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mercoledì 27 marzo 2019

L'uomo: una triade -Nous/Psiche/Sôma-


L'anima esiste dai tempi più remoti ed è dunque anteriore al suo corpo fisico (Platone Timeo).
Tutte le anime sono d'altronde simili ma, incarnandosi in corpi diversi, reagiscono differentemente alle vicissitudini del mondo e conosceranno da allora destini divergenti (Timeo).
Il loro numero è invariabile ed esse viaggiano continuamente tra Cielo e Terra.
Il loro destino è simile a quello delle gocce di pioggia che si trovano nell'alto del cielo, ma cadono sulla terra e vi conoscono sorti diverse: le une entrano nella terra, si purificano, escono nell'acqua fredda e limpida delle sorgenti, raggiungono l'oceano e una volta giunte sulla cresta delle onde sono aspirate dal sole e risalgono al cielo, loro patria originale.
Altre sono catturate dagli uomini e poste in recipienti che le imprigionano per un certo tempo, oppure sono rapidamente liberate con l'ebollizione.
Ma tutte terminano tosto o tardi Il loro viaggio terrestre ritornano alla loro dimora celeste per ricominciare di nuovo il loro doloroso periplo.
Sono dunque sempre le stesse gocce d'acqua che vanno e vengono visto che nulla si crea è nulla si distrugge in natura.
Nel nostro mondo sublunare è il sole, immagine vivente della divinità, che ha il ruolo essenziale di grande seminatore delle anime.
Egli le invia sulla terra dove esse si incarnano durante le generazioni...
Questa discesa si effettua nel canale nel canale dei raggi solari che si proiettano sulla luna: essa li rinvia sulla terra.
Questo passaggio per la luna è indispensabile perché il Nous, o corpo mentale, deve ricevere un involucro astrale, la Psiche, specie di doppio etereo, dotato di sensibilità e di mobilità; involucro che formerà il Nous e con il corpo di carne, o Sôma l'intera personalità dell'uomo.
Il Sole ci dà il Nous che assicura all'uomo la sua intelligenza e la ragione.
La Luna ci dà la Psiche sede della sensibilità.
La Terra fornisce soltanto il suo supporto materiale il Sôma.
Tale e l'uomo una Triade: uno spirito, servito da una sensibilità mobile, imprigionata nel corpo; un'anima, dotata di giudizio servito da una percettibilità sempre sveglia, chiusa nella tomba del corpo.
Solo il Nous è immortale...
Il Nous sopravviverà alla prima morte che è quella del corpo e alla seconda morte che è quella della Psiche (alla morte l'intelletto agente, che è immortale, libero da passioni, sopravvive al corpo che perisce quando l'intelletto passivo è mortale come il corpo. Aristotele "De Anima")
Col fuoco del nostro spirito siamo legati permanentemente al Fuoco celeste e all'immortale armonia delle sfere...
Tratto da "Plutarco i segreti esoterici" di Jean Mallinger

