna e immortale sostanza dell'essere umano veviva proiettata nella pietra.

Sabbia: la sabbia viene generalmente associata ad aspetti della vita futili, sterili, terreni.
Ad esempio,per una mente intellettuale,ai  compiti della vita quotidiana (cucinare, cucire, gestire il denaro ecc..).
La sabbia rappresenta il carico delle incombenze terrene, dell'esistenza fisica, che il sognatore dovrà integrare nella sua vita prima di poter continuare a realizzare il suo destino.

Grano: i covoni di grando erano il simbolo della generazione della vita umana. In Egitto vi era tutta una simbologia che associava l'uomo al grano. Come l'uomo infatti il grano sboccia, viene spezzato dalla morte e torna a germogliare dalle radici. In questo modo il ciclo della vita, della morte e della rinascita alla vita eterna era proiettato sul grano.
Se il grano non cade a terra non dà frutti.

Vacca: rappresenta il principio materno cosmico, il principio della fertilità femminile della terra e del cielo. La pioggia che cadeva dal cielo, che è garanzia di vita, simbolizzava il latte della vacca celeste.

7: il numero sette è associato ai sette pianeti e ai sette metalli. Rappresenta un ciclo completo.
Dopo il sette, il ciclo ricomincia con l'otto. Ancora oggi la settimana è composta di sette giorni e l'ottavo rappresenta l'inizio della successiva. Nella tradizione del simbolismo numerico, il numero sette è associato a un completo ciclo temporale.

Aquila: In araldica, l'aquila è l'uccello dei re e dei condottieri. Così come il leone è il re degli animali della foresta, l'aquila è il re degli uccelli.
Ha a che fare con l'istinto di potere, ma anche con l'elevazione spirituale, con i voli sterminati del pensiero e della fantasia.

Pollice: Nelle fiabe, il pollice è considerato il dito più piccolo della mano ed è associato alla creatività, alla fantasia creativa. Pensiamo, per esempio, al personaggio di Pollicino.
Ma Pollicino è anche il Briccone. E' uno spirito che gode della sua libertà e gioca brutti scherzi alla borghesia dominante. Il lato Briccone, biricchino e creativo.

Coniuge: quando sogniamo il nostro coniuge, che però non somiglia a quello reale, significa che si tratta della moglie o del marito interiori. Sono figure di Anima e Animus cui siamo, per così dire, interiormente sposati. Il sogno rappresenta in questo modo il matrimonio interiore.

Fiume: rappresenta il flusso della vita, il fluire del tempo; che il tempo è un fiume che sfocia nell'oceano dell'eternità; che la vita è un fiume che inizia con la giovane primavera e si conclude del mare della Natura Divina e così via.
Il fiume costituisce l' eterno paragone per tutto ciò che nella vita è in costante movimento o cambiamento, che è poi tutto quanto si muove e cambia nella sostanza psichica che ci sostiene.
E' come se ci fosse dentro di noi una sostanza psichica essenziale che accompagna la nostra identità per tutta la durata della vita. Questo è il fiume, il misterioso flusso dell'esistenza.

Sangue: rappresenta la psiche emozionale e attiva, la psiche affettiva. Il sangue rappresenta l'attività vitale.

Vampiro: Quando respingiamo o rimuoviamo un complesso della psiche, questo agisce segretamente alle nostre spalle succhiandoci l'energia. Si trasforma lentamente in quel fenomeno che l'immagine del vampiro rappresenta perfettamente: qualche cosa che aggredisce di notte e succhia sangue.

Notte: é il luogo della riflessione distesa che lascia emergere i sentimenti e i lati repressi della personalità.

Specchio: nello specchio ci si riflette; esso riflette la nostra immagine. La parola 'riflettere' ha un duplice significato; vuole dire impegnarsi a pensare, per esempio, a se stessi.
Pensare,riflettere, significa ripiegarsi su se stessi, ritrovare la propria identità. Lo specchio mostra, in maniera obbiettiva,  la faccia autentica di ciascuno. 
Lo specchio è quindi ciò che mostra la vera riflessione, la vera identità.

Arti: le braccia sono generalmente gli organi dell'azione; le gambe,  invece, ci consentono di tenere i piedi saldi nella realtà oppure avanzare o indietreggiare in una situazione. 

Camera da letto: rappresenta un territorio privato all'interno del quale il sognatore non vuole intrusi. Rappresenta la vita privata e intima.

Cameriera: si tratta di un lato femminile che, fino ad ora, si è  concentrato esclusivamente a servire gli altri invece di prendersi cura di sé  stessa.

Stanza d'albergo: è  un luogo abitato da forestieri in cui possono andare e venire a piacere e quindi non vi si può  godere di una privacy. Non si ha un luogo di introversione dove poter essere se stessi e custodire i propri segreti. Tutto viene regalato ad altri.

Bambino: nei sogni di una donna,  un maschietto rappresenta generalmente un'impresa nuova.
Rappresenta il compendio dell'attività continua. Il bambino simboleggia un'impresa onesta, l'agire non per il successo ma per amore dell'impresa in se stessa.
Rappresenta un nuovo aspetto della personalità della sognatrice che sta venendo alla luce.

Bambina: per una donna rappresenta la sua vera femminilità ancora in fase crescente. Una prima vaga  traccia della nuova identità della sognatrice.
Ondeggiare nell'aria: il sognatore non ha alcun rapporto con la terra. Non ha i piedi per terra,  alcun contatto con la realtà o con il suo corpo. Vive in un mondo delle idee e delle illusioni, dei concetti teorici della vita.

Cane: simboleggia le forze terrene, le forze istintive.  Il cane rappresenta i nostri istinti addomesticati. Quando si tratta di cani ostili quindi il non voler accettare il nostro lato istintivo.

Madre: per la donna la madre rappresenta il suo fondamento istintivo, la matrice, l'utero nel suo complesso. Quando una donna ha un rapporto problematico con la madre, spesso denuncia difficoltà con la funzione sessuale, con le mestruazioni, con i sentimenti materni.  La madre rappresenta, per così dire,  la terra sulla quale si vive.

Gola: nell' insegnamento induista è uno dei centri chakra, il centro dell'universo del Logos, della parola. Si chiama anche centro Vishuddha.
Se si sogna di essere attaccati alla gola vuol dire che si ha difficoltà nell'espressione.

Uomo ferito: nel sognatore di sesso femminile rappresenta l'Animus non in grado di funzionare, la donna è eccessivamente passiva, troppo esposta alle vicissitudini della vita, incapace di farsi carico del suo destino.

Scendere: le scale per esempio, vuol dire calarsi a un livello di realtà più profondo, farsi carico di un maggior realismo 

Villaggio vecchio stile: rispecchia un modo di vivere antiquato

Bagno: è legato al simbolismo della purificazione dell'acqua.
Nel bagno si ha la possibilità di guardarsi allo specchio e di vedere la nuda verità che non è sempre gradevole.

