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martedì 3 maggio 2016

La non-manifestazione, il "nulla" e l'Io


La non manifestazione possiede il carattere di assoluta permanenza; e dunque da essa a che la manifestazione, nella sua condizione transitoria, deriva tutta la propria realtà.
Il Non-Essere lungi dall'essere il "nulla", ne sarebbe invece l'esatto contrario, se il "nulla" potesse avere in un contrario, cosa che gli attribuirebbe ancora un certo grado di "positività", mentre non che la "negatività" assoluta, cioè la pura impossibilità.
Il nulla dunque non si oppone all'Essere, contrariamente a quanto si afferma di solito; semmai, si opporrebbe alla Possibilità, se potesse entrare in opposizione con qualcosa alla stregua di un termine reale; ma non è così, non vi è nulla che sia in grado di opporsi alla Possibilità, il che è  facilmente comprensibile, dal momento che la Possibilità è identica all'Infinito.
Sono essenzialmente gli stati di non-manifestazione ad assicurare all'essere la permanenza e l'identità...
Poiché l'ambito della manifestazione è  propriamente l'ambito del transitorio e del molteplice, soggetto a continue e indefinite modificazioni.
E' quindi facile capire che cosa si debba pensare, dal punto di vista metafisico, della conclamata unità dell'"Io", cioè dell'essere individuale..
si tratta di un'entità frammentaria, poichè non si riferisce che a una porzione dell'essere, a uno dei suoi stati preso singolarmente e arbitrariamente, fra un'indefinità di altri...
Questa unità, anche considerando soltanto il particolare stato cui si riferisce, è del tutto relativa, poichè tale stato si compone a sua volta di una indefinità di modificazioni diverse e ha tanto meno realtà in quanto si prescinde dal principio trascendente (il "Sè" o la personalità)che è il solo in grado di conferirgliela davvero, mantenendo l'identità dell'essere, in modo permanente, attraverso tutte queste modificazioni.
L'"Io" non rappresenta che uno stato come gli altri, e fra una indefinità di altri, e questo anche considerando soltanto gli stati della manifestazione; inoltre dal punto di vista metafisico tali stati sono quel che vi è di meno importante nell'essere totale.
Tratto  da "Gli stati  molteplici dell'Essere" di Réne Guénon  

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