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giovedì 15 dicembre 2016

La G[rande] O[pera]

La Grande Opera è la liberazione di Dio nell'uomo, la crocefissione delle spoglie nel morto, di ciò che è  perituro in che è perito, affinché nulla perisca.
La Grande Opera è in altre parole, la creazione di Dio.
La magia e l'alchimia sono cammini illusori.
La verità risiede solo nell'istinto diretto (rappresentato simbolicamente dalle corna) e nella linea retta della sua ascensione all'istinto supremo - nell'istinto diretto, la cui forma attiva è la sessualità, la cui forma  intermedia è l'immaginazione, la fantasia o la creazione nello spirito, la cui forma finale è la creazione di Dio, l'unione con Dio, l'identificazione astratta e assoluta con se stessi, la verità.
Cristo nella sua manifestazione materiale è un dio cristiano e in quella magica un dio, è nella manifestazione divina Dio.
Nel primo ordine gli si possono rivolgere preghiere, che avranno o meno effetto secondo le regole magiche di questi atti di fede.
Nel secondo ordine possono essergli indirizzate invocazioni, come a Osiride, che è  lo stesso Dio e l'effetto dipenderà dalla perfezione dell'incantesimo e del rito.
Nel terzo ordine non potranno essergli rivolte né preghiere né invocazioni; il processo di unione con Lui non si può esprimere con parole, né comprendere con l'intelligenza.
Solo colui che giunto fin dove questo processo esiste come formula di relazione, può assistere alla rivelazione intima, solo costui lo comprenderà ammesso che, nel  comprenderlo, lo comprenda.
Dobbiamo vivere intimamente ciò che ripudiamo.
Riconoscere la verità come verità e al tempo stesso come errore; vivere i contrari senza accettarli; sentire tutto in tutte le maniere e non essere nient'altro, alla fine, se non la comprensione di tutto - quando l'uomo si innalza a questa vetta è libero, come su ogni vetta, è  unito al cielo, cui  mai è unito, come su ogni vetta.
La luce falsa dell realtà, la luce falsa dell'apparenza, la luce falsa dell'iniziazione e del segreto - giorno, crepuscolo, notte; che cosa sono per chi contempla la Ragione limpida....
La perfezione dell'opera spirituale consiste nella corrispondenza esatta fra l'interiore e l'esteriore, fra l'anima e il corpo, in modo che la conoscenza dell'uno implichi necessariamente la completa conoscenza dell'altro.
La Grande Opera è quella in cui il "metallo", composto secondo la ragione in modo da essere l'"oro", elemento perfetto, sia composto, nello stesso atto, secondo l'analogia, in modo da simboleggiare l'"oro" spirituale.
In queste parole è contenuta la profonda distinzione fra la produzione artificiale dell'"oro" secondo l'alchimia e la medesima produzione secondo la scienza.
Nei due casi l'"oro" materiale sarà identico come materia, ma l'oro che la scienza produrrà non sarà altro che oro, perché nel fabbricarlo essa ha cercato di produrre soltanto oro, mentre l'"oro" che l'alchimia produrrà sarà più che oro, perchè nel fabbricarlo essa ha cercato di produrre non soltanto l'oro ma anche il segreto dell'oro, il segreto aureo.
L'oro della scienza sarà uguale all'oro della Natura come effetto; l'oro dell'alchimia sarà uguale a quello della Natura, non soltanto come effetto, ma anche come causa.
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

giovedì 8 dicembre 2016

Chimica occulta (alchimia) e chimica comune

La chimica occulta o alchimia, si differenzia dalla chimica comune o normale solo per quanto riguarda la teoria della costituzione della materia.
Esteriormente non differiscono né i processi operativi, né gli strumenti usati.
È il significato con cui vengono impiegati gli strumenti e compiute le operazioni a stabilire la differenza tra chimica e alchimia.
La materia è di fatto costituita in accordo con le convinzioni dei chimici e dei fisici comuni, da un sistema di forze in equilibrio instabile, il quale dà luogo a corpi dinamici che possiamo definire "atomi".
È perche questa è una realtà, e perché la materia, considerata dal punto di vista fisico, è davvero così costituita, che sono possibili gli esperimenti e le scoperte degli scienziati, e che la materia può essere manipolata con mezzi materiali, attraverso processi soltanto fisici o chimici e per fini concreti e immediatamente reali.
Ma nello stesso tempo, gli elementi che compongono la materia hanno un altro significato; esistono non solo come materia ma anche come simbolo.
Ferro-materia e ferro-simbolo ad esempio.
Ciascun elemento simboleggia una determinata linea di forza sovramateriale e può quindi essere oggetto di un'operazione o azione che lo alteri e lo tocchi, non solo in quanto elemento, ma anche in quanto simbolo.
E una volta compiuta quest'operazione l'effetto prodotto supera in trascendenza l'effetto materiale visibile, percettibile e misurabile nell'ampolla o nell'apparecchio in cui si è  realizzato l'esperimento.
L'operazione alchimica è questo.
L'alchimia si propone di trasformare e dominare ciò che la materia simboleggia per fini che non sono materiali.
Nell'esperimento alchemico la "forza" che il corpo lavorato simboleggia è in contatto diretto con lo spirito di chi opera e non solo del suo ma tutti coloro che lo aiutano coscientemente nei suoi esperimenti.
Il risultato dell'esperimento ha effetti diversi e di diversa importanza su chi opera e sui suoi "aggiunti".
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

