martedì 14 febbraio 2017

I quattro reggitori interni delle azioni: la matematica e la magia


"L'animo, quanto più è potente nei confronti del corpo, tanto più possiede distrazioni potenti, sì da non essere ostacolato nelle proprie naturali inclinazioni e azioni dai vortici degli impulsi della materia che è causa di turbamento.
Conosci dunque, conosci quelle piccole distrazioni e considera in che modo bisogna lottare contro una cieca caligine, che è necessario respingere fuori dalla porta"

La matematica contribuisce all'opera dell'animo; giacché ciò che è visibile è immagine di ciò che è invisibile.
Infatti come in uno specchio le cose che sono nel mondo intellegibile divengono tangibili nel mondo sensibile.
Qui si muovono, si differenziano: lì invece sono immobili in un ordine perpetuo e immutabile.
La matematica insegnandoci ad astrarre dalla materia, dal movimento e dal tempo, ci rende intellettivi e contemplativi delle specie intellegibili.
Perciò Pitagora, Platone e tutti quelli che di impegnarono a farci capire argomenti profondi e difficili, non usarono mai altri mezzi.
A noi è concesso di giungere dalle immagini e dalle ombre dei corpi - che sono oscuri elementi sensibili - , tramite gli elementi matematici - che Platone considera oscuri intellegibili - alle idee, che lo stesso considera chiari intellegibili, così come anche la loro chiarezza si imprime nella nostra ragione tramite gli strumenti della matematica.
La magia con l'intermediario della matematica condivide la stessa equidistanza dalla fisica e dalla metafisica.
Ve ne sono due tipi: la prima che, sia tramite la credulità e la forza della fede, mortifica il senso, tramite il quale la sua essenza viene assorbita profondamente attraverso un qualche elemento esterno, sì che la natura migliore si trasforma nell'immagine di qualcosa di peggiore (questo avviene presso i maghi disonesti che spingono l'uomo verso un certo spirito emblema...)
Il secondo tipo di magia invece è quella che, tramite una fede sorvegliata è tanto lontana dal servirsi del turbamento del senso che lo sostiene invece quando zoppica, lo corregge quando erra, lo irrobustisce e lo acuisce quando è debole e ottuso
Quando questa magia riconosce, per virtù del gran demone (che è l'amore), che l'anima è unita al corpo tramite lo spirito e che lo spirito tramite l'anima acquisisce una potenza più autonoma e divina e che tutte le cose del mondo sono legate e concatenate tra loro tramite un numero maggiore o minore di intermediari, e che quando non si nasconde l'anima è duplice - cioè superiore e più intellettiva, che riproduce in se stessa il bello e inferiore, che lo riproduce altrove- .
La magia naturale ha in comune con quella superstiziosa e con quella divina questo principio:  tutte le cose, per un certo stimolo interno, a seconda delle loro forze fuggono il male e perseguono il bene, e alcune si muovono da sé, altre mosse da qualcos'altro,  altre da un principio interno, che è sempre bisognoso o proprio di chi ha bisogno, altre poi da uno spirito esterno, altre ancora si muovono per natura, altre con violenza, altre senza far resistenza.

giovedì 9 febbraio 2017

I quattro reggitori interni delle azioni: l'amore e l'arte


"L'animo, quanto più è potente nei confronti del corpo, tanto più possiede distrazioni potenti, sì da non essere ostacolato nelle proprie naturali inclinazioni e azioni dai vortici degli impulsi della materia che è causa di turbamento.
Conosci dunque, conosci quelle piccole distrazioni e considera in che modo bisogna lottare contro una cieca caligine, che è necessario respingere fuori dalla porta"

L'amore è ciò per la cui potenza tutte le cose son generate; è in tutte le cose, vivo in ciò che è vivo, grazie a lui ciò che è vivo vive, ed è lui stesso la linfa vitale di ciò che è vivo: riscalda ciò che è freddo, illumina ciò che è oscuro, risveglia ciò che è assopito, vivifica ciò che è morto, fa percorrere la ragione sovraceleste alle cose  inferiori,  trasportandole con divino furore; per suo compito  le anime son legate ai corpi, per la sua guida sono innalzate alla contemplazione, per il suo volo si uniscono a Dio superate le difficoltà naturali.
È lui che insegna quali cose siano nostre e quali altrui, chi siamo noi e gli altri...
La necessità, che si fa beffa di tutto, obbedisce al solo amore.
Rivolgiamoci dunque a onorarlo, guardando non ai tre luoghi ma a tutto, stimolati non tre volte, non sette, ma sempre.

L'arte. Sperimentiamo in noi che l'arte più perfetta non sta  a calcolare e l'arte elaborata non ha bisogno di star lì a ragionare, sia perché agiamo a somiglianza della natura, sia perché la natura agisce insieme con noi.
Dunque l'arte si realizza perfettamente nel momento in cui è connessa alla natura agente; infatti tutto è disposto in modo che arte e natura abbiano una connessione, sia perché l'arte consiste in un certo senso nell'imitazione della natura, sia poiché, come è impossibile che ciò che è naturale non sia partecipe dell'arte, così neppure ciò che è frutto d'arte può mancare della natura.
Non v'è nulla infatti di completamente artificiale che non dipenda dalla natura.
Per conseguire un'arte perfetta e compiuta, bisogna che tu ti unisca all'anima del mondo e viva unito con essa che genera un mondo pieno di principi.
E questi principi plasmano e dan forma a tutte le cose nei semi, come se fossero piccoli mondi.
Dal momento che l'anima è presente ovunque, ed è intera e nell'intero e in qualunque parte intera, potresti scorgerla in ogni cosa, benché piccola e incompleta perché tutto è in tutto.
Quando qualcosa si realizza nel modo in cui l'essenza della sua anima sembra richiedere nei riguardi di una tale materia e accade come per un principio interno, poiché la natura dispiega la forma presente.
Vedi dunque da dove nasca la mirabile arte.
Tratto da "Il sigillo dei sigilli" di Giordano Bruno

