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venerdì 17 luglio 2015

Provvidenza, Volontà, Destino


La Provvidenza, la Volontà e il Destino sono considerate come le tre potenze che reggono l'Universo manifestato.
L'uomo non è nè un animale nè una pura intelligenza; è un essere intermedio, posto fra la materia e lo spirito, fra il Cielo e la Terra per esserne il legame.
Che l'uomo universale sia una potenza, è una cosa constatata dai codici sacri di tutte le nazioni, avvertita da tutti gli uomini saggi, e anzi, riconosciuta dai veri sapienti.
Le altre due potenze in mezzo alle quali egli è posto sono il Destino e la Provvidenza.
Sotto di lui è il Destino, natura necessitata e naturata; sopra di lui la Provvidenza, natura libera e naturante. In quanto regno ominale egli è la Volontà mediatrice, efficiente, posta fra quaste due nature per servir loro da legame, da mezzo di comunicazione e riunire due azioni, due movimenti che senza di lui sarebbero incompatibili.
I due termini estremi del ternario sono espressamente  chiamati Natura naturans e Natura naturata che in fondo non sono altro che l'azione e la reazione del Cielo e della Terra, l'aterno movomento dello yang e dello yin.
Nulla sfugge alla loro azione, tutto nell'Universo è a loro sottomesso, tutto eccetto Dio stesso il quale, avvolgendosi nella sua insondabile unità, forma con loro quella tetradedegli anichi, quell'immenso quaternario che è tutto in tutti, e al di fuori del quale non vi è nulla.
Qui Dio è inteso come principio in sè stesso e la Provvidenza è solo uno strumento di Dio nel governo dell'Universo, esattamente come il Cielo è lo strumento del Principio secondo la tradizione estremo-orientale.
Il termine mediano è identificato non solo con l'Uomo, ma più precisamente con la Volontà umana, la volontà dell'essere umano è l'elemento interno e centrale che unifica e avvolgele tre sfere intellettuale, animica e istintiva, cui corrisponde rispettivamente lo spirito, l'anima e il corpo.
Siccome si deve trovare nel "microcosmo" la corrispondenza del "macrocosmo", queste tre sfere rappresentano in esso il corrispettivo delle tre potenze universali (Provvidenza, Volonta e Destino): e la volontà rispetto ad esse, ha una funzione che ne fa quasi l'immagine del principio stesso.
La Provvidenza parallelamente può essere concepita come l'espressione della Volontà divina e il Destino appare come una specie di volontà oscura della Natura. (Influssi Astrali)
Il destino è la parte istintiva e inferiore della Natura universale chiamata natura naturata; la sua azione si chiama fatalità; la forma nella quale si manifesta a noi, necessità.
La Provvidenza è la parte superiore della Natura universale chiamata natura naturante; è una legge che vivente emanata dalla Divinità, per mezzo della quale tutte le cose si determinano in potenza d'essere.
E' la Volontà dell'uomo a riunire, in quanto potenza mediana il Destino alla Provvidenza; senza di essa queste due potenze estreme non solo non si riunirebbero, ma non si conoscerebbero nemmeno,
La Volontò umana unendosi alla Provvidenza e collaborando coscientemente con essa può fare da contrappeso al Destino e riuscire a neutralizzarlo.
L'accordo tra la Volontà e la Provvidenza costituisce il Bene; il Male nasce dalla loro opposizione.
L'uomo si perfeziona o si corrompe a seconda che tenda a confondersi con l'Unità universale o a distinguersene, ciò a seconda che, tendendo verso l'uno o verso l'altro dei due poli della manifestazione, corrispondenti all'unità e alla molteplicità, egli allei la propria volontà alla Provvidenza o al Destino e si dirigga così o dalla parte della "libertà" o da quella della "necessità".
La legge della Provvidenza è la legge dell'uomo divino il quale vive principalmente una vita intellettuale, di cui essa è regolatrice.
Secondo la dottrina Pitagorica la Volontà animata dalla Fede (e perciò ascociata alla Provvidenza) poteva soggiogare la Necessità medesima, comandare alla Natura e operare miracoli.
L'equilibrio tra la Volontà e la Provvidenza da una parte e il destino dall'altra era simboleggiato geometricamente da un triangolo rettangolo con i lati rispettivamente proporzionali ai numeri 3, 4 e 5, triangolo al quale il Pitagorismo attribuiva una grande importanza, e altrettanto ne ha nella tradizione estremo-orientale.
Se la Provvidenza è rappresentata dal 3, la Volontà dal 4, e il Destino dal 5, in questo triangolo abbiamo: 32 +42 =52  
l'elevazione al quadrato dei numeri indica che tutto ciò si riferisce all'ambito delle forze universali, ossia propriamente all'ambito animico, quelleo che nel "macrocosmo" corrisponde all'Uomo e al cui centro, in quanto termine mediano, si situa la volontà nel "microcosmo".
Vedi anche L'occhio che tutto vede
Tratto da "La Grande Triade" di R. Guenon

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