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giovedì 23 marzo 2017

L'archetipo del Puer


Questo singolo archetipo tende a fondere insieme l'Eroe, il Fanciullo divino, le figure di Eros, il Figlio del Re, il Figlio della Grande Madre,  lo Psicopompo, Ermes-Mercurio, il Briccone e  il Messia.
Il concetto di Puer Aeternus si riferisce a quella dominante archetipica che personifica le potenze spirituali trascendenti dell'inconscio collettivo o è con esse in una relazione speciale.
Le figure puer possono essere viste come manifestazioni dell'aspetto spirituale del Sé e gli impulsi puer come messaggi dello spirito o come chiamate dello spirito.
Gli impulsi  puer saranno contaminati dalla coloritura personalistica del "figlio di mamma o di papà"
Il lato personale e familiare a turbare il necessario rapporto con lo spirito.
Allora la vocazione alla trascendenza è vissuta all'interno del complesso familiare, è distorta in "funzione trascendente" del problema familiare,  come tentativo di redimere i genitori o di essere il loro Messia.
La vera chiamata non riesce a farsi udire o può farlo solo per mezzo di stimoli tecnici per esempio la droga.
Ma il complesso parentale non è il solo responsabile della mutilazione, paralisi o castrazione delle figure del Puer archetipico.
Per forza il Puer è debole sulla terra, perché il Puer non appartiene alla terra.
La sua direzione è verticale; gli inizi delle cose sono lampi di genio: ci piovono dall'alto come doni.... o spuntano dal suolo come fiori.
Ma all'inizio c'è difficoltà; il Fanciullo è in pericolo e rinuncia facilmente.
Il mondo orizzontale, il continuum spazio-tempo che noi chiamiamo "realta" non è il suo mondo.
La morte non ha importanza perché il Puer dà l'impressione di poter venire un'altra volta, di poter ricominciare.
Il Puer proprio non sopporta la tortuosità, il tempo e la pazienza.
Quando deve riposare o ritirarsi dal centro dell'azione sembra "fissato" in uno stato atemporale, ignaro del passare degli anni, non in sintonia con il tempo.
Il Puer non è destinato a camminare ma a volare.
Le figure puer hanno spesso un rapporto particolare con la Grande Madre,  la quale è innamorata di loro in quanto portatori dello spirito; l'incesto con queste figure ispira lei a eccessi estetici e alla distruzione.
La Grande Madre alimenta il loro fuoco con il desiderio animale e rinfocola la loro fiamma con promesse di successo e di conquista sul mondo orizzontale, il mondo della materia a lei.
L'impulso del Puer è rinforzato da questo invischiamento con l'archetipo della Grande Madre che conduce a esagerazioni spirituali.
Lo spirito eterno è autosufficiente e contiene tutte le possibilità.
Questa autoperfezione, questa aura di onniscenza e di non aver bisogno di nulla sono il vero sfondo della autosufficienza ed dell'isolamento caratteristici di tutti i complessi, rispecchiati negli atteggiamenti narcisistici dell'Io, quella qualità angelica, ermafroditica, dove maschile e femminile sono congiunti perfettamente che non occorre altro.
Perciò non vi è alcun bisogno di rapporti o di una donna, a meno che essa non sia una puella magica o una figura materna che possa rispecchiare ammirando, senza turbare quell'esclusiva e ermafroditica unione con la propria essenza archetipica.
Tratto da "Puer Aeternus" di James Hillman

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