lunedì 17 febbraio 2014

Il simbolismo della Cupola

In connessione con il valore propriamente simbolico e  iniziatico dell'arte architettonica, ogni edificio è costruito seguendo presupposti strettamente tradizionali.
Ogni edificio presenta nella struttura e nella disposizione delle varie parti di cui si compone un significato 'cosmico' conforme alla relazione tra macrocosmo e microcosmo cioè si riferisce sia al mondo sia all'uomo.
Gli edifici di cui di parla sono in primo luogo templi o altri edifici che hanno destinazione sacra.
Generalmente si ha una base quadrata (cubica più o meno allungata), sormontata da una cupola di forma più o meno rigorosamente emisferica.
Nella chiese cristiane la cupola è edificata sopra la parte centrale, nel caso in cui la chiesa abbia la forma di croce latina, si può notare come tale croce viene ottenuta sviluppando un cubo le cui facce siano stese sul piano di base e la cupola si innalza nella parte centrale, cioè sulla faccia di base.
Le due parti appena descritte rappresentano il cielo e la terra:
L'insieme dell'edificio, guardato dall'alto rappresenta il passaggio dell'Unità principale al quaternario della manifestazione elementare; inversamente se si guarda dal basso verso l'alto appare come il ritorno dalla materia all'Unità.
Il numero ternario, che interviene qui come intermediario fra l'Unità e il quaternario, significa che solo per mezzo delle tre dimensioni dello spazio l'Uno originario può esser fatto 'quattro', il che viene raffigurato esattamente dal simbolo della croce a tre dimensioni.
Nelle realizzazioni di forma rettangolare si aggiunge una parte semicircolare che viene posta a una delle estremità ed esattamente nella direzione a cui viene attribuito il significato di un corrispondenza 'celeste' e questo lato in genere è quello da cui viene la luce cioè quello orientale l'Est e negli edifici sacri in cui manca la cupola in genere si ha la parte centrale a cielo aperto e in questo caso è la stessa volta celeste a svolgere la funzione di una cupola naturale.
In questi punti è posto l'altare o nel caso di case abitative tradizionali vi è posto il focolare:
L'altare è del resto anche un focolare che è considerato l'altare domestico; simbolicamente è lì che si compie la tradizione di Agni.
Lo Swastika simbologia
Il Centro Il Cerchio La Ruota
La Caverna e il Labirinto
Fonte: "Simboli della Scienza sacra" di R. Guenon.

venerdì 14 febbraio 2014

Il Simbolo del Dollaro $

Partiamo dal simbolismo delle due colonne d'Ercole, eroe solare delle dodici fatiche corrispondenti allo Zodiaco.
Queste due colonne indicano i solstizi, nella rappresentazione geografica collochiamo queste due nello Stretto di Gibilterra di cui in Europa troviamo la colonna del nord mentre quella situata in Africa è quella del sud.
Stando così le cose, il motto non plus ultra riferito a queste colonne pare avere un duplice significato:
indica non solo, secondo l'interpretazione comune che si riferisce al punto di vista terrestre ed è valida d'altronde nel suo ordine, che esse segnano i limiti del mondo 'conosciuto', cioè in realtà i limiti che, per ragioni che potrebbe essere interessante indagare, non era permesso ai viaggiatori superare;
ma indica nello stesso tempo, e forse bisognerebbe dire prima di tutto, che, dal punto di vista celeste, esse sono limiti che il sole non può varcare ed entro i quali, come fra le due tangenti di prima, si compie internamente il suo cammino annuale.
C'è un simbolo che sembra essere della massoneria anglosassone, e che comunque  è conservato solo in essa:
E' un cerchio con un punto al centro compreso tra due tangenti parallele; e si dice che queste due tangenti rappresentino i due san Giovanni, le due colonne d'Ercole, i due solstizi...
Il cerchio è qui infatti la figura del ciclo annuale, e il suo significato solare è reso del resto più evidente dalla presenza del punto centrale, poichè la medesima figura è nello stesso tempo anche il segno astrologico del sole; le due rette parallele sono le tangenti a questo cerchio nei punti solstiziali, e segnano così il loro carattere di 'punti-limite', poichè tali punti sono infatti i limiti che il sole non può mai superare nel corso del suo cammino.

                      

Su antiche monete spagnole, si vede una raffigurazione delle colonne d'Ercole, legate da una specie di banderuola sulla quale è scritto il motto non plus ultra; ora, fatto fatto che sembra abbastanza poco noto è che da questa raffigurazione è derivato il contrassegno usuale del dollaro americano; ma in tale immagine tutta l'importanza è stata data alla banderuola, che in origine era solo un accessorio e è stata mutata nella lettera S, di cui aveva pressappoco la forma, mentre le due colonne, che costituivano l'elemento essenziale, si trovavano ridotte a due trattini paralleli ($), verticali come le  tangenti al cerchio nel simbolismo massonico appena descritto.
Questa cosa non è priva di significato e di ironia, visto che proprio la 'scoperta' dell'America ha annullato di fatto l'antica applicazione geografica de non plus ultra.
Fonte: "Simboli della Scienza sacra" R.Guènon
Notare come la rielaborazione del simbolo massonico della foto soprastante crea il simbolo del dollaro dividendo la circonferenza del cerchio al centro delle due colonne e formando una forma di S dopodichè reinserire le due colonne all'interno anzichè all'esterno.
(Segno di supremazia americana)



mercoledì 12 febbraio 2014

I due San Giovanni

Per quanto l'estate sia considerata un stagione gioiosa e l'inverno una stagione triste (per me personalmente è sempre stato il contrario) per il fatto che la prima rappresenta il trionfo della luce e l'altra dell'oscurità, i due solstizi corrispondenti hanno, in realtà, un carattare esattamente opposto.
Ciò che ha raggiunto il suo massimo può ormai solo decrescere, come ciò che ha raggiunto il suo minimo può solo  cominciare a crescere:
Questa stessa concezione si trova in varie tradizioni sotto varie forme, nel Tao-te-King viene riscontrato lo stesso principio nell'alternanze dello Yin e dello Yang.
Nella tradizione cristiana abbiamo i due San Giovanni: San Giovanni Battista, la cui nascita coincide con il solstizio d'estate:
«Bisogna che egli cresca (Cristo nato dal solstizio d'inverno) e che io diminuisca» Giovanni, III, 30.
Nella tradizione indù, la fase ascendente è messa in rapporto con il deva-yana, e la fase discendente con il pitri-yana;
Di conseguenza nello Zodiaco, il segno del Cancro, corrisponde al solstizio d'estate, è la 'porta degli uomini', che dà accesso al pitri-yana, e il segno del Capricorno, corrispondente al solstizio d'inverno, è la 'porta degli dei', che dà accesso al deva-yana.
Questo perché è la metà ascendente del ciclo annuale (la primavera) il periodo allegro, benefico e favorevole quindi l'altra metà sarà il periodo triste, malefico e sfavorevole.
Nel cristianesimo le feste dei due san Giovanni sono in rapporto diretto con i due solstizi (in realtà cadono qualche giorno dopo, questo per rendere ancora più evidente che la discesa e la salita sono iniziate).
Il nome stesso 'Giovanni' ha un doppio senso che esprime a pieno il senso delle due porte:
In primo luogo è dovere far notare il significato etimologico di questo nome ebraico e l'accostamento tra Giovanni e Giano che non è altro che un'assimilazione fonetica ma importante dal punto di vista simbolico poiché di fatto, le feste dei due san Giovanni hanno preso quelle di Giano.
La parola hanan, in ebraico, ha sia il senso di «benevolenza» che di «misericordia» che quello di «lode»: di conseguenza il nome di Jahanan può significare «misericordia di Dio» e anche «lode di Dio».
A San Giovanni Battista si può dire che la misericordia è evidentemente discendente (implora la misericordia di Dio) e al San Giovanni Evangelista la lode ascendente ( rivolge le lodi a Dio):
Nella figura folkloristica si ha l'immagine di Giovanni che piange e Giovanni che ride la cui rappresentazione è equivalente ai volti di Giano.Simbologia del Giano
L'aspetto esoterico della tradizione cristiana è sempre stato considerato gioannista, questo perché la successione degli antichi Collegia Fabrorum è stata regolarmente trasmessa alle corporazioni le quali, attraverso l'intero Medioevo, hanno conservato lo stesso carattare iniziatico e in particolare quella dei costruttori, per patroni ebbe i due San Giovanni e da qui viene anche la ben nota espressione di 'Loggia di San Giovanni':
In queste logge si innalzano templi alla virtù e si scavano segrete per il vizio (assimilabile simbolicamente alla caverna e come essa figura del 'cosmo') Simbologia della Caverna e del Labirinto
Queste due idee di innalzare e di scavare si riferiscono alle due dimensioni verticali, altezza e profondità, calcolate secondo le due metà dello stesso asse che va dallo Zenit al Nadir prese in senso inverso l'una dall'altra.
Fonte: R. Guenon

Ci sono delle fonti che affermano che la decollazione del Giovanni Battista sia simbolica e stia ad indicare il passaggio alla 'seconda vita' del Cristo, mentre il Giovanni Evangelista, l'apostolo amato da Gesù possa celare simbolicamente la figura della Sophia che 'accompagna' il Cristo alla 'terza vita'.
Sarebbe un'aspetto da approfondire anche se è attraverso la simbologia della caverna, dei passaggi della seconda e terza vita, e alle antiche tradizioni possiamo decifrare ciò che il cristianesimo ha reso solo una storiella propinabile al popolo.
La simbologia sacra è importante per iniziare a 'vedere' con i nostri occhi le mezze verità che ci mettono davanti agli occhi, per decifrare il vero significato di un simbolo e uscire dalla dualità che ce lo fa credere maligno o benigno, per capire come dei simboli neutri vengono applicati al male o al bene dall'elite che ne conosce il vero significato...
Bisogna uscire dalla gabbia dell'ignoranza, l'ignoranza ci rende più schiavi delle catene...

