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lunedì 17 marzo 2014

Il Bianco e il Nero

Il pavimento massonico è formato da piastrelle alternate bianche e nere disposte come le caselle della scacchiera.
In origine i giochi non erano soltanto semplici divertimenti profani, quali sono divenuti oggi, e d'altronde il gioco degli scacchi è certo uno fra quelli in cui le tracce del carattare 'sacro' originario sono rimaste più visibili malgrado questi processo di degenerazione.
Opposizione del bianco e del nero, della luce e delle tenebre, il giorno e la notte  così via con tutte le coppie di opposti complementari tra di loro:
Un simbolo equivalente del simbolo orientale dello Yin-Yang delineati da una linea sinuosa rappresentata nella scacchiera dalla disposizione ad incastro dei due tipi di piastrelle (e non nettamente separate come ad esempio le strisce rettilinee alternate).
Ricordiamo che in tali simboli non vi si deve vedere il riconoscimento delle dualità cosmiche di cui è l'espressione, ma dall'unità di un medesimo principio, poiché queste dualità esistono realmente nel loro ordine.
Sono i "dualisti" ad aver distorto il vero senso di questo simbolo per interpretarlo conformemente alle proprie dottrine eterodosse, alterando per la stessa ragione i simboli che esprimono l'unità e l'immutabilità che per loro sono inconcepibili:
Questo fenomeno di 'rovesciamento dei simboli' per un'effetto di 'controiniziazione'.
Dopo aver considerato il senso inferiore e cosmologico, bisogna anche considerare il senso superiore e metafisico:
Nella tradizione indù troviamo un esempio in cui l'iniziato si siede su una pelle nera e bianca che rappresenta il manifesto e il non manifesto, questi due colori rappresentano anche il Cielo e la Terra, ma bisogna fare attenzione al fatto che in ragione alla corrispondenza di questi con il non manifestato e il manifestato è allora il nero che si riferisce al cielo e il bianco che si riferisce alla terra e troviamo così invertite le relazioni  esistenti nello Yin-Yang si trovano invertite per via dell'applicazione del senso inverso dell'analogia.
Equivalente è anche il simbolo di Arjuna, il bianco e di Krishna, il nero, che sono nell'essere stesso il mortale e l'immortale, l'io e il Sé.
Fonte: "Simboli della Scienza sacra" di R. Guenon.

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