martedì 7 febbraio 2017

Il significato archetipico del tradimento


Il tradimento come costante possibilità con la quale convivere, appartiene alla fiducia esattamente come il dubbio appartiene alla fede vivente.
Perché i rapporti evolvano,  la fiducia originale deve essere spezzata; non solo, dovremmo aspettarci che essa non sarà superata per il semplice fatto di crescere.
Si verificherà una crisi, una rottura caratterizzata dal tradimento il quale è la condizione sine qua non per la cacciata dall'Eden e l'ingresso nel mondo "reale", il mondo della coscienza e della responsabilità umane.
Se possiamo fare dono di noi stessi con la certezza che ne usciremo intatti, magari addirittura arricchiti, allora dov'è il dono?
La fiducia originale permette al Puer di volare alto quando vuole. Padre e figlio sono una cosa sola.
E tutte le virtù maschili come la competenza, il calcolo del rischio, il coraggio, non contano niente: Dio o il Papà saranno pronti ad afferrarti (se cadrai).
Arriva la volta in cui, a dispetto della promessa, si mette di mezzo la vita, succede l'incidente e si cade lunghi e distesi.
La rottura della promessa è un'irruzione della vita nel mondo sicuro del logos, dove si può contare sull' ordine di tutte le cose e il passato si fa garante del futuro.
Nello stesso tempo, la rottura della promessa ovvero della fiducia è una breccia verso un altro livello di coscienza.
Il padre ha risvegliato la coscienza, ha cacciato il ragazzo fuori dal giardino, brutalmente, dolorosamente.
Ha iniziato il figlio.
L'iniziazione a una nuova coscienza della realtà passa attraverso il tradimento, attraverso il venir meno del padre e la rottura della promessa da parte sua.
Il padre lascia che il lui e attraverso di lui si manifesti il lato oscuro.
....una dimostrazione nella propria persona della possibilità di tradimento insita perfino nella fiducia più intima.
Disvela la propria capacità di  tradimento, si pone nella sua nuda umanità rivelando una verità sulla condizione di essere umano.
Il tradimento è il male più grande di tutti, in quanto è un "male che fa del male a sé stesso".
Quando le esperienze posseggono una siffatta intensità, presupponiamo uno sfondo archetipico.... ci aspettiamo di trovare un mito, un modello di comportamento fondamentale mediante il quale l'esperienza può essere amplificata.
Il tradimento di Gesù Cristo può rappresentare tale sfondo archetipico.
La fiducia originale è riposta nella potenza paterna, il grido di aiuto di Cristo non è rivolto alla madre, perché l'esperienza del tradimento fa parte di un mistero maschile.
Via via che si dispiega e diventa più intenso il dramma del tradimento, il femminile viene sempre più alla ribalta.
La ferita nel costato al momento della morte di Cristo come quando Eva è tratta dal fianco di Adamo. E la scoperta di Cristo risorto, vestito di bianco,  da parte di donne.
Si direbbe che il messaggio d'amore, la missione di Gesù in favore di Eros, acquisti forza definitiva solo attraverso il tradimento e la crocifissione.
È nel momento in cui Dio lo abbandona, infatti, che Gesù diventa pienamente umano, patisce la tragedia dell'umanità, con il fianco trafitto e ferito dal quale sgorgano sangue e acqua, la sorgente ora liberata della vita, del sentimento, dell'emotività.
La qualità di puer, la posizione di sicurezza immune da paure del predicatore miracoloso è svanita.
Quando si spezza la fiducia originale, il Dio puer muore e nasce l'uomo.
E l'uomo può nascere soltanto quando nasce il femminile che è in lui.
Dopo la nascita di Eva dal fianco di Adamo dormiente,  diventa possibile il male; dopo che il fianco di Gesù tradito e morente è stato trafitto,  diventa possibile l'amore.
Tratto da "Puer Aeternus" di James Hillman

giovedì 2 febbraio 2017

La luce e il colore


Considera come i Platonici, la luce come fuoco e forma del cielo, immagine della vita celeste, accesa da Dio nel sole, nel quale si trovano le altre qualità, di cui le più importanti sono: il calore vitale e piacevole, una certa attività motrice e formatrice di tutte le specie.
V'è una luce più intima grazie alla quale il sole splende di luce propria:
da questo genere si considera differente la luce che di lì è diffusa ovunque come un'immagine del sole.
Dunque da questa luce che è stata accesa presso di noi passiamo alla luce effusa che l'accende, poi a quella da cui fisicamente viene effusa, quindi a quella intima che è il principio dell'effusione, infine da quella che sta in un corpo divisibile come elemento divisibile a quella più semplice e indivisibile.
Che quella luce prima e iniziale fosse prima del sole, se non per durata almeno per natura, lo capirono Orfeo e gli Egizi, i cui misteri forse rappresenta Mosè nelle sue parabole.
Per questo gli antichi Caldei, tutti gli Egizi, i Pitagorici, i Platonici e gli altri ottimi contemplatori della natura adoravano più ardentemente questo sole.
Il nostro corpo e la nostra anima, il senso e l'intelletto, sono mezzi per celebrare, e poiché entrambe le facoltà ci spingono al divino attraverso i mezzi di entrambe, sia i templi e i luoghi sacri, sia coloro che si dice abitino in essi, la natura ovunque proclama che debbano essere oggetto di un duplice culto; essa pure, sul modello delle stelle che dipendono da un'unica fonte della luce, insegna a riconoscere - al di sopra di tutti gli innumerevoli dèi reggitori del mondo - un solo principe, padre e Dio.


Il colore è considerato la qualità successiva alla luce: esso è la qualità visibile dispiegata su una superficie, mentre la luce è la qualità non suscettibile di estensione alcuna ma che corre ovunque in una frazione di secondo.
Il colore non è visibile che grazie alla luce; infatti il colore non pare essere niente se non luce indebolita: a sua similitudine i fantasmi non sono intellegibili se non alla luce della ragione e così i fantasmi più vicini alla ragione sono più intellegibili, come i colori più vicini alla luce, sono più visibili.
Il colore si presenta all'occhio come i fantasmi alla ragione.
La luce è anche foma universale di ogni visibile e del colore essa si diffonde uniformemente in tutti i colori e i colori sono costituiti da una varia partecipazione di luce a partire da materie diverse.
Tratto da " Il sigillo dei sigilli " di Giordano Bruno