mercoledì 20 marzo 2019

Gli Dei


"Infatti nessun pensiero umano ha fatto amare e onorare gli dei 
Prima che incominciasse il canto nell'anima silenziosa, 
Né poté la terra nel sogno o con l'azione prendere il cielo su di sé 
Finché la parola non fu rivestita di linguaggio dalle labbra dell'uomo"
Gli dei sono le creazioni del creato.
Esse sono fatti dall'adorazione dei loro adoratori.
Non sono gli dei a fare l'opera della creazione.
Questa è fatta dalle grandi forze naturali che operano ciascuna a seconda della propria natura; gli dei vengono nella loro processione dopo che il Cigno dell'Empireo ha deposto l'uovo della manifestazione nell'oscurità della notte cosmica.
Gli dei sono emanazioni delle menti-gruppo delle razze; essi non sono emanazioni dell'Unico ed Eterno.
Nondimeno essi sono immensamente potenti perché mediante la loro influenza sulla immaginazione dei loro adoratori essi uniscono il microcosmo al macrocosmo; in quanto con la meditazione sulla bellezza ideale di Apollo l'anima dell'uomo è aperta alla bellezza in generale.
Dalla materia-mente (Akasha, Etere) sono formati gli stampi di tutte le forme; ed entro questi stampi sono costruite le strutture delle tensioni eretiche, entro le quali sono contenute le molecole della materia che formano il corpo della manifestazione sul piano fisico.
...queste forme sono costruite dalla consapevolezza cosmica espressa come forze naturali, funzionanti ciascuna secondo la propria natura; ma allorché la consapevolezza ha cominciato a svilupparsi nelle creature del Creatore, essa ha esercitato le sue funzioni in gradi vari sulla materia-mente astrale che, per sua natura, era suscettibile alle influenze della consapevolezza; di conseguenza, "il pensiero dell'uomo ha fatto gli Dei da amare e da onorare".
Queste forme, una volta costruite, sono divenute canali delle forze specializzate che esse erano destinate a rappresentare, concentrandole sui loro adoratori.
In questo senso illimitato gli iniziato non solo credono negli dei, ma li adorano.
I veggenti, quando cercano di discernere la natura spirituale e la più intima essenza di ogni forma di vita, si imbattono in queste immagini, le "creazioni del creato" e saranno ingannate da esse, prendendole per l'essenza astratta stessa, che non può essere trovata su nessun piano che dà immagini alla visione psichica, ma soltanto su quelli che sono visti dall'intuizione pura.
L'uomo, quando la sua mentalità era ancora primitiva, adorava queste immagini, per mezzo delle quali e gli rappresentava a se stesso le grandi forze naturali di importanza così essenziale al suo benessere materiale, stabilendo in tal modo un legame con esse, per mezzo del quale si sviluppava un canale in cui le forze che esse rappresentavano erano versate nella sua anima, stimolando così il corrispondente fattore della propria natura e perciò sviluppandolo.
Le operazioni di questa adorazione costruivano immagini estremamente precise e potenti e sono queste ad essere generalmente intese come dei.
Tratto da "La Cabala mistica" Dion Fortune

mercoledì 13 marzo 2019

La Croce


La croce con cui siamo più generalmente familiari è la Croce Calvario, per effetto della sua associazione col Cristianesimo, esistono parecchie altre forme di croce e ciascuna ha il proprio significato.
La Croce Greca, come la Croce Rossa del servizio medico dell'esercito, è chiamata dagli iniziati la Croce della Natura, e rappresenta il potere in equilibrio.
La si può trovare in cima ad alcune croci celtiche, spesso racchiusa in un circolo, sicché una croce celtica consiste in realtà in un'asta rastremata terminante in una croce-natura, e non ha nessuna relazione con la Croce Calvario, che è la Croce della Cristianità.
L'asta rastremata della croce celtica è in realtà una piramide tronca.
Alcune forme arcaiche suggeriscono l'imposizione della croce e del cerchio sulla conica pietra fallica che è un oggetto universale nell'adorazione primitiva.
La Svastica è anch'essa una croce-natura e qualche volta è chiamata la Croce di Thor o il Martello di Thor e la sua forma è supposta indicare l'azione vorticosa dei suoi fulmini
La Croce Calvario è la Croce di Sacrificio e dovrebbe propriamente essere colorata in nero.
La sua asta dovrebbe avere tre volte la lunghezza dei suoi bracci e la lunghezza di ciascun braccio dovrebbe essere tre volte quella della sua ampiezza.
La meditazione su questa croce porta iniziazione tramite sofferenza, sacrificio e abnegazione.
Il Crocifisso è un'elaborazione della Croce Calvario.
Il circolo sopra la croce è un simbolo iniziatorio, specialmente quando la croce è sollevata sopra tre gradini, come dovrebbe essere in questa forma.
Il circolo indica vita eterna; anche saggezza; e vediamo una forma di esso nell'emblema della Società Teosofica che ha per suo distintivo il "serpente che tiene in bocca la sua coda".
Una Croce Calvario col circolo sovrapposto significa iniziazione mediante la Strada della Croce e i tre gradini sono i tre gradi dell'illuminazione.
Questa è la cosiddetta Rosa Croce.
La Rosa associata alla Croce nel simbolismo occidentale è la Rosa Mundi ed è una chiave all'interpretazione delle forze naturali.
Sui suoi petali sono marcati i 32 segni delle forze naturali; questi corrispondono alle 22 lettere dell'alfabeto ebraico e ai Dieci Santi Sephiroth; questi a loro volta sono assegnati ai Trentadue Sentieri dell'Albero della Vita e questa è la chiave per la comprensione della Rosa Mundi.
Le curiose scritte che sono chiamate i sigilli degli spiriti elementari vengono fatte tracciando linee da una lettera all'altra dei nomi sulla Rosa.
Tratto da "La Cabala mistica" Dion Fortune