giovedì 24 novembre 2016

Occultismo e scienza


Da quando l'umanità ha superato lo stadio di un'animalità quasi pura ha preso coscienza del duplice mistero dell'Aldilà che la circonda e la attraversa, e del destino che l'avvolge e la sospinge, l'uomo è sedotto dalla curiosità di tale mistero.
Nascono allora insieme, da un lato, la speculazione occultista che cerca di entrare direttamente in  contatto con l'Aldilà, con le forze superiori, dall'altro la speculazione scientifica, che si propone di conoscere soltanto le forme e le leggi della manifestazione fisica di tali forze, senza curarsi di investigarne la natura.
Questi due rami della conoscenza sono chiamati dagli Ermetici nel loro linguaggio simbolico, il "lato destro" e il "lato sinistro" del sapere.
L'intelligenza umana è, in quanto pura, determista e, in quanto pratica o pragmatica, soggetta a libero arbitrio.
Nessuno, con la sola ragion pura, crede ad altro che alla vanità della volontà umana, all'azione inevitabile della Legge, alla costrizione ferrea del Destino.
Ma nessuno, con la sola ragion pratica, si serve delle intuizioni della ragion pura; se così fosse, ogni agire sarebbe impossibile.
Quello che succede con l'occultismo succede anche con la scienza.
La conoscenza scientifica è utile all'uomo soprattutto perché lo rende capace di dominare la natura e di assecondare i fini pratici della sua vita; ma del pari esiste in ogni uomo, più o meno sviluppato, quell'anelito astratto al conoscere che caratterizza, quando già perfezionato, i tipi mentali superiori dell'umanità: quelli che amano il sapere solo per il sapere, la virtù per la virtù, la bellezza solo per la bellezza.
Nell'uomo inferiore invece l'idea di sapere è sempre legata a quella di utilità, l'idea di virtù a quella di premio, l'idea di bellezza a quella di piacere.
Data l'indole per natura egoista degli uomini, il possesso di conoscenze e di poteri superiori non farebbe altro che indurre la maggior parte a estendere la sfera delle proprie ambizioni materiali per il solo fatto di disporre di più elementi per la loro realizzazione.
È questa ragione per la quale,  da quando esistono uomini, esistono società dedite al misticismo e all'occultismo e secondo gli occultisti la maggior parte degli uomini non possiede piene capacità per le conoscenze occulte e per il loro impiego  (se la possedessero avrebbero già raggiunto spontaneamente tale sapere) è pericoloso metterli al corrente di forze che possono conoscere solo in parte  e in grado ancora minore dominare e che possono ritorcersi contro chi più o meno esperto le utilizza.
"Non sono un neofita, ierofante di qualche rito, guardiano o custode di qualche rituale.
Sono uno studioso misurato di cose scritte e dette, attento a leggere fra le righe, a cogliere sottintesi" Pessoa
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

martedì 22 novembre 2016

La creazione del mondo secondo la Cabbala

La creazione del mondo consiste nella proiezione dell'Essere Supremo, trino e uno nel Mondo, anch'esso trino e uno.
È questo l'Adamo Primordiale, l'Adam Kadmon dei cabbalisti.
La creazione è simboleggiata dalla rotazione del triangolo supremo  (che diviso dalla linea filiale rappresenta l'elemento Aria) sull'asse orizzontale paterno, in modo da formare un triangolo rovesciato, il quale, con un'analoga divisione mediana, rappresenta l'elemento Acqua.
La vescicula piscis che avvolge naturalmente tutto è la Possibilità.
Il simbolo così costituito è naturalmente diviso in quattro parti, che rappresentano i quattro mondi dei cabbalisti:
la parte compresa fra il punto Essere Supremo e la linea Figlio;
quella compresa fra la linea Figlio e la linea Padre;
quella compresa fra la linea Padre e la seconda linea Figlio
quella compresa fra questa e il punto Supremo inferiore.
Chiameremo questi mondi A,B,C e D.
Il mondo D e quello dell'istintualità è il mondo inorganico e istintivo.
C è  il mondo umano; B è il mondo angelico; A è il momdo divino.
In ogni mondo operano le dieci Sefirot.
La linea Padre appartiene a entrambi i triangoli: al divino come Dio Padre, al mondano come Mondo; come tale è  duplice e trina: Dio-Mondo, come riflesso dell'Essere Supremo; Dio-Uomo, come riflesso del Figlio; Dio-Dio, come proprio riflesso, manifestazione di sé a se stesso, spirito-materia ermafrodito.
La Cabbala non è necessariamente una verità. Può esserlo come non esserlo.
È soltanto una speculazione metafisica condotta sulla base di dati più completi di quelli di cui dispone normalmente il filosofo profano.
È soggetta ai medesimi rischi di errore e di illusione delle speculazioni profane, poiché permesse migliori non forniscono ai pensatori la logica o la chiave per dedurne necessariamente conseguenze migliori.
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