Nudità: quando si sogna di essere nudi significa essere semplicemente se stessi senza veli o coperture. Come il detto "La verità nuda e cruda".

Orinare: quest'atto simboleggia generalmente l'espressione autentica di sé. Orinare è una delle poche funzioni che non si possono reprimere. Possiamo fare a meno di dormire, di mangiare per un certo tempo, ma non possiamo evitare di fare pipì. Nei sogni è come esprimere "Eccomi qui, io sono così ". 

Uomo brutale: per una donna sognare di essere aggredita da un uomo rivela la parte di lei che aggredisce se stessa.
Vuol dire che si sta autoifligendo un colpo.
Quell'uomo si annida dentro la sognatrice e quindi ella potrà andare avanti solo se si renderà conto che nel mondo esterno ciò che le sta accadendo di spiacevole appartiene alla sua stessa natura.
Deve affrontare il fatto di avere dentro di sé un uomo che la svaluta come donna.

venerdì 16 ottobre 2015

La "Imitatio Christi"


La Chiesa ci ha insegnato a imitare Cristo in un modo sbagliato; a imitare, cioè, le sue azioni esteriori.
Questo modo di intendere il cristianesimo ci porta a 'scimmiottare' Cristo, e questo scimmiottare non può entrarci sotto la pelle.
Non siamo affatto cristiani.
Se ci soffermiamo sulla storia occidentale, sulle guerre e lotte sanguinose, vediamo quanto poco la cristianizzazione ci abbia raggiunto.
Siamo cristiani a parole, esteriormente, ma in termini di fatti psicologici siamo assoluti barbari pagani.
Leggiamo il Vangelo, lo ripetiamo in chiesa, ma spesso senza esserne toccati.
La crocifissione è il momento cruciale, il momento in cui l'insegnamento cristiano, o il mistero di ciò che Cristo rappresenta, tocca l'animo umano.
La crocifissione simbolicamente rappresenta la tensione fra gli opposti, la massima sofferenza causata dalla tensione fra gli opposti, è provocata dall'Anima.
Gli opposti si uniscono, e questo determina dolore.
Ecco perchè quando Cristo fu sulla croce gridò: "Signore, Signore perchè mi hai abbandonato?" si sentiva completamente lacerato dagli opposti, annichilito dagli opposti.
Questo è l'insegnamento centrale del mistero cristiano:
l'insegnamento cristiano è una realtà psicologica, non è un gesto qualsiasi da scimmiottare, non un comportamento convenzionale come quello che parroci e preti ci insegnano.
E' qualche cosa che ci tocca e che concerne il nostro essere psichico più profondo.
Alcuni mistici ci insegnano che bisogna 'diventare' Cristo; che la vera imitazione di Cristo consiste proprio nel diventare Cristo, ossia nel trasformare noi stessi in Cristo, in senso psicologico, a un livello profondo.

Essere crocefisso fra gli opposti vuol dire portare la propria croce e prendersi carico del proprio destino fino in fondo.
Cristo rappresenta in un certo senso il modello dell'uomo che segue il proprio destino, porta la propria croce e adempie al proprio compito senza mai oscillare o cedere ad alcuna pressione proveniente dalla collettività.
Per questa ragione veneriamo Cristo l'uomo che diventa dio e il dio che in lui diventa uomo.
Vedi anche: La stella come simbolo onirico
                   Oltre la storia ufficiale
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

mercoledì 14 ottobre 2015

Sui "Tipi psicologici" di Jung...


In Tipi psicologici, Carl Jung si occupa non del che cosa avviene nella psiche, ma di come avviene; non si occupa dei contenuti della psiche ma di come essi si muovono, ossia dell'orientamento generale dell'energia psichica.
Quando si parla di tipo introverso ed estroverso si allude a come si muovono prevalentemente le energie psichiche di un individuo.
Secondo Jung l'atto della conoscenza è composto da un lato da fattori soggettivi intrapsichici, dall'altro da fattori dipendenti dall'oggetto esterno.
Se l'energia psichica, la libido, scorre prevalentemente e intenzionalmente verso l'oggetto esterno abbiamo il tipo estroverso, se scorre verso i dati soggettivi intrapsichici abbiamo il tipo introverso.
Spesso l'atteggiamento esterno nasconde e talvolta falsifica il vero orientamento della libido.
Si può essere introversi e apparire molto socievoli e aperti ai rapporti; viceversa un estroverso può essere tremendamente chiuso e avere rapporti difficili con l'ambiente.
L'indagine tipologica non deve dipendere da punto di vista soggettivo dell'osservatore ma dalla testimonianza precisa di come l'individuo orienta la sua libido e conosce la realtà.
Oltre ai due orientamenti tipologici fondamentali Jung distingue quattro funzioni che definisce come "forme di attività psichica che in circostanze diverse rimangono fondamentalmente uguali a se stesse".
Due vengono definite razionali  (pensiero e sentimento), due irrazionali  (intuizione e sensazione).
Non è  molto noto ciò che Jung intende per razionale e irrazionale.
Egli afferma:
La ragione umana non è quindi null'altro che l'espressione dell'avvenuto adattamento alla media di ciò che accade e che si è  condensato nei complessi rappresentativi gradualmente organizzatisi, i quali a loro volta costituiscono i valori obbiettivi.
Le leggi della ragione sono dunque le leggi che contrassegnano e regolano l'atteggiamento adatto, l'atteggiamento medio 'giusto'.
La ragione è  quindi per Jung una forma di adattamento evolutivo, di corrispondenza avvenuta tra un certo elemento interno all'organismo 'uomo' e l'ambiente esterno.
La ragione umana si è  strutturata in valori corrispondenti alla media  delle esperienze degli eventi esterni.
Poiché il pensiero e il sentimento funzionano in rapporto a questi 'valori obbiettivi' e ne seguono le leggi, sono considerati da Jung funzioni razionali.
Si può dire che i limiti della ragione sono legati strettamente all'esperienza media che l'uomo nel corso dei millenni ha fatto della realtà. Se compaiono dei fatti che non rientrano nella media di queste esperienze, essi vengono definiti come irrazionali.
Solo in apparenza leggi della ragione sono immutabili.
Esse ci appaiono tali perché le vediamo in uno sviluppo cronologicamente troppo limitato.
La conoscenza della realtà impone continuamente nuove strutture mentali e mette le categorie della conoscenza razionale in costante discussione.
I limiti della ragione sono quindi via via modificabili nel corso della storia umana.
Per Jung l'irrazionale inizia laddove finisce il razionale.
Di Daniele Ribola prefazione al libro " Tipologia psicologica" di M.L. von Franz

lunedì 12 ottobre 2015

L'Ombra


Dentro ciascuno di noi si aggira un'Ombra.
Dietro la maschera che indossiamo per gli altri, sotto il volto che esponiamo, vive un lato nascosto della nostra personalità.
La notte, mentre ci abbandoniamo indifesi al sonno, questa immagine si confronta con noi faccia a faccia.

