lunedì 17 marzo 2014

Il Bianco e il Nero

Il pavimento massonico è formato da piastrelle alternate bianche e nere disposte come le caselle della scacchiera.
In origine i giochi non erano soltanto semplici divertimenti profani, quali sono divenuti oggi, e d'altronde il gioco degli scacchi è certo uno fra quelli in cui le tracce del carattare 'sacro' originario sono rimaste più visibili malgrado questi processo di degenerazione.
Opposizione del bianco e del nero, della luce e delle tenebre, il giorno e la notte  così via con tutte le coppie di opposti complementari tra di loro:
Un simbolo equivalente del simbolo orientale dello Yin-Yang delineati da una linea sinuosa rappresentata nella scacchiera dalla disposizione ad incastro dei due tipi di piastrelle (e non nettamente separate come ad esempio le strisce rettilinee alternate).
Ricordiamo che in tali simboli non vi si deve vedere il riconoscimento delle dualità cosmiche di cui è l'espressione, ma dall'unità di un medesimo principio, poiché queste dualità esistono realmente nel loro ordine.
Sono i "dualisti" ad aver distorto il vero senso di questo simbolo per interpretarlo conformemente alle proprie dottrine eterodosse, alterando per la stessa ragione i simboli che esprimono l'unità e l'immutabilità che per loro sono inconcepibili:
Questo fenomeno di 'rovesciamento dei simboli' per un'effetto di 'controiniziazione'.
Dopo aver considerato il senso inferiore e cosmologico, bisogna anche considerare il senso superiore e metafisico:
Nella tradizione indù troviamo un esempio in cui l'iniziato si siede su una pelle nera e bianca che rappresenta il manifesto e il non manifesto, questi due colori rappresentano anche il Cielo e la Terra, ma bisogna fare attenzione al fatto che in ragione alla corrispondenza di questi con il non manifestato e il manifestato è allora il nero che si riferisce al cielo e il bianco che si riferisce alla terra e troviamo così invertite le relazioni  esistenti nello Yin-Yang si trovano invertite per via dell'applicazione del senso inverso dell'analogia.
Equivalente è anche il simbolo di Arjuna, il bianco e di Krishna, il nero, che sono nell'essere stesso il mortale e l'immortale, l'io e il Sé.
Fonte: "Simboli della Scienza sacra" di R. Guenon.

domenica 16 marzo 2014

Dall'Anima alla matita...

Foto: Valerio Zampetti:
Acrylic, 2013, Painting
“Hide your business"
Nel mio lavoro ogni giorno vedo molte persone e spesso essendo nella posizione di poter interagire pressappoco con tutti i presenti ho modo di applicare le mie conoscenze in ambito psicologico e fisiognomico, che mi danno una conoscenza approssimativa, ma mirata, di tutte le persone che vedo durante la giornata, anche solo per quel minuto, anche scambiando si e no due parole di cortesia, riesco a vedere oltre la superficie, ovviamente quando c'è qualcosa da scorgere.
Da sempre uso gli incontri della vita  come una palestra per la mente, è qualcosa di innato e automatico, coadiuvato dalle letture che mi hanno acuito questa "dote".
Ultimamente una persona ha attirato la mia curiosità, una curiosità del tutto animica, che bussa da dentro quando c'è quel non so cosa che mi spinge a cercare informazioni e dare una sbirciata alla "vita" della persona che la scaturisce...
Pensavo mi sbagliassi, pensavo questa volta era solo ego perché effettivamente è un ragazzo molto interessante, ma non è la bellezza che mi attira nella gente, sono sensazioni che non so spiegare... ad esempio gli occhi, la loro espressione e il fuoco di qualcosa di misterioso che arde dentro di loro che attirano la mia curiosità...
Sono come una cacciatrice di taglie, come una collezionista di talenti, grazie al mio blog riesco a tenere per me un pizzico di ognuno di queste persone straordinarie...
Amo definire questa mia caratteristica una curiosità creativa, costruttiva ed istruttiva.. che a volte mi ha portato a rischiare con personalità deviate pur di "studiare" la gente più disparata, ma ogni volta è valsa comunque la pena...
La psiche di alcuni individui stimola la mia fantasia, le mie conoscenze, il mio contorto e personale modo di studiare le persone inconsciamente e automaticamente!
In conclusione il ragazzo di cui parlavo è un arista... Lui esprime se stesso disegnando... Una passione che capisco benissimo e che mi ha accompagnato per tanto tempo, in cui sapevo rifugiarmi e dare immagine al mio mondo interiore...
Ammirando profondamente chi si esprime con l'arte, sono rimasta deliziata dalla mia neoscoperta, e anche sbalordita dal mio intuito che raramente sbaglia!
Ho avuto modo di complimentarmi con Valerio e di avere una breve conversazione: un ragazzo così a modo, quasi di altri tempi, una persona davvero gentile e delicata...che nel disegno diventa questo o quel supereroe!
I suoi disegni sono sconvolgentemente carichi di energia, compensano quel suo essere così a modo, educato e cortese, mentre la sua ombra nel disegno è spesso potente e "arrogante".
I suoi eroi prendono vita da una penna tra una pausa e l'altra come se una parte di lui volesse prepotentemente "uscire e far giustizia"...
Ho visto che in un disegno ispirato al film "Donnie Darco" lui scrive che è il suo film preferito...non so se per la singolarità della trama, il mondo interiore vastissimo del protagonista, o per il fatto che alla fine lui diventa il supereroe che sacrifica la propria vita per salvare il mondo..(?)
Foto: "Why do you wear that stupid bunny suit?"
"Why are you wearing that stupid man suit?"
- Donnie Darko rapid sketch, black pen & colored pencils.
Magari la risposta è molto più scontata di quanto immagino...magari no...
Comunque..ciò che so è che la sua è una dote naturale e afferma di non aver mai studiato grafica o arte, ho sempre pensato che i talenti naturali creano le opere più belle:
Perché sono gli  ascoltatori  dell'anima e si fanno da essa guidare, senza una tecnica e senza la ragione logica, sanno cogliere e accogliere l'ispirazione e sanno "lasciarsi andare" al talento naturale, si fanno trasportare dalla creatività... Sono questi i supereroi di cui verseggiavo qualche post fa...
Il mondo ha bisogno di sognatori, poeti, scrittori, compositori, pittori, disegnatori innamorati della propria arte e del saper esprimere il mondo interiore che in loro è contenuto....
Continuo il mio viaggio itinerante in un mondo pieno di cloni senza sogni in cui ogni tanto si scorge un fiore lucente che risplende di luce propria...
Grazie!
La sua pagina di Facebook la trovate sul link Valerio Zampetti Artist