martedì 15 novembre 2016

I tre tipi di iniziazione


A livello più basso c'è l'iniziazione essoterica, analoga  a quella massonica.
È l'iniziazione data a chi non si è propriamente avviato ad essa, né  vi si è  preparato  (poiché un suggerimento altrui o semplice curiosità non sono una preparazione), e il suo scopo è mettere l'individuo in condizione di poter accedere alla via esoterica, tramite il contatto con i simboli ed emblemi.
Il più esteriore e inconsistente dei sistemi iniziatici, quale è oggi la massoneria, si propone appunto questo fine, una volta mantenuti i simboli grazie a cui penetrano in noi le prime conoscenze dell'occulto.
(Simbolica ed esteriore, rafforza la volontà e conduce alla Magia, il candidato passa attraverso gradi di intuizione egli rimanere sulla superficie e sull'apparenza delle cose)
L'unico fine per cui i Rosacroce istituirono la massoneria essoterica è quello di mettere molte persone a contatto con l'aspetto esteriore della verità occulta, in modo che, chi si senta adatto, possa ascendervi gradualmente.
C'è poi l'iniziazione esoterica.
È diversa dalla precedente perché il discepolo deve cercarla, desiderarla e prepararla dentro di sé.
《Quando il discepolo è pronto, anche il maestro è pronto》dice il vecchio detto degli occultisti.
(Iniziazione intellettuale che rafforza l'intelletto e conduce al Misticismo, il candidato passa attraverso stati di comprensione, egli può sapere molto ma non vive ciò che conosce a livello in cui lo conosce)
C'è infine l'iniziazione divina.
Questa non è impartita né dagli essoterici o esoterici minori,  come l'iniziazione essoterica, né dai maestri o esoterici maggiori come quella esoterica.
Proviene direttamente, e al di sopra di tutti costoro, dalle mani stesse di colui che chiamiamo Dio.
(Rafforza l'emozione e quindi conducono all'Alchimia, il candidato vive quello che sente e che sa)
Il tipo supremo di questa iniziazione è  Gesù, nel quale Dio, fin dalla nascita, ha influenzato la propria essenza trasformandolo nel Cristo.
Iniziato essoterico è ad esempio un massone o un discepolo di una società teosofica o antroposofica.
Iniziato esoterico è invece un Rosacroce e concediamolo, Francesco Bacone.
Iniziato divino è  ad esempio Shakespeare.
A quest'ultimo tipo di iniziazione si da comunemente il nome di genio.
《Alcuni nascono grandi, altri arrivano alla grandezza e ad altri la grandezza é imposta》frase di Shakespeare in cui ha dato forse senza volere e pensando soltanto di essere ironico, la chiave delle tre iniziazioni in ordine discendente.
"Ma il vero significato dell'iniziazione è che questo mondo visibile in cui viviamo è un simbolo e un'ombra, che la vita che conosciamo tramite i sensi è una morte e un sonno....
L'iniziazione è il dissolversi - un dissolversi graduale, parziale - di questa illusione. La ragione del suo segreto è che la maggior parte degli uomini non è adatta a comprenderlo, e quindi lo comprenderebbe male e lo fraintenderebbe, se fosse reso pubblico. La ragione per cui il significato è simbolico risiede nel fatto che l'iniziazione non è una conoscenza, ma una vita, e l'uomo deve dunque scoprire da sé ciò che i simboli mostrano, perché così vivrà la loro vita, senza limitarsi ad apprendere le parole con cui vengono rivelati."
Tratto da " Pagine esoteriche" di Fernando Pessoa