Per chi sa leggere il messaggio nascosto che Leonardo da Vinci nasconde in questa sua opera molto particolare in cui vediamo bambini sia Gesù che Giovanni Battista.
Nell'AniMo Antico

http://www.lucacaricato.it/

Psicosomatica dell'Apparato Genitale

L'apparato genitale è il sistema fisico che consente la riproduzione e la sessualità. E' composto dagli organi sessuali, dalle ghiandole sessuali e dall'utero della donna.
Attraverso questo sistema estremamente elaborato, la discendenza umana si perpetua nell'incontro tra un uomo, di natura Yang e penetrante, e di una donna, di natura Yin di natura ricettiva.
Possiamo chiaramente ampliare il discorso e attuare la stessa cosa dentro di noi per poter evolvere.
Dobbiamo andare incontro all'altro aspetto di noi stessi, della nostra parte Yin, femminile se siamo uomini, della nostra parte Yang, maschile se siamo donne, così da evolverci e crescere.
Non si tratta naturalmente di sessualità, bensì di ciò che C.G.Jung ha definito Anima (femminile) e Animus (maschile).
Il nostro lato dolce, tenero, passivo, artistico, estetico, accogliente, non conscio, profondo (femminile) e quello deciso, forte, attivo, guerriero, difensivo, penetrante, conscio, superficiale (maschile).
Accogliendo l'altra parte del nostro essere possiamo crescere, evolvere e giungere progressivamente a fare la "pace dei contrari" ciò che Jung aveva battezzato "riconciliazione degli opposti", l'Unità in noi per creare, partorire così un altro sè.
Funzione Trascendente Yin e Yang
Archetipo dell'Anima e dell'Ombra
Processo di Individuazione
L'Amore Universale
Yin e Yang
E' altresì molto interessante notare che questa (pro)creazione ha tutte le possibilità di realizzarsi nel piacere e nella gioia (estasi, orgasmo) come previsto dalla vita.
Un fatto sul quale debbono riflettere coloro il cui processo di sviluppo personale con la forza, la costrizione, l'urgenza.
L'apparato genitale è beninteso quello che ci permette di procreare, di donare fisicamente la vita. Per estensione, esso ci trasmette anche in linea generale la capacità di creare, di partorire progetti, idee, nel mondo materiale.
Infine è anche l'apparato della sessualità, ossia della nostra capacità di creare nel piacere. Rappresenta la nostra azione, il nostro potere sull'altro, giacchè i tale particolare rapporto questi si abbandona a noi e noi all'altro.
Il potere deve pertanto essere reciproco e  rispettoso ed è ancora più grande quando si fonda sull'amore.
Rappresenta l'estasi suprema della creazione, dell'azione creatrice e fecondatrice condivisa con l'altro.
I mai dell'apparato genitale ci parlano della nostra difficoltà di vivere o accettare questa pace dei contrari all'interno di noi.
Possono manifestarsi in modi diversi, ma indicano sempre una tensione rispetto all'altro, sia esso il coniuge, un figlio o una loro rappresentazione dentro o fuori di noi.
E' questo il caso dei problemi all'utero che rappresenta la coppia, la famiglia, il nido, e che indica sovente tensioni o sofferenze relative al coniuge (assenza, frustrazione, decesso, conflitto ecc) oppure nel maschile, nello Yang dentro di noi.
Esprimo inoltre la nostra paura di partorire, che si tratti di un parto reale o simbolico, per mancanza di fiducia, per senso di colpa o angoscia.
Fonte "Dimmi dove ti fa male Glossario Psicoenergetico" Michel Odoul

Sono tantissime le donne che hanno problemi di natura psicologico-sessuale o fisici riguardanti l'apparato genitale.
Sono per lo più donne perchè nei secoli la cultura maschilista e sessista ha creato uno stato di sottomissione del femminile così che nelle donne è venuto a mancare il guerriero che è caratteristica dell Animus, mentre nell'uomo è successo il contrario, la sua presunta supremazia non gli ha permesso o comunque ha represso quella parte di delicatezza che tipica dell'Anima. Per capire meglio questo concetto vedere anche questo post  La Funzione Trascendente della Terra in cui parlo in maniera estesa dell'argomento.
Dal canto loro gli uomini di una certa età hanno problemi alla prostata, organo che rappresenta il potere riproduttivo maschile e quindi per esteso il potere in senso lato (maschile sulla donna), quando per motivi di anzianità viene meno questo status il corpo è come se rifiutasse quella parte di se attaccandola.

lunedì 10 febbraio 2014

La simbologia del Sayful-Islam

Premetto che di questo argomento non ne so molto, l'islamismo come ce lo dipingono i media è una delle religioni più crudeli del mondo, ma ho sempre pensato che come tutta la simbologia che il Sistema rovescia a suo piacimento per creare confusione tra la gente che si nutre intellettualmente solo di Media, anche l'Islam fosse soggetto alla stessa legge...
Pensiero mai stato confermato fin quando non ho letto questo libro sulla simbologia sacra..
Nel mondo occidentale si è soliti pensare all'islamismo una tradizione guerriera e associata alla sciabola e la spada (es-sayf);
prendere questa parola solo nel suo senso più letterale e non pensare che vi sia un significato più profondo equivale ad avere una visione distorta o superficiale della visione d'insieme.
E' comunque incontestabile che l'Islam sia un tradizione guerriera, ma non è la sua caratteristica peculiare.
Ricordiamo che nel Cristianesimo Gesù disse: "Io sono venuto a portare la spada" Matteo, x, 34.
E' ovvio che le armi come visto in precedenti post sono un simbolo che rappresenta qualcos'altro, tra l'altro questo è solo il lato più esteriore, se andiamo in profondità del simbolo e vediamo la concezione di guerra dal punto di vista tradizionale con tutto il suo valore, essa simboleggia la lotta che l'uomo deve condurre contro i nemici che sono dentro di lui, cioè contro tutti gli elementi in lui contrari all'ordine e all'unità;
che si tratti dell'ordine sociale o dell'ordine interiore e spirituale, la guerra deve sempre tendere a stabilire l'equilibrio e l'armonia (e perciò essa si riferisce propriamente alla 'giustizia') e quindi a unificare in un certo modo la molteplicità degli elementi in opposizione tra di loro.
La sua unica ragion d'essere è la pace (es-salam), che può essere veramente ottenuta solo con la sottomissione alla volontà divina (el-islam)... (aggiungerei che la volontà divina deve essere ricercata dentro di noi e non in nome di un Dio esterno che "comanda" su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato con leggi create da uomini sanguinari in cerca di gloria)
La guerra esteriore non è altro che la "piccola guerra santa" mentre quella interiore è la "grande guerra santa" la prima è solo l'immagine sensibile della seconda (con la prima si raggiunge il nostro Dio interiore la seconda non è mai giusta anche se necessaria per ristabilire l'equilibrio).

La spada del khatib, simbolo islamico, simboleggia il potere della parola, simbolo che vediamo forte anche nella tradizione cristiana: "Ed egli teneva nella sua mano destra sette stelle; e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, affilata, e il suo volto era come il sole quando splende nella sua forza":
osserviamo come il simbolismo polare 'le sette stelle dell'Orsa maggiore' e il simbolismo solare della spada intesa come raggio e Verbo siano utilizzati insieme.
In Giappone secondo la tradizione shintoista la "spada è derivata da un lampo-archetipo, di cui essa è la discendente o l'ipostasi".
Il doppio taglio della spada rappresenta il duplice potere distruttore e creatore (risolutore).
In conclusione questo post è solo uno dei tanti esempi di come la simbologia sacra e antica venga utilizzata in maniera errata e distorta, con questo post si è cercato di mostrare, si tratti di Islamismo o di qualsiasi altra forma tradizionale, quanto sia lontana dalla verità la sola interpretazione materiale della simbologia delle armi come la spada.
Permettetemi una riflessione; nel medesimo modo in cui noi ad oggi abbiamo una visone negativa di alcuni simboli già trattati in precedenti post, come la croce celtica, lo swastika e  varie armi che troviamo sulla simbologia sacra e come vedremo più avanti anche la simbologia del toro e delle corna... se ci guardiamo intorno tutto potrebbe essere il contrario di tutto...
I simboli "amici" spesso vengono utilizzati per fuorviare la nocività di un qualche prodotto.. o ampliare la voglia subliminale di possedere qualcosa, ricordiamo che essendo simboli archetipici il nostro inconscio riconosce e decodifica perfettamente la lettura benigna di ognuno di loro.. ecco perchè le dittature hanno avuto e continuano ad avere i propri seguaci fedeli, ecco perchè l'industria farmaceutica (che utilizza un simbolo sacro ed importante come il caduceo) continua ad avere non solo molti clienti ma anche scienziati che credono fermamente nel buono della medicina farmacologica, ecco perchè gli esseri umani fumano e mangiano schifezze... perchè chi controlla il sistema economico mondiale sa benissimo quali sono i simboli da utilizzare al fine di avere un richiamo inconscio-subliminale sul prodotto qualsiasi esso sia materiale o immateriale...
Ecco perchè è importante conoscere i simboli e soprattutto decodificarli nel modo giusto senza cadere nel tranello BUONI o CATTIVI.

"Simboli della Scienza sacra" R. Guènon
Le Armi Simboliche
Lo Swastika
Il Centro Il Cerchio la Ruota
il Fiore e la Lancia


venerdì 7 febbraio 2014

Il simbolismo delle Corna, Kronos-Saturno e Karneios

Dalla radice KRN deriva sia la parola Kronos che Karneios:
Nel senso di elevazione, il nome Kronos conviene perfettamente a Saturno, che corrisponde in effettialla più elevata delle sfere planetarie, il 'settimo cielo' o il Stya-Loka della tradizione Indù.
Per i pitagorici, Kronos e Rhea rappresentavano rispettivamente il Cielo e la Terra; l'idea di elevazione si ritrova dunque  anche in questa corrispondenza (è solo per assimilazione fonetica che i greci identificarono Kronos o saturno con Chronos il dio del Tempo, mentre i realtà le radici di questi due nomi sono diverse)
Non si deve considerare Saturno unicamente come una potenza malefica, come sembra si tenda a fare talvolta, esso è innanzitutto il reggente dell'età dell'oro, cioè del Sayat-Yuga o della prima fase del Manvantara, che coincide precisamente con il periodo iperboreo, e quindi esso si può identificare come il Dio degli iperborei:

Il mare che circonda l'isola di Ogigia, consacrata a  Karneios o a Kronos, era chiamato mare di Crono (Plutarco); Ogigia chiamata da Omero 'l'ombelico del Mondo' ( rappresentato più tardi dall'Omphalos di Delfi).
E' verosimile che l'aspetto malefico risulti dalla scomparsa stessa di tale mondo iperboreo; in virtù di un analogo 'rivolgimento' ogni 'Terra degli Dei', sede di un centro spirituale, diventa una 'Terra dei Morti' quando il centro scompare.
Ricordiamo che il simbolismo del sole presenta in se stesso due aspetti opposti, mortifero e vivificante, produttore e distruttore come per tutti i simboli delle armi che lo rappresentano: in greco la forma stessa del nome Apollon è assai vicina a quella di Apollyon il "distruttore" (Apocalisse, ix, 11)
Karneios è il Dio del Karn, cioè dell'alto luogo che simboleggia la Montagna sacra del Polo, ed era rappresentato presso i celti sia da tumulus, sia dal cairn o mucchio di pietre.
La pietra è del resto spesso in rapporto diretto con il culto di Apollo, come si vede i particolare dall'Omphalos di Delfi, e anche dal cubo di pietra che serviva da altare a Delo, e di cui l'oracolo ordinò di raddoppiare il volume.
Nello stsso tempo Karneios è anche, per significato stesso del suo nome, il 'dio potente'; e se la montagna è, sotto uno dei suoi aspetti, simbolo di potenza come pure di elevazione, grazie all'idea di stabiltà che vi è connessa, c'è un'altro simbolo ancor più caratteristico da questo punto di vista, quello delle corna.
A Delo esiste un altare chiamato Keraton interamente formato di corna di buoi e di capre; è evidente che ciò si riferisce direttamente a Karneios la cui relazione simbolica con gli animali cornuti ha anche lsciato tracce fono ai nostri giorni.