Foto: FaRaMiR
-Acrylic, 2013,  Painting

Working on commission

venerdì 14 marzo 2014

Il simbolo dell'Albero

È un simbolo in stretta connessione con l'Asse del Mondo, il suo schema ricorda il Vajra e viene rappresentato con tre rami e tre radici.
Questo simbolo assiale rappresenta sia l'asse stesso che occupa la posizione centrale, sia le due correnti cosmiche che lo accompagnano, sia la triplicitá che è una caratteristica del tridente e che troviamo spesso anche nella rappresentazione dell'Albero del Mondo.
L'Albero del Mondo ha natura ignea e l'asse è raffigurato da una linea retta luminosa che si estende lungo il tronco.
Il suo carattere luminoso e di illuminazione viene inteso in senso spirituale o intellettuale, e la figura dell'Albero di Luce  attraversa ed illumina i 'due mondi', ricordiamo che l'Asse del Mondo è considerato e rappresentato come una colonna luminosa.
Una delle designazioni più diffuse dell'albero assiale, in varie culture, è l'Albero della Vita, e la relazione Luce e Vita è presente in varie tradizioni.
La Cabala ebraica unisce le due nozioni nella 'rugiada di luce' che viene emanata dell'Albero della Vita, in oltre l''albero rovesciato' o per meglio dire due alberi uno superiore e uno inferiore, quindi sovrapposti sono considerati come Albero della Vita e Albero della Morte come nel duplice effetto dei simboli che hanno le due direzioni opposte tipo il Vajra o il Giano ma anche della Spada intesa come Verbo o del fulmine che crea o distrugge.
L'Albero del Mondo viene raffigurato in diverse tradizioni per esempio in quella avestica dell'albero Haoma più precisamente 'Haoma bianco' che è quello paradisiaco.
L'Albero della Vita  ha il suo liquore che viene chiamato anch'esso Haoma ed è identico al Soma vedico che si identifica con l'amrita ovvero la "bevanda dell'immortalità, anche se il Soma viene estratto da una pianta e non da un albero ha la stessa valenza.
Per esempio nell'Albero della Vita del Paradiso terrestre, vi si trova una differenza riguardo al potere dell'immortalità che non viene estratto da esso sottoforma liquida ma viene rappresentato dal suo frutto ma comunque anche in questo modo si rappresenta l''essenza stessa del vegetale' ma anche come simbolo del Sole o 'pomo d'oro' in quanto nella rappresentazione della tradizione indù,  l'Albero della Vita porta dodici frutti che sono dodici Soli che rappresentano gli Aditya e in più tale Albero rappresenta anche la 'stazione del Sole' al termine di un suo ciclo quindi in ogni caso il frutto è comunque sinonimo di Luce, Sole, Vita.
Tra l'altro tutto il mondo vegetale ha una doppia valenza in quanto la crescita sia aerea sia sotterranea implica la sua duplice natura che va a ricordare tutti i simboli doppi ma soprattutto dell'Albero della Vita e dell'Albero della Morte ricordando che l'alchimia vegetale nell'applicazione medica è suscettibile sia di creazione di veleni sia di medicamenti o rimedi:
In sanscrito la parola visha "veleno" o "bevanda di morte" è considerata l'antitesi di amrita o "bevanda dell'immortalità"

giovedì 13 marzo 2014

Lo Swastika. Simbologia

Quando la sfera terrestre o celeste ruota intorno al suo asse, ci sono su di essa due punti che rimangono fissi: sono i poli che sono le estremità dell'asse, o i punti d'incontro con la superficie della sfera.
Per questo l'idea del Polo è anch'essa un equivalente dell'idea del Centro.
Il simbolismo che si riferisce la Polo, e che assume talora forma assai complesse, si trova anch'esso in tutte le tradizioni e vi occupa un posto considerevole e che la maggior parte degli studiosi di oggi no se ne siano accorti, è la riprova che la vera comprensione dei simboli sfugge loro completamente.
Uno dei simboli più rappresentativi di tale concetto è lo swastika che è essenzialmente il segno del Polo.
In Europa moderna il vero significato di questo simbolo è sempre stato incompreso.
Il più delle volte se n'è fatto u segno solare, ma esso è potuto divenire tale soltanto accidentalmente e in modo indiretto.
Il significato più vicino al reale dato allo swastika è quello del movimento, ma non di un qualsiasi moto:
il Centro imprime il movimento a ogni cosa, siccome il movimento rappresenta la vita, lo swastika diventa perciò un simbolo della vita, o più esattamente dell'azione vivificante del Principio in rapporto all'ordine cosmico
.
Questo simbolo è abbastanza equivalente con la figura della croce iscritta nella circonferenza, ma la rotazione invece di esser tracciata dal cerchio, è rappresentata nello swastika dalle linee aggiunte alle estremità dei bracci della croce che formano con essi degli angoli retti.
Lo swastica non è una figura del Mondo bensì dell'azione del Principio in rapporto al mondo, perchè se si riferisce alla rotazione di una sfera intorno al suo asse, occorre pensare che sia tracciata nel piano equatoriale, quindi il punto centrale è la proiezione dell'asse su questo piano, che gli è perpendicolare.
Questo simbolo molto diffuso nelle culture orientali, lo si incontra però quasi dappertutto dall'estremo Oriente all'estremo Occidente e addirittura lo si trova tra certi popoli indigeni dell'America del Nord, ma il vero significato è conosciuto solo e soprattutto in India e nell'Asia centrale e orientale.
In Europa il suo significato non è interamente scomparso (non si allude al significato antisemita, un'appropriazione indebita di carattere politico dei tedeschi, che ne hanno fatto un uso artificiale)
Nell'antichità troviamo questo simbolo in particolare tra i Celti e nella Grecia pre-ellenistica.
In Occidente fu uno degli emblemi di Cristo in uso, come tale,  fino alla fine del Medioevo.