martedì 25 ottobre 2016

Misticismo, Magia e Alchimia


Alla fine il contenuto dei misteri si riassume in insegnamenti riguardo a tre ordini di cose che si è sempre ritenuto opportuno non rivelare alla totalità degli uomini.
Sono di ordine tale che il popolo in genere non li capirebbe e capendoli in modo distorto ne sarebbe turbato, si pensò allora di dividere tali insegnamenti in due categorie: essoterici o profani; esoterici o occulti.
L'occulto può avere le sue allucinazioni e i suoi inganni.
I quattro stadi della tentazione del Mondo sono: il Dogma, l'Intelligenza Concreta o Scienza, l'Intelligenza Astratta o Filosofia e l'Intelligenza Critica.
Il Dogma mediante il quale è in relazione con tutti gli altri; la Scienza mediante la quale è in relazione con la Natura; la Filosofia mediante la quale è in relazione con la mente degli altri; la propria filosofia mediante la quale è in relazione con se stesso, perché il Mondo è  tutto questo.
Una volta oltrepassati questi quattro stadi del grado di Neofita egli è pronto per l'iniziazione.
Ora dipende da lui scegliere quale via scegliere: mistica, magica, o gnostica o per meglio dire da quale iniziarà come Adepto.
Gli insegnamenti impartiti nei misteri riguardano tre ordini di cose: la vera natura dell'anima umana,  della vita e della morte, il vero modo per entrare in contatto con le forze segrete della natura e manipolarle e la vera natura di Dio o degli Dei  e della creazione del mondo.
Si tratta rispettivamente del segreto alchemico, del segreto magico e del segreto mistico.
Il primo si chiama alchemico perché gli insegnamenti ad esso vengono impartiti tramite i simboli della cosiddetta alchimia che non è nient'altro che un linguaggio simbolico.
Le vie del Misticismo e della Magia sono spesso d'inganno e d'errore.
Il Misticismo significa essenzialmente fiducia nell'intuizione; la Magia significa essenzialmente fiducia nel potere .
L'intuizione è un'operazione della mente tramite cui i risultati dell'intelligenza vengono ottenuti senza l'impiego dell'intelligenza.
Il potere, inteso come potere magico, è un'operazione della mente tramite cui i risultati di uno sforzo continuo vengono ottenuti senza l'impiego di uno sforzo continuo.
Entrambi sono scorciatoie per la conoscenza.
In un certo senso, sia il Misticismo sia la Magia sono ammissioni di impotenza.
Il mistico è un uomo che sente di non avere in sé la forza di pensiero necessaria a raggiungere la verità mediante il pensiero stesso.
Chi pratica Magia è un uomo che sente di non avere in sé la forza di volontà necessaria a raggiungere la verità  (o il potere) mediante la forza di volontà stessa.
In entrambi i casi c'è una fuga.
Ciò non  vuol dire che i risultati del Misticismo e della Magia siano sbagliati.
Vuol dire invece che non c'è nessun criterio con cui poter distinguere un risultato sbagliato da uno giusto in una via o nell'altra.
Nella Gnosi, dove ci serviamo dell'intelletto, abbiamo almeno il sostegno del ragionamento; possiamo almeno confrontare un "risultato" con un altro,  esaminare se non siano in contraddizione. .. possiamo non ragionare bene ma ragioniamo.
Ci sono tre modi per interpretare le iniziazioni:
1) le tre vie di realizzazione: magica, mistica e gnostica.
2) i tre stati di realizzazione: Neofita, Adepto e Maestro
3) i tre gradi di realizzazione: astrale, mentale e spirituale.
La prima tentazione da vincere per evitare gli Errori della Via, è il Mondo.
La seconda tentazione da vincere per evitare gli Errori della Locanda, è  la Carne.
La terza tentazione da vincere per evitare gli Errori della Cripta, è  il Diavolo.
Le tentazioni sono comuni a tutte le vie, ma il mistico è più soggetto alle tentazioni del Mondo, il mago alle tentazioni della Carne, lo gnostico alle tentazioni del Diavolo.
Un Adepto iniziato ai tre misteri potrà vincere tutte e tre le tentazioni soggette alla Carne: i desideri sono vinti con il Misticismo; le indecisioni sono vinte con la Magia; gli inganni sono vinti con la Gnosi....
Tratto da " Pagine esoteriche" di Fernando Pessoa

