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lunedì 21 settembre 2015

La Stella come simbolo onirico


Il regno delle stelle è sempre stato considerato il regno degli esseri divini, eterni.
Le tradizioni folcloristiche attribuiscono alle stelle cadenti il significato dell'anima che scende sulla terra e rende possibile la nascita di un bambino.
In Cina e all'epoca dell'Impero Romano, gli astrologi, alla morte di un personaggio importante, cercavano nel cielo una nuova stella.
Ritenevano infatti che l'anima morente tornasse in cielo e ridiventasse una stella.
Nei rituali degli antichi Egizi la preghiera suonava: "Fa che io diventi una delle stelle eterne che ruotano attorno al Polo Nord".
La meta del defunto era di diventare una delle stelle che non tramontano mai.
La stella simboleggiava la parte della personalità che sopravviveva alla morte e che dopo la morte accompagnava il Dio Sole nei cieli come una stella intramontabile.
La stella perciò ha a che fare con l'eternità dell'unicità della personalità.
Una nuova stella voleva dire che da qualche parte qualcuno (un imperatore, un grande condottiero o una personalità che avrebbe cambiato il destino del dell'umanità) era giunto sulla terra (come per il simbolo della stella di Betlemme).
La Stella rappresenta l'anima immortale dell'uomo e che in Egitto, per esempio, la parte dell'uomo che sopravvive alla morte è l'anima Ba, raffigurata sottoforma di stella.
Essa è il nucleo eterno della psiche umana e ha sempre rappresentato l'uomo unico, eterno, che alberga nel nostro interno.
Seguire la propria stella significa isolarsi, non sapere dove si va, dover scoprire per sé stessi una strada completamente nuova invece di procedere lungo il sentiero già tracciato che tutti gli altri seguono.

Per questa ragione gli uomini hanno sempre avuto la tendenza a proiettare l'unicità e la grandiosità del proprio essere interiore su personalità esterne, asservendosi ad esse, divenendone i devoti servitori, ammiratori, emuli; diventare il discepolo o il seguace di un guru o di un profeta; farsi attrarre da un personaggio che riveste una carica ufficiale e spendere la propria esistenza nell'ammirazione altrui.
Tutto questo è ben più facile che seguire la propria stella.
Le adolescenti di tutto il mondo tendono a volersi vestire come le stelle del cinema, ad acconciarsi allo stesso modo.
L'attrice famosa rappresenta la loro stella, il loro ideale.. e per questa ragione tendono ad imitarla. Lo stesso accade per i divi di sesso maschile; i ragazzi li imitano.
Le stelle del cinema (ai giorni nostri della TV) rappresentano l'ideale.
Se si proietta la propria stella su un altro, cioè il proprio Sé su una persona veramente saggia e superiore possiamo imparare moltissimo.
Qui sta il segreto di molte cure miracolose: il Sé viene proiettato sulla personalità del guaritore e grazie all'immensa fascinazione e alla fede provate per lui qualsiasi disturbo psicologico o psicosomatico scompare.
La proiezione può perciò servire da veicolo per la guarigione dell'individuo.
Nella maggior parte dei casi, tuttavia,  succede che questa fascinazione si riveli negativa e conduca a un'infantile rinuncia di sé stessi con conseguente totale prostrazione di fronte all'altro.
Le persone vittime di questo tipo di proiezione sono spesso eccessivamente fanatiche nella loro ammirazione.
La proiezione li esime dal fare essi stessi uno sforzo.
Questo tipo di proiezione può condurre all'annichilimento della personalità.
In Estremo Oriente esistono maestri che sonl ben consapevoli dei pericoli della dipendenza infantile e non accettano la proiezione; piuttosto, rimandano i novizi e i discepoli al loro compito interiore.
"Ti insegnano a non splendere, e tu splendi, invece..."
Pierpaolo Pasolini
Tratto da "Il mondo dei sogni " di Marie Louise von Franz

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