martedì 31 gennaio 2017

Eva; la natura ambivalente dell'essere


Avere desideri sessuali, ingannare, sedurre, tentare, imbrogliare, incolpare, confondere, nascondere, fuggire, rubare, mentire, rovinare il creato con le nostre mani (la attribuiamo al) la nostra natura femminile, perpetrare tradimenti attraverso la nostra mancina inconscietà data dal carattere proditorio di Anima, che è la fonte del male nell'Eden e dell'ambivalenza di ogni Adamo da allora in poi.
Noi vogliamo la sicurezza del logos, dove la parola è Verità e non può essere fatta vacillare.
La nostalgia dell'unità con il vecchio Sé saggio,  dove io e il Padre siamo una cosa sola, senza l'interferenza di Anima è tipica del Puer Aeternus, colui che sta dietro a tutti gli atteggiamenti adolescenziali.
Il puer non vuole mai essere cacciato dall'Eden, perché là conosce il nome di tutte le creature, perché là i frutti crescono sugli alberi e basta allungare la mano e coglierli, la fatica non esiste....
Questa sensazione di esser perfettamente compresi, confermati, riconosciuti, benedetti per quello che siamo si riproduce in tutte le situazioni di fiducia originale e allora pensiamo:  soltanto il mio migliore amico, soltanto mia moglie... mi capisce davvero fino in fondo.
Il fatto che questo non succeda... è vissuto come un atroce tradimento.
Per Dio stesso fu necessario creare
Eva, evocarla, farla uscire dall'uomo e questo portò alla rottura della fiducia originale mediante il tradimento.
Fu la fine dell'Eden; l'inizio della vita.
Dio e il creato non erano sufficienti per Adamo; era necessaria Eva, il che significa che il tradimento è necessario.
Sembrerebbe che l'unica via di uscita da quel Giardino passasse per il tradimento e l'espulsione..
Si arriva così a una verità fondamentale riguardo sia la fiducia sia il tradimento: l'una confine l'altro e viceversa.
Non si da fiducia senza la possibilità del tradimento.
Siamo traditi proprio nei rapporti più intimi, quelli in cui è possibile la fiducia originale.
Possiamo essere traditi davvero soltanto là dove ci fidiamo davvero.....
La fiducia ha dentro il seme del tradimento; il serpente era presente nel Giardino fin dall'inizio, così come Eva esisteva dall'inizio, preformata nella struttura intorno al cuore di Adamo.
La fiducia e la possibilità di tradimento fanno la loro comparsa nel mondo nel medesimo istante
Tratto da "Puer Aeternus" di James Hillman

giovedì 26 gennaio 2017

Le molteplici contraddizioni


- Tutti quelli che si sono ritirati nella solitudine di un eremo sono stati inventori nelle arti, nelle scienze,  nelle virtù e nei costumi, maestri, guide e pastori di popoli.
Pitagora che per 10 anni non frequentò uomini, divenne grande e veritiero contemplatore della natura delle cose.
Dopo una solitudine di 20 anni Zoroastro progredì in ogni magia e divinazione...
Dopo la solitudine dell'Oreb Mosè riuscì a superare in meraviglie i maghi del suo faraone.
Si dice che Gesù di Nazareth non abbia cominciato a dire e operare cose miracolose prima di aver sostenuto il conflitto con il diavolo nel deserto.
Paracelso, che si gloria più del titolo di eremita che di quello di dottore e maestro, fu una guida e un'autorità innovatrice..
- Le cose allontanate il più possibile da alcuni fanatici dell religione, che si sono impadroniti dello sguardo dell'intelligenza,  vengono rese chiare al senso  che non erra,  tramite quella forza d'animo che non è costretta dai confini del corpo.
- L'animo è soggetto a divini sogni, visioni e rivelazioni; per colui che ne coglie il vero significato nulla è difficile.
- Si ritiene che l'animo prevalga e domini anche sui corpi a tal punto che non senza motivo si dice che possiamo comandare  anche ai monti.
Certamente questo si verifica effettivamente e al massimo grado quando  si rileva una certa rispondenza tra il principio attivo e quello passivo.
- Vale la pena di considerare come possa accadere per un miracolo che un sordo  dalla nascita e conseguentemente muto, sia in grado di parlare correttamente per ispirazione propria, non per una esterna, infusa tramite un'arte magica.
Chiunque può compiere un atto sul modello  di cose che non ha in attitudine.
Sulla base di questo principio non assimilato abbastanza chiaramente i Platonici asseriscono che le forme delle cose sono per natura insite nell'animo.
- Da un improvviso timore che contrae o sospinge lo spirito sino alla rocca del cuore e alle altre parti interne, avviene che i malati guariscono dalla maggior parte delle malattie, così come crediamo che le malattie che sorgono per una certa causa possano venir curate dal principio contrario.
Certe cose solo al guardarle suscitano nausea, stupore, dolcezza, tremore e simili altre emozioni: se ci accorgiamo che un altro sta male, noi stessi accusiamo dolore nel medesimo punto; se vediamo spargersi il sangue altrui, ci sentiamo mancare.
- Mentre i sensi esterni riposano durante il sonno  dagli atti che loro competono, sperimentiamo che i sensi interni, come se fossero più vitali,  percepiscono più vivacemente le specie che loro competono.
E quanti meno sono i sensi in colui che per natura di dice esserne partecipe, tanto più risultano essere potenti.
L'animo più lodevole e davvero proprio dei filosofi è quello per cui Anacrasso, impassibile nel sopportare le frustate, affliggeva il tiranno Nicreonte più di quanto egli stesso fosse torturato.
Non è forse vero che un più deciso piacere, timore, speranza, fede, sdegno e disprezzo della realtà allontanano dal sentimento presente? E allora si verifica la realizzazione della perfetta filosofia, qualora qualcuno per la profondità della speculazione si separi dalle passioni del corpo tanto da non provare affatto dolore.
Colui che è giunto a un punito tale da non provare dolore c'è maggior virtù che in un altro che lo sente e resiste.
Non soffre l'angoscia della morte colui che viene più coinvolto da un altro aspetto della cosa.
Colui che ha paura di fatti corporei non è  mai stato congiunto a fatti divini; infatti chi è davvero saggio e virtuoso, dal momento che non prova dolore, è felice allo stadio massimo.
- Hai la possibilità di renderti conto in quanti modi, saggiamente, inutilmente e pericolosamente, tu possa contrarre lo spirito, richiamare le forze, rivolger l'animo alla speculazione, alla comprensione di ciò che vien speculato e alla conservazione di ciò che è stato compreso e parimenti tu possa comportarti attivamente in campi affini tramite ciò che è affine, in campi proporzionali tramite ciò che è proporzionale,  in campi diversi tramite criteri analogici e infine in campi contrari tramite ciò che è opposto.
Da ciò nasce quella considerazione che conduce all'intelligenza, al giudizio e alla moderazione  delle passioni.
Tratto da "Il sigillo dei sigilli" di Giordano Bruno

martedì 24 gennaio 2017

La "Fiducia originale"