martedì 11 ottobre 2016

La via del Serpente


La coscienza trascende l'unità.
È il punto assoluto che "esiste" soltanto: infatti, perché qualcosa esista, esso deve esistere infinitamente in essa.
Il punto, in quanto negazione dello spazio, ne rappresenta la vita.
Nella sua forma a S (che se si considera chiusa è un 8, se coricata è il simbolo dell'infinito), il Serpente comprende due spazi che circonda e trascende.
Il primo spazio è il mondo inferiore e il secondo è quello superiore).
In un'altra raffigurazione,  quella del Serpente in cerchio che di muove la coda, viene riprodotta non la S, ma il cerchio, simbolo della terra o del mondo così come lo conosciamo.
Nells sua forma a S il Serpente si sottrae alle due Realtà e scompare dai Mondi e dagli Universi.
L'illusione è la sostanza del mondo ed è tale secondo la Regola, tanto nel mondo superiore quanto nel mondo inferiore, tanto nell'occulto quanto nel manifesto.
Quando fuggiamo dal mondo inferiore perché è illusorio, il mondo superiore, in cui ci rifugiamo, non è meno illusorio; è illusorio in un altro modo, il proprio.
Solo il Serpente, contornando gli infiniti aperti - o i cerchi incompleti - dei due mondi, sfugge all'illusione  e conosce il principio di verità.
Il Serpente è al di sopra degli ordini e dei sistemi e, sebbene ascenda come il loro significato, indica le direzioni e le vie.
Il suo movimento, a destra nell'ordine inferiore delle cose e degli esseri, avviene solo perché possa aver luogo a sinistra nell'ordine superiore.
Ciò che gli uomini non possono ottenere se non dominandosi, associandosi o imponendosi l'uno all'altro, il Serpente lo ottiene da solo nella propria libertà.
Libero e cauto avanza striaciando attraverso il mondo e lo spirito, fino a uscire dal mondo  e dallo spirito.
Il Serpente unisce i veri contrari perché, mentre le vie del mondo vanno a destra, a sinistra o al centro, lui segue una via che passa per tutte le direzioni.
Nell'uscire dal vertice dell'istinto per salire al vertice divino egli sfiora la curva prodotta dalla vescica che tutto avvolge, mostrando di conoscerla, ma la sfiora e la oltrepassa e non ne segue né la curva né la forma.
Si distingue da tutti i modi e le condizioni propri a Dio e agli Esseri.
Là dove sembra uguale è diverso e la dualità che lo costituisce è opposta per forma ed essenza.
Nel mondo inferiore egli è luna credente, nel mondo superiore quella calante.
Egli non conosce i misteri, ma li  avvolge, elude le vie e le iniziazioni; abbandona la scienza per la quale passa; nega la magia che attraversa e quando arriva a Dio non si ferma.
La via del Serpente è al di fuori degli ordini e delle iniziazioni, è  al di fuori persino delle leggi (rettilinee) dei mondi e di Dio.
La natura maledetta, l'aspetto ripugnante del Cobra recano impressa la sua Opposizione all'Universo - profondo e oscuro Mistero Magno.
A livello inferiore, in cui è  solo un Serpente  e tenta Eva, nega il bene;
al secondo livello nega la verità;
al terzo livello, in cui è  Satana, nega il bene e il male;
al quarto livello, in cui è  Lucifero (o Venere) nega la verità e l'errore;
al quinto livello in cui è  l'E [ssere] S [upremo], la Rivelazione Suprema tenta se stesso e si uccide.
La via del Serpente è l'evasione dalle vie... l'Evasione Astratta, il riconoscimento della verità essenziale.
Tratto da " Pagine esoteriche" di Fernando Pessoa

martedì 4 ottobre 2016

Il genio


Nello spirito umano c'è un impulso naturale al conoscere; lo rivela di continuo il bambino, e il bambino - essere assurdo, sentimentale e indifeso - è il prototipo esatto (perfetto) dell'umanità. 
Si può dire che l'uomo è un animale che aspira ad essere razionale.
Un residuo, forse, di quel fuoco divino che Prometo sembra non aver avuto il tempo di distribuire equamente fra gli uomini.
Se l'istinto di conoscere mira talvolta a ciò che effettivamente può costituire materia di scienza, spesso deve rivolgersi a ciò che non di può osservare in condizioni scientifiche o ridurre a una qualche forma di esattezza .
Ma nel suo slancio spirituale, l'istinto di conoscere non desiste
Non potendo conoscere con l'intelligenza, conosce con il sentimento, che l'intelligenza del desiderio.
E dove non può osservare, crede; dove non può calcolare, indovina; dove non può sottoporre a verifica, profetizza.
Questa condizione dell'anima è il misticismo, che consiste nell'avere il chiaro sentimento di qualcosa di cui non si conosce la natura.
In ogni ambito umano dove non può darsi  scienza, deve necessariamente darsi misticismo.
Il genio è il conseguimento, attraverso l'intelligenza razionale, di ciò che solo l'intelligenza analogica o intuitiva ha la proprietà di conseguire e viceversa, il conseguimento attraverso l'intelligenza intuitiva di ciò che solo l'intelligenza razionale ha la proprietà di conseguire.
Il genio è  la prefigurazione dell'umanità futura.
Meglio sarebbe dire che è la prefigurazione di quella condizione futura dell'umanità in cui ha luogo la funzione delle due intelligenze, nel momento stesso in cui, a un livello superiore, si produce la vera fusione, nel nuovo Cristo, delle due Nature.
Per conseguire tramite l'intelligenza razionale ciò che in realtà solo l'intelligenza intuitiva consegue, è necessario raggiungere un livello di intelligenza in cui si viva nell'astrazione con la stessa vitalità dell'anima con cui si vive nel concreto; in cui si riesca a ragionare senza preconcetti, facendo della ragione non, come nell'uomo naturale, per quanto evoluto, la serva tirata a lucido dell'emozione e del desiderio, bensì la sua dominatrice e insieme la sua libertà in cui si elevi l'intelligenza al di sopra dell'unità,  vivendo la contraddizione logicamente, come iniziò  a fare Hegel seguendo la via tracciata da Eraclito in modo un po' occulto e anche un po' empirico...
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

