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lunedì 25 novembre 2013

Il Sacro Cuore e la Leggenda del Santo Graal

La leggenda del Sacro Graal, scritta nel secolo XII, è molto anteriore rispetto alle presunte origini, essa è in realtà un adattamento cristiano di antichissime tradizioni celtiche.
E' da dire che nei geroglifici dell'antico Egitto, la scrittura sacra ove spesso l'immagine della cosa rappresenta la parola che la designa, il cuore fu raffigurato con un solo emblema; il vaso
Il cuore dell'uomo non è infatti il vaso in cui la sua vita si elabora continuamente con il suo sangue?
Il vaso preso come simbolo del cuore e che si sostituisce ad esso nell'ideografia egiziana, ci fa pensare immediatamente al Santo Graal, tanto più che in esso vediamo una relazione ancora più diretta con il Cuore di Cristo.
Effettivamente il Sacro Graal è la coppa che contiene il prezioso sangue di Cristo, e lo contiene addirittura due volte, poiché essa servì dapprima alla Cena, e in seguito Giuseppe d'Arimatea vi raccolse il sangue e l'acqua che sgorgavano dalla ferita aperta dalla lancia del centurione nel fianco del Redentore.
Questa coppa si sostituisce dunque al in qualche modo al Cuore di Cristo come ricettacolo del suo sangue, ne prende per così dire il posto e ne diviene come equivalente simbolico.
La coppa svolge un ruolo importante in molte tradizioni antiche e senza dubbio era così in particolare presso i Celti, giacché da essi è derivata la leggenda del Sacro Graal.
Nella leggenda la coppa sarebbe stata intagliata dagli angeli i uno smeraldo staccatosi dalla fronte di Lucifero al momento della sua caduta.
Tale smeraldo richiama in modo sorprendente l'urna, la perla frontale che nell'iconografia indù, occupa spesso il posto del terzo occhio di Shiva, rappresentando ciò che si può chiamare il senso dell'eternità.
E' detto anche che il Graal fu affidato ad Adamo nel Paradiso terrestre, ma che alla sua caduta, lo perse, dal momento che non potè portarlo con sè dall'Eden  quando fu cacciato; l'uomo cacciato dal suo centro originale, dalla propria colpa, si trova ormai rinchiuso nella sfera temporale, non poteva più raggiungere il punto unico da cui tutte le cose sono contemplate sotto l'aspetto dell'eternità.
Il Paradiso terrestre era il Centro del Mondo, dovunque associato e assimilato al Cuore divino; e non si può affermare che Adamo, finché fu nell'Eden, viveva realmente nel Cuore di Dio?
Quanto segue è più enigmatico: Seth ottenne di rientrare ne Paradiso terrestre e poté così recuperare il prezioso vaso; ora, Seth è una delle figure del Redentore, tanto più che il suo stesso nome esprime le idee di fondamento, di stabilità e annuncia in qualche modo la restaurazione dell'ordine primordiale distrutto dalla caduta dell'uomo.
Seth e quelli dopo di lui possedettero il Sacro Graal e potevano istituire da qualche parte sulla terra un centro spirituale che era come un'immagine del Paradiso perduto.
La leggenda non dice dov'è ne da chi il Graal fu conservato fino all'epoca di Cristo.
Questo mostra a sufficienza che il Graal, o ciò che viene così rappresentato, aveva già, anteriormente al cristianesimo, anzi in ogni tempo, un legame fra i più stretti con il Cuore divino e con l'Emmanuel, vogliamo dire con la manifestazione virtuale o reale a seconda delle epoche, ma sempre presente, del Verbo eterno nel seno dell'umanità terrestre.
Dopo la morte di Cristo , il Santo Graal fu, secondo la legenda, trasportato in Gran Bretagna da Giuseppe d'Arimatea  e da Nicodemo; comincia allora a svolgersi la storia dei Cavalieri della Tavola rotonda e delle loro imprese.
La Tavola rotonda era destinata a ricevere il Graal qualora uno dei Cavalieri fosse riuscito a conquistarlo e portarlo in Gran Bretagna.
La forma circolare della tavola è legata al ciclo zodiacale per la presenza attorno a essa di dodici personaggi principali, i dodici è la particolarità che si trova in tutti i centri spirituali che hanno in simbolo il Graal o Cuore divino (i 12 Apostoli ad esempio).
Aggiungiamo alla leggenda del Graal altri oggetti che sono la lancia ( nell'adattamento cristiano è la lancia del centurione) che è un simbolo equivalente della coppa nelle tradizioni antiche; presso i Greci si riteneva che la lancia di Achille guarisse le ferite che causava e la leggenda medievale attribuisce la stessa virtù alla lancia della Passione.