Quasi tutti noi ci identifichiamo maggiormente con i tratti che ci rendono socialmente accettabili.
Tendiamo a considerare l'Ombra imbarazzante, inferiore, talvolta un po' maligna e socialmente inaccettabile.
Ciascuno di noi emana un'Ombra; i criminali, per esempio, vivono l'aspetto peggiore della loro personalità e, di conseguenza, hanno un'Ombra positiva.
Tutti abbiamo bisogno dell'Ombra, essa ci consente di mantenere i piedi per terra, ci rammenta la nostra incompletezza e fornisce i tratti complementari della nostra personalità.
Saremo davvero molto poveri se fossimo soltanto quello che immaginiamo di essere.
L'Ombra si manifesta quando per esempio, ci sentiamo stanchi o sotto pressione e succede che una personalità diversa dalla nostra abituale si fa avanti.
Anche in caso di malattia l'Ombra emerge immediatamente. Si manifesta sotto la forma di improvviso cambiamento di carattere.
Oppure nella vita di tutti giorni quando involontariamente facciamo qualcosa come dire dei "brutti scherzi" anche se armati da buone intenzioni: perdere un libro prestato da un'amica o arrivare in ritardo agli appuntamenti ecc..
Ognuno ha il suo nemico d'elezione, il suo 'miglior nemico', per così dire.
Quando qualcuno ci fa del male è, in qualche modo naturale, odiarlo.
Ma quando non ci fa nulla di male e al solo vederlo ci sentiamo irritati allora è certo che si tratta dell'Ombra.
Quando una persona reprime o sopprime le proprie emozioni istintive, nei sogni può comparire un animale ostile.
Quanto più una persona pensa di essere virtuosa e non vive la propria Ombra, tanto più la proietta e vede gli altri come malfattori. La persona convinta di esser virtuosa vive in un costante stato di indignazione e dà la caccia alla propria Ombra nela persona di una altro.
Molto spesso le figure di Ombra ci perseguitano in sogno sotto forma di ladri e nemici pericolosi.
In genere, quando in sogno qualche cosa ci perseguita, significa che in qualche modo vule raggiungerci. ma siccome ciò che ci perseguita ci fa paura, lo rappresentiamo sottoforma di figure malvagge.
Quando impariamo a conoscere la nostra Ombra e a viverla un po' di più, diventiamo più accessibili, naturali, umani e completi.
Le persone senz'Ombra, i perfetti, infliggono a quelli che stanno loro intorno un irritante senso di inferiorità.
Si comportano in modo superiore rispetto ai comuni mortali.
L'Ombra è veramente la nostra funzione sociale migliore ci integra all'interno del gruppo umano.
Le buone qualità ci pongono al di sopra del gruppo. L'Ombra ci rende uomini tra gli uomini e umani, semplicemente umani.
Dice un proverbio: "L'uomo è sempre pronto a vedere il male altrui". perchè allora può sempre dire: "E' l'altro, non sono io".
Questo fatto gioca un ruolo fondamentale nella cosidetta 'psicologia del capro espiatorio'. In alcuni gruppi, di solito la famiglia, c'è spesso un bambino o un altro membro che assume il ruolo di colui che compie il male che gli altri desidererebbero ma non osano compiere.
Nella società è probabilmente il criminale a rivestire questo ruolo; è lui il 'redentore negativo'.
Nell'aspetto in ombra della nostra personalità, siamo copme mescolati, confusi, con il mondo circostante e, per quanto difficile, è molto importante che conosciamo bene la nostra Ombra e la teniamo fuori dai fenomeni di gruppo. 
Anche l'energia creativa non espressa può rivelarsi nei sogni come un aspetto dell'Ombra personale.
L'Ombra è spesso personificata in sogno dagli amici, questo perchè noi facciamo amicizia con persone che esprimono la nostra Ombra, gli amici sanno spesso fare cose che noi non siamo in grado di fare.
Dimmi chi sono i tuoi amici e avrò un bel quadro dei tuoi pregi e i tuoi difetti. Qualità e difetti ci attraggono in equal misura, entrambi esercitano fascino.
Se non lavorariamo sulla nostra Ombra sussisterà sempre un rapporto di odio-amore con l'Ombra stessa e con gli amici.
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

venerdì 9 ottobre 2015

Castello Medievale come simbolo onirico e simbologia storica


Il castello medievale è considerato una delle cosidette courts d'amour francesi, le corti d'amore dove per la prima volta nella città cristiana occidentale si è realizzata l'Anima.
Qui, ogni cavaliere sceglieva una donna e la eleggeva a rappresentante della sua Anima amata.
Componeva poesie per lei e compiva azioni eroiche in suo nome.
La venerava come una dea.
Questi uomini seppero liberarsi del loro comportamento di guerrieri barbari e divennero uomini colti.
Erano uomini in grado di rapportarsi con le donne, uomini che coltivavano la loro capacità di amare, la loro sensibilità.
Era il tempo delle leggende del Graal, dei trovatori, della storia di Tristano e Isotta.
La Chiesa non approvò questa evoluzione, che portava spesso a complicazioni in quanto rendeva le persone troppo indipendenti, e la combattè.

Dopo la soppressione delle courts d'amour  accadde una cosa interessante: i cavalieri cominciarono a venerare la Vergine Maria invece delle loro dame idealizzate.
Così ebbe inizio la caccia alle streghe.
Il femminile divenne negativo. Le donne seduttive e interessanti vennero perseguitate come streghe, perchè la vita amorosa che stava cominciando a svilupparsi era stata soppressa.
Ora quando ci troviamo di fronte al problema del rinnovamento dei rapporti fra i sessi, al problema di reperimento di nuove forme di rapporto fra uomo e donna, dobbiamo tornare al Medioevo, in quel castello circondato dal fossato dove il problema è rimasto in sospeso.
Fu lì che il problema non venne preso in considerazione; da lì prese avvio lo sviluppo maschile, unilaterale e relazionale dell'Occidente.
E' lì che perciò occorre tornare.
Lo sviluppo dell'Anima è di vitale importanza per l'uomo del nostro tempo, così come lo è quello dell'Animus per le donne.
In Estremo Oriente il modello medievale di rapporto fra uomo e donna era costituito dal samurai e dalla geisha.