giovedì 7 marzo 2019

La Luna e il destino delle anime


La Luna, secondo Plutarco, ha due aperture: l'una certa Campi Elisi, di fronte al Sole, ed è per essa che le anime beate, dopo la seconda morte (la prima consiste nella morte del corpo materiale, la seconda della psiche) si lanciano nell'etere radioso.
L'altra guarda la Terra e si chiama il Campo di Proserpina.
È da questa apertura che le anime destinate alla reincarnazione ricadono sulla terra..
La Luna è il Luogo del Giudizio essa deve procedere al peso delle anime; in quanto collaboratrice del Sole, libera le anime giuste dalla loro Psiche (sentimenti)e invia il loro Nous (spirito) - o principio superiore - al mondo solare, mentre rinvia sulla Terra le anime imperfette che devono subire nuovamente la prova dell'esistenza fisica.
Infine, come collaboratrice dell'eterno Periplo delle anime, fornisce a quelle discendenti una Psiche sensitiva, e la riprende a quelle delle anime che risalgono per la loro ascensione finale.
Il suo ruolo è essenziale nella formazione e nella dissociazione della triade umana....
La Terra non dà niente.
Essa non fa che restituire, dopo la morte, quello che aveva ricevuto per operare una creazione.
Il Sole, da parte sua, non riceve nulla: egli si limita a riprendere il Nous che da lui proviene.
La Luna invece riceve e dona.
Essa collabora alla composizione come alla dissoluzione.
Nel primo caso si chiama Ilizia nel secondo Artemide.
Essa è dunque l'intermediaria obbligata di ogni incarnazione e di ogni disincarnazione.
Di qui si comprende la considerevole importanza che le è attribuita in tutti i culti e in tutte le dottrine esoteriche.
È in lei che si dissolvono le Psiche umane così come i cadaveri umani si dissolvono nel seno della Terra.
È in lei che si effettua la Seconda morte: il Nous si separa dalla Psiche nella Luna come l'anima si separa dal corpo sulla Terra.
Tratto da "Plutarco i segreti esoterici" di Jean Mallinger

giovedì 8 dicembre 2016

Chimica occulta (alchimia) e chimica comune

La chimica occulta o alchimia, si differenzia dalla chimica comune o normale solo per quanto riguarda la teoria della costituzione della materia.
Esteriormente non differiscono né i processi operativi, né gli strumenti usati.
È il significato con cui vengono impiegati gli strumenti e compiute le operazioni a stabilire la differenza tra chimica e alchimia.
La materia è di fatto costituita in accordo con le convinzioni dei chimici e dei fisici comuni, da un sistema di forze in equilibrio instabile, il quale dà luogo a corpi dinamici che possiamo definire "atomi".
È perche questa è una realtà, e perché la materia, considerata dal punto di vista fisico, è davvero così costituita, che sono possibili gli esperimenti e le scoperte degli scienziati, e che la materia può essere manipolata con mezzi materiali, attraverso processi soltanto fisici o chimici e per fini concreti e immediatamente reali.
Ma nello stesso tempo, gli elementi che compongono la materia hanno un altro significato; esistono non solo come materia ma anche come simbolo.
Ferro-materia e ferro-simbolo ad esempio.
Ciascun elemento simboleggia una determinata linea di forza sovramateriale e può quindi essere oggetto di un'operazione o azione che lo alteri e lo tocchi, non solo in quanto elemento, ma anche in quanto simbolo.
E una volta compiuta quest'operazione l'effetto prodotto supera in trascendenza l'effetto materiale visibile, percettibile e misurabile nell'ampolla o nell'apparecchio in cui si è  realizzato l'esperimento.
L'operazione alchimica è questo.
L'alchimia si propone di trasformare e dominare ciò che la materia simboleggia per fini che non sono materiali.
Nell'esperimento alchemico la "forza" che il corpo lavorato simboleggia è in contatto diretto con lo spirito di chi opera e non solo del suo ma tutti coloro che lo aiutano coscientemente nei suoi esperimenti.
Il risultato dell'esperimento ha effetti diversi e di diversa importanza su chi opera e sui suoi "aggiunti".
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

