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giovedì 26 novembre 2015

L'archetipo del pazzo



Possiamo affermare che le funzioni superiori tendono a manifestarsi in un certo modo; anche la funzione inferiore a prescindere da quale essa sia, presenta un suo comportamento generale.
La struttura della psiche sembra essere quadruplice essa si manifesta sotto forma di quattro principi aventi più i meno la stessa natura: quattro colori, angoli, divinità ecc... più sono collegati alla coscienza più tendono ad assumere la forma di tre personaggi positivi più uno negativo.
Vi sono fiabe dalla struttura particolare che rispecchiano in modo perfetto il comportamento della funzione inferiore.
Un re ha tre figli. Egli ama i due maggiori, metre considera il terzo folle e inetto.
A un certo punto il re assegna un compito ai figli, per esempio di trovare l'acqua della vita o la sposa più bella ecc
In genere i due figli maggiori si accingono all'impresa ma non riescono a concludere nulla, oppure partono, ma non arrivano da nessuna parte.
Allora il terzo sella il suo cavallo tra le risa generali, mentre tutti gli dicono che farebbe meglio a restarsene a casa vicino alla stufa dove è  il suo posto.
Ma è  lui, in genere, a portare a termine l'impresa.
Questa quarta figura (il terzo figlio, ma la quarta figura dell'insieme) talvolta è  il più  giovane, talaltra è  un po' scemo e altre volte è  del tutto pazzo.
In tutti questi casi sappiamo fin dall'inizio della storia che è  in gioco qualcosa di più delle quattro funzioni, perché il pazzo è una figura religiosa archetipica, che implica assai più della mera funzione inferiore.
Egli possiede una parte della personalità umana o addirittura dell'umanità che è  rimasta indietro e pertanto è  ancora dotato della completezza originaria della natura.
Simboleggia una funzione specifica soprattutto religiosa. Ma nella mitologia, non appena il pazzo fa la sua comparsa come quarta figura di un gruppo di quattro persone, siamo
autorizzati a supporre che egli rispetti il comportamento generale di una funzione inferiore.
"Ho spesso cercato nell'interpretazione delle fiabe, di scendere maggiormente nel dettaglio, considerando il re come funzione del pensiero e la quarta figura come quella del sentimento ma in base alla mia esperienza la cosa non funziona"
Per far tornare i conti siamo costretti a distorcere il materiale e ricorrere a qualche trucchetto disonesto.
"Sono così  giunta alla conclusione che non possiamo spingerci a tanto ma dobbiamo accontentarci di sapere che nella mitologia questo terzo figlio o terza figura del pazzo o dello scemo, rappresenta soltanto il comportamento generale di una funzione inferiore, qualunque essa sia; non è né individuale né specifica; rappresenta semplicemente una traccia generica".
Quando studiamo i casi individuali, ci accorgiamo che la funzione inferiore tende a comportarsi alla maniera di un eroe 'folle' di questo genere, il folle divino o l'eroe idiota.
Egli rappresenta la parte disprezzata della personalità, la parte ridicola e non adattata ma anche quella parte che costituisce il legame cob l'inconscio e detiene quindi la chiave segreta per raggiungere la totalità inconscia dell'individuo.
Possiamo dire che la funzione inferiore costituisce sempre il ponte con l'inconscio.
Essa è  costantemente diretta verso l'inconscio e il mondo simbolico. 
Ciò però non equivale ad affermare che essa è  diretta o verso l'interno o verso l'esterno
Tratto da "Tipologia psicologica" di M.L. von Franz
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