Vedi anche:
Le nebbie di Avalon
La separzione dei Mondi
e la sessione
Psicologia femminile

Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

mercoledì 7 ottobre 2015

Le costellazioni celesti e i sogni


Esiste una relazione fra le costellazioni celesti e il destino dell'individuo o addirittura dell'intero genere umano.
Le costellazioni celesti rappresentano le costellazioni di sfondo dei grandi avvenimenti storici, come se nell'inconscio profondo non fossimo isolati ma in qualche modo collegati all'umanità tutta, e l'umanità stesse sognando un sogno senza fine.
A questo si devono i cambiamenti nella politica e nelle religioni.
Se riflettiamo su quanto il modo di vedere dell'umanità si è trasformato negli ultimi trent'anni, ci rendiamo conto di come i cambiamenti collettivi importanti avvengano velocemente.
Naturalmente, gli esseri umani intelligenti riflettono sui processi più profondi che stanno dietro gli eventi storici esterni.
Il fatto che il sognatore si attardi a osservare il cielo, può  quindi significare che egli non soltanto guarda le costellazioni più profonde della sua vita personale, ma anche quelle dell'intera società.
'Costellazioni' deriva da 'stelle'; significa l'insieme delle stelle, l'unione dell'umanità con le stelle.
Se si ha bisogno di un orientamento: "Dove sono adesso? Qual è il mio compito?" Si sogna di guardare il cielo  e scorgere le costellazioni planetarie.

Per esempio la congiunzione fra Giove e Saturno ha una storia molto antica. Si verificò venti volte nel periodo della nascita di Cristo; secondo la tradizione storica, precisamente sette anni prima che Cristo nascesse.
Ora è  noto che Saturno è  considerato un dio malevolo.
Saturno è uno spirito oscuro e distruttivo.
Giove, invece, viene generalmente ritenuto la stella dei re, del Re della Giustizia, dell'espansione terrena, della magnanimità, di tutte le qualità positive di una persona regale.
La tradizione vuole che il cristianesimo sia nato in un momento di congiunzione fra questi contrasti estremi: il buio e la luce, il corpo e lo spirito.
Prima, tutto era diviso da opposti e conflitti. L'idea centrale era che l'età del cristianesimo si sarebbe caratterizzata dapprima per il dominio di Cristo, lo spirito di Giove e successivamente per il dominio dell'anti-Cristo, lo spirito di Saturno.
La congiunzione di Saturno e Luna veniva considerata come l'annuncio di un'epoca rivoluzionaria, di grande dubbio religioso, di cambiamento.
Nel corso dei secoli la Luna è  sempre stata vista come l'entità che dominava il mondo caduco e mutevole. Era una costellazione femminile, in perenne mutamento, che spendeva accanto alle costellazioni maschili eterne, il regno delle idee platoniche dove nulla cambiava, se non attraverso lunghissimi processi storici.
La mutevole costellazione lunare governava le mestruazioni, la nascita e la morte, gli animali, le maree e così via.
La presenza della luna nei sogni può essere vista come la riflessione di una situazione collettiva, che ha a che fare con l'emergere dell'archetipo femminile.
La nostra epoca è caratterizzata dall'emergenza di un forte elemento femminile, che possiamo constatare sua nella liberazione della donna sia nel cambiamento della psicologia maschile.
Vedi anche:
Stelle
Luna
Influssi astrali
Tratto da "Il mondo dei sogni "di Marie Louise von Franz

lunedì 5 ottobre 2015

Società moderna e sentimenti


La tendenza attuale nella società occidentale, ma anche in Cina e nelle società marxiste in generale, è quella di organizzare le masse con il computer, scoraggiandone i sentimenti personali.
In Occidente, per esempio, nelle grandi aziende è di regola far ruotare il personale in modo da impedire che si attacchi troppo a una situazione particolare.
L'attaccamento personale costituisce un campanello d'allarme. I sentimenti personali devono essere scoraggiati.
"Non è logico" come se la logica fosse l'unico strumento di discussione.
Si può discutere anche con il cuore. Si può portare avanti una protesta con i sentimenti.
Ma oggi la moda, questa moda assolutista, esige la razionalità.
Molte scuole di psicologia sono anch'esse razionali... come se l'essere umano fosse una macchina rotta.
Tutto questo distrugge completamente i sentimenti e ferisce sia gli uomini sia le donne.
Ferisce di più le donne perché, in generale,  esse pongono un'enfasi maggiore sui rapporti e i sentimenti personali.
Le donne sono più esposte per questa ragione oggi sono molto infelici e avvertono un generale senso di rivolta.
Anche gli uomini naturalmente vengono colpiti; quando le donne non ce la fanno più e diventano fredde e sgradevoli, questo si ripercuote sui figli e sui compagni.
Ma l'uomo resiste più a lungo della donna a un mondo organizzato razionalmente.
La negazione del sentimento personale sembra essere una violazione della naturale tendenza umana alla relazione.
Privilegia la testa rispetto al corpo.

Penso che il ritorno alla natura, la vita in mezzo alla natura, sia sia un modo più adatto per immergersi nuovamente nel proprio corpo. È un modo naturale.
È quando una persona ritrova il proprio corpo, succede innanzitutto che riprenda contatto con le emozioni, che sono il ponte fra mente e corpo. Probabilmente riattiva il sistema linfatico, che influisce sulle emozioni.
Penso che l'errore sia nello scarso valore che l'intera coscienza collettiva attribuisce all'Eros.
L'Eros è  personale: si trasmette da individuo a un altro individuo in un modo esclusivo e personale.
Purtroppo l'Eros non ha più peso nella nostra società.
Non siamo più liberi di dire "Faccio questo perché amo queste cose", oppure "Agisco contro le regoleperché amo certe cose".
Le regole sono regole.
Il computer le ha elencate tutte e le cose devono andare in quel modo.
La depersonalizzazione totale e l'organizzazione massificata della società moderna distruggono i sentimenti e fanno impazzire le donne.
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

sabato 3 ottobre 2015

L'animo profondo

....per chi si emoziona per un albero, un fiore sbocciato, una piantina tra le rocce....
...per tutte le persone che guardano oltre il visibile, che ascoltano il loro profondo e si domandano sempre il perchè dietro i "perchè"....
Tutte quelle persone che si sentono diverse, un po' fuori luogo e credono che il mondo sia come un rovo spinoso... fa male...ma ha anche le sue bellissime e profumatissime rose...
Perchè la materia più densa brucia la delicatezza della spiritualità mentre la spiritualità può solo che diluire la durezza dell'esistenza di ognuno?
Perchè la dolcezza, la delicatezza vengono visti come debolezze?
Un animo profondo sa percepire e comprendere prima degli altri ciò che accade... e credo che non esista arma più forte per chi non sa fare ciò....
Un animo profondo ama esponendo tutto se stesso senza remore, senza rinfacciare, senza fare i conti...senza prevaricare..
...accettando l'altro...accogliendolo...
Accanto a un animo profondo sai che ci sarà sempre una ragione per continuare a "camminare" insieme...
..anche quando la "materia" sarà causa di problemi...
Le ali della farfalla così delicate e belle, riescono a  portarla in alto libera, felice, soave... Resistono al vento, alla pioggia, al sole... 
Splendida da guardare e contemplare, ma se si cerca di afferrarla e catturarla si rischia di rovinare e sgretolare quella meravigliosa, forte delicatezza...
.. il cuore di una persona profonda somiglia alle ali della farfalla...
Come il cerbiatto che per il cacciatore è un bersaglio, mentre per gli occhi di un'anima gentile, è una meraviglia della natura....  
La differenza sta nel distruggere o costruire...
...nel mortificare o nell'accettare....
...nell'accogliere o allontanare....
L'anima non vede differenza perché scruta con amore mentre la mente egoica divide e categorizza.... 
...E uccide l'unicità di ogni individuo unico a suo modo...
Se per chi ti disprezza sei strano, sbagliato... Per chi ti accetta e ti ama sei speciale....
La particolarità e l'individualità ha questi due aspetti differenti...questi due lati della medaglia... sta a te quale voler vedere...
...Sta solo allo spettatore decidere se amare o analizzare...
Nell'AniMo Antico