giovedì 24 novembre 2016

Occultismo e scienza


Da quando l'umanità ha superato lo stadio di un'animalità quasi pura ha preso coscienza del duplice mistero dell'Aldilà che la circonda e la attraversa, e del destino che l'avvolge e la sospinge, l'uomo è sedotto dalla curiosità di tale mistero.
Nascono allora insieme, da un lato, la speculazione occultista che cerca di entrare direttamente in  contatto con l'Aldilà, con le forze superiori, dall'altro la speculazione scientifica, che si propone di conoscere soltanto le forme e le leggi della manifestazione fisica di tali forze, senza curarsi di investigarne la natura.
Questi due rami della conoscenza sono chiamati dagli Ermetici nel loro linguaggio simbolico, il "lato destro" e il "lato sinistro" del sapere.
L'intelligenza umana è, in quanto pura, determista e, in quanto pratica o pragmatica, soggetta a libero arbitrio.
Nessuno, con la sola ragion pura, crede ad altro che alla vanità della volontà umana, all'azione inevitabile della Legge, alla costrizione ferrea del Destino.
Ma nessuno, con la sola ragion pratica, si serve delle intuizioni della ragion pura; se così fosse, ogni agire sarebbe impossibile.
Quello che succede con l'occultismo succede anche con la scienza.
La conoscenza scientifica è utile all'uomo soprattutto perché lo rende capace di dominare la natura e di assecondare i fini pratici della sua vita; ma del pari esiste in ogni uomo, più o meno sviluppato, quell'anelito astratto al conoscere che caratterizza, quando già perfezionato, i tipi mentali superiori dell'umanità: quelli che amano il sapere solo per il sapere, la virtù per la virtù, la bellezza solo per la bellezza.
Nell'uomo inferiore invece l'idea di sapere è sempre legata a quella di utilità, l'idea di virtù a quella di premio, l'idea di bellezza a quella di piacere.
Data l'indole per natura egoista degli uomini, il possesso di conoscenze e di poteri superiori non farebbe altro che indurre la maggior parte a estendere la sfera delle proprie ambizioni materiali per il solo fatto di disporre di più elementi per la loro realizzazione.
È questa ragione per la quale,  da quando esistono uomini, esistono società dedite al misticismo e all'occultismo e secondo gli occultisti la maggior parte degli uomini non possiede piene capacità per le conoscenze occulte e per il loro impiego  (se la possedessero avrebbero già raggiunto spontaneamente tale sapere) è pericoloso metterli al corrente di forze che possono conoscere solo in parte  e in grado ancora minore dominare e che possono ritorcersi contro chi più o meno esperto le utilizza.
"Non sono un neofita, ierofante di qualche rito, guardiano o custode di qualche rituale.
Sono uno studioso misurato di cose scritte e dette, attento a leggere fra le righe, a cogliere sottintesi" Pessoa
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