mercoledì 12 marzo 2014

I Sogni: Il richiamo dell'Anima

Intorno al 10 ottobre ho fatto un sogno particolare, non l'unico in cui si verifica una connessione tra la vita onirica e materiale ma questo è uno dei più lampanti:
Ero su una strada di periferia direi quasi di campagna, alla mia destra dopo un muro e un cancello basso, c'era una specie di parco giochi con le figure cattoliche (Cristo, i santi, ecc..) a me quella visione ha un po' stupito e impaurito perché le figure religiose erano anche caricature (tipo i pupazzi del carro di carnevale e forse rappresentano il mio pensiero sui dogmi religiosi e soprattutto cattolici), cambio lato dello scenario e alla mia sinistra vedo un antico casale con un muro alto e un grande cancello, ad un certo punto arriva una persona (che nella vita conosco e non vedevo e non sentivo da qualche mese con cui non ho mai chiarito delle cose).
Questa persona arriva verso di me e ci sediamo su un muretto basso e iniziamo a parlare e lui inizia a spiegarmi delle cose... Io mi stacco da me e vedo i due che parlano serenamente, mi si apre davanti il cancello enorme e io vado verso un campo di grano dorato con il sole splendente sullo sfondo.
Nel sogno ci sono altri particolari che non ricordo bene ma la cosa importante è questa:
La mattina ho intenzione di contattare questa persona per dirgli di averlo sognato, ma non lo faccio perché penso che se una persona ti sta lontano probabilmente non vuole avere a che fare con te.
La stessa mattina verso mezzogiorno mi contatta lui inaspettatamente e sente il bisogno di chiarire delle questioni rimaste in sospeso da tempo come era accaduto nel sogno ma nel quale io ad un certo punto divento spettatrice dell'azione.
Già altre volte si è verificata una connessione simile.
Non è l'unica persona con cui ho questa specie di rapporto animico ma con lui è sorprendente, forse perché ha una sua storia molto dolorosa alle spalle e questo acuisce le sue richieste tacite di aiuto (?)...
Per me sono queste le prove che l'Anima esiste ed è così potente che sovrasta qualsiasi decisione tu possa prendere con la ragione del semplice Io...
Egoicamente si può fare qualsiasi cosa per tenere lontano qualcuno o qualche situazione ma se le anime sono in contatto, tu piccola creatura terrena, nulla puoi contro il volere di qualcosa di nettamente superiore, sia se tu riconosci o no la sua esistenza...l'Anima c'è!
Questo post mi è stato ispirato dalla lettura del 
Libro Rosso di Jung da cui ho estrapolato questo pezzo.
Nell'AniMo Antico

"Devo imparare ( ) che i miei sogni sono il linguaggio dell'anima mia. Devo serbarli nel cuore e rigirarli nella mente ( ).
I sogni sono le parole guida dell'anima.
( ) Lo spirito del profondo m'insegnò a considerare persino il mio agire e le mie decisioni come dipendenti dai sogni.
I sogni spianano la strada alla vita e ti determinano, anche se non ne comprendi il linguaggio. ( ) Il sogno esprime anche simbolicamente il futuro ( ) il sogno risponde mediante simboli che si devono comprendere."
"...lo spirito del profondo, da tempo immemorabile e per ogni avvenire possiede un potere più grande dello spirito di questo tempo, che muta con le generazioni"
C.G.Jung "Libro Rosso"

lunedì 10 marzo 2014

La dott.sa Gabriella Mereu Lai

Domenica 2 Marzo sono andata ad un incontro pre-seminario della dottoressa Gabriella Mereu e il 9 al seminario della medesima.
La seguo da due anni e mezzo sul suo gruppo di Facebook, ricordo che rimasi affascinata da un articolo su di lei e scattò la scintilla dell'ammirazione.
La dott.sa Gabriella si è resa conto che le malattie altro non sono che la metafora delle nostre inclinazioni caratteriali, dei nostri disagi, e dei nostri atteggiamenti verso la vita, insomma una messa in scena, un atto teatrale, reale e spesso distruttivo, ma pur sempre una manifestazione allegorica.
La dott.sa sblocca il "meccanismo malattia" mediante la sua 'Terapia Verbale', lei centra l'obbiettivo con semplici parole e arriva dritta all'inconscio, liberando così la persona dal suo malessere, dalla rappresentazione dell'archetipo della sua vita, e quando la TV non basta si va ad equilibrare lo scompenso emozionale-caratteriale con i fiori di Bach.
In questo modo non viene curato il sintomo ma lo squilibrio nell'atteggiamento caratteriale della persona che andrà sempre a provocare sintoni, anche diversi nella loro manifestazione, ma tutti accomunati dalla medesima causa scatenante!
Lei afferma che bisogna parlare al bambino interiore e farlo giocare con la metafora della malattia, è un botta e risposta con l'ombra della persona
Schietta, diretta, semplice, divertente, teatrale, furba, intelligente, sapiente, quella piccola grande donna è un concentrato di energia!
L'incontro è stato un 'cabaret curativo', non si è fatto altro che ridere e sdrammatizzare, molte persone hanno tratto giovamento all'istante solo ridendo con lei del proprio problema!
Incredibile come la sua ironia vada a sciogliere il nodo del sintomo!
 Una cosa fondamentale che ho capito è che bisogna chiedere di descrivere il malessere con parole proprie senza citare le diagnosi scientifiche:
Nel gruppo di Facebook non avevo compreso fino in fondo perché ma ora sì:
Anche mentre descrivi il tuo malessere usi delle parole che ti caratterizzano e se le si sanno cogliere si individua subito il 'fiore tipo' da cui si può partire per creare eventuali miscele, la stessa semplicità va usata anche nella diagnosi di Terapia Verbale.
La dott.sa utilizza quasi esclusivamente i fiori di Bach o Australiani, che siano, perché vanno ad armonizzare il comportamento-tipo,  raccomanda di studiarli, di leggere le caratteristiche, e se non si ha la possibilità di assumerli subito,  si può anche  ripetere il nome dei fiori come se fosse un mantra.
La dott.sa Mereu invita ad imparare ad usare i fiori autonomamente, aiutandosi anche attraverso le mappe di Kramer con le quali si possono individuare i fiori che corrispondono alla zona affetta, ricreando tra l'altro le caratteristiche  della persona ed arrivando anche alla causa scatenante del problema.
Tramite i fiori al paziente si descrive il romanzo della propria malattia, gli si legge dentro e lo si deve fare con ironia, se il paziente riesce a ridere della propria malattia il nodo è già in gran parte sciolto!
Concludo dicendo che questi incontri mi hanno lasciato entusiasta, ricca di energia, carica di voglia di imparare e grata per la presenza di persone eccezionali come lei.
Un infinito grazie alla cara dottoressa Gabriella per mettere a disposizione i suoi insegnamenti preziosi e per il suo costante lavoro di ricerca!
Da un suo post su Facebook:
"Come prevenzione nelle malattie è utile anche conoscere ciò che è scritto sotto. la mancanza di autenticità la trovo per es. nelle persone Lachesis e negli ammalati di sclerosi multipla, ma è anche secondo me, una componente psicologica che mantiene altre malattie croniche e fa ammalare anche chi entra i relazione con persone che hanno questa caratteristica.
Un'amica mi ha spedito questo scritto:
L'autenticità
L'autenticità, come indica l'etimologia del termine, è essere se stessi, vivere la verità di se stessi; conoscersi e accettarsi.
Autenticità e sincerità sono intimamente collegate anche se, propriamente, non sono la stessa cosa. Se per esempio, una persona crede di essere generosa e si descrive come tale, è sincera anche se avara; le sue parole sono in accordo con ciò che le pensa di se stessa, anche se ha un'opinione erronea di sè.
L'autenticità invece suppone una conoscenza vera di se stessi ed una presentazione di se agli altri priva di finzione. Autentico è l'uomo che conosce e vive la verità d se stesso, non ha paura di essere chi è, accetta di coabitare con se stesso così com'è, ricco povero, terso ed opaco, ordine e caos secondo che gli capita o gli conviene, con fedele incoerenza. L'autenticità è questo accordo intero, questa pace con la propria realtà.
L'autenticità è essere liberi dalla paura del giudizio degli altri, liberi quindi dal desiderio di fingere: non sentirne nè la necessità nè la voglia.
La persona che sceglie di essere autentica ha superato il desiderio di mentire; in pace con se stessa, non sente il bisogno di inserire veli o immagini tra la sua identità  e il suo palesarsi, tra com'è e come vuol far vedere che è; si presenta, non si rappresenta; non vive sul palcoscenico nè piccolo nè grande. Il suo mondo non è quello della finzione e della recitazione dove  è d'obbligo cambiar nome e faccia e vivere parole e gesti e panni presi in prestito. Vuole che i suoi rapporti con gli altri siano tra persone, non tra personaggi.
E' una grande fortuna essere liberi da bisogno do apparire diversi.
Perchè dopotutto, recitare stanca; la verità è più economica; la verità è meglio perchè, prima o poi, s'impone rivelandoci o persone sincere o persone frustrate; o prima o poi non ce la facciamo più a negarla  o ad occultarla; richiede troppi accorgimenti  e troppo dispendiosi. 
Aggiungo dicendo che l'energia che impieghi nel recitare ciò che non sei e nel negare a te stessa (cosa ancora più difficile) chi sei, quell'energia la togli solo e unicamente a te stesso, e indebolendoti sempre più per confluire tutti i tuoi sforzi alla negazione di te, rischi di ammalarti davvero.
La malattia è il prodotto del conflitto tra il tuo vero essere e a forza e l'energia che impieghi per soffocarlo...una volta tolto il conflitto la malattia scompare... bisogna guardarsi dentro e capire e accettare chi si è veramente.. semplicemente perchè sei Te!