venerdì 2 ottobre 2015

Immagini fondamentali dell'Anima nella psicologia maschile


Si dice che nella società moderna la donna più bisognosa di liberazione sia quella all'interno di ciascun uomo.
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Nell'uomo, l'Anima rappresenta la personalità di sentimento, la sensibilità, la consapevolezza dei fatti interiori.
Quando un uomo ha un rapporto positivo con la propria Anima, è ricettivo ai processi spirituali della psiche profonda. L'Aima è il suo lato femminile
-
Secondo Jung, vi sono quattro immagini fondamentali dell'Anima: Eva, Elena, Maria e Sophia, la saggezza di Dio.
Eva sarebbe  la donna biologica, e quando si manifesta come Anima dell'uomo rappresenta il sesso biologico, l'attrazione fisica, la maternità, l'immagine della comine donna attraente.
Elena rappresenta una fas superiore. E' l'hetàira dei Greci, la loro geisha.
E' la donna colta con la quale il rapporto non si esaurisce allo scambio sessuale, ma assume anche forme spirituali. Con lei si può parlare di poesia o di filosofia.
Incarna la possibilità di unire spiritualità e sessualità romantica.
 La fase successiva è rappresentata dalla figura dell'Anima della cristianità: la Vergine Maria.
Ella simbolizza il livello più alto di spiritualità, che tuttavia è in lei un po' troppo unilaterale.
Alla Vergine Maria manca l' oscurità, il lato Eva della donna, l'Ombra terrena, l'aspetto più biologico, più aperto, più naturale dell'Anima.
Per questa ragione diventa un idele irraggiungibile.
La quarta fase, Sophia, la saggezza divina, rappresenta perciò un modo di calare a terra, perchè la saggezza non implica una tale virtuosa spiritualità.
La saggezza è più vicina alla vita.
E' presente quando un uomo sa come amare le donne, sa come rapportarsi a esse e nello stesso tempo è saggio, di una saggezza che lo protegge dal loro lato divorante.
L'amore, nella sua più alta espressione, deve contenere un grano di sale.
L'amore implica entrambi gli elementi estremi e opposti: da un lato, un ideale spirituale e romantico, dall'altro la spinta biologica verso la continuazione della specie, qualche cosa di molto vicino al livello animale.
Entrambi questi opposti convergono nel rapporto d'amore.
Ma l'uomo che non è mai riuscito a liberarsi della madre non può mettere insieme la principessa e, per così dire, la puttana.
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L'Anima, nella sua forma evoluta, esplica una funzione mediatrice fra l'Io maschile e il Sè; pone l'uomo in rapporto con la sorgente del suo essere.
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz


mercoledì 30 settembre 2015

I due triangoli principali dell'Archeometra

I due triangoli principali da considerare nell'Archeometra sono:
1° Il triangolo eretto, con i colori giallo, blu e rosso: è  chiamato il Triangolo del Verbo e della Terra del Principio e dell'Immanazione dei Viventi in Lui; esso corrisponde al nome di Gesù.
2° Il triangolo capovolto,  con i colori verde, violetto e arancione; è chiamato il Triangolo delle Acque Vive, delle Origini o della Rifrazione del Principio Eterno nell'Embriologia Temporale; corrisponde al nome di Maria.
Il Triangolo della Terra del Proprio o della Terra  Celeste (Swargabhumi), corrisponde alla Montagna che è il centro del Mondo (il Méru), il cui vertice è  il soggiorno d'Ishwara (Manâ-Dêva), nella sfera di Sani o di Saturno.
Il diametro verticale è  l'asse nord-sud del Mondo che va dal vertice del Mèru  (Polo Nord, solstizio d'inverno o Capricorno, domicilio di Saturno) in fondo all'Abisso  delle grandi Acque (Polo sud, solstizio d'estate o Cancro, domicilio della Luna).
La linea orizzontale rappresenta la superficie dell'Oceano delle grandi Acque  (serbatoio delle possibilità o passività universale); il Mèru si riflette in questo Oceano in mezzo al quale si eleva.
Il triangolo della Terra eretto rappresenta in questa figura l'elemento attivo (il Verbo) e il triangolo dell'Acqua capovolto rappresenta l'elemento passivo (Maria o Mâyâ); questi due triangoli formano il segno della Creazione  (senario); il triangolo passivo è  il riflesso del triangolo attivo, quello che esprime la legge dell'analogia formulata da Ermete: quello che è  in alto è come quello che è in basso, ma in senso inverso.
Il triangolo capovolto è il simbolo dello Yoni, l'emblema femminile; al contrario, il triangolo eretto è simbolo maschile analogo al Linga.
Tratto da "L'Archeometra" di René Guenon

lunedì 28 settembre 2015

L'Archeometra corrispondenze tra pianeti, colori, metalli.


