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martedì 14 febbraio 2017

I quattro reggitori interni delle azioni: la matematica e la magia


"L'animo, quanto più è potente nei confronti del corpo, tanto più possiede distrazioni potenti, sì da non essere ostacolato nelle proprie naturali inclinazioni e azioni dai vortici degli impulsi della materia che è causa di turbamento.
Conosci dunque, conosci quelle piccole distrazioni e considera in che modo bisogna lottare contro una cieca caligine, che è necessario respingere fuori dalla porta"

La matematica contribuisce all'opera dell'animo; giacché ciò che è visibile è immagine di ciò che è invisibile.
Infatti come in uno specchio le cose che sono nel mondo intellegibile divengono tangibili nel mondo sensibile.
Qui si muovono, si differenziano: lì invece sono immobili in un ordine perpetuo e immutabile.
La matematica insegnandoci ad astrarre dalla materia, dal movimento e dal tempo, ci rende intellettivi e contemplativi delle specie intellegibili.
Perciò Pitagora, Platone e tutti quelli che di impegnarono a farci capire argomenti profondi e difficili, non usarono mai altri mezzi.
A noi è concesso di giungere dalle immagini e dalle ombre dei corpi - che sono oscuri elementi sensibili - , tramite gli elementi matematici - che Platone considera oscuri intellegibili - alle idee, che lo stesso considera chiari intellegibili, così come anche la loro chiarezza si imprime nella nostra ragione tramite gli strumenti della matematica.
La magia con l'intermediario della matematica condivide la stessa equidistanza dalla fisica e dalla metafisica.
Ve ne sono due tipi: la prima che, sia tramite la credulità e la forza della fede, mortifica il senso, tramite il quale la sua essenza viene assorbita profondamente attraverso un qualche elemento esterno, sì che la natura migliore si trasforma nell'immagine di qualcosa di peggiore (questo avviene presso i maghi disonesti che spingono l'uomo verso un certo spirito emblema...)
Il secondo tipo di magia invece è quella che, tramite una fede sorvegliata è tanto lontana dal servirsi del turbamento del senso che lo sostiene invece quando zoppica, lo corregge quando erra, lo irrobustisce e lo acuisce quando è debole e ottuso
Quando questa magia riconosce, per virtù del gran demone (che è l'amore), che l'anima è unita al corpo tramite lo spirito e che lo spirito tramite l'anima acquisisce una potenza più autonoma e divina e che tutte le cose del mondo sono legate e concatenate tra loro tramite un numero maggiore o minore di intermediari, e che quando non si nasconde l'anima è duplice - cioè superiore e più intellettiva, che riproduce in se stessa il bello e inferiore, che lo riproduce altrove- .
La magia naturale ha in comune con quella superstiziosa e con quella divina questo principio:  tutte le cose, per un certo stimolo interno, a seconda delle loro forze fuggono il male e perseguono il bene, e alcune si muovono da sé, altre mosse da qualcos'altro,  altre da un principio interno, che è sempre bisognoso o proprio di chi ha bisogno, altre poi da uno spirito esterno, altre ancora si muovono per natura, altre con violenza, altre senza far resistenza.

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