sabato 8 marzo 2014

L'amore malato non è amore


Ho ritrovato un mio diario, ero solita scrivere e disegnare per tirare fuori le mie emozioni...tante emozioni, spesso drammatiche essendo sempre stata profonda e sensibile e perciò, spesso incompresa per la vastità del mio mondo interiore...
Avevo 22 anni quando iniziai a frequentare questa persona, ricordo chiaramente che in quel periodo in cui ci fu l'attentato alle Torri Gemelle (quell'avvenimento scosse e cambiò profondamente la mia vita e quel periodo feci il mio ultimo disegno.. per me disegnare, era il modo per evadere oltre all'immaginazione creativa, nei disegni mettevo tutte le mie emozioni e i miei disagi, spesso riflettevano il mio distacco da questa epoca).
Nonostante abbia sempre avuto un carattere forte, il ragazzo con cui stavo prese il sopravvento sulla mia personalità, un essere complessato che per paura di perdermi, come fanno la maggior parte dei ragazzi insicuri, adottò la strategia della svalutazione psicologica.
Non so perché stavo con lui, oggi credo che era un'esperienza che dovevo fare per crescere...altrimenti non ci sono spiegazioni,  ero già una ragazza forte, mi isolò dalle persone care, premeva con la pena sulla mia bontà, un po' come nella sindrome di Stoccolma, mi sono innamorata del mio aguzzino e cosa ancor più grave, mi fidavo ciecamente di lui..
La mia prima volta l'ho avuta con lui, ed è stata un'esperienza traumatica, potrei paragonarlo ad un animale che si fionda sulla preda e con assoluta freddezza appaga i suoi sensi uccidendo pian piano la vittima...
Preferisco utilizzare una metafora per descrivere l'esperienza...
Al tempo avevo le mie convinzioni solenni, prima fra tutte avere un unico uomo in tutta la mia vita (uno spirito di altri tempi, un'anima antica fin d'allora) ma questa esperienza fu più forte di qualsiasi convinzione, non volevo qualcuno senza rispetto al mio fianco...
Prima di troncare ci fu un primo tira e molla perché lui mi promise che avrebbe rispettato i miei tempi e che mi amava, che aveva solo me al mondo, pianse..ecc..
Fino a quando un giorno al mio "NO" iniziò a buttare giù tutto ciò che gli capitava a tiro...e io lì su una sedia a tremare di paura come un coniglietto...non potevo scappar via correndo perchè era un posto fuori mano, sentivo su di me tutta la rabbia che lui riversava sulle cose..pensavo potesse colpire anche me...ero terrorizzata..
Non ricordo nulla fino sotto casa mia dove mi giurai solennemente che mai più gli avrei dato un'altra occasione di farmi del male.. mai più!!! E me ne andai senza voltarmi.
Cosa sarebbe successo se avessi continuato la storia? Non posso saperlo... So solo che quel giorno mi liberai dalla mia prigionia!
Dopo qualche giorno però sparì il mio amato gatto... Ma su questo non voglio aggiungere altro perché non ho prove, solo la sua folle gelosia nei confronti dell'amore per il mio micio...e la sua cattiveria.
Questo è ciò che scrissi dopo questa brutta fase della mia vita:
«Dopo la mia ultima storia penso che sarà molto difficile innamorarmi! Penso che se incontrassi un altro essere del genere morirei!(....)
Le ho provate tutte per capirlo ma non si può capire una persona così! Anzi, sono stata umiliata giorno dopo giorno, ha messo a dura prova la mia pazienza e autostima ma io niente subivo(...)
Prima di tutto questo avevo stima in me stessa, del mio modo di pensare, della mia purezza sia d'animo che fisica, ero fiera delle mie convinzioni...ma ora tutta la mia stima si è andata a farsi fottere(....)
Chi sa se un giorno ci sarà un po' d'amore per qualcuno nel mio cuore(...)
Non voglio più essere toccata, non voglio più fare sesso, e non voglio più fare ciò che non voglio se non lo voglio(.....)
Che shock!! I ragazzi mi sembrano tutti lupi affamati di sesso..mi vengono i brividi...
Ho pensato che sono portata a stare da sola e che a volte scambio l'amore solo per il bisogno d'amare e d'amore(...)
Mi piacerebbe poter amare ma ho una forza che mi "costringe" a non lasciarmi più andare»
Questa esperienza mi lasciò molti problemi... Per anni...
Mi ricordo chiaramente che per quanto i miei amici di sempre fossero poco osservatori, mi trovarono profondamente cambiata...
Per parecchio tempo non sono più riuscita a ridere...anche se una cosa era divertente io non ero più capace di ridere... Ma come si fa a non saper ridere a vent'anni?
Mai nessuno deve far sentire una persona in questo modo... Io mi vergognavo di me stessa perché non avevo saputo ribellarmi prima a quella situazione.
Questa esperienza sconvolse tutto quello in cui credevo.
Ci vollero mesi e mesi prima che riuscissi a raccontare questa esperienza a qualcuno...
Mi sentivo shockata, in colpa, svalutata e 'sporcata'.
Quel senso di sporco non mi abbandonava... Mi sentivo violata non tanto nel corpo ma nell'anima...
Tutto questo fu vissuto nel bene e nel male per due anni e in questo periodo ho avuto non pochi problemi a causa dello stress:
 ho avuto una lacerazione spontanea alla cornea dell'occhio sinistro, fuoco di San Antonio sulla faccia e Herpes Zoster sulla trachea, anemia, forte calo di difese immunitarie, bronchite e tracheite cronica, dimagrimento evidente e improvviso, inappetenza, deperimento...i dottori non sapevano  cosa darmi perchè le cause erano di origine psicosomatica e dalle analisi risultava difficile capire la giusta causa e cura...
Nel momento in cui pensavo che il peggio fosse passato incontrai una persona per cui persi la testa e mi ritrovai talmente bloccata da questa esperienza non risolta nella mia interiorità, che mi rovinò completamente il presente di allora...e a 26 anni decisi di parlarne con una psicologa.
La donna deve ribellarsi appena si accorge che la persona che ha accanto crede di essere il suo padrone, non appena prevarica tramite ricatto psicologico, non appena chi la dovrebbe amare e rispettare la svaluta su tutto e di proposito, non lasciate che una relazione diventi la vostra prigione.
Prima di arrivare alla violenza vera e propria troncate la relazione malata...
Chi ti svaluta non ti ama.
L'amore malato non è amore
La possessione non è amore
Il ricatto non è amore
La violenza non è amore
Nell'AniMo Antico