giovedì 29 settembre 2016

La divinità nei numeri


L'Ineffabile è al di là della nostra conoscenza; con il nostro linguaggio non possiamo neppure dire se Egli esista.
L'Ineffabile automanifesto, quindi non più Ineffabile, è l'Elohīm, duplice ( Immanifesto e Manifesto ) e, mentre l'Immanifesto è ( simbolicamente ) privo di sesso, il Manifesto possiede ( simbolicamente ) entrambi i sessi.
Poi, per così dire, c'è anche l'altro-manifestato-Immanifesto, cioè la manifestazione dell'Immanifesto come altro al di là di sé, ed è quest'ultimo che contiene i quattro mondi.
Tutte e tre costituiscono la Trinità: rispettivamente Spirito Santo, Figlio e Padre, dove il Padre è identico al Mondo.
Uno è il numero della Divinità in se stessa;
Due il numero della Divinità Manifesta, poiché il Figlio contiene entrambi;
Tre è per l'uomo il numero della Divinità completa.
Quattro, essendo i quattro mondi, è il numero della realtà, o della manifestazione come realtà.
Cinque, essendo i quattro mondi del Padre e il mondo cui dà forma il Figlio  (come uno), è il numero della perfezione del mondo.
Sei, essendo i quattro mondi più le Due Nature del Figlio, è il numero della Creazione o Perfezione di Dio e dell'Uomo, o di Dio e del Mondo, e quindi i sei giorni della Creazione.
Sette è la somma di questi con il Mondo Supremo e quindi il mumero perfetto, nel quale c'è comprensione completa poiché contiene la pienezza (quattro) del Mondo, la pienezza  (due) del Figlio Formatore e la pienezza (uno) dello Spirito Santo.
L'Essere Supremo è ciò che essenzialmente esiste e supremamente è.
Egli, però, pensa se stesso e nel pensarsi diventa Oggetto di se stesso, ovvero la propria passività o femminilità; questo è ciò che chiamiamo Figlio... "per la Seconda Persona della Trinità suoneranno due rintocchi di campana perché Essa è  femminile".
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

martedì 27 settembre 2016

Il numero come fondamento di tutte le cose

La quantità, numero in sé, infinito, la qualità di un'idea.
È grazie alla Quantità  (ideale) che noi conosciamo la pluralità delle cose.
Perciò la quantità in sé produce tale pluralità.
C'è più di un'idea, ce ne sono molte, quindi una volta che ce n'è più di una, ce n'è un numero infinito.
Il numero, allora, precede l'idea.
È stata una profonda intuizione dei discepoli di Pitagora quella di porre il numero a fondamento di tutte le cose.
I tre mondi: il mondo casuale, il mondo intellettuale e il mondo numerico.
La realtà del mondo "materiale" dipende dal numero. In questo mondo-risultato siamo come ogni ente, meri numeri.
Ma i numeri hanno una logica, una ragione.
Non presuppongono nient'altro. (Neanche la coscienza di essi)
Ma i numeri hanno un ordine. Per questo, al di sopra dei numeri c'è la ragione dei numeri.
Questa ragione è del tutto immanente ai numeri.
La pensiamo soltanto grazie a quel fenomeno che ha luogo tra i numeri e che chiamiamo Legge.
Ma questa ragione deve avere un'ordine, una causa.
Quindi al di sopra del mondo razionale c'è il mondo causale.
Il mondo numerico è retto dagli dei; vale a dire, relativamente al mondo che concepiamo, il politeismo è la Verità.
Ma nel mondo razionale non ci sono più dei, o meglio, questo mondo è al di sopra degli dei.
Esso non è reale:  cioè non c'è niente in noi che ci permetta di affermarne l'esistenza.
Il mondo razionale non può essere raggiunto né  dai sensi che insegnano l'idea di Realtà, né dalla ragione, che insegna l'idea di Legge, né dalla Coscienza, che insegna l'idea di Essere.
Nessuna nostra facoltà, nessuna modalità di percezione ci può innalzare fino al mondo razionale; tutt'al più possiamo scorgere il riflesso tra i numeri.
Perché ci sono numeri, relazioni fra numeri  (riflesso della Ragione), esistenza  (astratta) di numeri e relazioni fra loro, in quanto il dato comune fra numeri e le loro relazioni consiste nell'essere "cose" che esistono.
Ciò che il pensiero concepisce come infinitamente divisibile non e la materia,  ma l'idea astratta di materia.
La matematica è una scienza soltanto al proprio interno.
Non è applicabile alla realtà.
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