martedì 22 novembre 2016

La creazione del mondo secondo la Cabbala

La creazione del mondo consiste nella proiezione dell'Essere Supremo, trino e uno nel Mondo, anch'esso trino e uno.
È questo l'Adamo Primordiale, l'Adam Kadmon dei cabbalisti.
La creazione è simboleggiata dalla rotazione del triangolo supremo  (che diviso dalla linea filiale rappresenta l'elemento Aria) sull'asse orizzontale paterno, in modo da formare un triangolo rovesciato, il quale, con un'analoga divisione mediana, rappresenta l'elemento Acqua.
La vescicula piscis che avvolge naturalmente tutto è la Possibilità.
Il simbolo così costituito è naturalmente diviso in quattro parti, che rappresentano i quattro mondi dei cabbalisti:
la parte compresa fra il punto Essere Supremo e la linea Figlio;
quella compresa fra la linea Figlio e la linea Padre;
quella compresa fra la linea Padre e la seconda linea Figlio
quella compresa fra questa e il punto Supremo inferiore.
Chiameremo questi mondi A,B,C e D.
Il mondo D e quello dell'istintualità è il mondo inorganico e istintivo.
C è  il mondo umano; B è il mondo angelico; A è il momdo divino.
In ogni mondo operano le dieci Sefirot.
La linea Padre appartiene a entrambi i triangoli: al divino come Dio Padre, al mondano come Mondo; come tale è  duplice e trina: Dio-Mondo, come riflesso dell'Essere Supremo; Dio-Uomo, come riflesso del Figlio; Dio-Dio, come proprio riflesso, manifestazione di sé a se stesso, spirito-materia ermafrodito.
La Cabbala non è necessariamente una verità. Può esserlo come non esserlo.
È soltanto una speculazione metafisica condotta sulla base di dati più completi di quelli di cui dispone normalmente il filosofo profano.
È soggetta ai medesimi rischi di errore e di illusione delle speculazioni profane, poiché permesse migliori non forniscono ai pensatori la logica o la chiave per dedurne necessariamente conseguenze migliori.
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

martedì 15 novembre 2016

I tre tipi di iniziazione


A livello più basso c'è l'iniziazione essoterica, analoga  a quella massonica.
È l'iniziazione data a chi non si è propriamente avviato ad essa, né  vi si è  preparato  (poiché un suggerimento altrui o semplice curiosità non sono una preparazione), e il suo scopo è mettere l'individuo in condizione di poter accedere alla via esoterica, tramite il contatto con i simboli ed emblemi.
Il più esteriore e inconsistente dei sistemi iniziatici, quale è oggi la massoneria, si propone appunto questo fine, una volta mantenuti i simboli grazie a cui penetrano in noi le prime conoscenze dell'occulto.
(Simbolica ed esteriore, rafforza la volontà e conduce alla Magia, il candidato passa attraverso gradi di intuizione egli rimanere sulla superficie e sull'apparenza delle cose)
L'unico fine per cui i Rosacroce istituirono la massoneria essoterica è quello di mettere molte persone a contatto con l'aspetto esteriore della verità occulta, in modo che, chi si senta adatto, possa ascendervi gradualmente.
C'è poi l'iniziazione esoterica.
È diversa dalla precedente perché il discepolo deve cercarla, desiderarla e prepararla dentro di sé.
《Quando il discepolo è pronto, anche il maestro è pronto》dice il vecchio detto degli occultisti.
(Iniziazione intellettuale che rafforza l'intelletto e conduce al Misticismo, il candidato passa attraverso stati di comprensione, egli può sapere molto ma non vive ciò che conosce a livello in cui lo conosce)
C'è infine l'iniziazione divina.
Questa non è impartita né dagli essoterici o esoterici minori,  come l'iniziazione essoterica, né dai maestri o esoterici maggiori come quella esoterica.
Proviene direttamente, e al di sopra di tutti costoro, dalle mani stesse di colui che chiamiamo Dio.
(Rafforza l'emozione e quindi conducono all'Alchimia, il candidato vive quello che sente e che sa)
Il tipo supremo di questa iniziazione è  Gesù, nel quale Dio, fin dalla nascita, ha influenzato la propria essenza trasformandolo nel Cristo.
Iniziato essoterico è ad esempio un massone o un discepolo di una società teosofica o antroposofica.
Iniziato esoterico è invece un Rosacroce e concediamolo, Francesco Bacone.
Iniziato divino è  ad esempio Shakespeare.
A quest'ultimo tipo di iniziazione si da comunemente il nome di genio.
《Alcuni nascono grandi, altri arrivano alla grandezza e ad altri la grandezza é imposta》frase di Shakespeare in cui ha dato forse senza volere e pensando soltanto di essere ironico, la chiave delle tre iniziazioni in ordine discendente.
"Ma il vero significato dell'iniziazione è che questo mondo visibile in cui viviamo è un simbolo e un'ombra, che la vita che conosciamo tramite i sensi è una morte e un sonno....
L'iniziazione è il dissolversi - un dissolversi graduale, parziale - di questa illusione. La ragione del suo segreto è che la maggior parte degli uomini non è adatta a comprenderlo, e quindi lo comprenderebbe male e lo fraintenderebbe, se fosse reso pubblico. La ragione per cui il significato è simbolico risiede nel fatto che l'iniziazione non è una conoscenza, ma una vita, e l'uomo deve dunque scoprire da sé ciò che i simboli mostrano, perché così vivrà la loro vita, senza limitarsi ad apprendere le parole con cui vengono rivelati."
Tratto da " Pagine esoteriche" di Fernando Pessoa

