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lunedì 6 aprile 2015

La fenice e Cristo

L'ermeneutica cristiana ha trasformato la fenice in allegoria di Cristo, il che costituisce un'eccellente interpretazione del mito.
All'autoincenerimento della fenice corrisponde l'autosacrificio di Cristo; alla cenere corrisponde il suo corpo sepolto; e al risorgere dell'uccello meraviglioso fa da contrappunto la risurrezione di Cristo.
La vitalità del mito della fenice è dimostrata dal fatto che esso è stato ripreso e assimilato, mediante l'interpretazione, dal cristianesimo.
Ciò è tuttavia anche prova della vitalità del cristianesimo stesso, che seppe interpretare e assimilare una gran quantità di miti.
Non va qui sottovalutato il significato dell'ermeneutica; essa ha infatti un effetto benefico sulla psiche, poiché all'oggi unisce consapevolmente il lontano passato, la vita psichica dei nostri avi, che vive ancor sempre nell'inconscio e in tal modo stabilisce il legame - di così straordinaria importanza sul piano psichico - tra coscienza orientata verso il momento presente e l'anima storica che vive in spazi temporali di durata infinita.
Le religioni, in quanto sono le più conservatrici di tutte le produzioni dello spirito umano, costituiscono in sé stesse un ponte salutare che ci lega a un passato eterno, e ci insegnano la presenza viva di quest'ultimo.
Una religione divenuta incapace di assimilare il mito ha dimenticato la sua funzione più importante.
La vitalità spirituale riposa sulla continuità del mito e quest'ultima può essere garantita solo se ogni epoca traduce il mito nel suo linguaggio e lo trasforma in un contenuto del proprio spirito.
La Sapientia Dei che si manifesta nell'archetipo fa si che anche le più forti deviazioni ritornino costantemente alla posizione centrale.
Così il fascino esercitato dall'alchimia filosofica è dovuto in buona parte dal fatto che essa ha potuto dare nuova espressione a un gran numero di importantissimi archetipi.
Secondo Orapollo la fenice rappresenta l'anima e il suo pellegrinaggio verso la terra della rinascita.
Essa indicherebbe anche la "durevole restaurazione delle cose"; anzi, incarnerebbe la trasformazione stessa: "Infatti mentre nasce questo uccello, si verifica la trasformazione e il rinnovamento del mondo".
I concetti di restitutio (Atti degli apostoli 3. 21) e di instauratio in Christo ( ricapitolazione, Efesini 1. 10) possono aver favorito in maniera sostanziale l'allegoria della fenice, oltre il tema centrale dell'autorinnovamento.
Vedi anche:
Zolfo Drago Cristo
Tratto da "Mysterium Coniunctionis" di C.G.Jung

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