Il nome stesso di corno si ricollega d'altronde in modo manifesto alla radice KRN, così come quello di corona (in latino cornu e corona) parole assai vicine ed espressione simbolica della medesima idea.
E' fin troppo evidente che la corona è l'insegna del potere e il segno di un rango elevato.
La parola greca Keraunos, che designa il fulmine, sembra di fatto derivata anch'essa dalla radice KRN: osserviamo che il fulmine colpisce di solito le vette, i luoghi o gli oggetto elevati; e bisogna tener conto dell'analogia del lampo con il raggio luminoso.
La corona era originariamente un cerchio ornato di punte a forma di raggi, e le corna sono similmente considerate raffigurazioni di raggi luminosi, il raggio luminoso è simboleggiato da armi come la spada, il simbolo delle corna è perfettamente combaciante con quello delle armi che possono anche intercambiarsi in sostituzione l'uno dell'altro nei simbolismi vari.
I raggi luminosi hanno tra l'altro valenza sia regale che spirituale in quanto designano una delegazione, un'emanazione della fonte stessa della luce.
Le corna nel loro uso simbolico assumono due forme principali: quella delle corna d'ariete che è propriamente solare, e quella delle corna di toro che è al contrario lunare (richiamano la forma stessa della mezza luna).
A questa distinzione corrisponde anche quella delle due forme che gli alchimisti davano al mercurio: la forma lunare riferita al mercurio volgare e quella solare al mercurio dei saggi.
Vi sono anche le "armi vegetali" le spine assimilabili per simbolismo alle corna, infatti notiamo come molte delle piante che hanno un ruolo simbolico importante abbiano le spine; rosa, cardo, acacia, acanto ecc..
Il simbolo cristiano della corona di spine (si dice che siano spine di acacia) si ricollega a quello dei raggi solari e della corona come emanazione di essi (vertice ed elevazione).

In conclusione possiamo dire che il simbolismo è sempre perfettamente coerente, e non potrebbe del resto non esserlo per il fatto stesso che non è il risultato di qualche convenzione più o meno artificiale, ma al contrario è essenzialmente sulla natura stessa delle cose.
Le Armi simboliche
Il Fiore e la Lancia


"Simboli della Scienza sacra" di R. Guènon

mercoledì 5 febbraio 2014

La Seconda e la Terza Nascita

Abbiamo parlato della caverna come luogo della 'seconda nascita', ma c'è un processo iniziatico chiamato 'terza nascita' che ha delle differenze iniziatiche sostanziali:
La distinzione tra l'iniziazione ai 'piccoli misteri' e quella ai 'grandi misteri' ma se la terza nascita è anch'essa associata alla caverna, come si adatta il simbolo di quest'ultima?
La 'seconda nascita' che si può chiamare propriamente la 'rigenerazione psichica', si opera nel campo delle possibilità sottili dell'individualità umana;
La 'terza nascita', invece, effettuandosi direttamente nell'ordine spirituale e non più psichico, è l'accesso alla sfera delle possibilità sopra-individuali.
Una nascita al di fuori del cosmo e a questa "uscita dal cosmo", secondo l'espressione di Ermete, deve corrispondere, affinché il simbolismo sia completo, un'uscita finale dalla caverna, dal momento che questa contiene soltanto le possibilità incluse nel 'cosmo', possibilità che l'iniziato deve precisamente superare in questa seconda fase dello sviluppo del suo essere, in cui la 'seconda nascita' era in realtà solo un punto di partenza.
La caverna ridiventa di nuovo un 'sepolcro', da cui l'essere deve ora uscire; la terza nascita è necessariamente preceduta dalla 'seconda morte', che è, non più la morte al mondo profano, ma veramente la 'morte al cosmo' e 'nel cosmo', e per questo la nascita 'extra-cosmica' è sempre assimilata a una 'resurrezione'.
Perché tale 'resurrezione' possa aver luogo bisogna che la pietra che chiude l'apertura del 'sepolcro' cioè della caverna, sia tolta.
La caverna nella seconda nascita, appariva come l'unico luogo illuminato e dall'interno:
Ora nella terza nascita la caverna, malgrado questa illuminazione, diviene relativamente oscura, in rapporto a quel che è sopra di essa, al di là della sua volta, poiché è proprio questo che rappresenta la sfera extra-cosmica.
L'illuminazione interna è soltanto un riflesso di una luce che penetra attraverso il 'tetto del mondo', per la 'porta solare', la quale è l''occhio' della volta cosmica o l'apertura superiore della caverna.
Nell'ordine microcosmico, tale apertura corrisponde al Brahma-randhra, cioè al punto di contatto dell'individualità con il 'settimo raggio' del sole spirituale, la corona della testa o il 7° chakra, anche raffigurato dall'apertura superiore dell'athanor ermetico, in termini alchemici la terza nascita corrisponde alla sublimazione.
La liberazione dei prigionieri e la loro uscita dalla caverna è una 'venuta alla luce', grazie alla quale essi possono contemplare direttamente la realtà di cui avevano percepito fino a quel momento un semplice riflesso; questa realtà, sono gli 'archetipi' esterni, le possibilità contenute nella 'permanente attualità' dell'essenza immutabile.
Queste due nascite sono due tappe della stessa via che è essenzialmente 'assiale', come assiale è nel suo simbolismo il 'raggio solare' che segna la direzione spirituale che deve seguire l'essere, elevandosi costantemente, per giungere in fine al suo vero centro. 
Nel microcosmo è la corona della testa e a partire da essa si prolunga extra-individualmente a mo di raggio solare e risale verso la sorgente, e lungo la sushumna si trovano i chakra che sono i centri sottili dell'individualità, ad alcuni dei quali corrispondono le varie posizioni del luz o 'nocciolo d'immortalità.



lunedì 3 febbraio 2014

Siamo Sognatori e non ci vogliamo svegliare....

A volte, anzi direi molto spesso, ci si sente molto soli ad inseguire i propri sogni , soprattutto quando son sogni di libertà, di evoluzione interiore, sogni di amore reciproco e di vita migliore.
Ti senti così dannatamente anacronistico e controcorrente...così solo e "pecora nera", ti classificano come una "freack", come una "svalvolata", un "figlio dei fiori"..
In realtà credo che queste aspirazioni siano frutto di un risveglio di coscienza, e più che un sogno sia un'idea archetipica  che ritrovi in tutti coloro che hanno deciso di "togliere il velo", di uscire da questo stato di "coma vegetativo collettivo" che ci "guida" verso una direzione non nostra, non concepita dal profondo di noi ma decisa da un Sistema che sceglie per tutti la direzione da prendere, un po' come un gregge  di pecore con il suo cane pastore...
Malgrado penso che la tecnologia stia contribuendo a questa massificazione, se ben usata può essere un grande strumento di divulgazione e di incontro:
Grazie al web ho avuto il piacere di conoscere persone che condividono questa idea di risveglio e di ritorno all'Amore reciproco... persone eccezionali che "camminano" nella stessa direzione, seguendo comunque il proprio personale sentiero.
L'altro giorno scrivevo:
"In questo Sistema che sta solo riuscendo a far sviluppare nelle persone egoismo, egocentrismo, menefreghismo...tutta una serie di ismi che allontanano l'individuo da quei sentimenti come l'amore, la pietà, la compassione, la solidarietà, diventa sempre più difficile aiutare il prossimo, e non perché non vi sia la voglia nel profondo del cuore, ma perché siamo talmente disperatamente impegnati a riuscire a sopravvivere che non si ha tempo per ascoltare il buono che c'è in noi... Solo chi riesce a non dimenticare quella vocina che in realtà è il più forte suono che ci appartiene... Solo chi non la soffoca e l'ascolta, cercherà di evolvere non nel creare una propria ricchezza materiale personale, ma un progetto che prevede l'aiuto reciproco, il sogno di poter accogliere chiunque abbia bisogno di una mano e che ne possa dare a sua volta... Il sogno di credere che un giorno non ci sarà neanche bisogno di chiedere ma solo di accogliere.."
Dalla mia pagina di Facebook

Riferendomi ad una situazione in cui un anima in difficoltà chiede aiuto concreto ai suoi contatti, ma nessuno riesce a far nulla perchè questo periodo non si riesce a far nulla davvero...
E questo succede perchè siamo dentro un Sistema completamente materialistico, ma non sarà sempre così...

Oggi con grande piacere ho trovato questo post di Federico che ora sta girando l'Australia e che scrisse il periodo in cui era vagabondo per l'India...
Persona molto particolare Fede.. il pomeriggio passato insieme non ho capito quasi nulla di lui, solo che ha un'energia fortissima, molto "palpabile"... raramente incontri gente di cui puoi quasi toccare l'energia!!!
Egli è una di quelle persone che è più anima che essere umano... è una di quelle persone che "ascolteresti" per ore anche restando in completo silenzio a "percepire" ciò che comunica la sua anima più che la sua voce...
Questo è un post estrapolato dal suo profilo Facebook Vagando e Scrivendo in cui sta raccontando l'Australia vista e percepita da lui.. il suo modo di scrivere non solo rapisce ma ti fa vivere ciò che leggi...