giovedì 10 novembre 2016

L'Omphalos dalla Cina all'Irlanda

L'Omphalos poteva essere rappresentato anche da una pietra conica come la pietra nera di Cibele, oppure ovoidale, che si riferirebbe direttamente a un altro simbolo molto importante, quello dell'Uovo del Mondo.
In Cina al centro di ogni regno o Stato feudale, si elevava un tempo una montagnola di forma quadrangolare, costituita dalla terra delle "cinque regioni": le quattro facce corrispondevano ai quattro punti cardinali e la cima al centro stesso.
Cosa singolare, queste "cinque regioni" le ritroveremo in Irlanda, dove similmente la "pietra eretta del capo" era innalzata al centro di ogni regno.
Fra i paesi celtici, l'Irlanda è quello che fornisce il maggior numero di dati relativi al L'Omphalos; un tempo, essa era divisa in cinque regni di cui uno portava il nome di Mide (rimasto nella forma anglicizzata Meath), che è l'antica parola celtica "medion", mezzo, identica al latino "medius".
Questo regno di Mide, originariamente formato da porzioni prelevate sui territori degli altri quattro, era divenuto l'appannaggio particolare del re supremo d'Irlanda, al quale gli altri re erano subordinati.
A Ushnagh, che rappresenta abbastanza esattamente il centro del paese, si ergeva una pietra gigantesca chiamata "ombelico della Terra", e designata come "pietra delle porzioni", perché indicava il luogo di convergenza,  all'interno del regno di Mide, delle linee di separazione dei quattro regni primitivi.
Vi si teneva annualmente, il primo maggio, un'assemblea generale in tutto simile alla riunione annuale dei Druidi nel "luogo consacrato centrale" (medio-lanon o medio-nemeton) della Gallia, nel paese dei Carnuti; e parimenti si impone l'accostamento con l'assemblea degli Anfizioni a Delfi.
La divisione dell'Irlanda in quattro regni più la regione centrale, residenza del capo supremo, si ricollega a tradizioni antichissime.
In effetti l'Irlanda, per tale ragione, fu detta l'isola dei quattro Signori, ma questa denominazione, come del resto quella di 'isola verde' (Erin), era attribuita, in tempi anteriori a un'altra terra molto più settentrionale, oggi sconosciuta, e forse scomparsa, "Ogigia" o piuttosto "Thule", che fu uno dei più importanti centri spirituali o addirittura il centro supremo, durante un certo periodo.
Il ricordo di quell'isola dei quattro Signori si trovaanche trova anche nella tradizione cinese,  il che fin ora non sembra esser mai stato notato; citiamo un testo taoista che ne fa fede: "L'imperatore Yao si diede molto da fare e pensò di aver regnato nel modo ideale. Dopo che ebbe visitato i quattro Signori, nella lontans isola di Kou-chee (abitata da uomini veri cioè reintegrati nello stato primordiale) riconobbe di aver guastato tutto.
L'ideale è l'indifferenza  (o piuttosto il distacco, nell'attività non agente) del super - uomo il quale lascia che la ruota cosmica giri.
I quattro Signori si identificano con i quattro "Mahfrfja"  o grandi re, i quali secondo la tradizione dell'India e del Tibet, presiedono ai quattro punti cardinali essi corrispondono al tempo stesso agli elementi: il Signore supremo, il quinto, che risiede al centro, sulla montagna sacra, rappresenta allora l'Etere (Akfsha), la "quint'essenza" (quinta essentia) degli ermetici, l'elemento primordiale da cui procedono gli altri quattro; tradizioni analoghe si ritrovano anche nell'America centrale.
Tratto da " Il Re del Mondo" di Réne Guénon

