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venerdì 25 luglio 2014

Il Kimono, un vestito che racconta



La poesia è come la pittura e rappresenta una delle maggiori caratteristiche del vestito tradizionale giapponese, ovvero il Kimono.
Il suo disegno e i motivi decorativi contengono spesso una certa iconologia, che trasmette vivacemente un messaggio o racconta una storia letteraria e la poesia.
Il termine Kimono significa letteralmente "le cose da vestire" e in particolare indica il vestito tradizionale del Giappone.
Il materiale di base di cui è costituito è un tessuto di seta; nel periodo estivo, tuttavia, ci si veste con un Kimono realizzato sia con cotone sia con crespo di garza di seta Lo (una specie leggera di seta sottile).
Le tecniche principali o più frequenti per il Kimono sono il ricamo e la tintura, attraverso cui riescono a 'dipingere' sul tessuto mille disegni.
Come nella pittura, qualsiasi tema potrebbe essere il disegno di un Kimono.
La differenza tra la pittura e il Kimono non è così semplice da spiegare ma si potrebbe semplificare così: la prima è da ammirare l'altra è da vestire, per la sua natura il Kimono  ci pone difronte a una scelta più personale.
Lo sviluppo dello stile giapponese risale al periodo Heian (794-1192) il periodo in cui il Giappone si distacca dall'influenza culturale della Cina.
Il Kimono nel corso dei secoli ha subito dei mutamenti grazie all'evoluzione delle tecniche di tintura, tessuto e ricami, i disegni da semplici si fanno sempre più complessi.
Nel tardo periodo Edo, vengono creati disegni che hanno origine dalla letteratura, dalla poesia waka e dall'opera teatrale youkyoku. 
Così il disegno del Kimono viene nutrito da un carattere pittoresco e poetico.
Come l'aforisma di Orazio "Ut pictura poesis", il Kimono rappresenta un linguaggio attraverso icone.
Il disegno che racconta la storia è poesia oltre la bellezza.
Tratto da "Giappone Tutela e conservazione di antiche tradizioni"

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