L'Archeometra, dal greco il suo significato è misura del Principio, è il monumento più ammirevole, nel campo dell'Esoterismo, che sia mai stato elevato alla gloria del Verbo Universale.
È uno strumento sintetico applicabile a tutte le manifestazioni del Verbo, che permette di ricondurre tutte al loro Principio comune e di rendersi conto del posto che esse occupano nell'Armonia Universale; è in una parola un relatore ciclico, codice cosmogonico di alti studi religiosi, scientifici e artistici.
Niente nell'Archeometra è arbitrario: i diversi elementi vi si trovano posti in modo rigorosamente matematico...
La sintesi che esso comporta non può essere  espressa in un sistema qualsiasi che sarebbe necessariamente una formula chiusa.
È  una chiave sintetica che permette di determinare il valore intrinseco di ogni sistema filosofico, scientifico o religioso e di riallacciarlo all'Albero universale della Scienza o della Tradizione.
La base numerica dell'Archeometra è il duodenario,  sebbene questo duodenario sia generato da un ternario.
Esso è composto da diverse zone concentriche di corrispondenti che mostrano i rispettivi rapporti dei colori, dei pianeti, dei segni zodiacali, delle note musicali, dei caratteri alfabetici e infine,  dei numeri.
La parte centrale della figura rappresenta quattro triangoli equilateri intrecciati inscritti in un cerchio, e formano dodici vertici o punti ad ognuno corrisponde un determinato colore.
Al primo triangolo corrispondono i tre colori fondamentali così disposti: il giallo al vertice, il blu a destra della base e il rosso a sinistra.
Al secondo triangolo capovolto corrispondono i tre colori intermediari formati dal miscuglio dei colori fondamentali due a due e così distribuiti: il violetto (rosso + blu), al vertice; l'arancione  (rosso +giallo) a sinistra; infine a destra il verde (giallo+blu).
Negli altri due triangoli disposti ugualmente in modo simmetrico rispetto ai primi due e i cui vertici occupano i punti mediani, corrispondono altri colori intermediari sempre prodotti dalla mescolanza, due a due di colori immediatamente vicini.
Al centro c'è  il bianco, sintesi di tutti i colori; è  la regione dell'Unità principiale.
Al di fuori dei diversi cerchi che costituiscono l'Archeometra è  presupposto il nero che è  l'assenza di ogni luce e di conseguenza di ogni colore: è  la regione delle Tenebre Esteriori.
I quattro triangoli di cui parliamo sono quelli dei quattro elementi: il primo, il cui vertice è in alto, Terra: il secondo, il cui vertice è in basso, Acqua; il terzo, il cui vertice è a sinistra, Fuoco; il quarto, il cui vertice è a destra, Aria.
I dodici segni dello Zodiaco corrispondono tre a tre ai quattro elementi presi nel seguente odine: Fuoco, Terra, Aria, Acqua.
Questi dodici segni sono domicili dei sette pianeti; ogni pianeta ha un domicilio diurno e uno notturno, ad eccezione del Sole e della Luna che non hanno che un solo domicilio ciascuno.
Si vede che i triangoli del Fuoco e del'Aria contengono tutti i pianeti diurni, e che i triangoli della Terra e dell'Acqua contengono tutti i pianeti notturni; è importante notare che quest'ultimi sono esattamente i due triangoli principali.
Ogni pianeta è  situato di fronte al segno zodiacale nel quale esso ha il suo domicilio; considerando successivamente ciascuno dei pianeti nei suoi domicili, nei suoi rapporti con i colori, ecco le corrispondenze ottenute:  
Saturno notturno, nel Capricorno, Giallo.
Saturno diurno, nell'Acquario, Giallo-Arancione. 
Giove diurno, nel Sagittario, Giallo-Verde.
Giove notturno, nei Pesci, Arancione.
Marte notturno, nello Scorpione, Verde.
Marte diurno,  nell'Ariete, Rosso-Arancione. 
Venere diurna, nella Bilancia, Blu-Verde.
Venere notturna, nel Toro, Rosso.
Mercurio diurno, nella Vergine, Blu.
Mercurio notturno, nei Gemelli, Rosso-Violetto. 
Il Sole diurno, nel Leone, Blu-Violetto.
La luna notturna, nel Cancro, Violetto.
Ad ogni pianeta,  ad eccezione del Sole e della Luna, corrispondono due colori: sono i colori degli ossidi dei metalli che corrispondono agli stessi pianeti, ogni metallo avendo generalmente almeno due ossidi; d'altronde sono anche i colori della maggior parte dei sali degli stessi metalli.
Le corrispondenze dei metalli con i pianeti sono le seguenti :
Sole - Oro
Luna - Argento 
Saturno - Piombo 
Giove - Stagno 
Marte - Ferro
Venere - Rame
Mercurio - Argento-vivo
Queste corrispondenze date dall'Archeometra per i colori non concordano con quelle che si indicano comunemente.
Questa divergenza trae origine dal fatto che i colori dati dall'Archeometra si riferiscono piuttosto all'aspetto dei metalli stessi. 
Tratto da "L'Archeometra" di René Guenon 

venerdì 25 settembre 2015

Scala e Angeli nella simbologia onirica

La famosa scala di Giacobbe sulla quale gli angeli salgono e scendono, simboleggia l' ininterrotto collegamento con il regno degli dèi.
Gli sciamani, per esempio, durante l'iniziazione si arrampicata su un palo che essi sostengono li porti verso il cielo.
L'albero, il palo, la fune che utilizzano per arrampicarsi rappresenta il loro collegamento con il mondo degli spiriti.
Nel Tibet e nell'antica Cina i guaritori, gli uomini di medicina,  venivano chiamati 'Maestri della Corda', poiché erano gli unicia poter mettere in atto tale collegamento.
Erano gli unici a potersi arrampicare fino al cielo.
In alcuni luoghi si servivano degli alberi ma l'elemento comune stava nel simbolo di collegamento costante e continuo con i poteri divini dell'inconscio attribuito alla scala.
Si potrebbe afferma che il sogno stesso è  una scala perché ci collega con le profondità sconosciute della nostra psiche, ciascun sogno è  come un piolo della scala.

Il concetto di angelo è generalmente legato a un'esperienza miracolosa, nella quale percepiamo la presenza di un agente intelligente e al di sopra di noi che ci aiuta.
Gli angeli vengono anche ricondotti al concetto di 'doppio'.
 La maggior parte delle popolazioni non civilizzate ritiene che gli esseri umani, durante la loro permanenza sulla terra, siano scissi.
Una parte della loro personalità, la più importante, vive in mezzo ai boschi o, invisibilmente, li accompagna.
In certi momenti questo doppio invisibile si manifesta. Noi diremmo che è  la personificazione dell'inconscio.
Quando il doppio appare nella realtà, i primitivi lo vedono come sintomo di morte.
Quando accade che qualcuno si salvi in modo miracoloso, il primitivo pensa che a salvarlo sia stato il suo doppio.
È  evidente che il doppio e l'angelo  custode hanno molto in comune.
Vivere l'esperienza dell'angelo significa sperimentare dentro di sé l'esperienza di qualcosa di più intelligente e superiore al proprio Io, qualche cosa che decide del destino contro la volontà dell'interessato e lo porta a compiere azioni che egli non aveva previsto.
In alcune religioni tale esperienza si è trasformata nella credenza che esistono gli angeli, che ciascuno di noi ha il suo angelo custode, buono e protettivo, ma anche un angelo cattivo e seduttivo.
Essi simboleggiano la lotta fra i poteri semipersonificati dell'inconscio di cui non siamo responsabili.
Gli angeli venivano intesi come messaggeri di Dio.
L'uomo primitivo riteneva che Dio non potesse occuparsi di ogni cosa in prima persona, per cui gli angeli erano suoi delegati e badavano alle sue creature.
Gli angeli venivano molto spesso intesi come l'essenza personificata dei sogni perché anche i sogni possono salvare la vita. Si hanno talvolta sogni premonitori che se presi in considerazione possono impedire che succedano sciagure.
Non si può spiegare questo fenomeno, ma il nostro inconscio conosce molte più cose del nostro Io.
È  come se l'inconscio si espandesse all'esterno e cogliesse informazioni inaccessibili alla coscienza. A volte, perciò, i sogni contengono ammonimenti e informazioni su cose che di fatto la coscienza ignora.
Tratto da "Il mondo dei sogni " di Marie Louise von Franz