martedì 8 novembre 2016

L'Omphalos: il Centro del Mondo


La montagna, naturalmente, raffigura il "Centro del Mondo" prima del Kali-Yuga, quando cioè esso esisteva apertamente e non era sotterraneo; essa corrisponde dunque a quella che si potrebbe chiamare la sua situazione normale,  al di fuori del periodo oscuro le cui condizioni particolari implicano una specie di rovesciamento dell'ordine stabilito.
I simboli della montagna e della caverna hanno entrambi la loro ragion d'essere e che vi è tra di essi una vera complementarità; la caverna si può considerare come la situazione all'interno della montagna stessa o immediatamente sotto di essa.
Vi sono anche altri simboli che, nelle tradizioni antiche, rappresentano il "Centro del Mondo"; uno è  quello del L'Omphalos che si trova anch'esso presso quasi tutti i popoli.
La parola greca "omphalos" significa ombelico, ma designa anche, in generale, tutto ciò che è al centro e in particolare il mozzo della ruota: in sancrito la parola "nfhbi" ha similmente queste diverse accezioni e lo stesso accade, nelle lingue celtiche e germaniche, per le parole derivate dalla medesima radice, che vi compare nelle forme "nab" e "nav".
D'altra parte in gallese, la parola "nav" o "naf" ha il significato di capo e si applica anche a Dio; l'idea qui espressa è dunque quella del Principio centrale.
La ruota è dappertutto il simbolo del Mondo che compie la sua rotazione intorno a un punto fisso, il quale simbolo, perciò, deve essere avvicinato a quello dello "swastika"; ma in quest'ultimo la circonferenza che rappresenta la manifestazione non è  tracciata, sicché il  centro stesso è designato direttamente: lo "swastika" non è una figura del Mondo ma piuttosto dell'azione del Principio rispetto al Mondo.
Il simbolo dell'Omphalos poteva essere posto in un luogo che fosse semplicemente il centro di una determinata regione, centro spirituale come immagine visibile del "Centro del Mondo".
Il più conosciuto è L'Omphalos del tempio di Delfi, il quale era davvero il centro spirituale della Grecia antica.
Proprio là si riuniva, due volte l'anno, il consiglio degli Anfizioni, composto dai rappresentanti di tutti i popoli ellenici,  che costituiva l'unico legame effettivo fra quei popoli, legame la cui forza risiedeva appunto nel suo carattere essenzialmente tradizionale.
L'Omphalos di solito era materialmente rappresentato da una pietra sacra che spesso viene chiamata "belito"; questa parola non è  altro che l'ebraico "Beith-El" , (casa di Dio), il nome che Giacobbe diede al luogo in cui il Signore gli si era manifestato in sogno.
Anche se il primo nome di quella città era Luz.
Si dice che poi "Beith-El", "casa di Dio", divenne "Beith-Lehem", "casa del pane" , la città in cui nacque Cristo.
La relazione simbolica che esistente tra la pietra  e il pane è degna di molta attenzione.
La pietra è l'abitacolo divino cioè la sede della Shekinah.
Tratto da " Il Re del Mondo" di Réne Guénon