Fiducia e tradimento non costituivano un problema per Adamo, quando passeggiava in compagnia di Dio al crepuscolo.
L'immagine del giardino come inizio della condizione umana esemplifica quella che si potrebbe chiamare "fiducia originale", o la "fede animale".
La credenza basilare -nonostante la preoccupazione, la paura, il dubbio- che la terra sotto i piedi è solida e reggerà anche il nostro prossimo passo, che il sole sorgerà anche domani e il cielo non ci  crollerà sulla testa e che il mondo è stato creato da Dio per l'uomo.
Questa situazione di fiducia originale, espressa nell'immagine archetipica dell'Eden, si riproduce nella vita individuale di ciascun bambino e genitore.
Come nel principio Adamo si fida di Dio, così il ragazzino nel principio si fida di suo padre.
Per entrambi Dio e Papà incarnano l'imago paterna: affidabile, salda, stabile, giusta...
L' immagine paterna può anche essere espressa con il concetto di Logos, l'immutabile  potenza e sacralità della parola maschile.
Ma non siamo più dell'Eden.
Eva ha posto fine a quella nuda dignità.
Benché non si sia più in quel Giardino, ci possiamo ritornare attraverso l'esperienza dei rapporti di intimità, per esempio l'amore, l'amicizia.... nei quali viene ricostruita una situazione di fiducia originale.
Tale situazione è stata denominata témenos, recinto sacro..simbiosi madre-figlio... è il luogo dove si ritrova la sicurezza dell'Eden.
È una sicurezza maschile, data dal  logos attraverso la  promessa, il patto, la parola.
Non è una fiducia fatta di seni, latte, e calore della pelle; è simile a quella ma anche diversa; ....non è sempre obbligatorio andare dalla mamma per trovare i nostri modelli delle strutture fondamentali della vita umana.
In questa sicurezza fondata non sulla carne ma sulla parola, è stata ricostruita la fiducia originale.... Adamo è il primo uomo che tutti ci portiamo dentro.
Il bisogno di sicurezza come zona protetta in cui poter mettere a nudo il nostro mondo originario, in cui poterci esporre all'altro senza rimanere distrutti.
Il bisogno di sicurezza può riflettere il bisogno di cure materne, ma nel contesto paterno all'interno del quale ci stiamo muovendo esso è bisogno di intimità con Dio, come sapeva Adamo.
Ciò a cui aneliamo è una situazione in cui essere protetti dalla nostra stessa tendenza al tradimento, dalla nostra ambivalenza, dalla nostra stessa Eva.
Il mondo originale non solo è il mondo prima del male, è il mondo prima di Eva.
L'essere una cosa sola con Dio nella fiducia originale ci protegge dalla nostra stessa ambivalenza.
Tratto da "Puer Aeternus" di James Hillman

giovedì 19 gennaio 2017

Essenza, potenza e atto


Sopra l'atto razionale vien collocato l'atto intellettivo... come sopra l'anima corporea v'è l'anima pura e semplice, così anche al di sopra dell'intelligenza animale v'è l'intelligenza pura e semplice.
Una sola luce illumina tutto, un solo spirito vitale vivifica tutto discernendo secondo gradi stabiliti dalle cose più alte alle più basse e risalendo dalla più basse alle più alte e come accade nell'universo, così succede anche nei simulacri dell'universo.
E per chi sale più in alto non solo sarà manifesta la sola vita fra tutte, la sola luce fra tutte, la sola bontà e il fatto che tutti i sensi sono un unico senso, tutte le cognizioni una sola cognizione, ma anche il fatto che tutte le cose infinite sono un'unica essenza, un'unica potenza e un unico atto.
Essenza, potenza e atto; essere potere e agire; ente, possente e agente sono un'unica cosa sola; cosicché tutto è una cosa sola.
Il cominciare e l'esser cominciato, il fare e l'esser fatto, il superiore e l'inferiore non sono ente, ma appartengono all'ente, non sono ciò che è uno, ma ciò che appartiene, si origina o discende dall'uno.
Chi non dispone, non cerca, non comprende e non realizza l'unità, non dispone, non cerca, non comprende e non realizza niente; chi non  consegue dai molteplici sensi e dai molteplici livelli di conoscenza un solo e unico senso e un'unica cognizione, non possiede nessun senso, nessuna cognizione; che infine non conosce la cognizione stessa e non opera tramite essa, non conosce niente e niente opera.
Secondo i gradi di partecipazione all'unità alcuni conoscono e agiscono partecipando di essa.
Tratto da " Il sigillo dei sigilli " di Giordano Bruno

martedì 17 gennaio 2017

I due principi fisici della città del Sole


Tengono due principi fisici: il sole padre e la terra madre; e l'aere essere cielo impuro e 'l fuoco venir dal sole e 'l mar essere sudore della terra liquefatta dal sole e unir l'aere con la terra, come il sangue lo spirito col corpo umano; e 'l mondo essere animal grande e noi star intra lui, come i vermi nel nostro corpo; e però noi appartenemo alla providenza di Dio, e non del mondo e delle stelle, perché rispetto a loro siamo casuali; ma rispetto a Dio, di cui essi sono stromenti, siamo antevisti (prescienza) e provisti (alla provvidenza divina); però a Dio solo avemo l'obligo di signore, di padre e di tutto.
Tengono per cosa certa l'immortalità dell'anima e che s'accompagni, morendo, con spiriti buoni o rei, secondo il merito.
Ma li luoghi delle pene e premi non l'han per tanto certi....
Adorano Dio in Trinitate dicendo ch'è somma Possanza, da cui procede somma Sapienza e d'essi entrambi, sommo Amore.... tutte cose compongono di possanza, sapienza ed amore...
La natura... pecca nel far i mostri per impotenza o ignoranza.
Ma tutte queste cose son intese da Dio potentissimo, sapientissimo ed ottimo, onde in lui nullo ente pecca e fuor di lui sì;  ma non si va fuor di lui, se non per noi, non per lui, perché in noi la deficienza è, in lui l'efficienza.
Tratto da "La città del Sole" di Tommaso Campanella

