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martedì 7 febbraio 2017

Il significato archetipico del tradimento


Il tradimento come costante possibilità con la quale convivere, appartiene alla fiducia esattamente come il dubbio appartiene alla fede vivente.
Perché i rapporti evolvano,  la fiducia originale deve essere spezzata; non solo, dovremmo aspettarci che essa non sarà superata per il semplice fatto di crescere.
Si verificherà una crisi, una rottura caratterizzata dal tradimento il quale è la condizione sine qua non per la cacciata dall'Eden e l'ingresso nel mondo "reale", il mondo della coscienza e della responsabilità umane.
Se possiamo fare dono di noi stessi con la certezza che ne usciremo intatti, magari addirittura arricchiti, allora dov'è il dono?
La fiducia originale permette al Puer di volare alto quando vuole. Padre e figlio sono una cosa sola.
E tutte le virtù maschili come la competenza, il calcolo del rischio, il coraggio, non contano niente: Dio o il Papà saranno pronti ad afferrarti (se cadrai).
Arriva la volta in cui, a dispetto della promessa, si mette di mezzo la vita, succede l'incidente e si cade lunghi e distesi.
La rottura della promessa è un'irruzione della vita nel mondo sicuro del logos, dove si può contare sull' ordine di tutte le cose e il passato si fa garante del futuro.
Nello stesso tempo, la rottura della promessa ovvero della fiducia è una breccia verso un altro livello di coscienza.
Il padre ha risvegliato la coscienza, ha cacciato il ragazzo fuori dal giardino, brutalmente, dolorosamente.
Ha iniziato il figlio.
L'iniziazione a una nuova coscienza della realtà passa attraverso il tradimento, attraverso il venir meno del padre e la rottura della promessa da parte sua.
Il padre lascia che il lui e attraverso di lui si manifesti il lato oscuro.
....una dimostrazione nella propria persona della possibilità di tradimento insita perfino nella fiducia più intima.
Disvela la propria capacità di  tradimento, si pone nella sua nuda umanità rivelando una verità sulla condizione di essere umano.
Il tradimento è il male più grande di tutti, in quanto è un "male che fa del male a sé stesso".
Quando le esperienze posseggono una siffatta intensità, presupponiamo uno sfondo archetipico.... ci aspettiamo di trovare un mito, un modello di comportamento fondamentale mediante il quale l'esperienza può essere amplificata.
Il tradimento di Gesù Cristo può rappresentare tale sfondo archetipico.
La fiducia originale è riposta nella potenza paterna, il grido di aiuto di Cristo non è rivolto alla madre, perché l'esperienza del tradimento fa parte di un mistero maschile.
Via via che si dispiega e diventa più intenso il dramma del tradimento, il femminile viene sempre più alla ribalta.
La ferita nel costato al momento della morte di Cristo come quando Eva è tratta dal fianco di Adamo. E la scoperta di Cristo risorto, vestito di bianco,  da parte di donne.
Si direbbe che il messaggio d'amore, la missione di Gesù in favore di Eros, acquisti forza definitiva solo attraverso il tradimento e la crocifissione.
È nel momento in cui Dio lo abbandona, infatti, che Gesù diventa pienamente umano, patisce la tragedia dell'umanità, con il fianco trafitto e ferito dal quale sgorgano sangue e acqua, la sorgente ora liberata della vita, del sentimento, dell'emotività.
La qualità di puer, la posizione di sicurezza immune da paure del predicatore miracoloso è svanita.
Quando si spezza la fiducia originale, il Dio puer muore e nasce l'uomo.
E l'uomo può nascere soltanto quando nasce il femminile che è in lui.
Dopo la nascita di Eva dal fianco di Adamo dormiente,  diventa possibile il male; dopo che il fianco di Gesù tradito e morente è stato trafitto,  diventa possibile l'amore.
Tratto da "Puer Aeternus" di James Hillman

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