giovedì 22 settembre 2016

Gli ostacoli della vita e la via verso l'Alto


L'uomo non era destinato ad essere ciò  che è: è divenuto tale solo in seguito alla Caduta.
Ritrovare la Parola significa ritrovare l'autentica Legge Umana, l'Adamo primitivo e androgino, fatto a immagine di Elohīm
Realizzare dentro di sé l'unione dei due principi: ecco la Legge Umana ritrovata, la vera creazione della pietra filosofale....
Ogni uomo che debba aprirsi a una via verso l'Alto incontrerà di continuo ostacoli incomprensibili.
Se fosse soltanto per gli ostacoli che si frappongono al cammino e che spronano, per il pericolo o per la resistenza immediata, andrebbe tutto bene e gli ostacoli stessi sarebbero un simbolo a procedere.
Ma egli ne troverà altri:
gli ostacoli subdoli, che fanno male e piegano;
gli ostacoli suadenti, che stordiscono e ammaliano;
gli ostacoli affettivi, che come accadde a Orfeo, lo indurranno a voltarsi verso l'Averno proibito.
Non solo impedimenti duri, come quelli eretti a ostacolo dalle rocce, ma anche impedimenti morbidi, come il ricordo delle valli o delle case ai piedi dei monti.
E il trionfo consiste nella capacità di sottomettere all'emozione superiore queste forze d'attrazione, pur sapendole sentire intensamente  (perché non saper sentire è non avere l'anima per l'ascesa); pur sapendo organizzare le volontà dell'amore e della terra, saperle anche sottomettere alla volontà dello spirito del mondo.
Questo percorso vittorioso è rappresentato dagli emblematisti nel simbolo della Crocefissione della Rosa, ossia nel sacrificio dell'emozione del mondo nelle linee incrociate della volontà fondamentale e dell'emozione fondamentale, che costituiscono il sostrato del Mondo, non come Realtà (il Circolo fiorito cioè la Rosa), ma come prodotto dello spirito  (la Croce).
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

sabato 17 settembre 2016

Analogia tra i gradi di iniziazione e la poesia


Il Neofita attraverso i gradi che tale qualifica descrive è essenzialmente un apprendista; la sua vita è diretta al compimento della conoscenza nella sfera esteriore.
Nell'Adepto, attraverso i suoi tre livelli, si verifica uno sviluppo del processo di unificazione della conoscenza con la vita.
Nel Maestro c'è, o si dice ci sia, un superamento dell'unità così raggiunta in virtù di una più elevata unità.
Il paragone con cose più semplici renderà tutto più chiaro.
Supponiamo che lo scrivere poesie sia il fine dell'iniziazione.
Il grado di Neofita consisterà nell'acquisizione degli elementi culturali con cui il poeta avrà a che fare scrivendo poesie e che saranno rispettivamente e in quella che sembra un'analogia esatta:
- grammatica; 
- cultura generale;
- cultura letteraria specifica  (...)
Il grado di Adepto consisterà sviluppando l'analogia:
- nello scrivere poesia lirica semplice come una comune lirica;
- nello scrivere poesia lirica complessa;
- nello scrivere poesia lirica ordinata o filosofica come nell'ode.
Il grado di Maestro consisterà a sua volta:
- nello scrivere poesia epica;
- nello scrivere poesia drammatica
- nella fusione di tutta la poesia, lirica, epica e drammatica  in una sintesi superiore ai tre generi.
La fusione di tutta la poesia lirica, epica e drammatica, in qualcosa che trascenda tutte e tre è un conseguimento che oltrepassa la comprensione...
Tratto da " Pagine esoteriche" di Fernando Pessoa