venerdì 7 marzo 2014

I Supereroi di tutti i giorni


Chi sono i veri supereroi di tutti i giorni?
Tutti coloro che hanno accesa la scintilla dell'amore nel petto...
I supereroi hanno la vista ai raggi X e infatti non si limitano all'apparenza, ma riescono a scorgere l'anima... ti guardano dentro...
I supereroi hanno l'udito supersonico, e quando gli si parla,  non sentono solo le parole ma ascoltano, comprendono e vanno oltre ciò che viene detto...
I supereroi hanno una forza sovrumana, sì, la forza dell'amore per la quale riescono a compiere  qualsiasi sacrificio, riescono a rendere leggera la vita degli altri senza nessuno sforzo...
I supereroi sanno volare, e lo fanno con le ali della fantasia, sanno sorvolare su qualsiasi realtà, con il dono dell'immaginazione si librano leggeri sui problemi quotidiani creando un oasi di pace dentro di loro che si irraggia anche all'esterno...
I supereroi riescono a connettersi con il proprio profondo e sanno portarlo in superficie "creando"..
 Sono coloro che si esprimono con il linguaggio dell'arte, e risvegliano gli animi atavici sopiti...
Sono coloro che hanno aperto gli occhi a nuove realtà e non si accontentano di rimanere intrappolati nel mondo della materia...
Sono coloro che risvegliano gli archetipi e vivono seguendo il loro vero destino...
Sono coloro che divulgano ciò  che sanno perché non conoscono avidità,
Sono coloro che non hanno catene, non hanno dogmi, non si chinano davanti al dio denaro ma cercano un'alternativa..
Sono coloro che sanno capire i segreti dell'anima per cui tutto si compie...
Sono coloro che ritrovano il rapporto con la Madre Terra e la rispettano, perché non potrebbero agire diversamente...
Sono coloro che conoscono il buio dell'anima e sanno come accendervi una luce per poi rinascere dalla loro morte interiore...
Sono coloro che stanno soffrendo la diversità, e la solitudine, ma lo fanno con serenità...
Sono coloro che hanno la consapevolezza che spesso li rende pazzi al resto del mondo ma vanno avanti a testa alta e sguardo fiero...
Sono coloro che scorgono il bello in tutte le manifestazioni e per questo non sono mai infelici...
Sono quelli con le cicatrici più grandi e più profonde, ma ne creano la loro guida, la loro mappa per il cammino della vita....
Nell'AniMo Antico


mercoledì 5 marzo 2014

Cibele

Viene dall'ebraico gebal e dall'ebraico jabal, «montagna»: la differenza della prima lettera non da luogo ad alcuna obiezione in quanto il mutamento di g in k o viceversa è solo una modificazione secondaria.
Cibele è propriamente la 'dea della montagna' ed è notevole il fatto che il suo nome è l'esatto equivalente di quello di Pârvâti nella tradizione indù.

Il nome di Cibele è letteralmente legato a quello della 'pietra nera' che è di forma conica ed è considerata la raffigurazione ridotta della montagna in quanto simbolo 'assiale'.
Le pietre nere erano degli aeroliti, e tale origine 'celeste' fa pensare che il carattere unicamente 'ctonio' come a volte erroneamente si pensa, sia solo una caratteristica di Cibele
D'altronde l'asse della montagna non è terrestre, ma lega il cielo e la terra, ed è proprio lungo quest'asse che devono effettuarsi, simbolicamente, la caduta della pietra nera e la sua risalita finale.
Cibele è pur sempre assimilata all'idea della 'Terra Madre' ma ha anche aspetti celesti.
Tra l'altro la sua associazione alla pietra cubica è errata in quanto la pietra nera è conica, solo nel caso in cui la pietra cubica corrisponde alla pietra angolare e non alla pietra fondamentale vi si può assimilare il significato celeste di divinità.