"Ritrovata nei miei diari dell'India. Scritta tempo fa, dopo una meditazione serena in una delle mie montagne dell'Himalaya. Immaginate il contesto e prendetela per come è...
{Sono un sognatore...
Sogno un giorno in cui l'uomo lascerà andare il nome e cognome, il titolo, la qualifica, il ruolo e la catalogazione... e chiamerà "fratello" e "sorella".
Sogno un giorno in cui il mondo smetterà di venir leso, le foreste tagliate, i mari inquinati, la terra consunta ed i fiumi avv
elenati.
Sogno un giorno in cui l'uomo capirà che v'è cibo in abbondanza per tutti, se lo condivide col prossimo suo come se lo stesse dando a se stesso.
Sogno un giorno in cui l'uomo non avrà preferenze sugli esseri viventi e abiterà in pace e fratellanza, senza uccidere per potersi nutrire e vestire.
Sogno un giorno in cui la tecnologia sarà a disposizione di tutti senza per questo mettere a rischio la salute della nostra casa: che la luce, il vento, le onde ed il calore del nostro pianeta vengano usati per creare ciò di cui sentiamo la necessità.
Sogno un giorno in cui il denaro verrà bruciato per riscaldare i focolari e le armi fuse per creare rotaie, letti e banchi di scuola.
Sogno un giorno in cui tutti vivano secondo virtù, permettendo la libera espressione del pensiero e delle proprie qualità.
Sogno un giorno in cui le comunità si incontreranno per crescere assieme, portando verso l'Alto tutto quello che ci riguarda.
Sogno un giorno in cui l'arte e la conoscenza verranno messe al primo posto, in modo da dare a tutti la possibilità di mostrare cosa hanno dentro e di poterlo coltivare, accrescere, divulgare ed affinare.
Sogno un giorno in cui l'Umanità tutta si alzerà in piedi, conscia dell'inutilità della violenza e della prevaricazione, ringraziando ogni giorno per il bellissimo dono della vita che ci è stato fatto.
Sogno un mondo che vive in armonia con se stesso...
Si... sono un sognatore.}"

Siamo sognatori e non ci vogliamo svegliare.... non solo Federico, non solo io, non siamo pochi... allora io credo, che si può, senza fretta, iniziare il cambiamento, anzi dentro ogni sognatore già sta iniziando!
E allora forza, alimentiamo questo tipo di realtà che non può far altro che del bene...
Nell'AniMo Antico





sabato 1 febbraio 2014

L'Uovo del Mondo

L'Uovo del Mondo è la figura non del cosmo e del suo stato di completa manifestazione, ma di ciò a partire da cui si effettuerà il suo sviluppo.
Tale sviluppo è l'espansione che si compie in tutte le direzioni a partire dal suo punto di inizio, il centro, l'Uovo del Mondo rappresenta il punto centrale rispetto al cosmo.
La figura biblica del Paradiso terrestre, che rappresenta anche il Centro del Mondo è quella di una cinta circolare che può essere di forma ovoidale oppure sferica.
La differenza tra queste due forme consiste essenzialmente nel fatto che quella della sfera è la forma primordiale, mentre quella dell'uovo corrisponde a uno stato già differenziato, che deriva dal precedente, per una specie di polarizzazione o di sdoppiamento del centro.
Allo stesso modo, in geometria piana, il centro unico del cerchio, sdoppiandosi dà origine a due fuochi di un'ellisse, questo sdoppiamento è raffigurato anche nel simbolismo orientale dello Yin-Yang che si riallaccia anche a quello dell'Uovo del Mondo.
Ciò che è contento nell'Uovo del Mondo  è anche contenuto nel cuore e nella caverna che sono suoi equivalenti, si tratta del germe spirituale che nell'ordine microcosmico è designato dalla tradizione indù come Hiranyagarbha, cioè letteralmente l'embrione d'oro: l'Avatara primordiale.
Possiamo ricollegare la designazione di Cristo come 'germoglio' in vari testi  delle Scritture sacre.
I diversi attributi divini sono sempre in relazione gli uni con gli altri e non entità separate, è il caso di osservare qui in modo speciale che essendo l'oro considerato come la luce minerale e il sole dei metalli, la designazione stessa di Hiranyagarbha lo caratterizza effettivamente come principio di natura ignea; tale ragione viene ad aggiungersi alla sua posizione centrale per farlo assimilare simbolicamente al Sole, che del resto, è anche esso in tutte le tradizioni una delle figure del 'Cuore del Mondo', Cristo, ecc..
Per passare qui all'applicazione microcosmica basta ricordare l'analogia che esiste fra il pinda, embrione sottile dell'essere individuale e il Brahamanda o Uovo del Mondo; e questo pinda, in quanto germe permanente e indistruttibile dell'essere, si identifica d'altronde col 'nocciolo dell'immortalità' chiamato luz nella tradizione ebraica.

Luz richiama nettamente anche la descrizione taoista del processo iniziatico come 'endogena dell'immortale'.
Luz è in rapporto immediato con la 'seconda nascita' e in rapporto con la dottrina indù dei chakra che si riferiscono al altrettante condizioni dell'essere umano o fasi del suo sviluppo spirituale.
Alla base della colonna vertebrale vi è lo stato di sonno in cui si trova il Luz dell'uomo comune: il serpente arrotolato intorno all'Uovo del Mondo è talvolta raffigurato attorno all'Omphalos è il Kundalini arrotolata intorno al 'nocciolo d'immortalità', che è pure in rapporto con il simbolismo della pietra nera; a questa posizione 'inferiore' del luz si fa direttamente allusione nella formula ermetica: Visita inferiora terrae, rectificando invenies occultum lapidem; la 'rettificazione' è qui il 'raddrizzamento' che segna, dopo la 'discesa', l'inizio di un movimento ascensionale, corrispondente al risveglio di Kundalini: e il completamento della medesima formula designa inoltre questa 'pietra nascosta' come veram medicinam, il che la identifica anche con l'amrita, cibo o bevanda d'immortalità.
Nel cuore è la fase iniziale della sua 'germinazione' che è propriamente la 'seconda nascita'.
Nell'occhio frontale è la perfezione dello stato umano, cioè la reintegrazione nello 'stato primordiale'.
Infine, nella corona della testa, è il passaggio agli stati sopra-individuali.
Notiamo ancora che la designazione dell''embrione d'oro' suggerisce un certo rapporto con il simbolismo alchimistico.
La caverna iniziatica corrisponde in modo notevole all'athanor ermetico.
Il processo della 'Grande Opera', inteso nel suo vero senso, non è altro in fondo che il processo stesso dell'iniziazione.
Fonte: "Simboli della Scienza sacra" di R. Guenon.

venerdì 31 gennaio 2014

Simbologia della Caverna e del Labirinto

C'è una stretta relazione tra questi due simboli, essi sono collegati all'idea di viaggio sotterraneo.
Prendendo in esame la caverna essa è il simbolo ambivalente del luogo iniziatico e di quello funerario:
effettivamente se prendiamo il significato simbolico della morte, dopo di essa vi è sempre una rinascita e quindi un'iniziazione a nuova vita, il passaggio dalle tenebre alla luce.
Quindi vediamo come questi due aspetti, nascita e morte, nel loro significato di passaggio da uno stato ad un altro  che avviene passando nell'oscurità, sia perfettamente complementare nel simbolismo della caverna.

La caverna iniziatica è assunta come immagine del mondo, essa deve formare un tutto completo e contenere in sé stessa la rappresentazione del cielo come quella della terra.
La caverna iniziatica è illuminata all'interno, sicché l'oscurità regna al di fuori di essa, essendo naturalmente il mondo profano assimilato alle 'tenebre esterne' al tempo stesso un' 'illuminazione'.
Il simbolo della caverna è completamente a quello della montagna, e dall'altra, nel rapporto che unisce strettamente il simbolismo della caverna a quello del cuore.
Il labirinto ha una duplice ragion d'essere, nel senso che permette o impedisce, secondo il caso, l'accesso ad un certo luogo in cui non devono penetrare tutti indistintamente.
Il percorso del labirinto è dunque propriamente una rappresentazione delle prove iniziatiche; ed è facile rendersi conto che se serviva all'accesso di certi santuari, veniva disposto in modo tale da far sì che i riti corrispondenti fossero compiuti lungo il percorso stesso.
Esso è analogo all'idea di viaggio, sotto l'aspetto in cui essa è assimilata alle prove stesse dei viaggi iniziatici.
Un altro simbolo equivalente è quello del pellegrinaggio: ricordiamo che spesso nelle chiese troviamo labirinti tracciati sul pavimento che vengono considerati come sostituti del pellegrinaggio in Terra Santa.
Il labirinto è anche inteso come simbolo si protezione e difesa, ricordiamo il suo impiego tattico all'entrata di certe città  e di altri luoghi fortificati.
Questi labirinti però non erano usati solo per i nemici umani, ma anche contro le influenze psichiche ostili assumendo un valore rituale.
Ricordiamo che le città e la loro fondazione erano sottomesse a regole dipendenti essenzialmente dalla scienza sacra, Il Sacro Monte Palatino  Mandala come Creazione Cosmica  Dai Mandala la nascita delle Città
È del tutto evidente che se la caverna è il luogo in cui si compie l'iniziazione stessa, il labirinto, luogo della prove preliminari, non può essere nulla più che il cammino che vi conduce e al tempo stesso l'ostacolo che ne impedisce l'accesso ai profani.
Consideriamo la caverna un centro spirituale e simbolo del cuore Il Centro  Sacro Cuore e la Leggenda del Santo Graal
Il labirinto è assimilabile al concetto di 'tenebre esteriori' alle quali si applica perfettamente lo stato di 'erranza' espressione del percorso che conduce all'iniziazione nella caverna.