giovedì 12 gennaio 2017

La capacità immaginativa e la ragione

In noi vi sono due tipi di capacità immaginativa: troviamo la prima raziocinante nell'anima, padrona del ragionamento e del giudizio, in un certo modo simile alla ragione;
La seconda invece nell'anima, o principio vitale, mancante di ragione e da quest'ultima  impressa in noi; questo genere di immaginazione non fa tanto uso della ragione e del ragionamento, quanto piuttosto è trasportata da un certo istinto intorno alle passioni corporee, e in quanto senso comune a tutti è alla base degli altri sensi.
Come nessun colore è percettibile senza luce, benché l'uno si manifesti di più, l'altro invece di meno, così niente in alcun modo giunge a conoscenza senza la partecipazione dell'intelletto.
Questa partecipazione discende in tutte le cose come per una progressione analogica, mentre il senso ascende, e di qui anche l'immaginazione, mentre la ragione di lì discende e pavimenti ascende, cosicché la stessa virtù e lo stesso  principio della conoscenza ricevono diverse denominazioni dalle diverse funzioni e dai differenti mezzi.
Se nel senso v'è partecipazione dell'intelletto, il senso sarà egli stesso intelletto.
Infatti questa trasfusione di virtù da una potenza all'altra non appartiene alla materia ma alla forma.
Il senso in sé sente solamente, nell'immaginazione percepisce anche il sentire;
anche il senso, che è già in un certo modo immaginazione, in sé immagina, nella ragione percepisce di immaginare;
il senso, che è già ragione, in sé argomenta, nell'intelletto si accorge di argomentare;
il senso, che è già intelletto, in sé comprende, ma nella divina mente contempla la sua intelligenza;
la mente divina del resto nella sua viva essenza possiede e ritrova ogni cosa e illumina l'intelletto fino al profondo della materia.
Questa è la luce che risplende nelle tenebre più dense, cioè nel profondo della materia, ed è troppo potente per poter essere catturata e superata dalle tenebre.
La ragione è lo stesso intelletto... differisce certamente il pratico dal teorico, ora è contemplativo ora attivo e se si ammette una medesima essenza,  si ammette una medesima potenza dell'essenza, che in base alla diversità della materia ,degli organi e degli atti è spinta ad atti diversi.
Non è solo una sola medesima luce a rivelarsi in grado di esprimere qualità contrarie e diverse?
È certamente la medesima potenza della natura per cui parte della terra resta ferma al suo posto o si muove per le leggi naturali e per la quale ciò che ha un posto destinato si posa e si sposta, anche se v'è una differenza di specie tra l'uno e l'altro movimento.
La ragione si comporta in tre modi in base alla varietà dei soggetti.
Tratto da "Il sigillo dei sigilli" di Giordano Bruno

martedì 10 gennaio 2017

Gli insegnamenti delle mura della città del Sole

Nelle mura del tempio esteriori....vi sta ogni stella ordinatamente con tre versi per una.
Nel dentro del primo girone tutte le figure matematiche.... con la loro posizione significante.
Nel di fuore vi è la carta della terra tutta, e poi le tavole d'ogni provinzia con li riti e costumi e leggi loro, e con l'alfabeti ordinari sopra il loro alfabeto.
Nel dentro del secondo girone vi son tutte le pietre preziose e non preziose, e minerali, e metalli veri e pinti, con le dichiarazioni di due versi per uno.
Nel di fuore vi son tutte sorti di laghi, mari e fiumi, vini ed ogli ed altri liquori e loro virtù ed origini e qualità; e ci son le caraffe piene di diversi liquori di cento e trecento anni, con li quali sanano tutte l'infirmità quasi.
Nel dentro del terzo vi son le sorti di erbe ed arbori (alberi) del mondo pinte, e pur in teste di terra (vasi di terracotta) sopra il rivellino e le dichiarazioni dove prima si ritrovano, le virtù loro, e le simiglianze c'hanno con le stelle e con li metalli e con le membra umane e l'uso loro in medicina.
Nel di fuora tutte maniere di pesci di fiumi, laghi e mari, e le virtù loro, e 'l modo di vivere, di generarsi e allevarsi e a che servono; e le simiglianze che c'hanno con le cose celesti e terrestri e dell'arte e della natura....
Nel quarto, dentro vi son tutte le sorti di augelli pinti e lor qualità, grandezze e costumi e la fenice e verissima appresso a loro.
Nel fuora stanno tutte sorti di animali rettili, serpi, draghi, vermini, e l'insetti.... con le loro condizioni, veneni e virtuti..
Nel quinto, dentro vi son l'animali perfetti terrestri di tante sorti che è stupore.
Non sappiamo noi la millesima parte....
Nel sesto, dentro vi sono tutte le l'arti meccaniche e l'inventori loro, e li diversi modi, come s'usano in diverse regioni del mondo.
Nel di fuori vi son tutti l'inventori delle leggi e le scienze e dell'armi.
Trovai Moisè, Osiri, Giove, Mercurio, Macometto ed altri assai; e in luoco assai onorato era Gesù Cristo e li dodici Apostoli, che ne tengono gran conto, Cesare, Alessandro, Pirro e tutti li Romani; onde io ammirato come sapeano quelle istorie, mi mostraro che essi teneano di tutte nazioni lingua e che mandavano apposta per il mondo ambasciatori e s'informavano del bene e del male di tutti....
Tratto da "La città del Sole" di Tommaso Campanella

giovedì 5 gennaio 2017

Dai sensi all'intelletto, alle immagini dei corpi


Dobbiamo salire senza errare dal senso, che è intorno al corpo, alla fantasia, che sta intorno alle immagini dei corpi e da questa all'immaginazione, che sta intorno all'attenzione per le immagini e di lì all'intelletto che medita intorno alla natura comune dei singoli oggetti di attenzione.
Tra queste facoltà il senso occupa il livello più basso di tale progresso conoscitivo, poiché sussiste soltanto in relazione ad altri elementi, e perciò è paragonato a una linea retta, mentre l'intelletto è paragonato a un cerchio:  infatti è intento alla contemplazione di ciò che ha in sé e attorno a sé.
La rappresentazione ha una posizione intermedia e perciò la sua progressione  sarà paragonata a una linea obligua.
Non spetta al senso conoscere le cose esterne all'anima, ma piuttosto riferirle a chi le conosce; all'immaginazione invece spetta conoscere non solo quelle cose ma anche quelle che sono nell'anima, in quanto rappresentazioni dei sensi;  alla ragione inoltre spetta investigare se stessa, all'intelletto invece anche conoscere se stesso.
Noi possediamo perfettamente il senso, benché non lo usiamo perfettamente; siamo posseduti perfettissimamente dall'intelletto, che agisce in noi senza interruzione; sono intermedie le facoltà che globalmente sono definite dall'immaginazione, in relazione a quanto ci posseggono e sono possedute da noi.
Bisogna distinguere due specie di senso: l'inferiore - tramite il quale non si distingue la natura dell'oggetto né la sua qualità, ma viene soltanto percepita una certa impressione addotta dalle qualità corporee.
Ed il superiore, che coglie in profondità la natura e la qualità.
Vi è inoltre uns terza eccezione di senso Epicuro chiamava senso ogni conoscenza, Democrito ed Empedocle l'intelletto, i Pitagorici la mente e lo spirito vitale e credono che esso sia in tutte le cose secondo un determinato criterio.
Noi riteniamo che tutto ciò convenga s in unico principio.
La mente che muove la massa dell'universo è quella che dà forma al seme a partire dal centro,  lo cresce nella sua ipostasi secondo gradi tanto mirabili, li dota a tal punto di straordinari artifizi, delinea le caratteristiche e dà forma...
Tratto da "Il sigillo dei sigilli" di Giordano Bruno

