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martedì 2 maggio 2017

I sogni


Esiste una via che è stata abbandonata da tempo, riconosciuta come illusione, anzi sciocchezza. Quella zona non è altro che il fugace, effimero, grottesco prodotto della notte, il sogno, e la via è la comprensione del sogno.
Gli è proprio l'antico "sacro mistero", secondo il quale il sogno è visione interiore.
Il sogno è la piccola porta occulta che conduce alla parte più nascosta e intima dell'anima, aperta sulla notte cosmica originaria che era già anima molto tempo prima che esistesse una coscienza dell'Io e che sopravvivrà come anima a tutti i prodotti della coscienza dell'Io, giacché ogni coscienza dell'Io è isolata e conosce il singolo in quanto divide e separa e vede solo ciò che ha relazione con questo Io.
La coscienza dell'Io consta di tante limitazioni anche quando si estende sino alle più lontane nebulose stellari.
La coscienza divide: ma col sogno penetriamo nell'uomo più profondo, universale, vero ed eterno, ancora immerso in quell'oscurità della notte primitiva in cui egli era tutto e tutto era in lui, nella natura priva di ogni differenziazione e di ogni essere Io.
Da tale profondità, che collega tutto, nasce il sogno, per quanto infantile, grottesco e amorale esso sia.
La sua spregiudicatezza e la sua sincerità sono tali da dar arrossire la nostra mendacità autobiografica.
Nelle civiltà più antiche i sogni più impressionanti erano considerati messaggi divini.
Fu riservato al nostro razionalismo di spiegare il sogno con i "resti del giorno"...
Perché si vuol dimenticare che tutto quanto vi è di notevole e di bello nell'ampio campo dell'umana civiltà è nato da una felice ispirazione?
Che cosa mai diverrebbe  l'umanità se nessuno avesse più ispirazioni?
Solo quando ci accade di non aver alcuna ispirazione, comprendiamo fino a qual punto noi ne dipendiamo.
Ma il sogno non è che un'ispirazione di quell'oscura anima che collega tutto.
Anche se un intero mondo si sfasciasse, la connessione universale dell'anima oscura non potrebbe infrangersi.
E più si moltiplicano e si allargano le scissioni alla superficie, più aumenta nel profondo la forza dell'Uno.
I vostri sogni sono l'espressione del vostro essere soggettivo e possono perciò mostrarvi per quale falsa impostazione vi siete smarrito in quella via senza uscita.
I sogni sono puri prodotti della psiche inconscia, spontanei, imparziali, indipendenti dall'arbitrio della coscienza.
Essi sono natura pura e perciò di verità naturale, non adulterata.
Occuparsi dei sogni significa prendere conoscenza di sé.
La coscienza assume dati obbiettivi del sogno come comunicazione o messaggio dell'unica anima inconscia dell'umanità.
Non ci si conosce in base all'Io ma al Sé, a quel Sé straniero che fondamentalmente nostro.
Tratto da "Realtà dell'anima" di C.G. Jung

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