Fonte"Simboli della Scienza sacra" di R. Guènon

martedì 28 gennaio 2014

La Sincerità

Vivere in piena sincerità con sé stessi e con gli altri non è facile, soprattutto in questo "mondo" così indifferente, così egoista e noncurante...
La Sincerità è un'attitudine, chi vive in nome di questa qualità spesso ha pochi amici e molto spesso è solo dal punto di vista sentimentale, ma questo è solo un piccolo prezzo da 'pagare' rispetto allo stato di completa libertà che si sente nel vivere pienamente con onestà...
Essa non è solo l'esternalizzazione di ciò che si compie è più uno status squo che ti consente di accettare luce ed ombra di te e di non scendere mai a compromessi nella vita pur di preservare il tuo equilibrio...
Tutto ciò si rispecchia anche al di fuori, non si può essere pienamente sinceri con sé stessi e poi ingannare gli altri, le menzogne che noi proponiamo a terzi non sono altro che menzogne che noi diciamo a noi stessi (prima di tutto) ricordando che ogni persona che incontriamo sul nostro cammino della vita è una proiezione di noi...
Se vivessimo pienamente in connessione con la nostra anima non avremmo bisogno di scorrettezze...
Cosa ancor peggiore è quando un inganno viene scoperto... Ci si sente come se la terra stesse crollando sotto i nostri piedi...
Ci sentiamo morire pensando più al dolore di chi abbiamo ferito con il nostro comportamento e questo va ad avvalorare il fatto che chi abbiamo accanto è un riflesso di noi a cui abbiamo inferto profondamente dolore (masochisticamente)..
La sincerità non è facile da vivere... Ma è l'unico accesso a una vita serena, senza dipendenze inutili, e l'unico modo che dovrebbe essere adottato per interagire con gli altri...
Chi mente e inganna si crede furbo, ma alla fine verrà sempre scoperto in un modo o nell'altro, e in più ogni sua bugia sarà una macchia nella sua anima.... indelebile...
La sincerità è un dono per sé stessi e per gli altri, il ricevere questo dono è 'curativo' in ogni senso...
In una società in cui tutti mentono in un modo o nell'altro, in situazioni più o meno gravi e con modalità più o meno intense, l'onestà e la sincerità sono delle 'armi' potentissime di redenzione che destabilizzano anche la persona più apparentemente indifferente ed egoista...
Il libero arbitrio ci è stato dato per poter essere al "comando" della 'nave' che ci trasporta nel mare della vita....sta solo a noi saper scegliere come guidarla anche prima di dover scegliere dove andare con essa...
Nell'AniMo Antico


domenica 26 gennaio 2014

Nozioni sull'Agopuntura

L'agopuntura è un'antichissima tecnica di medicina alternativa della tradizione cinese, potrebbe risalire al 305 o al 204 aC e da essa partono i principi di studio di altre tecniche olistiche che hanno dato vita a molti metodi di guarigione mettendo in correlazione anima-corpo.
Kramer parte dai principi dell'agopuntura per continuare il lavoro del dott. Bach sui fiori curativi, egli scopre la correlazione tra le corrispondenze dei binari dei vari organi e i rimedi floreali, in più crea uno schema dividendo le varie aree del corpo collegandole a singoli fiori.
 Dagli stessi principi è nata la tecnica dell'EFT che consiste nel picchettamento di alcune parti specifiche del corpo, mentre si ripetono delle parole chiave, che permette di sbloccare delle cristallizzazioni energetiche che ci procurano, sia fisicamente che psicologicamente, degli squilibri che ci rendono difficile la vita.
La Dentosofia che è lo studio dei denti e delle loro patologie collegate essa parte dal principio che: ciascun dente è in relazione con un meridiano di agopuntura e quindi una zona riflessa come lo sono i piedi e la tecnica della Riflessologia Plantare e le  mani con la tecnica della Riflessologia Palmare che provengono dalla stessa fonte madre che è l'Agopuntura.
Cito una frase del libro della dottoressa Caffin in cui essa afferma che: "l'Agopuntura  è la dimostrazione vivente della simbologia dell'essere umano e del posto che esso occupa nell'Universo".

Dal punto di vista dell'agopuntura l'organo non è solo un luogo dal quale si organizza una funzione, ma diventa un sistema di corrispondenze su vari livelli, dal piano fisico alla pura coscienza (le energie più sottili).
Gli organi principali di riferimento nell'agopuntura sono il polmone, la milza, il
cuore, il fegato e il rene.
Per semplificare l'agopuntura rappresenta il sistema di corrispondenze tramite una croce il cui centro è collegato alla bocca.
In base all'agopuntura, l'uomo da punto di vista energetico, è un ponte tra Terra e Cielo, e la croce è il simbolo che ne traduce la struttura, la dinamica: possediamo un asse verticale fisso, immutabile, e un asse orizzontale mobile, in permanente squilibrio.
La posizione superiore dell'asse verticale detta "polo sud", si riferisce alla testa dell'uomo, ed è collegata alla loggia del cuore-piccolo intestino.
Si riferisce all'elemento Fuoco, all'estate, al colore rosso, alla coscienza.
La posiziono inferiore detta "polo nord" (i piedi dell'uomo che poggiano sulla terra) è in rapporto con la loggia dei reni-vescica.
Si riferisce al vissuto ancestrale legato all'elemento Acqua, all'inverno, al colore nero, alla volontà.
Alla nascita il nostro potenziale energetico è al massimo livello, lungo la vita, si esaurisce. In occasioni di grandi traumi fisici o psichici, subisce una riduzione variabile, in funzione dell'entità di quegli eventi.
Quando questo potenziale si azzera, interviene la morte fisica, con l'arresto cardiaco.
Il braccio orientale (est) dell'asse orizzontale rappresenta la loggia fegato-vescica biliare.
Si ricollega alla primavera, all'elemento Legno, al colore verde, all'aggressività.
Ad ovest, troviamo la loggia polmone-grosso intestino, il colore bianco, l'elemento Metallo, l'autunno, la tristezza.
Il punto di intersezione dei due assi corrisponde alla loggia milza-pancreas-stomaco; è collegato al colore giallo, alla riflessione, alla memorizzazione, alla fine dell'estate, all'elemento Terra; è la dimensione in cui l'uomo si ristruttura in permanenza, detta anche "punto di riflessione interiore".
Durante l'anno l'energia circola da una stagione all'altra e tra due stagioni vi è un periodo di diciotto giorni in cui l'energia fa ritorno al centro ossia alla milza.
La milza è il punto di "riferimento interiore" luogo misterioso e profondo dell'uomo, il suo sole interiore.
E' il punto di approdo delle sue esperienze, è il punto di incrocio delle sue strade; è il luogo in cui ri riflette un'immagine si sè costruita attraverso il vissuto delle esperienze.
Proprio come le stagioni, l'uomo attraversa i cicli che, inevitabilmente, lo riportano al suo Sancta Sanctorum.
Questi momenti, vissuti coscientemente o inconsciamente, sono sempre e comunque passaggi importanti nella vita.
Da 0 a 21 anni (24 per le donne) l'essere umano vive in base a ciò che i genitori gli trasmettono, poi si prendono le distanze dall'educazione ricevuta.
Da 21 a 35 anni (24-40 per le donne) vive la primavera, durante la quale sperimenta le scelte concepite nella prima fase.
Da 35 a 49 anni (40-56 per la donna) l'essere umano arriva alla maturità: è la sua estate; è un'altro periodo di scelta rispetto alle sue necessità.
Da 49 a 60 anni (56- 72 per le donne) è autunno, il periodo in cui si raccoglie ciò che si è seminato .
Da 60 anni in su (da 72 in su per le donne) si vive l'inverno in cui si fa ritorno all'infanzia, infatti si hanno i legami speciali tra nonni e nipoti.
Il punto di riferimento è collegato alla milza che è accanto all'ombelico. Entrare nel punto di riferimento significa fare ritorno alle proprie viscere!
In francese la parola espirit (mente - spirito) è l'anagramma di tripes (viscere)
Ogni loggia in agopuntura, è dotata di un organo sensoriale di riferimento, e la bocca è l'organo sensoriale di riferimento della milza-pancreas-stomaco.
Ci rimanda alla nozione dell'Uomo-canale, un canale energetico che corre tra la bocca e l'apparato genitale, due estremità dotate di una funzione creatrice: da un lato la creazione del verbo e dall'altro la nascita di nuova vita.
Nella donna piacere e dolore sono collegati a questi due poli; il ciclo mestruale e il parto avvengono nel dolore, mentre la bocca è legata al piacere del gusto ed ha di conseguenza una connotazione più sensuale.

Fonte: Dott.ssa Michele Caffin "Quello che i denti raccontano di te"

venerdì 24 gennaio 2014

Olistica, la medicina del futuro

Rispetto alla medicina tradizionale, la medicina del futuro è una medicina olistica: nel momento in cui compare un sintomo, opera una sintesi fra quest'ultimo e il modo di funzionare dell'individuo nella sua triplice dimensione di corpo, mente e anima, tenendo conto che ogni parte del corpo è un'espressione del Tutto.
Il Tutto è uno con la coscienza universale, è al di là del tempo e dello spazio, come il pensiero che può raggiungere un oggetto o una persona senza limiti spazio-temporali.
Il corpo fisico esiste entro uno spazio dato e un tempo limitato, e più invecchiamo più il tempo accelera: questo è dovuto a un risvegliarsi della coscienza che ci fa entrare in una nuova dimensione, la cui porta viene aperta dalla chiave della morte.
Tutte le tecniche usate nella medicina olistica sottintendono un approccio all'uomo di tipo filosofico, nel senso etimologico di quest'aggettivo: "amante della conoscenza".
Paracelso, medico e alchimista, padre della medicina ermetica, diceva nel XV secolo che ciascuno di noi possiede un medico interiore che ci guida per restare in buona salute.
Nel momento della malattia, se non si riesce a stabilire un contatto con il medico interiore, ci tocca cercarne un altro, all'esterno, che lo sostituisca.
Per guarire, bisogna che questi due medici presentino la massima affinità possibile, ed è per questo che un solo dottore non va bene per tutti.
Elenco e descrivo brevemente le tecniche nuove/antiche complementari tra di loro nella medicina olistica adattabili in base alla necessità del paziente:
Agopuntura che consiste nella stimolazione per mezzo di aghi, di luoghi particolari del corpo, chiamati "punti", dai quali le energie entrano ed escono.
Osteopatia che consiste nel tener conto del movimento respiratorio primario, un movimento di flessione ed estensione delle ossa della scatola cranica. Contrariamente a ciò che si crede le ossa del cranio si muovono da dieci a quattordici volte al minuto.
Chinesologia che consiste nel dare un'informazione al corpo, e poi verificare se essa provoca una modificazione della resistenza muscolare.
Omeopatia che è un metodo di cura che si basa su un principio antico: una qualsiasi sostanza che provoca dei sintomi in una persona sana può guarire un malato che presenta gli stessi sintomi, servendosi di dosi infinitamente piccole non può presentare alcun pericolo di tossicità.
Rimedi floreali che sono il punto di arrivo della ricerca del dott. Bach. Ognuno dei trentotto fiori che vengono usati possiede un potenziale di trasformazione che agisce sulle emozioni.
Essi si servono del principio della memoria dell'acqua che registra le informazioni trasmesse dal fiore.
Psicometria che consiste nel visualizzare gli eventi collegati a un oggetto che tocchiamo quindi anche una parte del corpo (come ad esempio i denti).
Fonte: Dott.ssa Michele Caffin "Quello che i denti raccontano di te"