martedì 3 gennaio 2017

Il Principe Sacerdote della città del Sole


È un Principe Sacerdote... che s'appella Sole e in lingua nostra si dice Metafisico: questo è capo di tutti in spirituale e temporale...
Ha tre Principi collaterali: Pon, Sin, Mor, che vuol dir: Potestà, Sapienza e Amore.
Il Potestà ha cura delle guerre e delle paci e dell'arte militare; è supremo nella guerra, ma non sopra il Sole; ha cuta dell'offiziali, guerrieri, soldati, munizioni, fortificazioni ed espugnazioni.
Il Sapienza ha cura di tutte le scienze e delli dottori e magistrati  dell'arti liberali e meccaniche e tiene sotto di sé tanti offiziali quante son le scienze:
ci è l'Astrologo, il Cosmografo, il Geometra, il Loico, il Rettorico, il Grammatico, il Medico, il Fisico, il Politico, il Morale; e tiene un libro solo, dove stan tutte le scienze, che fa leggere a tutto il popolo ad usanza di Pitagorici.
E questo ha fatto pingere in tutte le muraglie, su li rivellini, dentro e fuori, tutte le scienze.
Il Amore ha cura della generazione, con unir li maschi e le femmine in modo che faccin buona razza; e si riden di noi che attendemo alla razza de cani e cavalli e trascuramo la nostra.
Tien cura dell'educazione, delle medicine, spezierie, del seminare e raccogliere li frutti, delle biade, delle mense e d'ogni altra cosa pertinente al vitto e vestito e coito, ed ha molti maestri e maestre dedicate a queste arti.
Il Metafisico tratta questi negozi con loro, chè senza lui nulla si fa, ed ogni cosa la comunicano essi quattro, e dove il Metafisico inchina, son d'accordo.
Tratto da "La città del Sole" di Tommaso Campanella

lunedì 2 gennaio 2017

Analisi numerologica del 2017

2017 = 10 = 1
L'anima soffre perché è divisa tra materia e spirito, imparando a conciliare i due opposti si riuscirà a trovare l'equilibrio perfetto nell'Uno.
L'equilibrio è nel mezzo perché è lì che si incontrano le due opposizioni prima di estendersi nelle direzioni divergenti, nel principio tutto è in armonia ed è nel principio di tutto che dobbiamo dirigere il nostro sguardo.
Come luce e ombra insieme creano forme e sfumature, l'armonia degli opposti è in tutte le cose esistenti, la natura tutto questo già lo sa...la scissione degli opposti non è creativa ma solo l'armonizzazione di essi.
Come un volto e le sue due metà, come la vita che ha il bene e il male, ma in fondo l'uno senza l'altro non potrebbero creare l'armonia dell'Unione!
In fondo sono i momenti "No" che  insegnano ad apprezzare la bellezza della vita!
Ogni difficoltà ha in sé una componente positiva che è l'insegnamento... la crescita, la fortificazione.
Se vivessimo in un mondo senza ombra avremmo la vista accecata dalla sola luce...
Analisi archetipica dell'anno 2017:  ridotto in un unica cifra dà 10 o 1
Questo anno Uno ha il significato archetipico dell'Unione dei contrari della non dualità.
L'anno Uno è  l'anno del Guerriero, del Vincitore, del Re.
Il suo principio è  Maschile, principio attivo e positivo.
Esso rappresenta la causa prima, la sorgente di ciò che esiste.
Seme.
Nascita.
Iniziazione.
L'alfa.
Il numero Uno può essere diviso o moltiplicato per se stesso senza perdere la sua individualità.
Simbolicamente e per le religioni è Dio, il Signore, l'Uno supremo, la Monade la divinità.
Questo anno porterà potenzialmente individualità, indipendenza, motivazione, forza...
Un anno che favorirà individuazione, coscienza di sé, autoaffermazione.
Modalità: Azione
Elemento: Fuoco
Pianeta: Sole
Dopo l'anno 9, dell'Anima, nell'anno Uno si è chiamati ad assumere il controllo della propria vita forti e indipendenti. Questo anno ci esorta a diventare il maestro interiore di sé stessi.
Questo anno sarà la palestra per lo sviluppo individuale animico.
Nell'AniMo Antico

giovedì 29 dicembre 2016

Il Tempio della città del Sole"


Il Tempio è tondo perfettamente e non ha muraglia che lo circondi; ma sta situato sopra colonne grosse e belle assai.
La cupola grande ha in mezzo una cupoletta con uno spiraglio che pende sopra l'altare, ch'è un solo e sta nel mezzo del tempio.
Girano le colonne trecento passi e più, e fuor delle colonne della cupola vi son per otto passi  li chiostri con mura poco elevate sopra le sedie, che stan d'intorno al concavo dell'esterior muro, benché in tutte le colonne interiori, che senza muro fraposto tengono il tempio insieme non manchino sedili...
Sopra l'altare non vi è  altro ch'un mappamondo assai grande, dove tutto il cielo è dipinto, ed un altro dove è la terra.
Poi sul cielo della cupola vi stanno le stelle maggiori del cielo, notate coi nomi loro e virtù....
Ci son i poli e i circoli signati non del tutto, perché manca il muro a basso, ma si vedono finiti in corrispondenza alli globbi dell'altare.
Vi sono sempre accese sette lampade nominate dalli sette pianeti.
Sopra il tempio vi stanno alcune celle nella cupoletta attorno, e molte altre grandi sopra li chiostri, e qui abitano li religiosi, che son da quaranta.
Vi è sopra la cupola una banderola per mostrare i venti, e ne sognano trentasei; e sanno quando spira ogni vento che stagione porta.
E qui sta anco un libro in lettere d'oro di cose importantissime.
Tratto da "La città del Sole" di Tommaso Campanella

