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giovedì 8 dicembre 2016

Chimica occulta (alchimia) e chimica comune

La chimica occulta o alchimia, si differenzia dalla chimica comune o normale solo per quanto riguarda la teoria della costituzione della materia.
Esteriormente non differiscono né i processi operativi, né gli strumenti usati.
È il significato con cui vengono impiegati gli strumenti e compiute le operazioni a stabilire la differenza tra chimica e alchimia.
La materia è di fatto costituita in accordo con le convinzioni dei chimici e dei fisici comuni, da un sistema di forze in equilibrio instabile, il quale dà luogo a corpi dinamici che possiamo definire "atomi".
È perche questa è una realtà, e perché la materia, considerata dal punto di vista fisico, è davvero così costituita, che sono possibili gli esperimenti e le scoperte degli scienziati, e che la materia può essere manipolata con mezzi materiali, attraverso processi soltanto fisici o chimici e per fini concreti e immediatamente reali.
Ma nello stesso tempo, gli elementi che compongono la materia hanno un altro significato; esistono non solo come materia ma anche come simbolo.
Ferro-materia e ferro-simbolo ad esempio.
Ciascun elemento simboleggia una determinata linea di forza sovramateriale e può quindi essere oggetto di un'operazione o azione che lo alteri e lo tocchi, non solo in quanto elemento, ma anche in quanto simbolo.
E una volta compiuta quest'operazione l'effetto prodotto supera in trascendenza l'effetto materiale visibile, percettibile e misurabile nell'ampolla o nell'apparecchio in cui si è  realizzato l'esperimento.
L'operazione alchimica è questo.
L'alchimia si propone di trasformare e dominare ciò che la materia simboleggia per fini che non sono materiali.
Nell'esperimento alchemico la "forza" che il corpo lavorato simboleggia è in contatto diretto con lo spirito di chi opera e non solo del suo ma tutti coloro che lo aiutano coscientemente nei suoi esperimenti.
Il risultato dell'esperimento ha effetti diversi e di diversa importanza su chi opera e sui suoi "aggiunti".
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

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