martedì 21 gennaio 2014

"...Nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina!" Siddharta

"Ma permettimi di dire ancora questo: non un minuto io ho dubitato che sei il Buddha, che tu hai raggiunto la meta...
Tu hai trovato la liberazione dalla morte.
Essa è venuta a te attraverso la tua ricchezza, ti è venuta incontro sulla tua stessa strada, attraverso il tuo pensiero, la concentrazione, la conoscenza, la rivelazione.
Non ti è venuta attraverso la dottrina!
...Nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina!
A nessuno o Venerabile tu potrai mai, con parole e attraverso una dottrina, comunicare ciò che avvenne in te, nell'ora della tua illuminazione!
Questo è il motivo per cui continuo la mia peregrinazione, non per cercare un'altra e migliore dottrina, ma per abbandonare tutte le dottrine e tutti i maestri e raggiungere da solo la mia meta o morire!
Cercherò anch'io di discendere nell'intimo di me stesso
Nessuna dottrina mi sedurrà mai più....
Tratto da "Siddharta"  Hermann Hesse

...La vera ricerca di Dio avviene dentro di noi... come afferma Siddharta in questo brano "...Nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina!", nessuna dottrina può essere insegnata, ma si può solo prendere spunto dai grandi maestri per cercare dentro di sè la verità.. la via... il proprio Dio interiore.
Prendere spunto da chi è più saggio di noi non vuol dire annullarsi per seguire la sua parola, ogni essere umano è saggio e maestro nella stessa misura se riesce ad attingere dalla Fonte che è dentro se stesso e che rispecchia al contempo tutto ciò che c'è al di fuori di lui.
Chi ha uno spasmodico bisogno di dottrine, dogmi, maestri, ecc.. per essere guidato verso una meta, in realtà compensa solo la solitudine interiore...
Ognuno di noi ha il suo percorso personale, la propria via da seguire, ma alla fine la meta è archetipica e quindi la stessa per chiunque;
si ritorna alla verità del Tutto, dell'Uno dal cui tutti siamo partiti...
Chi riesce a sentirsi completo e trovare una propria dimensione dentro di sè, libera se stesso dalle catene della schiavitù mentale, che ci vuole seguaci di qualcosa o qualcuno, in modo da soffocare la nostra sensitività che attinge direttamente dalle profondità del nostro essere, direttamente collegato alla saggezza universale...
Non bisogna aver paura di seguire la propria strada, di rimanere soli con le proprie convinzioni, di ascoltare il proprio sesto senso.. perchè è solo così che si prende coscienza di sè e si entra in contatto con la propria deità... il proprio Sé superiore
Solo così si attiva il cambiamento da schiavi a uomini liberi...
Nell'AniMo Antico



lunedì 20 gennaio 2014

Dedica....


Questo post è dedicato a una persona che avrà sempre un posticino speciale nel mio cuore... il mio Wotan il Dio del Vento Impetuoso che come un uragano passa, distrugge e cambia rinnovando tutto...
Attraverso la tua conoscenza ho capito chi ero, ma non prima aver toccato il profondo sconforto, non prima di aver attraversato il mio buio dell'anima...
Sei stata la chiave per accedere alla parte più profonda del mio essere in un periodo di negazione di me stessa, grazie al tuo passaggio mi sono vista di nuovo per ciò che sono sempre stata e ho cercato di rinnegare per non soffrire più nella vita.
Io ti capisco nel profondo perchè tu sei come me; sei nel mondo, un essere sociale, ma allo stesso tempo non sei come il resto del mondo....
Da una parte cerchi disperatamente di mischiarti, essere accettato e essere come gli altri... da l'altra parte il tuo essere è diverso e cerchi allora disperatamente la tua dimensione, perchè tu osservi e riesci a percepire l'anima della gente e delle cose.. le ipocrisie non sono per te... il tuo animo sensibile ti porta a renderti conto di cose che gli altri ignorano... ti porta perciò a soffrire... perchè consapevolezza è spesso sinonimo di sofferenza...
Oggi partirai per la tua meta, e sono sicura che riuscirai a trovare ciò che cerchi.. te stesso.. riuscirai a scoprire il segreto che si cela dentro di te.... Perchè tu ha tutto un mondo dentro...
Sento la sofferenza nel petto, rivivo i traumi degli addii, sembra come se "un parte di me si staccasse da me"... per assurdo tutte le persone che hanno un posto speciale nel mio cuore sono lontane...
Sono felice per te... tu, un riflesso di me, stai cercando la sua via ed evolverai...lo sento...
Ti ringrazio per essere passato nella mia vita e per avermela stravolta... per avermi messo davanti, tuo malgrado, ciò che stavo facendo della mia esistenza...
Con te una fase importante della mia vita è iniziata e dopo due anni si chiude per far spazio a qualcosa di nuovo... la prossima evoluzione..
Solo dopo averti rivisto ho avuto la netta sicurezza che questi ultimi due anni sono stati fonte di una crescita radicata..
Perchè se prima ero un alberello senza stabilità con tante foglie e rami per mostrarmi agli altri, ora può passare un qualsiasi uragano, ma non riuscirà a spazzarmi via, e, per quanto potrò perdere tutte le mie foglie, per quanto potrà spezzare tutti i miei rami... le mie radici sono salde e radicate in profondità...ora si!
Di tutte le ferite che ho avuto in passato tu sei una delle cicatrici più belle, piccola ma profonda...
Sono davvero poche le persone che hanno lasciato un segno nella mia vita.. tu lo hai fatto e non ti dimenticherò mai...
Penso a te e mi vengono in mente dei passi di alcuni libri di Paulo Coelho:
L'Altra Parte di Noi perchè tu sei una di quelle parti dell'anima che s'incontrano nella vita per evolvere
Ti amo...Un amore Universale perchè ci sono tanti modi di provare amore senza sentirsi legati sentimentalmente a una persona.
Ti auguro tutto il bene possibile, ti auguro di trovare la luce nei momenti di buio, e di comprendere i messaggi che la natura ti darà... ti auguro che ogni persona che incontrerai potrà aiutarti nel tuo cammino di vita...
Ti auguro con tutto il cuore di trovare ciò che cerchi e di realizzare i tuoi sogni
Con amore
A te che sei speciale
Nell'AniMo Antico


sabato 18 gennaio 2014

L'Amore per gli Animali


Da quel che mi ricordo l'amore per gli animali è sempre stato insito in me, nessuno me lo ha davvero insegnato... Anzi se ci penso la mia famiglia non è che sia stata un esempio di virtù per per quanto riguarda il mio riferimento di educazione rispetto a questo argomento...
Mio nonno era cacciatore, mio padre pescatore e carnivoro mai pentito, mia madre amante spassionata di pellicce e golosa carnivora.
Sono stata sempre la pecora nera di casa, io con le mie idee fin da piccola, solitaria e indipendente da sempre, questo è ciò che i miei mi hanno raccontato, di ricordi della mia infanzia ne ho pochissimi, sempre impegnata a sognare mondi fantastici, ...quelli si che me li ricordo, unico modo di non affrontare la realtà crudele della vita...
Mi ricordo quando ho capito che quel pelo morbido che mia mamma indossava non era caldo e non conteneva un cuore pulsante...allora capii l'orrore di quella cosa e rabbrividii...(avevo circa 6 anni)
Mi ricordo anche quando da piccola disprezzavo la carne, i miei mi dicevano che faceva bene alla salute... ma a me irritava e infiammava la bocca, forse una reazione psicosomatica di rifiuto...
Mi ricordo che quando all'asilo, in primavera, ci facevano uscire in cortile, mentre gli altri bambini giocavano io andavo dove stavano i fiori per accarezzare le api... esatto le api... tanto che fui sgridata dalla maestra perchè secondo lei era pericoloso...
Mi ricordo, molto a tratti, tutte le volte che andavo a cercare in strada i gattini piccoli per accarezzarli anche se c'era la mamma gatta, sembrava sentisse che non ero là con cattive intenzioni;
Di tutte le volte che andavamo a fare le scampagnate domenicali, solo quando potevo stare un po' sola, seduta sul prato a giocare con i piccoli insetti ero felice e presente, infatti ricordo solo quello... 
Mi ricordo benissimo il mio cane immaginario (animale di cui avrei avuto un bisogno infinito per la mia insicurezza, e paura del mondo) Willi il mio Yorkshire col cappottino scozzese per l'inverno.
Finalmente crescendo ebbi i miei primi animali in regalo da poter tenere a casa:
i miei canarini che io ogni tanto prendevo per accarezzare e ogni volta per loro era un infarto, povere bestiole... il criceto che ho adorato tantissimo, gli scoiattoli  regalati per il mio compleanno...in gabbia...
Nella mia vita mai avrei voluto far del male a una creatura, la mia era solo solitudine, (anche se ho una sorella non ci siamo sempre intese come ora), per i miei genitori l'animale da gabbia era un animale salvato dai predatori naturali, poi era poco impegnativo e non sporcava... ma io capii (dopo lo shock di trovare lo scoiattolo femmina mangiato in parte dal maschio) che non avrei mai più tenuto un animale in prigione... mai più!
Capii profondamente che era egoistico e sbagliato e soffrii terribilmente per ciò che avevo fatto in passato pur di avere qualcuno da accarezzare e amare.
Dopo qualche anno, quasi come un Dono del Cielo, arrivò il mio primo gatto a casa, la mia bellissima Perla, salvata da morte certa e che ancora è tra noi e ci riempie d'amore, poi la mia Lilli che per me è una figlia e altri randagetti curati e nutriti da me e mia mamma.
Mia madre continua ad amare le pellicce (più che altro le possiede perchè non le indossa quasi mai, e non ne compra una da anni) lei sa esattamente come la penso e un po' si sente in colpa per i suoi gusti, è ignara di ciò che accade realmente a quelle povere bestiole anche se io le ho fatto aprire gli occhi, io credo che se sapesse tutto rimarrebbe shockata..
 Ma in lei si è sviluppato un amore molto forte per gli animali più comuni come gatti, cani, e piccioni... lei da da mangiare ai piccioni.. io non lo avrei mai pensato...avrei tutta una riflessione su di lei per giustificarla sui suoi gusti alimentari e d'abbigliamento...ma sorvolo perchè ci vorrebbe un altro post.
Credo che:
qualunque sia stata la tua famiglia, con le sue abitudini e consuetudini, qualunque siano stati i tuoi riferimenti ed esempi... in qualsiasi momento della tua vita puoi dire basta alla mattanza, allo sfruttamento, alla prigionia di questi esseri meravigliosi... perchè, insito nelle profondità del cuore, tutti hanno una scintilla riservata all'amore e all'empatia verso gli animali... 
Io parlo di quell'Amore antispecista che ti fa scorgere l'anima in ogni essere vivente, che ti fa vedere un bambino in ogni cucciolo non importa di quale specie sia... 
Mio padre ad esempio ama gli animali domestici e ci sa fare con loro, però lui è stato abituato fin da piccolo a vedere delle specie (anche allevate in casa) come cibo. 
Non è amando il proprio cane o gatto che si è animalisti, l'Amore per loro deve venire dal profondo ed estendere alla Natura intesa come Madre Terra e le sue creature tutte...
In questo modo di vivere basato sulla sola materia, in cui si va alla ricerca del piacere fisico e si fa di tutto per raggiungerlo, rimane difficile guardare oltre il visibile... ascoltare oltre l'udibile... sentire oltre il tangibile....
Ci perdiamo, in questo modo, tutto ciò che ci permette di percepire l'anima degli esseri viventi, non che delle cose che per noi sono solo oggetti, ma anch'esse hanno una storia (Un mio pensiero...Psicometria), pensiamo che tutto ruota solo intorno alle nostre sensazioni senza entrare in empatia con gli altri o le altre forme di vita...
Questa coscienza è racchiusa in una scintilla luminosa che si trova dentro il nostro cuore (inteso come la parte più profonda di noi) ed è l'accesso per la comprensione dell'interconnessione che si ha con il Tutto, solo che molti preferiscono vivere nel buio della loro visione materiale ed avere il riflettore che punta sul proprio ego, invece che guardare cosa c'è tutto intorno illuminando la propria Via con la luce della Compassione. 
Nell'AniMo Antico

