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venerdì 3 luglio 2015

Il potere delle chiavi


La duplice operazione di "coagulazione" e di "soluzione" corrisponde esattamente a quello che la tradizione cristiana chiama il "potere delle chiavi".
Infatti anche questo potere è duplice, comportando sia il potere di legare che quello di sciogliere in cui legare equivale  a coagulare e sciogliere a dissolvere e il raffronto di vari simboli tradizionali conferma ancora tale corrispondenza nel modo più chiaro possibile.
La raffigurazione più comune del potere in questione è quella di due chiavi, una d'oro e una d'argento, che si riferiscono rispettivamente  all'autorità spirituale e al potere temporale, o alla funzione sacerdotale e alla funzione regale, e anche dal punto di vista iniziatico, ai "grandi misteri" e ai "piccoli misteri".
Alchemicamente si riferiscono a operazioni analoghe compiute a due gradi diversi, operazioni che costituiscono rispettivamente l'"opera del bianco" che corrisponde ai "piccoli misteri" e l'"opera del rosso" che corrisponde ai "grandi misteri"; queste due chiavi secondo il linguaggio di Dante sono quella del "Paradiso celeste" e quella del "Paradiso terrestre", sono incrociate in modo da richiamare la forma dello swastika.
Ciascuna delle due chiavi dev'essere considerata come dotata, nell'ordine cui si riferisce, del duplice potere di "aprire" e di "chiudere" o di "legare" e di "sciogliere".
È nota la stretta relazione con il simbolismo del Giano, in quanto le due chiavi poste una in orizzontale e l'altra in verticale rappresentano l'asse solstiziale e l'asse equinoziale, in cui la prima si riferisce alla funzione sacerdotale e la seconda a quella regale.
Esistono anche rappresentazioni del Giano, benché siano rare, con quattro volti, che corrispondono ai due solstizi e ai due equinozi e rappresentano una somiglianza abbastanza singolare con il Brahmâ Chaturmukha della tradizione indù.
Al "potere delle chiavi" corrisponde anche, nelle tradizioni indù e tibetana, il duplice potere del vajra o dorje (in tibetano).
Vedi anche: I due San Giovanni
Tratto da "La Grande Triade" di R.Guenon

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