Fonte: "Simboli della Scienza sacra" di R. Guenon.

lunedì 3 marzo 2014

La simbologia del Diamante

Una delle raffigurazioni della pietra angolare è la 'piramidetta' che nel simbolismo massonico della piramide rappresenta il capo, l'estremità, l'occhio, il sole.
Vedi PIETRA ANGOLARE
Un'altra importante raffigurazione di tale pietra è il diamante, in tedesco la parola Eckstein ha il senso sia di "pietra angolare" sia di "diamante".
In linea generale la pietra o il metallo che era considerato il più duro o il più brillante è stato preso in varie tradizioni come simbolo di indistruttibilitá, di invulnerabilità, di stabilità, di luce, di immortalità.
Al diamante vengono attribuiti le idee principali di 'indistruttibilitá' e di 'indivisibilità' che si addicono evidentemente alla pietra che rappresenta il principio unico dell'edificio (unità essenzialmente indivisibile) e quella di 'stabilità', che nell'ordine architettonico si applica propriamente al pilastro simbolo dell'Asse del Mondo in quanto 'pilastro assiale'.
Platone descrive quest'ultimo come un "asse di diamante", un pilastro di luce come il simbolo di Agni e come il raggio solare.
Il diamante grezzo ha naturalmente otto angoli, il palo yûpa deve essere fatto "a otto angoli" per raffigurare il Vaira (Armi Simboliche) inteso qui come senso di fulmine, la parola  pâli attansa, letteralmente "a otto angoli", significa sia diamante sia pilastro.
Nel simbolismo indù e buddistico, tutto ciò che ha un significato 'centrale' o 'assiale' è generalmente assimilato al diamante: è facile rendersi conto che tutte queste associazioni fanno parte di una tradizione che si può dire sia veramente universale.
Inoltre, il diamante è considerato 'la pietra preziosa' per eccellenza; ora questa 'pietra preziosa' è anche un simbolo di Cristo, che è identificato con l'altro suo simbolo della 'pietra angolare' o se si preferisce i due simboli sono così riuniti in uno solo.
Si potrebbe dire che questa pietra, in quanto, in quanto rappresentazione di un 'compimento' o di una 'realizzazione' è nel linguaggio della tradizione indù un chintâmani che equivale all'espressione alchimistica occidentale di 'pietra filosofale'.

Dal punto di vista 'costruttivo' è la 'perfezione' della realizzazione del piano dell'architetto; dal punto di vista alchimistico è la 'perfezione' o la meta unica della 'Grande Opera'.
Vediamo quanto sia significativo che gli ermetisti cristiani parlino spesso di Cristo come della  vera 'pietra filosofale' non che della 'pietra angolare'.
Il diamante tra le pietre e l'oro tra i metalli sono quel che c'è di più prezioso ed hanno entrambi un carattere 'luminoso' e 'solare'; ma il diamante, come la 'pietra filosofale' è considerato più prezioso ancora dell'oro.

Psicologia Religione Alchimia

mercoledì 26 febbraio 2014

La Pietra Angolare

Il simbolo della pietra angolare è stato più volte mal compreso per via della confusione fatta comunemente tra la 'pietra angolare' e la 'pietra fondamentale' a cui si riferisce questo noto testo di Matteo:
"Tu sei Pietro, e su questa pietra costruirò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non prevarranno su di essa" Matteo, XVI, 18:
Dal punto di vista specificamente cristiano porta a confondere San Pietro con Cristo stesso, poiché è quest'ultimo ad essere designato espressamente come "pietra angolare", come mostra questo passo di San Paolo, che in oltre la distingue nettamente dalle fondamenta dell'edificio: "Voi siete un edificio costruito sul fondamento degli apostoli e dei profeti, di cui Gesù Cristo è la principale pietra d'angolo (summo angolaris lapide), nel quale ogni edificio, costruito e legato in tutte le sue parti, si eleva in un tempio consacrato al Signore, per mezzo del quale voi siete entrati nella sua struttura (più letteralmente "costruiti assieme", coedificamini) per essere l'abitazione di Dio nello Spirito" Epistola agli Efesini, II, 20-22.
Questo equivoco si incontra già in epoche in cui non è possibile attribuirlo a semplice ignoranza del simbolismo, ci si chiede se in realtà non si sia piuttosto trattato, in origine, di una 'sostituzione' intenzionale, giustificata dal ruolo di San Pietro come "sostituto" do Cristo (in latino vicarius) se così fosse, questo modo di velare il simbolismo della 'pietra angolare' sembrerebbe indicare che lo si riteneva contenere qualcosa di particolarmente misterioso.
La 'sostituzione' è stata forse aiutata dalla somiglianza fonetica esistente fra il nome Kephas, che significa "pietra" , e la parola greca Kephale, "testa" anche se tra queste due parole non c'è alcun altro rapporto, e le fondamenta di un edificio non possono essere evidentemente identificate con la sua 'testa', cioè il suo vertice, il che equivarrebbe a rovesciare l'intero edificio: ci si potrebbe domandare se il 'rovesciamento' non abbia una certa corrispondenza simbolica con la crocifissione di San Pietro a testa in giù.
La pietra fondamentale è quella posta per prima, all'inizio della costrizione di un edificio anche chiamata prima pietra: questa pietra deve essere posta all'angolo nord-est dell'edificio.
Notiamo come l'opposto di San Pietro, il janitor è a Occidente dove si trova l'entrata di ogni chiesa normalmente orientata; inoltre San Pietro e San Paolo sono anche rappresentate come le due colonne della Chiesa uno ad Oriente e uno ad Occidente.
Nel testo di San Paolo c'è l'evidente intenzione di rappresentare Cristo come l'unico principio da cui dipende tutto l'edificio della Chiesa e aggiunge che "Il principio di una cosa non si trova né in una delle sue parti, né nella totalità delle sue parti, ma là dove tutte le sue parti sono ridotte a un'unità senza composizione".
La pietra fondamentale può essere chiamata pietra ad angolo per la sua composizione ma non è unica come tale perché ogni angolo dell'edificio né ha una, è una prima pietra ma non unica, essa viene posizionata all'angolo nord-est e poi le altre in senso del cammino apparente del sole: sud-est, sud-ovest, nord-ovest.
"In essa tutto l'edificio si eleva in un tempio consacrato al Signore" , in essa si trova finalmente la sua unità: qui c'è l'applicazione dell'analogia fra il 'primo' e l''ultimo', tra il 'principio' e la 'fine': la costruzione rappresenta la manifestazione, nella quale il principio appare solo come il compimento finale; e proprio in virtù di questa analogia la 'prima pietra', o la 'pietra fondamentale', può essere considerata come un riflesso dell''ultima pietra', che è la vera 'pietra angolare'.
 