martedì 4 ottobre 2016

Il genio


Nello spirito umano c'è un impulso naturale al conoscere; lo rivela di continuo il bambino, e il bambino - essere assurdo, sentimentale e indifeso - è il prototipo esatto (perfetto) dell'umanità. 
Si può dire che l'uomo è un animale che aspira ad essere razionale.
Un residuo, forse, di quel fuoco divino che Prometo sembra non aver avuto il tempo di distribuire equamente fra gli uomini.
Se l'istinto di conoscere mira talvolta a ciò che effettivamente può costituire materia di scienza, spesso deve rivolgersi a ciò che non di può osservare in condizioni scientifiche o ridurre a una qualche forma di esattezza .
Ma nel suo slancio spirituale, l'istinto di conoscere non desiste
Non potendo conoscere con l'intelligenza, conosce con il sentimento, che l'intelligenza del desiderio.
E dove non può osservare, crede; dove non può calcolare, indovina; dove non può sottoporre a verifica, profetizza.
Questa condizione dell'anima è il misticismo, che consiste nell'avere il chiaro sentimento di qualcosa di cui non si conosce la natura.
In ogni ambito umano dove non può darsi  scienza, deve necessariamente darsi misticismo.
Il genio è il conseguimento, attraverso l'intelligenza razionale, di ciò che solo l'intelligenza analogica o intuitiva ha la proprietà di conseguire e viceversa, il conseguimento attraverso l'intelligenza intuitiva di ciò che solo l'intelligenza razionale ha la proprietà di conseguire.
Il genio è  la prefigurazione dell'umanità futura.
Meglio sarebbe dire che è la prefigurazione di quella condizione futura dell'umanità in cui ha luogo la funzione delle due intelligenze, nel momento stesso in cui, a un livello superiore, si produce la vera fusione, nel nuovo Cristo, delle due Nature.
Per conseguire tramite l'intelligenza razionale ciò che in realtà solo l'intelligenza intuitiva consegue, è necessario raggiungere un livello di intelligenza in cui si viva nell'astrazione con la stessa vitalità dell'anima con cui si vive nel concreto; in cui si riesca a ragionare senza preconcetti, facendo della ragione non, come nell'uomo naturale, per quanto evoluto, la serva tirata a lucido dell'emozione e del desiderio, bensì la sua dominatrice e insieme la sua libertà in cui si elevi l'intelligenza al di sopra dell'unità,  vivendo la contraddizione logicamente, come iniziò  a fare Hegel seguendo la via tracciata da Eraclito in modo un po' occulto e anche un po' empirico...
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

giovedì 29 settembre 2016

La divinità nei numeri


L'Ineffabile è al di là della nostra conoscenza; con il nostro linguaggio non possiamo neppure dire se Egli esista.
L'Ineffabile automanifesto, quindi non più Ineffabile, è l'Elohīm, duplice ( Immanifesto e Manifesto ) e, mentre l'Immanifesto è ( simbolicamente ) privo di sesso, il Manifesto possiede ( simbolicamente ) entrambi i sessi.
Poi, per così dire, c'è anche l'altro-manifestato-Immanifesto, cioè la manifestazione dell'Immanifesto come altro al di là di sé, ed è quest'ultimo che contiene i quattro mondi.
Tutte e tre costituiscono la Trinità: rispettivamente Spirito Santo, Figlio e Padre, dove il Padre è identico al Mondo.
Uno è il numero della Divinità in se stessa;
Due il numero della Divinità Manifesta, poiché il Figlio contiene entrambi;
Tre è per l'uomo il numero della Divinità completa.
Quattro, essendo i quattro mondi, è il numero della realtà, o della manifestazione come realtà.
Cinque, essendo i quattro mondi del Padre e il mondo cui dà forma il Figlio  (come uno), è il numero della perfezione del mondo.
Sei, essendo i quattro mondi più le Due Nature del Figlio, è il numero della Creazione o Perfezione di Dio e dell'Uomo, o di Dio e del Mondo, e quindi i sei giorni della Creazione.
Sette è la somma di questi con il Mondo Supremo e quindi il mumero perfetto, nel quale c'è comprensione completa poiché contiene la pienezza (quattro) del Mondo, la pienezza  (due) del Figlio Formatore e la pienezza (uno) dello Spirito Santo.
L'Essere Supremo è ciò che essenzialmente esiste e supremamente è.
Egli, però, pensa se stesso e nel pensarsi diventa Oggetto di se stesso, ovvero la propria passività o femminilità; questo è ciò che chiamiamo Figlio... "per la Seconda Persona della Trinità suoneranno due rintocchi di campana perché Essa è  femminile".
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa
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