Nel mito di Adone (che significa il Signore) l'eroe viene colpito mortalmente dal grifo di un cinghiale (in sostituzione simbolica della lancia), il suo sangue spargendosi a terra fa nascere un fiore;
Esiste un ferro da ostie  del XII secolo, dove si vede il sangue delle piaghe del Crocifisso cadere in goccioline che si trasformano in rose, e la vetrata del XIII secolo della cattedrale d'Angers i cui il sangue divino che cola in ruscelli, sboccia anche qui sotto forma di rose.
In Oriente la coppa sacrificale contenente il Soma vedico (o lo Haoma mazdeo), questa sostanza è la bevanda dell'immortalità, l'Amrtà degli Indù, l'Ambrosia dei Greci, che conferiscono a coloro che l'accolgono con le disposizioni richieste, quel senso dell'eternità.
Anche il triangolo con la punta verso il basso è una specie di rappresentazione schematica della coppa sacrificale, e lo si trova in centri yantra o simboli geometrici dell'India.
La medesima figura è anche il simbolo del cuore o come si usa in tradizioni orientali la figura del 'triangolo del cuore', anche questo simbolo è legittimo e sia se si tratti del cuore umano che di quello divino.
Un altro simbolo frequente della coppa è quello floreale: il fiore evoca con la sua forma l'idea di un ricettacolo, e ricordiamo l'espressione 'calice di un fiore'.
Il loto in Oriente è un fiore simbolico per per eccellenza, mente in Occidente abbiamo l'equivalente ruolo rappresentato dalla rosa.
La rosa sembra raccogliere il sangue dalla lancia nelle rappresentazioni sacre piuttosto che provenire dalla trasformazioni delle gocce, ma potremmo unire i due significati in tal modo; le gocce che vengono raccolte nella rosa la vivificano e la fanno sbocciare.
E' la rugiada celeste, simbolo di Redenzione o rigenerazione e resurrezione.
Il simbolo ermetico della Rosa-Croce fu dapprima un'emblema specificatamente cristiano e infatti la rosa occupa il centro della Croce cioè il  Sacro Cuore di Gesù.
Al di fuori della rappresentazione delle cinque piaghe del Crocefisso rappresentate con altrettante rose, ma la rosa centrale quando è sola può benissimo essere il simbolo del Cuore, quindi con il vaso che contiene il sangue, quindi con il centro che contiene la vita ma anche il centro dell'essere intero.
La falce lunare è un'altro simbolo della coppa.
Dappertutto il cuore è considerato come il centro dell'essere, dappertutto la coppa sacrificale rappresenta il Centro o il Cuore del Mondo la dimora dell'immortalità:
Il Centro del Mondo si identifica effettivamente con il Cuore di Cristo, con Cristo si intende il Verbo manifesto nel punto centrale dell'universo, il Verbo eterno e la sua manifestazione storica, terrestre ed umana sarebbero realmente e sostanzialmente un solo e medesimo Cristo sotto due aspetti diversi.
Tocchiamo qui  i rapporti dell'intemporale con il temporale, cose che solo il simbolismo consente di esprimere nella misura in cui sono esprimibili.
Fonte "Simboli della scienza sacra" di Renè Guènon

Vorrei aggiungere una mia considerazione:
Tutti i simboli incontrati in questa lettura sono anche tutte simbologie di genere femminile, la coppa rappresenta anche l'utero della donna che contiene il sangue del rinnovo della vita ( la vita e la morte insieme), mi viene da pensare che l'interpretazione giusta del Cuore Sacro è da collegarsi all'Anima del Mondo, questo testo (sarò blasfema ma non posso rinnegare altri concetti) mi fa pensare che la chiave di lettura sia prettamente maschile e celi un segreto irrivelato che avrebbe sconvolto tutte le credenze del tempo, e cioè che nel Dio monoteista e maschile occidentale vi sia il fulcro segreto di un'Anima che avrebbe di conseguenza anche una parte femminile, come nelle religioni orientali in cui la monade sta alla base.
La parte femminile della nostra credenza (la parte Yin della Monade) è stata esternalizzata , rendendola umana e madre terrena.
Ecco che ritroviamo la rosa (associata al vaso, quindi al calice) che associamo alla Vergine Maria che dal suo Ventre (utero) crea la vita sacra del Figlio di Dio.






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