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mercoledì 7 gennaio 2015

La vita "ordinaria"

L'uomo moderno è diventato impermeabile a qualsiasi influenza diversa da quella che cade sotto i suoi sensi; non solo le sue facoltà di comprensione sono divenute sempre più limitate, ma ugualmente si è ristretto il campo stesso della sua percezione.
Ciò che comunemente si designa "vita ordinaria" o "vita corrente" indica innanzitutto qualcosa in cui, per l'esclusione di qualsiasi carattere sacro, rituale o simbolico, niente che non sia puramente umano ha la possibilità di intervenire, e tutto ciò che superi una concezione del genere viene considerato e relegato in un ambito "straordinario", considerato strano e fuori dal comune.
Si tratta di un rovesciamento dell'ordine normale, quale è rappresentato dalle civiltà integralmente tradizionali in cui il punto di vista profano non esiste in alcun modo, rovesciamento che conduce sempre più all'ignoranza o alla negazione completa del "sovrumano".
L'espressione "vita reale" è in realtà la peggiore delle illusioni.
L'ambito dell'umano è concepito in un modo sempre più strettamente limitato, fino a ridurlo alla sola modalità corporea.
Nell'attuale stato di decadenza intellettuale, si è arrivati a perdere completamente di vista la nozione stessa di verità, cosicché quella di utilità, o di comodità, ha finito per sostituirvisi interamente.
Esistono ancora uomini per cui quella che essi chiamano "vita ordinaria" sarebbe una cosa assolutamente straordinaria, perché non corrisponde a niente di quello che realmente avviene nella loro esistenza.
Quel che più conta è che sono proprio quegli uomini a dover essere considerati veramente "normali", mentre i materialisti, con il loro vantato "buon senso" e tutto quel "progresso" di cui si considerano orgogliosamente i prodotti più perfetti ed i rappresentanti più "avanzati", sono in fondo soltanto degli esseri in cui certe facoltà si sono atrofizzate al punto di essere completamente abolite.
Tratto da "Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi" R.Guenon

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