martedì 27 dicembre 2016

La figura e la forma


La figura non è, per così dire, non una quantità senza qualità, non una qualità senza quantità, ma è qualità in quantità; non luce, non colore, non traccia di luce e colore, non quantità pura, non pura qualità, ma unità derivante da entrambe e in entrambe .
Tuttavia nel suo genere attraverso di questa,  che si presenta alla vista grazie alla luce, la natura è soprattutto rivelatrice di cose profonde  e arcane, cioè attraverso una figura visibile la natura ci indica la ragione delle forme.
Questo è quel fuoco che Prometeo sottrasse di nascosto agli dèi e donò agli uomini,  questo è l'albero dell conoscenza del bene e del male;  infatti essa è la similitudine della forma.
Una è la forma  prima, sussistente per sé e da sé, semplice, indivisibile,  principio di ogni essenza, formazione e sussistenza;  essa si comunica a tutti senza essere diminuita, in essa ogni forma che viene comunicata è eterna e una; essa infatti è l'assoluta forma dell'essere e dà a tutti l'essere, donde vien chiamata anche padre e datore di forme,  è la forma assoluta della forma dell'universo e delle sue parti.
La forma è infinita, poiché è tutto l'essere, così da non essere limitata a questo o a quell'essere... si dice infinita la materia che non venga delimitata da questo o quell'essere tramite la forma.
Si dice che la materia ascenda a questa forma per i medesimi gradi e dalla differenza, dall'alterità e dalla diversità di partecipazione di questa materia e di questa forma nei loro propri procede la differenza, l'alterità e la diversità degli enti.
Questa forma universale dell'essere è luce infinita. ...attaverso le varie partecipazioni di essa nei diversi enti la materia si dispiega secondo diverse figure.
Tratto da " Il sigillo dei sigilli " di Giordano Bruno

giovedì 22 dicembre 2016

I sensi, l'anima e la memoria


Attraverso i sensi, quasi fossero porte, gli elementi diventano fisici da metafisici, da fisici divengono razionali e pronti a essere analizzati dai sensi più interni dell'uomo ove per perpetuarsi ricorrono a facoltà più immateriali.
E così dal mondo supremo, che è fonte delle idee, si discende al mondo ideato, creato tramite il primo e dal primo e da questo si giunge a quel mondo che è contemplativo di entrambi i precedenti.
Di qui deriva, con un percorso circolare, un salto dal primo al terzo e un ritorno dal terzo al primo o, rigirando la prospettiva, dal primo al terzo v'è una discesa, dal terzo al primo un'ascesa attraverso l'intermedio.
Quanto sarà mirabile l'opera tua se ti conformerai all'opera di entrambe le nature.
In questo modo sarai in grado di concepire e partorire con la memoria e con l'intelletto la struttura e la concatenazione del triplice mondo.
I sensi e i loro organi, le potenze e gli atti si riconducono a un unico centro, donde devono ornare il vicino atrio della fantasia con forme che entrano nella camera della memoria attraverso il triclinio del pensiero.
Per colui che desidera ricordare... certe cose viste e udite mille volte sfuggono nel momento meno opportuno e altre con cui i sensi sono venuti a contatto una sola volta e in modo superficiale, quando sono destinate a durare in eterno, si impadroniscono degli intimi recessi della memoria; poiché queste, assorbite dalla fantasia stessa, sono state assimilate tramite il pensiero.
Se dunque la fantasia non avrà bussato abbastanza vivacemente, il pensiero non aprirà e se questo "pensiero-usciere" non apre, la madre delle Muse, sdegnata, non le riceverà.
Il principio sta nell'aver considerato ciò per cui la memoria concepisce e trattiene in sé per partorire al momento opportuno e tramite certe apparenze superficiali attraverso la vista vengono mosse le varie passioni dell'animo.
Bada poi a non restringere le facoltà dell'anima ritenendo che la memoria sia legata agli organi corporei.
Questo in verità accade a coloro che, cercando a occhi chiusi lo spirito nella testa, pretendono di procurarsi la reminescenza, di richiamare le immagini dimenticate....quanto più insistono e fan pressione, tanto sono resi immemori.
La memoria proviene da un "trasporto", per cui non tramite gli occhi, ma tramite una certa facoltà senza nome dell'animo, che è collocata nel genere dell'intenzione o della tensione verso qualcosa, vede anche ciò che è nascosto e quasi posto in disparte.
Una cosa più è lontana, tanto più è da attribuirsi all'anima quanto più riconosciamo che essa è distante dai confini della materia.
Benché appaia all'anima l'immagine presente, dobbiamo rivolgere la nostra attenzione a osservare non essa ma come tramite essa.
È abbastanza evidente che i nostri sensi più interni agiscono più facilmente ed efficacemente se i sensi esterni sono sopiti...
Colui che propose di credere che la virtù si realizza nell'infermità, comprese che la virtù dell'animo fiorisce alla sfioritura delle virtù del corpo.
Smettiamo di ammirare quelle apparenze presentate dai sensi, che sono come le ombre delle cose e facciamo in modo nell'intimo di tornare ad ascoltare nell'animo il discorso dell'intelletto - guida che ci è proprio.
Ciò che deve essere concepito sulla verità delle cose non può essere espresso compiutamente da alcuna apparenza sensibile, ma l'assenza delle cose si insinua in noi come per un ordine che dà i suoi accidenti.
Noi esprimiamo queste cose con segni e certi simboli, poiché le nostre parole sono ancora insufficienti a dire di più.
Tratto da "Il sigillo dei sigilli" di Giordano Bruno