giovedì 15 settembre 2016

Le tre forme delle religioni


C'erano tre ragioni per le quali nelle religioni pagane certe verità venivano trasmisse solo in segreto e separatamente, per iniziazione.
La prima ragione era sociale: si pensava che non fosse opportuno trasmettere queste verità a chiunque a meno che costui non fosse in qualche modo preparato a riceverle e che avrebbero provocato effetti sociali disastrosi se fossero state rese pubbliche, perché ciò avrebbe comportato una loro cattiva comprensione.
La seconda ragione era filosofica: si pensava che, in se stesse, queste verità non fossero alla portata dell'uomo comune e che, se comunicate senza motivo, avrebbero potuto produrre confusione mentale e squilibrio di condotta.
La terza ragione era spirituale: si pensava che trattandosi di verità della vita interiore, non dovessero essere comunicate, ma solo evocate e che tale evocazione dovesse avvenire in forma solenne e avvolta nella segretezza, perché se ne potesse riconoscere il valore; attraverso il rituale, perché si potesse impressionare e produrre meraviglia; attraverso simboli, per indurre il candidato ad aprirsi da sé il proprio cammino, lottando interpretare i simboli, invece di credersi pieno di conoscenze come forma di dogma o precetto filosofico.
Le religioni degli antichi e soprattutto quelle pagane della Grecia e di Roma erano divise in tre forme.
C'era una forma sociale, il culto, propria dell'uomo in quanto cittadino .
C'era una forma individuale, la poesia, propria dell'uomo in quanto non - cittadino; osservato debitamente il culto, egli poteva figurarsi gli dei a suo piacimento ed elaborarne le leggende nel suo  modo che gli sembrasse più adeguato.
C'era la forma segreta, l'iniziazione, che, pur mantenendo il suo carattere segreto, partecipava delle caratteristiche di entrambe: era individuale, perché anche quando l'iniziazione era collettiva come nei grandi Misteri pagani, essa riguardava sempre l'individuo e non il gruppo; era sociale, perché l'iniziazione veniva trasmessa con un rituale e il rituale è sociale.
Tutte le religioni si trovano nella stessa condizione delle grandi religioni pagane.
Le tre forme di culto sono presenti in un modo o nell'altro in ognuna.
Nella religione cristiana, per esempio, abbiamo il culto pubblico sia con un cerimoniale elaborato come nella Chiesa Romana, sia con uno povero fino alla nudità come nelle sette protestanti estremiste;
Abbiamo la religione individuale in forma di riflessione personale sui dogmi e sulle formule di fede, cioè una teologia là dove prima si aveva la poesia;
E abbiamo la vita interiore del cristiano, che rappresenta la sua iniziazione, perché nelle religioni cristiane l'iniziazione si considera data solo da Cristo in forma mistica e non da un sacerdote o da uno ierofante in forma rituale o cerimoniale.
L'iniziazione pagana ha imboccato la via della Magia, come tutte le iniziazioni rituali.
L'iniziazione cristiana quella del Misticismo, come tutte le iniziazioni meditative.
Trattoda " Pagine esoteriche" di Fernando Pessoa

martedì 13 settembre 2016

L'essenza di Cristo


Cristo è la rappresentazione simbolica, umanizzata del processo, che il paganesimo non racconta o non sa raccontare, per il quale la Realtà è  passata dal Caos e dalla Notte  (Destino) agli Dei.
Tra l'Informe, rappresentato dal duplice mistero della Notte e del Caos e il Formato, che ha inizio con il primo dio, c'è  un abisso causale la cui natura il sistema pagano taceva di proposito.
Fra gli  dei e Cristo c'è una differenza.
Gli dei sono reali e di carne, fatti di una propria carne; esistono come noi, ma a un livello superiore; agiscono come noi, ma in modo compiuto; nascono come noi, ma non hanno tramonto  (né crepuscolo) né imperfezione.
Cristo invece non esiste se non simbolicamente; è  nella sostanza, simbolico.
Cristo è nella sua stessa realtà un mito ed reale nella misura in cui è mitico.
È  solo simbolo ma simbolo di sé stesso.
È puro sogno che niente ha proiettato.
Il processo mentale cui si comprende Cristo non è umano. Gli  stessi dei non lo comprendono.
Cristo il Logos non può essere compreso: appartiene a un'altra realtà.
Cristo è l'intermediario assoluto
Il Verbo che non è pronunciato, cosa impossibile.
La ragione non raggiunge il Logos perché lì non c'è  ragione.
Tanto il Cristianesimo quanto il Buddhismo sono crimini contro l'umanità, perché crimini contro le leggi divine.
Sono tentativi, fra tutti i sacrilegi, di rivelare l'irrivelabile; di rendere pubblico ciò che per natura, una volta reso pubblico, non  è più quello che è.
É come un gioiello o un fiore, il cui meraviglioso colore potesse esistere solo di notte, scomparendo al sopraggiungere di quella luce che pure potrebbe renderlo visibile.
Non si può volgarizzare il mistero, perché, così come il segreto, una volta rivelato, non è più tale e perde la virtù mistica di segreto, allo stesso modo i misteri, una volta rivelati, non sono davvero rivelati.
Ha detto bene Tertulliano: rivelarli significa distruggerli.
Quando si legge in libri come quelli dei Rosacroce che il sentimento (che non è il sentimento che  proviamo in quanto uomini) è più veritiero della ragione.
Si tratta di un'altra forma di coscienza che non esiste neppure abbozzata nell'anima umana.
Il mistero di Cristo non può essere rivelato perché nell'anima umana non vi sono facoltà per comprendere questa rivelazione.
(La Bibbia, trattato di alchimia, è come tutti i trattati di alchimia un'opera scritta in cifra trascendentale)
Dire che Cristo è un simbolo del Sole significa rovesciare i termini del processo di iniziazione.
È il Sole a essere il simbolo di Cristo.
In altre parole, Cristo è la realtà e il Sole è l'illusione, (perché il sole è materia e la materia è  illusione), Cristo è la luce e il Sole è l'Ombra ("La luce è  l'ombra di Dio" A. Einstein).
Tratto da "Pagine esoteriche" di Fernando Pessoa
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