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mercoledì 26 aprile 2017

L'inconscio collettivo e il mare...

Mare in tempesta di Marika Panicello
Riconoscere in quale straordinaria misura gli uomini differiscano tra di loro è stata una delle maggiori esperienze della mia vita.
L'uguaglianza collettiva sarebbe semplicemente una gigantesca illusione... tale uguaglianza continua anche ora a persistere come inconscio collettivo: simile al mare su cui la coscienza dell'Io galleggia come una nave.
Come il mare, insinuandosi fra i continenti, li lambisce e circonda quali isole, così l'incoscienza originaria avvolge la nostra coscienza singola.
Nella catastrofe della malattia mentale questo mare si rovescia con la tempestosa violenza sull'isola appena formatasi e torna ad inghiottirla.
Nei disturbi nervosi gli argini vengono infranti e fertili zone di terreno restano devastate dalle inondazioni.
I nevrotici sono come gli abitanti delle coste, più vicini al pericolo del mare.
I cosiddetti uomini normali abitano nell'interno del paese, su terreni alti e asciutti, presso laghi e fiumiciattoli innocui: nessuna marea può raggiungerli e il mare è tanto lontano che si può anche negarne l'esistenza.
Ci si può infatti identificare col proprio Io in tal modo che scompaia tutto ciò che unisce l'umanità e allora un uomo si erge contro l'altro.
Ciò può bene accadere, dato che nessuno vuole esattamente ciò che vuole l'altro; e d'altra parte per l'egoismo primitivo vale il principio che deve sempre cedere l'altro, mai l'"Io".
La coscienza individuale è circondata dal mare minaccioso dell'inconscio e solo apparentemente si trova al sicuro; in realtà essa è cosa ben fragile, posta su basi oscillanti; può bastare una forte emozione per turbarne profondamente l'equilibrio.
Tali perturbamenti dovuti a stati emotivi, possono essere non soltanto acuti ma anche cronici e provocare alterazioni stabili della coscienza.
In seguito a scosse psichiche intere zone del nostro essere possono sprofondare nuovamente nell'inconscio e scomparire per anni e decenni dalla scena della coscienza.
Si chiamano scissione della personalità o dissociazione.
Nei conflitti psichici si manifestano appunto queste fenditure che minacciano di distruggere la sconnessa struttura della coscienza.
Anche chi abita la parte più interna del paese, il mondo dei normali, e ha dimenticato il mare, non vive sopra un territorio sicuro, ma su una zolla fragile, dove da un momento all'altro, sorgendo attraverso le fenditure dei continenti, il mare può irrompere.
Anche l'uomo normale è inerme di fronte al demone della passione; anch'egli  può essere posseduto da una passione amorosa, da un vizio, dallo spirito di parte che scavano una fossa fra lui e il prossimo e producono una dolorosa scissione della sua stessa anima.
Tratto da "Realtà dell'anima" di C.G. Jung

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