Il mondo corporeo è costituito da quattro elementi basici (rappresentato dalla forma quadrata) ma ce n'è anche un quinto, il quinto elemento, la quintessenza, l'etere, quest'ultimo non è semplicemente una base come quelli, bensì il principio stesso del mondo, in un edificio il quinto angolo è il vertice, l'angolo supremo, o angolo degli angoli perché in esso la molteplicità degli angoli è ridotta all'unità.
La 'pietra angolare' del vertice si riflette in ciascuna delle 'pietre fondamentali' della base: esiste una correlazione tra il simbolismo alchimistico  e il simbolismo architettonico per il loro comune carattere 'cosmologico'.
Fonte "Simboli della scienza sacra" R.Guenon

lunedì 24 febbraio 2014

Il Parasole e il Copricapo come equivalenti della Cupola

Altri oggetti simbolici equivalenti alla CUPOLA
Un altro oggetto il cui significato celeste è fuori di dubbio è il Parasole:  le sue stecche sono palesemente simili ai raggi della ruota e  come questi si coniugono nel mozzo, e si uniscono in un elemento centrale che le regge: descritto come un globo perforato.
L'asse cioè il manico del parasole penetra nel mozzo della ruota e il prolu di quest'asse oltre il punto di incontro delle stecche o dei raggi si eleva sopra la cima della cupola.
Il Parasole non è altro che l'equivalente portatile di un tetto a volta è proprio per via del suo simbolo 'celeste' esso è una delle insegne della regalità.
Esso è una protezione contro la luce, ma le sue stecche sono al contempo il simbolo dei raggi solari, il paradosso di 'tutto il contrario di tutto' e che il 'mondo di giù' è una visione speculare del 'mondo di su' ed è quindi nel suo senso superiore che lo si attribuisce al Sole e quindi alla regalità.


Il Copricapo ha di solito la funzione di riparare dal caldo, ma quando è simbolicamente attribuito al sole, rappresenta inversamente ciò che irradia calore, l'etimologia del termine ushnisha ha questo doppio senso.
L'ushnisha è propriamente un turbante e può essere considerato una corona, nella tradizione islamica esso è considerato un segno distintivo dello sheikh e quindi non solo simbolo di potere temporale ma anche spirituale.
Il Copricapo è anche un parasole, un'insegna della regalità esso si associa al carattere di gloria.
Nell'antica iconografia buddhistica l'insieme costituito dalle impronte dei piedi, l'altare o il trono, e il parasole corrispondono rispettivamente alla Terra, allo spazio intermedio, e al Cielo e rappresentano anche il corpo cosmico del Mahapurusha o "Uomo Universale".


Fonte: "Simboli della Scienza sacra" R.Guenon

sabato 22 febbraio 2014

Meditazioni con gli Alberi e Fiori di Bach

Questo post l'ho creato con tanto amore...e spero possa essere utile a tante persone che amano la Natura e tutte le sue manifestazioni, a tutti coloro che quando cercano loro stessi fanno le lunghe passeggiate nel verde, e immergono loro stessi nella meravigliosa flora intorno a noi che spesso passa inosservata o inesplorata....
"L'albero , guaritore e amico."
Gli alberi sono piante della più grande e più avanzato della Terra sul piano spirituale . Meditando in ogni momento accanto alla loro energia sottile che è la loro lingua naturale. Aumentando il contatto con l'albero, la padronanza della lingua aumenta, si può cominciare a costruire un rapporto con loro . Aiuterà ad aprire i canali energetici e coltivare la calma , la presenza e la vitalità . Tu , a tua volta , può aiutarli con le serrature e le aree indebolite . Si tratta di un rapporto reciprocamente vantaggioso che deve essere coltivato.
La scelta di lavorare con un albero.
Nel corso della storia , gli esseri umani hanno sempre utilizzato tutte le parti della pianta come rimedio per curare.
I migliori alberi per guarire sono soprattutto i pini .
I pini irradiano energia Chi, nutrono il sangue , rafforzano il sistema nervoso e aiutano a prolungare la vita .
Nutrono anche l'anima e lo spirito .
I Pini sono "Alberi Immortali" .
Mentre i pini sono spesso la scelta migliore , è possibile utilizzare molti altri alberi o piante.
Tra i più potenti ci sono gli alberi che crescono accanto all'acqua corrente .
Fonte

Da questo post mi è venuta l'idea di crearne uno più completo di nozioni sulla meditazione con gli alberi.
 Mi è tornato in mente un testo sui fiori di Bach in cui c'era proprio il riferimento alla meditazione vicino alle piante, e i loro effetti.
In alcune tradizioni ci sono dei rituali sciamanici antichi nei quali ci si arrampica su un albero come acensione spirituale dell'essere.
E' formidabile quanto la natura sia completa di tutto ciò che è utile all'armonia corpo-anima e di come intorno a noi (anche se stiamo distruggendo questa risorsa) esista una farmacia naturale che basterebbe decodificare con il cuore per accedervi... dal testo:
"Il contatto diretto, l'abbraccio, la contemplazione e la meditazione con queste particolari piante, soprattutto nel loro periodo di fioritura, permetterà di conoscere a fondo la loro natura interiore e profonda e di instaurare con loro un canale vibrazionale, che a volte già da solo potrà rafforzare la forza vitale ed instaurare un processo di guarigione psicosomatica.
Cercare e preferire le piante e gli alberi che si riconoscono come "tipo" o "aiuto", cogliere i fiori delicatamente e inalarne il profumo portandolo in noi con una respirazione lenta e profonda e assaporarne la rugiada quando è possibile, tenerli in mano o sul corpo durante la meditazione o la contemplazione della natura, farne un atto sacro e spirituale, un esperienza intima, personale e gelosamente privata.
"Iniziazione alla Guarigione Esoterica" di O.Sponzilli e A.Luciani
Fiori di Bach

Ad esempio meditare sotto un albero di noce (Walnut) se ci si vuole proteggere dalle influenze esterne,
oppure sotto un albero di di melo selvatico (Crab Apple) se si cerca la purezza o se ci si vuole disintossicare,
sotto un faggio (Beech) se vogliamo stimolare l'altruismo o ci sentiamo intolleranti verso una situazione o gli altri,
sotto il mirabolano, una specie di ciliegio (Cherry Plum) se vogliamo curare un esaurimento nervoso o se vogliamo più lucidità mentale,
sotto l'ippocastano (Chestnut Bud) per l'apprendimento in genere,
all'agrifoglio (Holly) se vogliamo aprire e beneficiare al chakra del cuore,
o sotto all'agrifoglio (Honeysuckle) se non riusciamo a staccarci dal passato,
oppure al larice (Larch) se i nostro problema è l'autosvalutazione, l'insicurezza sulle nostre potenzialità,
alla quercia (Oak) se abbiamo bisogno di vitalità e rinvigorimento fisico,
all'ulivo (Olive) se abbiamo bisogno di forza interiore e spirituale,
al pino selvatico o silvestre (Pine) per liberarci dal complesso di colpa ma anche dalle "catene del peccato originale",
sotto l'ippocastano rosso (Red Chestnut) per distaccarci spiritualmente dagli agenti esterni,
oppure sotto l'ippocastano dolce (Sweet Chestnut) se abbiamo bisogno di pace interiore,
vicino alla rosa canina (Wild Rose) se stiamo passando un periodo di apatia, se pensiamo ci stiamo rassegnando alla vita che non ci va...
sotto il salice giallo (Willow) per imparare a perdonare, liberandoci dal rancore dalla rabbia....
e così via....