giovedì 16 gennaio 2014

Le Armi Simboliche

Nei precedenti post si è visto che la lancia è un simbolo complementare della coppa nella leggenda del Santo Graal Il Sacro Cuore e la leggenda del Santo Graal  Il Fiore e la Lancia e quindi di Asse del Mondo;
La lancia oltre a questo è anche un simbolo del Raggio Celeste queste due simbologie possono essere classificate in polare e solare e non debbono essere confuse tra di loro.
Il simbolismo polare possiede carattere più fondamentale e realmente primordiale di quello solare anche se l'uno potrebbe comunque contenere il "trasferimento" di significato dall'altro e viceversa.
Nello specifico si può menzionare l'attribuzione della freccia ad Apollo, e del come con le sue frecce egli uccida il serpente Pitone.
Nella tradizione indù vediamo come Indra uccide Ahi o Vritra (corrispondente del Pitone), con il vajra (fulmine corrispondente della freccia), oppure a Pitagora con la "coscia d'oro" che appare come una manifestazione dell'Apollo iperboreo, vediamo come si riferisca al simbolo della montagna polare e a quello dell'Orsa Maggiore.
Vediamo come il Pitone è strettamente legato a Delfi, che anticamente aveva come nome Pito, santuario dell'Apollo iperboreo (http://it.wikipedia.org/wiki/Iperborea_(mito)), di qui la designazione della Pizia e anche il nome di Pitagora, che è in realtà un nome di Apollo "colui che conduce la Pizia", cioè l'ispirazione dei suoi oracoli.
Tutto questo simbolismo stabilisce un preciso legame tra simbolismo solare e polare.
Queste armi che si riferiscono 'all'Asse del Mondo' sono molto spesso a doppio taglio, o a due punte opposte, evidentemente questa caratteristica si riferisce alla dualità dei poli, considerati come le estremità dell'asse, questa dualità alludono direttamente al un simbolo del caduceo, cioè ai due serpenti che si arrotolano attorno al bastone.

Si tratta sempre di un forza duplice, unica nella sua essenza, ma con effetti opposti nella sua manifestazione, in seguito alla polarizzazione che la condiziona, come condiziona del resto, a livelli diversi, tutti i gradi e tutte le modalità della manifestazione universale.
Anche la spada può essere considerata un'arma a doppio taglio, essa rappresenta in uno dei suoi significati il Verbo o la Parola, con il duplice potere creatore e distruttore, in antichità gli Sciti rappresentavano la Divinità con una spada piantata a terra i cima a un tumulo; essendo questo simbolo una miniatura della montagna e la spada come Asse del Mondo (vedi Sacro Monte Palatino a proposito di Montagne Sacre)
L'ascia doppia è un esempio ancora più sorprendente e appartiene al simbolismo egeo e cretese, cioè preellenico.

La doppia ascia è in modo del tutto speciale un simbolo del fulmine come lo è il martello di Thor per la sua forma di T, i due simboli sono molto simili nella forma infatti.
Anche la vajra è un altro simbolo del fulmine e contemporaneamente del diamante, che richiama immediatamente le idee di indivisibilità, inalterabilità e immutabilità e quest'ultima è proprio la caratteristica essenziale dell'asse intorno al quale si effettua la rivoluzione di tutte le cose senza che esso vi partecipi:
Platone descrive l'Asse del Mondo come un asse luminoso di diamante.
Anche nel Buddhismo  ritroviamo il simbolo del diamante, il trono di diamante situato ai piedi dell'Albero della Saggezza e al centro stesso della Ruota del Mondo e quindi nell'unico punto che rimane fermo e immutabile.
Il fulmine come accennato prima ha un duplice potere di produzione e di distruzione, di vita e di morte;
di fatto esso è la forza che produce tutte le condensazioni e le dissipazioni che la tradizione estremo-orientale riferisce all'azione alternata dei due principi complementari Yin e Yang che corrispondono anche alle due fasi dell'espirazione e dell'aspirazione universali;
ciò che la dottrina ermetica chiama coagulazione e soluzione e la duplice azione di questa forza è simboleggiata dalle due estremità del vajra, in quanto arma folgorante, mente il diamante rappresenta la sua essenza unica e indivisibile.
Anche il simbolo del chiodo (che non è una vera e propria arma ), che presso i romani che chiamavano chiodo clavus e chiave clavis, accostamento piuttosto singolare, si riferiscono entrambi al simbolo del Janus (Simbologia del Giano) che rappresenta il potere temporale (chiodo-scettro) e quello spirituale (chiave) e riferendoci in particolare alla chiave ci accorgiamo che in se il suo simbolo è di legare e di sciogliere, aprire e chiudere...

Simbologia del Giano

Charbonneau-Lassay scriveva: "Sui monumenti romani Giano si mostra con la corona in testa e lo scettro nella mano destra, perchè è re, tiene con l'altra mano mano una chiave che apre e chiude le epoche, per questo, per estensione di concetto i romani gli consacravano le porte delle città e delle case... Anche Cristo come l'antico Giano, porta lo scettro regale cui ha diritto in nome del Padre Celeste dei suoi antenati di quaggiù e con l'altra mano tiene la chiave dei segreti eterna, la chiave tinta del suo sangue che aprì all'umanità perduta la porta della vita.
Per questo nella quarta grande antifona prima di Natale, la liturgia sacra lo acclama così: 'O Clavis David, et Sceptrum domus Israel!... Tu sei, o Cristo atteso, la Chiave di David e lo Scettro della casa d'Israele. Tu apri, e nessuno può chiudere; e quando chiudi nessuno può aprire'..."
L'interpretazione più comune dei due volti del Giano vede in essi la rappresentazione del passato e del futuro, interpretazione incompleta ma comunque esatta in quanto i due volti sono quelli di un uomo anziano e uno giovane.
                                         Giano romano

Bisogna anche ammettere un'altra interpretazione in particolare dell'emblema di Luchon, in cui si ha il Giano androgino, o Janus-Jana e notiamo la similitudine di questo simbolo con quello del Rebis ermetico, la differenza sta nel fatto che questi simboli sono generalmente Sol-Luna, sotto varie forme, mentre sembra che Janus-Jana sia piuttosto Lunus-Luna, essendo la sua testa sormontata dalla mezzaluna.
                      Due immagini del Rebis

Se consideriamo il simbolismo del Giano riferito al tempo notiamo che manca il volto del presente, il vero volto di Giano è quello che guarda il presente ma è invisibile, e questo perchè il presente nella manifestazione temporale non è che un istante inafferrabile (in certe lingue come l'ebraico e l'arabo non hanno il tempo verbale presente), ma innalzandoci al di sopra di questa condizione transitoria notiamo che il presente contiene ogni realtà:
questo aspetto importante riguardante il volto del presente, simbolicamente, corrisponde al simbolo del Terzo Occhio, che troviamo nella tradizione Indù e precisamente rappresentato dall'Occhio di Shiva anch'esso invisibile perchè non corrisponde realmente a nessun organo (si ipotizza che corrisponda anatomicamente alla ghiandola pineale ma in realtà è l'uomo che vuole sempre trovare un'associazione pragmatica a tutti i misteri, io credo che l'associazione unica sia quella del 6° chakra [associato ancora una volta alla ghiandola pineale], il Terzo Occhio secondo me non va ricercato nella materia ma nell'energia che è invisibile e intangibile per i nostri 5 sensi).
Giano rappresenta il Signore del Triplice Tempo (designazione applicata anche per Shiva nella dottrina Indù in cui il triplice tempo è simboleggiato tra l'altro dal Tridente), ma anche e soprattutto denominato come Signore dell'Eternità (alcune immagini lo rappresentano con il simbolo dell'infinito sopra la testa).
Il Giano è una delle immagini di Cristo, proclamato l'inizio e la fine di tutte le cose, l'Alpha e l'Omega e in principio era il Verbo ed è proprio il Verbo Eterno che i testi biblici designano spesso come l'Antico dei Giorni,  il Padre delle ere o dei cicli d'esistenza.
Nelle sue rappresentazioni il Giano possiede due simboli lo scettro(o una corona) e la chiave, il primo rappresenta l'emblema del potere temporale o regale, e l'altro quello spirituale e la corona sulla testa e chiaro riferimento all'elevazione in senso generale ai due poteri.
Generalmente nelle rappresentazioni del Giano lo scettro è a sinistra dalla parte del volto maschile o barbuto e la chiave a destra quindi al lato del volto femminile o sbarbato.
Secondo la Cabala alla destra e alla sinistra corrispondono rispettivamente due attributi divini:
 la Misericordia (Hesed) e la Giustizia (Din), stesse attribuzioni alle due estremità dell'Albero Sefirotico (che rappresenta l'insieme degli attributi divini) e nel mezzo troviamo il ramo della Corona che domina queste due colonne della Misericordia e della Giustizia, attribuzioni date anche al Cristo in special modo quando lo si considera nella sua funzione di Giudice dei vivi e dei morti.
Gli arabi nella distinzione degli attributi divini mettono nelle stesse posizioni della Misericordia e Giustizia, rispettivamente la Bellezza(Djemàl) e la Maestà (Djelàl) rispettivamente rappresentati dal volto di donna e di uomo.
Da notare i simboli cristici  di questa rappresentazione del Giano