mercoledì 23 settembre 2015

L'impiccato come simbolo onirico



Impiccagione rappresenta, in generale,  una sorta di deificazione negativa. Dopo tutto il dio della civiltà occidentale è un impiccato.
L'impiccagione rappresenta il momento in cui un uomo assurge al regno spirituale e viene riconosciuto come dio, ma a discapito della realtà umana.
È come essere, per così dire, appesi in un'eternità dove la realtà umana è morta.
Per questa ragione, per esempio,  gli antichi Germani impiccavano i prigionieri in onore di Wotan.
Il vento che soffiava e li faceva oscillare sulla forca o sull'albero cui erano impiccati veniva visto come segno che Wotan, il dio spirituale, li stava conducendo a sé. 
Anche Cristo fu appeso, crocefisso, perché accusato di voler diventare il re dei Giudei.
Fu punito con una deificazione negativa: "Se vuoi essere il re dei Giudei, siilo! Ma in una forma negativa".
Essere appeso vuole anche dire trovarsi in uno stato di sospensione 'sospeso' è spesso sinonimo di 'appeso'.
Nei sogni di una donna vedere un uomo appeso significa possedere intelligenza maschile, coraggio e capacità di azione, ma tutto ciò è  sospeso.
Per quanto riguarda il sesso opposto vedere una donna appesa significa possedere qualità come dolcezza, comprensione ecc ma tutto ciò rimane sospeso.
Queste qualità non sono in contatto con la realtà.
Nel caso della donna, la sognatrice dovrebbe considerare seriamente la sua situazione e assumersene la piena responsabilità come farebbe un uomo.
Viceversa un sognatore di sesso opposto dovrebbe iniziare ad agire in maniera più dolce e sentimentale.
Due sono i fattori che determinano la sospensione e la condanna all'inattività delle qualità maschili o femminili di cui si è carenti: da una parte un atteggiamento sbagliato  le nei confronti della vita, dall'altra un'eccessiva identificazione con qualcun'altro come una madre o un padre ecc...
Tratto e adattato da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

lunedì 21 settembre 2015

La Stella come simbolo onirico


Il regno delle stelle è sempre stato considerato il regno degli esseri divini, eterni.
Le tradizioni folcloristiche attribuiscono alle stelle cadenti il significato dell'anima che scende sulla terra e rende possibile la nascita di un bambino.
In Cina e all'epoca dell'Impero Romano, gli astrologi, alla morte di un personaggio importante, cercavano nel cielo una nuova stella.
Ritenevano infatti che l'anima morente tornasse in cielo e ridiventasse una stella.
Nei rituali degli antichi Egizi la preghiera suonava: "Fa che io diventi una delle stelle eterne che ruotano attorno al Polo Nord".
La meta del defunto era di diventare una delle stelle che non tramontano mai.
La stella simboleggiava la parte della personalità che sopravviveva alla morte e che dopo la morte accompagnava il Dio Sole nei cieli come una stella intramontabile.
La stella perciò ha a che fare con l'eternità dell'unicità della personalità.
Una nuova stella voleva dire che da qualche parte qualcuno (un imperatore, un grande condottiero o una personalità che avrebbe cambiato il destino del dell'umanità) era giunto sulla terra (come per il simbolo della stella di Betlemme).
La Stella rappresenta l'anima immortale dell'uomo e che in Egitto, per esempio, la parte dell'uomo che sopravvive alla morte è l'anima Ba, raffigurata sottoforma di stella.
Essa è il nucleo eterno della psiche umana e ha sempre rappresentato l'uomo unico, eterno, che alberga nel nostro interno.
Seguire la propria stella significa isolarsi, non sapere dove si va, dover scoprire per sé stessi una strada completamente nuova invece di procedere lungo il sentiero già tracciato che tutti gli altri seguono.

Per questa ragione gli uomini hanno sempre avuto la tendenza a proiettare l'unicità e la grandiosità del proprio essere interiore su personalità esterne, asservendosi ad esse, divenendone i devoti servitori, ammiratori, emuli; diventare il discepolo o il seguace di un guru o di un profeta; farsi attrarre da un personaggio che riveste una carica ufficiale e spendere la propria esistenza nell'ammirazione altrui.
Tutto questo è ben più facile che seguire la propria stella.
Le adolescenti di tutto il mondo tendono a volersi vestire come le stelle del cinema, ad acconciarsi allo stesso modo.
L'attrice famosa rappresenta la loro stella, il loro ideale.. e per questa ragione tendono ad imitarla. Lo stesso accade per i divi di sesso maschile; i ragazzi li imitano.
Le stelle del cinema (ai giorni nostri della TV) rappresentano l'ideale.
Se si proietta la propria stella su un altro, cioè il proprio Sé su una persona veramente saggia e superiore possiamo imparare moltissimo.
Qui sta il segreto di molte cure miracolose: il Sé viene proiettato sulla personalità del guaritore e grazie all'immensa fascinazione e alla fede provate per lui qualsiasi disturbo psicologico o psicosomatico scompare.
La proiezione può perciò servire da veicolo per la guarigione dell'individuo.
Nella maggior parte dei casi, tuttavia,  succede che questa fascinazione si riveli negativa e conduca a un'infantile rinuncia di sé stessi con conseguente totale prostrazione di fronte all'altro.
Le persone vittime di questo tipo di proiezione sono spesso eccessivamente fanatiche nella loro ammirazione.
La proiezione li esime dal fare essi stessi uno sforzo.
Questo tipo di proiezione può condurre all'annichilimento della personalità.
In Estremo Oriente esistono maestri che sonl ben consapevoli dei pericoli della dipendenza infantile e non accettano la proiezione; piuttosto, rimandano i novizi e i discepoli al loro compito interiore.
"Ti insegnano a non splendere, e tu splendi, invece..."
Pierpaolo Pasolini
Tratto da "Il mondo dei sogni " di Marie Louise von Franz

venerdì 18 settembre 2015

Caduta e morte come simboli onirici

Caduta
'Cadere' è un tema molto ricorrente nei sogni.
Si tratta di un impatto sconvolgente con la realtà.
Se si sogna di cadere, significa che da qualche parte si è troppo in alto.
Forse il sognatore ha un'opinione troppo alta di sé;  o coltiva idee romantiche, irreali; oppure vive in un mondo fatto di finzioni e teorie.
Da qualche parte non è in contatto con la realtà.
I sogni di cadute improvvise incominciano di solito con la delusione profonda, esterna, di chi si trova all'improvviso faccia a faccia con la realtà nuda e cruda.