Percorso Spirituale con i Fiori di Bach 

Nel link sopra ci sono tutti i fiori con la loro funzione spirituale, che in fondo se in disarmonia crea delle problematiche fisiche che psicosomaticamente rispecchiano il disagio interiore.(Psicosomatica)
Consiglio di approfondire la conoscenza dei Fiori di Bach perchè sono una risorsa preziosa per gli esseri umani e le loro problematiche, sono un mondo da scoprire e da incorporare nella propria vita....


Guardate cosa gli alberi possono insegnarci, questa è una meditazione per equilibrare e vitalizzare il chakra della base, da YouTube:
Meditazione con l'albero: equilibrare le nostre radici

Nell'AniMo Antico

venerdì 21 febbraio 2014

La Tartaruga e il Carro come equivalenti della Cupola

Il simbolismo della Tartaruga è equivalente alla CUPOLA;
lo scudo inferiore, che è piatto, corrisponde alla Terra, e lo scudo superiore, che è arrotondato a forma di cupola corrisponde al Cielo.
L'animale stesso, fra questi due scudi, rappresenta l'Uomo fra Cielo e Terra, completando così la 'Grande Triade', che svolge un ruolo particolarmente importante nel simbolismo delle organizzazioni iniziatiche taoiste.
I cinesi vedono in essi la vera Madre fra gli animali.
Gli Indi venerano l'uomo-tartaruga, un Primo Padre degli Dèi: per loro il mondo riposa su una tartaruga.
Dimorando fra le basi più profonde del mondo, essa porta tutto il corpo cosmico il suo nome italiano conserva una denominazione della tarda antichità, che la definisce portatrice del più profondi strato cosmico il Tartaro.


Anche la costruzione di un Carro è al pari di una struttura architettonica sacra cioè di un modello 'cosmico'.
L'elemento fondamentale del carro è l'asse il quale rappresenta l'Asse del Mondo, ed equivale così al pilastro centrale dell'edificio, cui l'intero complesso di quest'ultimo dev'essere rapportato (ricordiamo che questo pilastro centrale non importa se esiste concretamente o no nella struttura dell'edificio), questo asse in certi testi sul Carro cosmico non viene menzionato ma interpretato come un "soffio separatore", che occupando lo spazio intermedio mantiene il Cielo e la  Terra nei loro rispettivi luoghi che sono separati ma al contempo uniti.
Le due ruote entrambe di forma circolare si possono interpretare come simboli delle rivoluzioni cicliche di cui è soggetta ogni manifestazione sia 'terrestre' che 'celeste' e si può aggiungere il particolare che la ruota terrestre è piana mentre quella celeste sia a forma di cupola o porzione di  sfera (come la Tartaruga).
 Tra l'altro cambiando prospettiva il carro ha la base quadrata o rettangolare e il tetto a forma di cupola ritroviamo ancora una volta la simbologia  architettonica sacra.
Fonte: "Simboli della Scienza sacra" di R. Guenon.



mercoledì 19 febbraio 2014

Il simbolismo del Cranio

La cupola in alcuni casi è anche la rappresentazione del cranio umano, vi sono a questo proposito dei tumuli preistorici la cui forma sembra aver spesso imitato intenzionalmente quella del cranio; del resto il 'tumulo' è  un'immagine artificiale della montagna, lo stesso significato dev'essersi esteso anche a quest'ultima.
Il nome Golgotha significa precisamente cranio, così come la parola Calvarium con cui è stato tradotto in latino; secondo una leggenda che ebbe corso nel Medioevo, ma la cui origine può risalire molto prima, questa designazione si preferirebbe al cranio di Adamo, che sarebbe stato sotterrato in questo luogo (o che nel senso più esoterico si identificherebbe con la montagna stessa), il conduce ancora una volta alla considerazione dell'Uomo Universale.
            Golgotha  

Il cranio è spesso raffigurato ai piedi della croce e si sa che quest'ultima è una delle rappresentazioni dell'Asse del Mondo .
In ambito macrocosmico il centro della cupola o della ruota ecc.. viene identificata come 'porta stretta' quella fessura che porta dall'altra parte al di là  del Sole.
Tale apertura può essere chiamato anche Occhio del Mondo e attraverso di essa si effettua l'uscita dal 'cosmo' passando al Brahma-loka che è un ambito essenzialmente extracosmico.
Nel simbolismo evangelico è la 'porta stretta' che dà accesso al Regno di Dio':
La corrispondenza microcosmica di questa porta solare è il cranio umano proprio per la sua associazione alla cupola.
La cima della cupola è la 'corona' della testa cioè il punto in cui va a terminare l'arteria coronale sottile o sushumna che si trova sul prolungamento diretto del 'raggio solare' chiamato anche esso sushumna che è anche in realtà almeno virtualmente, la porzione assiale 'intra-umana' diciamo.
Tale punto è l'orifizio chiamato Brahma-randhra, attraverso il quale esce lo spirito dell'essere in via di liberazione, quando i legami che lo univano al composto corporeo e psichico umano sono stati rotti (a questo si riferisce il rito di forare il cranio prima della sepoltura): va sa se che questa via è riservata esclusivamente al caso dell'essere "conoscente", per il quale l'asse si è effettivamente identificato col "settimo raggio"  e che è quindi pronto ad uscire dal 'cosmo' passando 'al di là del Sole'.
Fonte "Simboli della Scienza sacra" 

Ricordiamo anche che nel cranio, analogamente a quanto detto fin ora, per la cultura orientale vi è il settimo chakra, quello della Corona, il chakra dell'illuminazione che ci conduce alla nostra natura divina, il loto dai mille petali, quando questo chakra è equilibrato si entra in connessione verso le dimensioni superiori.
Fonte: "Simboli della Scienza sacra" di R. Guenon.
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