martedì 20 dicembre 2016

Struttura della città del Sole

 "Sorge nell'ampia campagna un colle, sopra il quale sta la maggior parte della città; ma arrivano i suoi giri molto spazio fuor delle radici del monte, il quale è tanto, che la città fa due miglia di diametro e più, e viene ad essere sette miglia di circolo; ma, per la levatura, più abitazioni ha, che si fosse in piano.
È la città distinta in sette gironi grandissimi, nominati dalli sette pianeti, e s'entra dall'uno all'altro per quattro strade e per quattro porte, alli quattro angoli del mondo spettanti; ma sta in modo che, se fosse espugnato il primo girone, bisogna più travaglio al secondo e poi più; 
talchè sette fiate bisogna espugnarla per vincerla.....
Entrando dunque per la porta Tramontana, di ferro coperta, fatta che s'alza e cala con bello ingegno, si vede un piano di cinquanta passi tra la muraglia prima e l'altra.
Appresso stanno palazzi tutti uniti per giro col muro, che puoi dir che tutti siano uno;  e di sopra han li rivellini sopra a colonne, come chiostri di frati, e di sotto non vi è introito, se non dalla parte concava delli palazzi.
Poi son le stanze belle con le fenestre al convesso ed al concavo, e son distinte con piccole mura tra loro.
Solo il muro convesso è grosso otto palmi, il concavo tre, li mezzani uno o poco più.....
E così s'arriva fin al supremo e sempre per piani...
Nella sommità del monte vi è un gran piano e un gran tempio in mezzo, di stupendo artifizio.
Tratto da "La città del Sole" di Tommaso Campanella

giovedì 15 dicembre 2016

La G[rande] O[pera]

La Grande Opera è la liberazione di Dio nell'uomo, la crocefissione delle spoglie nel morto, di ciò che è  perituro in che è perito, affinché nulla perisca.
La Grande Opera è in altre parole, la creazione di Dio.
La magia e l'alchimia sono cammini illusori.
La verità risiede solo nell'istinto diretto (rappresentato simbolicamente dalle corna) e nella linea retta della sua ascensione all'istinto supremo - nell'istinto diretto, la cui forma attiva è la sessualità, la cui forma  intermedia è l'immaginazione, la fantasia o la creazione nello spirito, la cui forma finale è la creazione di Dio, l'unione con Dio, l'identificazione astratta e assoluta con se stessi, la verità.
Cristo nella sua manifestazione materiale è un dio cristiano e in quella magica un dio, è nella manifestazione divina Dio.
Nel primo ordine gli si possono rivolgere preghiere, che avranno o meno effetto secondo le regole magiche di questi atti di fede.
Nel secondo ordine possono essergli indirizzate invocazioni, come a Osiride, che è  lo stesso Dio e l'effetto dipenderà dalla perfezione dell'incantesimo e del rito.
Nel terzo ordine non potranno essergli rivolte né preghiere né invocazioni; il processo di unione con Lui non si può esprimere con parole, né comprendere con l'intelligenza.
Solo colui che giunto fin dove questo processo esiste come formula di relazione, può assistere alla rivelazione intima, solo costui lo comprenderà ammesso che, nel  comprenderlo, lo comprenda.
Dobbiamo vivere intimamente ciò che ripudiamo.
Riconoscere la verità come verità e al tempo stesso come errore; vivere i contrari senza accettarli; sentire tutto in tutte le maniere e non essere nient'altro, alla fine, se non la comprensione di tutto - quando l'uomo si innalza a questa vetta è libero, come su ogni vetta, è  unito al cielo, cui  mai è unito, come su ogni vetta.
La luce falsa dell realtà, la luce falsa dell'apparenza, la luce falsa dell'iniziazione e del segreto - giorno, crepuscolo, notte; che cosa sono per chi contempla la Ragione limpida....
La perfezione dell'opera spirituale consiste nella corrispondenza esatta fra l'interiore e l'esteriore, fra l'anima e il corpo, in modo che la conoscenza dell'uno implichi necessariamente la completa conoscenza dell'altro.
La Grande Opera è quella in cui il "metallo", composto secondo la ragione in modo da essere l'"oro", elemento perfetto, sia composto, nello stesso atto, secondo l'analogia, in modo da simboleggiare l'"oro" spirituale.
In queste parole è contenuta la profonda distinzione fra la produzione artificiale dell'"oro" secondo l'alchimia e la medesima produzione secondo la scienza.
Nei due casi l'"oro" materiale sarà identico come materia, ma l'oro che la scienza produrrà non sarà altro che oro, perché nel fabbricarlo essa ha cercato di produrre soltanto oro, mentre l'"oro" che l'alchimia produrrà sarà più che oro, perchè nel fabbricarlo essa ha cercato di produrre non soltanto l'oro ma anche il segreto dell'oro, il segreto aureo.
L'oro della scienza sarà uguale all'oro della Natura come effetto; l'oro dell'alchimia sarà uguale a quello della Natura, non soltanto come effetto, ma anche come causa.
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

martedì 13 dicembre 2016

L'uomo e il processo cognitivo


La necessità, per la quale l'uomo, messo alle strette, desidera e cerca di afferrare le ali dell'aurora, ti spinge affinché l'ingegno umano non si intorpidisca e non muoia la sua forza vitale.
La natura ha assegnato a tutti ali squisite secondo necessità, ma sono davvero pochissimi coloro che sanno dispiegarle.
Ci si presentano dinanzi cose, segni,  immagini, spettri o fantasmi.
Gli elementi di differenziazione sono l'odioso, cioè il deforme e il cattivo; il desiderabile, cioè il bello e il buono e le combinazioni tra due o tre di questi elementi. ..
La natura fornisce di questi elementi di meditazione il senso, la concupiscenza, l'intelletto e la volontà, da cui si origina il vedere, il toccare in generale, l'immaginare, il pensare e anzitutto il ricordare,  il riflettere e il comprendere, donde nasce, in base a ciò che è ricordato, quello che vien solitamente denominato intelletto "che comprende" o "in attitudine" .
A questi elementi si aggiunge la formazione, le cui specie sono: l'opinione in generale, il dubbio, lo scrupolo, il legame, la fiducia e la seduzione in genere - che eccita il piacere, l'ambizione, la curiosità e la fiducia...
Tutto ciò produce poi da una parte la scelta e il rifiuto, dall'altra l'assenso e il dissenso.
Tra questi procedimenti vi è il semplice apprendere o "concezione prima", il numerare, il misurare, il pesare, dividere, distribuire, distinguere, ordinare, definire, rappresentare, argomentare e comprendere  che è l'attività della mente.
Gli elementi che esistono per natura preesistono nella mente del creatore primo e in seguito, a partire da esse, vengono alla luce secondo certe successioni... questi elementi dalla prima mente vengono comunicati al primo intelletto e comparendo grazie ad esso nell'ordine naturale (dopo che in qualche modo erano preesistenti nell'archetipo infinito) divengono per così dire inclusi in un certo confine e in questo modo esistenti in natura.
Tratto da "Il sigillo dei sigilli" di Giordano Bruno
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