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martedì 20 febbraio 2018

La teoria degli elementi secondo Paracelso

Zolfo Sale Mercurio
Nella terminologia paracelsiana queste tre sostanze indicano qualcosa di assai più generico che non le tre sostanze effettivamente designate da questi nomi: lo "zolfo" comprende ciò che è combustibile; il "sale" tutto ciò che è solubile; il "mercurio" tutto ciò che è volatile più i metalli.
"Omnia metalla fuerunt mercurius" e 
"ex Mercurio omnia metalla produci possum"; 
"Mercurius est metallum apertum", dice Paracelso.
Le sostanze sono delle espressioni tecniche per contraddistinguere le forze cosmiche che operano nella natura.
Il mercurio è lo spirito (pensiero), lo zolfo l'anima (sensazione), il sale il corpus (volontà).
Tutti e sette i metalli nascono da queste tre sostanze, assumendo colori diversi.
Le sostanze contraddistinguono delle categorie di materia secondo come si esprime in loro l'impulso vitale, mentre gli elementi indicano le forme essenziali, i tipi (ed archetipi) delle conformazioni fenomeniche, costituitesi nei vari stati d'aggregazione della materia

"Anzitutto fu diviso l'iliastro, che sparì, dando e facendo e coordinando i quattro elementi, seme onde cresce il fusto dell'albero.
L'elemento dovrà essere inteso secondo la sua tendenza e non secondo il suo corpo o sostanza, poiché ciò che è visibile non è che l'inquadratura, e l'elemento è  uno spirito che vive nelle cose come l'anima nel corpo.
I quattro elementi si dividono in due categorie, di cui l'una costituita dall'aria e dal fuoco e l'altra dalla terra e dall'acqua.
L'elemento aria è in sé una casa degli altri tre elementi, che esso conserva, separandone ognuno nella propria camera.
L'aria rinchiude in essa ciò che è mortale, lo separa da ciò che è immortale e tiene il mondo in coesione.
È la pelle, il muro, l'argine che non lascia passare nulla.
L'aria è il respiro onde hanno vita tutte le cose.
Agli inizi l'aria non era che dello zolfo bianco, coagulato dallo spirito del sale e chiarificato dal mercurio.
Nell'aria non v'è sopra né sotto, alto né basso, poiché la sua rotondità fu fatta in modo che non si distinguesse in essa altezza né profondità.
L'aria è inafferrabile e spirituale, né può generare alcunché di afferrabile e corporeo.
Da essa prendono vita le fate, le apparizioni nel sogno, i "diemei", che dimorano nelle pietre dure, i "durdali", che abitano negli alberi e le "melusine",  che stanno nel sangue.
Il fuoco materiale, come l'adoperiamo noi, si trova in tutti e quattro gli elementi, e di chiama "tristo".
Ma l'elemento del fuoco è semplicemente il firmamento, le stelle.
Dal fuoco fu tolta in primo luogo la candidezza bianca, onde fu fatta una massa ed una materia, dando origine al sole, in cui si ritrova dunque la candidezza dell'elemento del fuoco, il quale ne fu privato.
Poi ne fu estratta la diafanità rossa e se ne crearono le stelle e la luna, divise in molti pezzi.
E come la candidezza bianca è conglobata in uno, i candori rossi sono suddivisi in tante particelle.
L'elemento del fuoco possiede due nature, calda l'una e fredda l'altra. Il calore è rimasto nella candidezza bianca, il freddo in quella rossa...
L'elemento della terra fu separato dall'iliastro e concentrato in un globo che è il centro degli elementi esterni; tutte le forze nutritive che si trovano nell'iliastro, furono condotte nella terra.
Da essa sorgono (gl)i gnomi, i selvaggi, le villi e gli altri spiriti.
L'elemento dell'acqua ha da essere considerato come un albero fruttifero: l'acqua corrente corrisponde ai rami, il mare alla radici.
Derivano dall'acqua i sali, i minerali, le gemme, le pietre, i mostri marini, le ninfe, le sirene ecc..
I quattro elementi stanno in tutte le cose, non in atto però, ma a guisa di quattro complessioni.
Ogni elemento ha un suo colore: la terra è azzurra, l'acqua verde, l'aria gialla, il fuoco rosso; poi vi sono altri colori casuali e commisti, appena riconoscibili.
Ma tu vada con cura al colore elementare che predomina e giudica secondo quello.
Tratto da "Il tesoro dei tesori. Scritti magici alchemici e ermetici" di Paracelso
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