Morte
Quando il sognatore 'muore' o viene ucciso in sogno significa che l'attuale atteggiamento dell'Io deve cambiare.
Essere giustiziati ad esempio per decapitazione annuncia molto chiaramente che la testa doveva cadere, che un certo atteggiamento intellettuale doveva essere sacrificato.
L'uccisione da arma da fuoco, cioè colpiti da un proiettile significa che c'è bisogno di una scossa per svegliarsi.
La morte del sognatore in sogno si riferisce a un totale e radicale cambiamento, che non risparmia nulla della vecchia personalità o del vecchio modo di agire.
Quando si sogna di essere assassinati o giustiziati, o uccisi da un'arma da fuoco, o impiccati, o qualsiasi altra morte si voglia, il significato è quello di cambiamento radicale che sta per sopraggiungere.
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

mercoledì 16 settembre 2015

Il gatto e il cane come simboli onirici


Gatto
Nell'Antico Egitto il gatto era considerato un animale divino.
Gli Egizi veneravano una gatta come dea della musica, della sessualità, del piacere per la vita, della fertilità femminile che inonda la vita.
Bastet era la dea gatto...
Il gatto, al contrario del cane, non vende mai la propria anima all'uomo.
E' dotato di una certa riservatezza egocentrica. Il messaggio che lancia è: "Ti concedo di accarezzarmi e di servirmi", ma non diventa mai schiavo.
Se viene provocato, si limita a girare le spalle e ad andarsene.
Nei sogni delle donne il gatto rappresenta spesso l'immagine di qualcosa di femminile, indipendente, sicuro: proprio ciò che, così di frequente, manca alla donnadi oggi.
Per questa ragione la dea gatta compare nei sogni delle donne come modello positivo di comportamento femminile.
Non è brutale, non mette in mostra alcun carattere maschile; è femminile e, allo stesso tempo, molto ferma, identica a se stessa.
Il gatto può non essere amabile, ma è sincero con se stesso.

Cane
Lo zoologo Konrad Lorenz ha affermato che addomesticare un cane e farne un compagno ha rappresentato per l'uomo la conquista più grande, e la migliore.
Fra tutti gli animali, il cane, è quello che maggiormente si è adattato all'uomo.
Rispetto al gatto, è molto più addomesticabile.
Ha veramente rinunciato al suo modo di vivere, lo ha sacrificato per diventare il compagno dell'uomo.
Nell'antichità il cane fu probabilmente scelto per la sua abilità di cacciatore. Era essenziale quando gli uomini vivevano di caccia. Più tardi fu utilizzato dai pastori per proteggere e mantenere unito il gregge. Quindi ci si servì del cane come guardia, che proteggeva l'uomo dai pericoli.
Il cane, perciò, è diventato l'aiutante prediletto dell'uomo. Di conseguenza proiettiamo su di lui il compagno, il migliore amico, lo psicopompo.
Nei sogni moderni il cane rappresenta spesso la natura istintiva. Rappresenta il fiuto istintivo, l'intuizione, che la nostra mente computerizzata ha attenuato.
I cani hanno, dal punto di vista simbolico, uno strano rapporto con il mondo dell'aldilà, con la terra dei morti, la terra degli spiriti, la terra da cui provengono i sogni e che chiamiamo inconscio.
Tale rapporto scaturisce dalla loro natura istintiva. In quasi tutte le religioni del mondo, il cane guida i morti nell'altro mondo.
La più famosa figura di cane-guida dei morti nell'oltretomba è il dio egizio Anubis, che aveva la testa di sciacallo.
Non esiste alcuna differenza fra l'inconscio e la terra dei morti. Ciò che la maggior parte delle mitologie descrive come terra dei morti corrisponde a ciò che noi chiamiamo inconscio.
Quindi possiamo affermare che il cane è l'unica guida autentica al mondo dell'aldilà.
Per quanto riguarda il mondo dei sogni è il dio guida dell'inconscio, perchè è il guardiano delle anime. Protegge l'anima di chi lo sogna e lo guida attraverso l'oscurità dell'ignoto.
Tratto da "Il mondo dei sogni" di Marie Louise von Franz

lunedì 14 settembre 2015

Luoghi sacri


Quella dell'esistenza sulla terra di luoghi deputati alla comunicazione con le divinità superiori o inferiori è una delle credenze più antiche dell'umanità.
Un abisso oscuro o un buco nel terreno, per esempio, venivano considerati dalle tribù primitive come l'ingresso al mondo dell'aldilà, dove comunicare con gli dèi degli inferi.
È il luogo in cui scompaiono i morti o da dove si elevano le anime dei bambini, e così via.
Altri luoghi invece, specialmente le vette delle montagne, sono quelli dove avviene la comunicazione privilegiata con gli dèi celesti.
Si pensi per esempio a Mosè e al Sinai. In cima alla montagna si è  più vicini, per così dire, agli dèi celesti.
In Grecia tutti gli dèi e le dee vivevano sulle alte montagne. Nei paesi pianeggianti essi, in assenza di monti, vivono in altri luoghi particolari.
Noi proiettiamo l'anima su un paesaggio.
Nel mondo esiste una completa geografia dell'anima.
Ciascuna nazione, ciascuna civiltà possiede una geografia di questo tipo.
Ciascuno ha un posto nel quale comunicare con gli dèi superiori e uno nel quale comunicare con gli dèi inferiori; un luogo popolato dagli spiriti del bene e uno dagli spiriti del male.
È  come se la psiche inconscia dell'uomo originario si diffondesse per l'intero paesaggio.
Vi sono poi luoghi che addirittura ci fanno rabbrividire.
I romani credevano anch'essi che ogni luogo fosse dotato di uno spirito, chiamato genius loci.
Ancora oggi attraversando un paesaggio in uno stato d'animo aperto e disponibile, si noterà che vi sono luoghi in cui ci si sente bene, in cui ci si vorrebbe fermare; mentre in altri si prova disagio e si desidera andarsene al più presto.
Anche gli animali domestici hanno posti dove preferiscono accucciarsi e altri in  cui non vanno anche se noi possiamo pensare che sianopiù  adatti a loro.
Gli animali si sentono psicologicamente a loro agio in certi posti e in altri no... Non vi è  un motivo razionale. Ciascuno di noi ha il suo angolo preferito, un luogo sacro in cui, da un punto di vista psicologico, l'anima può aprirsi all'influenza divina.
Vedi anche:
"Casa"
Tratto da "Il mondo dei sogni " di Marie Louise von Franz 
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