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mercoledì 15 ottobre 2014

Creatività e sessualità

Vi è un certo legame fra il desiderio sessuale e il pensiero creativo mentre comincia ad emergere e a manifestarsi.
Si sa che l'amore è il più grande ispiratore di poeti e artisti e che, persino ai comuni mortali, l'innamoramento dà la sensazione di avere le ali, di essere capaci di sollevare montagne e di trasformare il mondo.
È noto che la sessualità e la creatività sono intimamente associate nell'essere umano e spesso si osserva che se una è disturbata lo è anche l'altra.
Soprattutto nell'uomo, ma anche nella donna, esiste fra le due un legame misterioso, poiché sono due aspetti di una stesso modello di comportamento.
La sessualità corrisponderebbe all'estremità infrarossa  dello spettro, mentre la creatività ne sarebbe l'estremità ultravioletta.
Può accadere che, se non impiega la sua creatività in modo adeguato, un uomo diventi impotente, per motivi puramente psicologici.
Se qualcuno ha un dono creativo e non lo esprime adeguatamente, provoca un blocco dell'energia vitale e un blocco affettivo che possono ripercuotersi sulla sfera fisica: scissa dall'affettività, la motivazione fisica scompare.
Anche se non è una regola e l'impotenza può avere mille cause.
Le due pulsioni possono fondersi male anche quando un uomo vive in modo esagerato la propria sessualità per fuggire la creatività. Una spiegazione possibile è che, se un individuo ha accumulato un eccesso di energia, si sente estremamente teso, carico; se è incapace di impiegare questa energia a livello creativo, ricorrerà al sesso.
L'atto sessuale non lo rende felice né lo soddisfa, per lui è uno sfogo meccanico che serve soltanto a liberarlo da uno stato di tensione da cui deve continuamente trovare sollievo, in una sorta di circolo vizioso, perché l'altro sbocco intellettuale, artistico o di altro tipo, gli è precluso.
Appena questo sbocco gli si apre, tutto il resto ritorna normale.
Colui che non riesce ad entrare in contatto con le proprie emozioni si sente sterile... E lo è.
Senza emozione non vi è creatività, né comprensione profonda o realizzazione psicologica. Ecco perché, per rappresentare le emozioni, la psiche ricorre ai simboli del fuoco e della luce, poiché non vi è illuminazione né nuova comprensione senza uno stato emotivo precursore.
Tratto da "I miti di creazione" di Marie-Louise von Franz

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