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mercoledì 2 settembre 2015

Ming-tang il Tempio della Luce




L'Impero cinese costituiva nel suo insieme un' immagine dell'Universo ma un'immagine analoga doveva trovarsi nel luogo centrale ove risiedeva l'Imperatore, si trattava del Ming-tang che alcuni sinologi hanno chiamato la "Casa del Calendario" mentre il suo nome in realtà significa alla lettera "Tempio della Luce".
E' lecito accostare il senso del nome Ming-tang al significato incluso nella parola "Loggia": di qui l'espressione massonica di "luogo illuminatissimo e regolarissimo", esse sono entrambe immagini del Cosmo considerato come l'ambito o il campo di manifestazione della Luce.
Il Ming-tang è raffigurato nei locali di iniziazione della Tien-houei uno dei principali motti di quest'ultima era "Distruggere l'oscurità (tsing), restaurare la luce (ming)", allo stesso modo dei Maestri Massoni che devono lavorare a "diffondere la luce e riunire ciò che è sparso"
(l'applicazione che ne è stata fatta in tempi moderni per "omofonia" rappresenta soltanto un fine contingente e temporaneo assegnato ad alcune "emanazioni"esterne di queste organizzazioni, "emanazioni" destinate a lavorare nell'ambito delle attività sociali e politiche).
Il carattere ming è composto dai due caratteri che rappresentano il Sole e la Luna; esprime così la luce nella sua manifestazione totale, nelle due modalità diretta e riflessa insieme, perchè anche se la luce in se stessa è essenzialmente yang, per manifestarsi deve rivestire, come tutte le cose, due aspetti complementari che sono yin e yang; la tradizione estremo-orientale chiama Sole e Luna anche "occhio del giorno" e "occhio della notte", nell'ambito della manifestazione lo yang non è mai senza yin e viceversa.

La pianta del Ming-tang era conforme a quella del "quadrato magico"e comprendeva 9; il Ming-tang invece di essere dei quadrati perfetti, furono dei rettangoli più o meno allungati e il rapporto fra i loro lati variava secondo le diverse dinastie.
il Ming-tang aveva 12 aperture sull'esterno, 3 su ciascuno dei 4 lati, in modo che, mentre le sale di mezzo avevano soltanto una apertura, quelle d'angolo ne avevano 2 ciscuna; e queste 12 aperture corrispondevano ai 12 mesi dell'anno; quelle della facciata orientale ai 3 mesiprimaverili, quelle della facciata meridionale ai 3 mesi estivi, quelle della facciata occidentale ai 3 mesi autunnali e quelle della facciata settentrionale ai 3 mesi invernali.
Le 12 aperture formavano quindi lo Zodiaco, tale disposizione quadrata rappresentava una priezione terrestre dello Zodiaco celeste disposto circolarmente, in tal modo corrispondevano esattamente alle 12 porte della "Gerusalemme celeste", quest'ultima che inoltre è sia il "Centro del Mondo" sia un'immagine dell'Universo sotto il duplice aspetto spaziale e temporale.
Nel corso del ciclo dell'anno l'Imperatore compiva nel Ming-tang una circumambulazione in senso "solare" arrestandosi successivamente in 12 stazioni corrispondenti alle 12 aperture e da esse promulgava le ordinanze (yue-ling) adatte ai 12 mesi: in tal modo si identificava successivamente con i 12 soliche sono i 12 aditya della tradizione indù e anche i 12 frutti dell'Albero della Vita nel simbolismo apocalittico.
La circumambulazione si effettuava sempre con il ritorno al centro il quale indicava il punto di mezzo dell'anno che era situato nell'equinozio d'autunno quando l'anno cominciava nell'equinozio di primavera come in genere avvenne nella tradioze estremo-orientale.
Secondo il simbolismo estremo-orientale il Sole dopo un percorso di un periodo ciclico (un giorno, un mese, un anno) torna a riposarsi sul suo albero che come l'"Albero della Vita" posto al centro del "Paradiso terrestre" e della "Gerusalemme celeste" è una figura dell'"Asse del Mondo".
L'Imperatore appariva propriamente come il "regolatore" dell'ordine cosmico stesso e ciò presuppone l'unione il lui o per mezzo di lui, degli influssi celesti e terrestri i quali corrispondono rispettivamente anche alle determinazioni temporali e spaziali messe in diretto rapporto le une con le altre dalla costruzione del Ming-tang.
Tratto da " La Grande Triade" di R.Guenon

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