mercoledì 25 febbraio 2015

Il paradosso nell'alchimia

Il linguaggio alchemico predilige il paradosso.
Per ottenere l'unione, l'alchimia cerca non solo di visualizzarla insieme gli opposti, ma anche di esprimerli insieme.
È significativo i paradossi si affollino intorno all'idea di sostanza arcana di cui si credeva che, in quanto prima materia, contenesse gli opposti in forma disgiunta, per riunificarli poi in quanto lapis philosophorum.
Così la pietra da un lato viene definita vile, immatura, volatile, dall'alto preziosa, perfetta e solida; oppure è la prima materia a essere vile e nobile al tempo stesso, preziosa e parvi momenti (di poca importanza).
È sotto gli occhi di tutti; tutto il mondo la può vedere, toccare e amare, eppure non v'è nessuno che la conosca.
La pietra è dai mille nomi, come gli dei dei Misteri: la sostanza arcana è l'Uno e al tempo stesso il Tutto.
Frasi diffuse nell'alchimia sono: "Brucia nell'acqua e lava nel fuoco".
Le Allegoriae sapientum parlano di due figure, di cui "una bianca e priva di ombra, l'altra rossa e manca di rosso".
Una citazione di Socrate dice: "Cercate la freddezza della luna e troverete il calore del sole".
"Le radici dell'albero filosofico stanno in aria"  Gloria mundi.
Quanto i paradossi e l'ambivalenza siano diffusi in tutta l'opera è dimostrato dalle Nozze chimiche sul portale principale del castello sono scritte due parole: congratulor e condoleo.
Poiché Mercurio è il nome con cui si indica principalmente la sostanza arcana, di esso occore far menzione, in questo contesto, come di un paradosso per eccellenza. Ciò che si dice di lui vale ovviamente anche per il Lapis, il quale è semplicemente un altro sinonimo della sostanza arcana "dai mille nomi", come sostiene il Tractatus aureus de lapide: "La nostra materia ha tanti nomi quante cose ci sono al mondo".
Ippolito dice che la sostanza arcana è sinonimo di Figlio dell'uomo:
"...Quest'uomo è unica monade, non composta indivisibile, eppur composta e divisibile, che tutto ama, tutto pacifica eppur tutto combatte, sempre in guerra con sé stessa, dissimile e insieme simile a sé stessa come un'armonia musicale che tutto  contiene ( ...) Che tutto rende visibile in quanto lo genera. È la madre e il padre, i due nomi immortali....".
Pernety dice del "mare degli alchimisti": "Il loro mare si trova dappertutto, e i Saggi vi navigano con una  tranquillità che non è alterata né da venti, né da tempeste. Il loro mare in generale è costituito dai  quattro elementi e, in particolare, dal loro Mercurio".
Cosi si dice di Mercurio: "Questo spirito infatti è generato dalle sostanze del mare e lui stesso si definisce umido, asciutto e igneo".
Ermete viene descritto come uno "spirito umido-igneo-freddo".
Vedi anche: Psicologia Religione Alchimia
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung

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