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giovedì 19 aprile 2018

Anima Mercurialis


L'anima mercurialis fornisce l'orecchio capace di distogliere la mente dall'udire il 'vero' significato.
Senza Ermes il Messaggio, le allusioni e i gesti divini diventano ingiunzioni letterali e l'istinto religioso diventa malato, paranoide.
Jung paragona Mercurio con l'inconscio.
L'idea stessa di inconscio....diventa, riguardo alla paranoia, terapeutica in modo decisivo...l'idea di inconscio salva se stessa dalla letteralizzazione; l'inconscio non può essere identificato con alcun effettivo stato mentale di comportamento.
L'inconscio non può avere una fenomenologia sua propria e le asserzioni fatte su di esso non possono essere verificate.
Elusivo, mercuriale, l'inconscio non è un luogo, non è uno stato, è un oscuro fratello ironico, una sorella che fa da eco, per non dimenticare.
...come osserva Jung, la rivelazione non può essere distinta da "un autonomo funzionamento dell'inconscio"...
Il Deus absconditus non può diventare manifesto separatamente dalle immagini in cui la manifestazione si presenta.
La rivelazione non può essere separata dall'immaginazione.
Tra il nascosto e la percezione del nascosto sta il terzo elemento, la forza immaginativa dell'anima, la portatrice dei messaggi, l'anima mercurialis...
Mercurio pieno di stratagemmi, un malizioso monello, è lo psicopompo che conduce al nascosto, salvandoci dal letteralismo e dalla paranoia.
Tratto da "La vana fuga dagli dei" di J. Hillman
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