L'emblema del Giano può venire rappresentato con una chiave, questo raffigurazione rende ancora più chiaro il significato principale del Giano, quello dei due poteri che provengono dal principio unico;
ricordiamo che secondo la tradizione giudaico-cristiana questi poteri, sacerdotale e regale sono riuniti nella figura di Melchisedec il quale è come dice san Paolo "fatto simile al Figlio di Dio".
Il Giano viene raffigurato anche con due chiavi esse rappresentano le chiavi delle porte solstiziali, Janua Colei e Janua Inferni, che corrispondono rispettivamente al solstizio d'estate e a quello d'inverno, cioè ai due punti estremi della corsa del Sole nel ciclo annuale, il Giano Signore dei tempi che apre e chiude questo ciclo (secondo Cicerone il nome Giano si collega al verbo ire "andare", in sanscrito lo stesso termine e i suoi derivati corrispondono alla parola yàna "via", ricordiamo le parole di Cristo "Io sono la Via", e nella tradizione estremo-orientale uno il significato del Tao è Via ed è la designazione del Principio Supremo, il simbolo è rappresentato da due parti racchiuse in una.
Questo fa pensare a quanto le somiglianze di simboli sacri provenienti dalle parti del mondo più disparate siano date da radici profonde da cui ogni popolo ha attinto nella creazione della propria simbologia.
Più notoriamente Giano viene considerato il Dio dell'Iniziazione e le sue chiavi una d'oro e l'altra d'argento, erano rispettivamente quelle dei grandi misteri e dei piccoli misteri, del Paradiso Celeste e Paradiso Terrestre, queste chiavi erano attribuite al sovrano pontificato al quale veniva attribuita la funzione di 'ierofante'  (Lo Ierofante (in greco antico ἱεροϕάντης) è nella cultura religiosa greca la guida del culto misterico di Eleusi e il sacerdote più importante dell'Attica Wikipedia) e così anche la barca che poteva andare in entrambi i lati era un simbolo del Giano; questi due simboli sono rimasti i principali emblemi del papato.
I pitagorici rappresentano le due porte solstiziali, legate al simbolo del Giano, con la lettera Y anche qui vediamo la dualità che si riunisce nell'Uno, altra  forma exoterica per rappresentarlo è dato dal mito di Ercole diviso tra virtù e vizio (aggiungerei anche il simbolo delle due colonne).

Troviamo nella tradizione indù le due vie; 'Via degli dei' (Deva-yana) e 'Via degli antenati' (Piri-yana) e Ganesha che è il Signore della Conoscenza che è equivalente in alcuni aspetti a Giano.
Ribadisco quanto i simboli sacri siano attinti da radici profonde e come le varie tradizioni hanno un filo comune che dà loro una valenza universale.


giovedì 2 gennaio 2014

Analisi del 2014

Ho spesso avvertito una vibrazione positiva pensando all'anno 2014 in cui siamo entrati da ieri... Effettivamente a queste sensazioni ho cercato di dare un senso e una spiegazione ma soprattutto creo questo post per dare forza e speranza a tutti coloro che hanno affrontato il 2013 con difficoltà, l'anno delle prove, a tutti coloro che sperano in qualcosa di positivo per il futuro, a tutti coloro che sono comunque sereni e prendono la vita per quella che è!
Invito tutte le persone a creare la positività nella loro vita iniziando da loro stessi, e dalla loro forma pensiero, solo pensando positivo si creano materialmente eventi positivi!
Quindi buone vibrazioni positive a tutti ma aiutiamo l'evoluzione individuale e universale partendo dalla parte più profonda di noi!
Analizzerò il numero 14 contenuto nell'anno e della lettera ebraica corrispondente e il numero 7 che deriva dalla riduzione numerologica del 2014:
Parola chiave del numero 14: Libertà, Indipendenza, Sentimento
Rappresenta l'utilizzo costruttivo della Libertà, continua Trasformazione
La vibrazione del numero 14 consente di lavorare su limiti fisici psicologici spirituali,
di comprendere la lezione,
di modificare sistemi di vita antiquati,
di affrontare le sfide che la libertà di scelta comporta senza timore e la prigionia della paura del cambiamento.
Il numero 14 aiuta a vivere la sensualità, e la materialità senza smarrire le radici trascendentali e spirituali dell'essere.
Il numero 14 è anche associato alla lettera nun dell'alfabeto arabo ed ebraico e ha valore 50, corrisponde anche alla prima metà dell'alfabeto ebraico composto da 28 lettere e in oltre rappresenta simbolicamente la balena El-nut, da notare che nun significa pesce.
Il pesce-salvatore della tradizione indù, oppure l'ichthus dei primi cristiani, la balena svolge lo stesso ruolo del delfino:
Delfino:i greci lo chiamano «animale utero» e lo venerano tra tutti gli esseri vivi del mare, come se avesse scorto in esso la qualità che rende il mare a sua volta utero.
Delfino significa "utero", animale sacro di Apollo, che in virtù di questo rapporto, si chiama anche Apollo Delphinios.
Vi sono delle leggende greche che raccontano come i delfini hanno salvato i loro prediletti mortali o hanno portato i morti a riva.
Il termine "delfino" viene usato anche per indicare "figlio del dio" o figlio del re".
Simbolo dell'origine assoluta al di là della quale é la non esistenza, al di qua l'esistenza.
Pesce, nave, (mare) arca, sono immagini mitiche equivalenti.
Anche la caverna è un simbolo equivalente al delfino e alla balena, luogo di sepoltura e quindi di rinascita.
La forma della lettera ebraica corrispondente al 14 è una semicirconferenza con le punte verso l'alto, simbolo anche della coppa (Il Sacro Cuore e la leggenda del santo Graal) e da un punto all'interno di questo semicerchio che rappresenta il germe dell'immortalità, del nucleo indistruttibile.
Rappresenta anche la metà dell'Uovo del Mondo, lo sviluppo del germe spirituale che implica l'uscita dell'essere dal suo stato individuale, la nascita intesa come elevazione spirituale e presa di coscienza come l'eroe che esce dal ventre della balena, o dalla caverna iniziatica o dal ventre di un drago o mostro che sia...
La nuova nascita presuppone una morte (13) intesa come abbandono di vecchi schemi, metamorfosi.
Nell'alfabeto sanscrito la letta nun corrisponde alla lettera na la sua forma è identica al nun ma con le punte rivolte verso il basso quindi la metà superiore del cerchio, in pratica due figure complementari l'una con l'altra in quanto unendole si forma un cerchio con il suo centro , un ciclo completo, l'equivalente del Sole in ordine astrologico e dell'oro i ordine alchimistico.
L'arcata superiore è rappresentata dall'Arcobaleno e quella inferiore dall'arca, le due meta dell'Uovo del Mondo, una terrestre posta nelle acque inferiori e l'altra celeste posta nelle acque superiori.
Nun arabo corrisponde anche alla figura del Sole calante, mentre na sanscrito alla figura del Sole sorgente
Questa complementarità fa riflettere sul fatto se pensiamo al valore numerico 50 delle due lettere;
50+50=100=10=9+1 dove 1 è il centro e 9 è la circonferenza si evince che la loro unione forma il Tutto e tale unione deve svolgersi in un 'mondo intermedio', non solo spirituale e non solo materiale.
Questo significa anche che il compimento del ciclo deve avere una certa correlazione nell'ordine storico, con l'incontro delle due forme tradizionali che corrispondono al suo inizio e alla sua fine che hanno rispettivamente come lingue il sanscrito e l'arabo: la tradizione indù in quanto rappresenta l'eredità più diretta della Tradizione primordiale, e la tradizione islamica in quanto sigillo della Profezia e di conseguenza, forma ultima dell'ortodossia tradizionale per il ciclo attuale.
In pratica il 14 simboleggia la rinascita, la salvezza, l'evoluzione, l'unione e fusione tra la materia e la spiritualità verso una rinascita di completezza!
 Nun il 14° Archetipo
Quindi la vibrazione che porta con se questo 2014 è positiva e di rinascita individuale in un contesto universale.
Tra l'altro il 2014 si può anche ridurre a 7 che è il numero dell'equilibrio tra la materia e lo spirito;
 SETTE: Saggio - Il Sognatore - L'osservatore del Firmamento( consulta anche Il magico numero 7)
Principio: I sette pianeti visibili. I giorni della settimana. Il settimo giorno in cui Dio si riposò dopo la creazione. I sette colori dell'arcobaleno. I sette chakra o punti energetici principali del corpo umano. L'unione dello Spirito(3) e della Materia(4). Guarda al di là della visione comune, obbiettivi situati oltre il mondo fisico. Ricerca del significato profondo della vita.
Mediazione tra l'ego individuale e il divino. Interpretazione della realtà per trovare il senso della vita.
Qualità: Filosofo, scienziato, olistico.(da Numerologia)

Rinnovo l'augurio di un anno di crescita e rinascita
Nell'Animo Antico

Fonti: "Simboli della scienza sacra" R. Guénon 
            "Prolegomeni allo studio della mitologia" K.Kerènyi C.G.Jung   

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