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lunedì 29 febbraio 2016

Il "qualcos'altro"


"Io posso ricevere il dieci e il re di picche da papà, la donna e l'asso di picche dalla mamma, tutte carte che non hanno mai contato molto in nessuno dei due alberi genealogici, ma la cui combinazione in me potrebbe produrre.... un nuovo record olimpionico".

A determinare l'unicità non è tanto il mazzo di materiale genetico, la mano di carte che ho ricevuto, quanto il modo in cui le carte si dispongono, formando una particolare e vincente, configurazione...
(Disegno... immagine... paradeigma)

La psicologia scientifica taglia il regno delle cause in due parti soltanto, natura e cultura.
Ed elimina per definizione La possibilità di "qualcos'altro".
Dal momento che le scienze comportamentali, compresa la biologia molecolare e La psichiatria farmacologica,  situano tutte le ragioni del nostro carattere in quelle due categorie, e dal momento che noi ci stiamo immaginando una terza forza nella nostra vita, questo tertium non può che manifestarsi nascosto dentro gli altri due.
La divisione in sue alternative è una comoda abitudine della mente occidentale.
Al livello più elementare la troviamo nella Bibbia: Noi o Loro, Abele e Caino, Giacobbe ed Esaù - il buono e il cattivo - personificano quella divisione.
Il ragionamento antagonistico non l'ha inventato la televisione nei suoi dibattiti urlati, e il bipartitismo del nostro sistema politico non è certo venuto dal nulla.
Il numero due, con tutte le sue dicotomie e sdoppiamenti e duplicità e accoppiamenti e contrapposizioni, alimenta la "passione della mente occidentale", per citare il titolo della storia del pensiero occidentale di Richard Tarnas.
La logica aristotelica è incapace di pensare per triadi.
Dal principio aristotelico di non contraddizione, detto anche del terzo escluso, fino alla logica binaria - 0 o 1 - dei programmi del computer, la nostra mente organizza i suoi sistemi per pro e contro, per aut-aut.
Cartesio un posticino a un tertium l'ha concesso, giusto nel mezzo del cervello.
Ha collocato l'anima nella ghiandola pineale, confermandone così l'irrisorio valore a fronte dei due giganteschi contendenti del suo sistema, la mente pensante all'interno e lo spazio esteso all'esterno.
L'introduzione di un "qualcos'altro" viola la nostra modalità di pensiero e la convenienza  delle sue operazioni abituali.
Un "qualcos'altro"  turba le menti che confondono il pensare comodo con la chiarezza di pensiero.
Ma in fondo a tutti noi risulta con chiarezza, dall'evidenza dei nostri sentimenti e di personalissimi eventi fatali, che nella vita umana interviene qualcos'altro che non può essere contenuto entro i confini né della natura né della cultura.
La straordinaria singolarità degli individui, le differenze esistenti tra i miliardi di persone sulla terra...
Tratto da "Il codice dell'anima" di James Hillman

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