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martedì 31 gennaio 2017

Eva; la natura ambivalente dell'essere


Avere desideri sessuali, ingannare, sedurre, tentare, imbrogliare, incolpare, confondere, nascondere, fuggire, rubare, mentire, rovinare il creato con le nostre mani (la attribuiamo al) la nostra natura femminile, perpetrare tradimenti attraverso la nostra mancina inconscietà data dal carattere proditorio di Anima, che è la fonte del male nell'Eden e dell'ambivalenza di ogni Adamo da allora in poi.
Noi vogliamo la sicurezza del logos, dove la parola è Verità e non può essere fatta vacillare.
La nostalgia dell'unità con il vecchio Sé saggio,  dove io e il Padre siamo una cosa sola, senza l'interferenza di Anima è tipica del Puer Aeternus, colui che sta dietro a tutti gli atteggiamenti adolescenziali.
Il puer non vuole mai essere cacciato dall'Eden, perché là conosce il nome di tutte le creature, perché là i frutti crescono sugli alberi e basta allungare la mano e coglierli, la fatica non esiste....
Questa sensazione di esser perfettamente compresi, confermati, riconosciuti, benedetti per quello che siamo si riproduce in tutte le situazioni di fiducia originale e allora pensiamo:  soltanto il mio migliore amico, soltanto mia moglie... mi capisce davvero fino in fondo.
Il fatto che questo non succeda... è vissuto come un atroce tradimento.
Per Dio stesso fu necessario creare
Eva, evocarla, farla uscire dall'uomo e questo portò alla rottura della fiducia originale mediante il tradimento.
Fu la fine dell'Eden; l'inizio della vita.
Dio e il creato non erano sufficienti per Adamo; era necessaria Eva, il che significa che il tradimento è necessario.
Sembrerebbe che l'unica via di uscita da quel Giardino passasse per il tradimento e l'espulsione..
Si arriva così a una verità fondamentale riguardo sia la fiducia sia il tradimento: l'una confine l'altro e viceversa.
Non si da fiducia senza la possibilità del tradimento.
Siamo traditi proprio nei rapporti più intimi, quelli in cui è possibile la fiducia originale.
Possiamo essere traditi davvero soltanto là dove ci fidiamo davvero.....
La fiducia ha dentro il seme del tradimento; il serpente era presente nel Giardino fin dall'inizio, così come Eva esisteva dall'inizio, preformata nella struttura intorno al cuore di Adamo.
La fiducia e la possibilità di tradimento fanno la loro comparsa nel mondo nel medesimo istante
Tratto da "Puer Aeternus" di James Hillman

giovedì 26 gennaio 2017

Le molteplici contraddizioni


- Tutti quelli che si sono ritirati nella solitudine di un eremo sono stati inventori nelle arti, nelle scienze,  nelle virtù e nei costumi, maestri, guide e pastori di popoli.
Pitagora che per 10 anni non frequentò uomini, divenne grande e veritiero contemplatore della natura delle cose.
Dopo una solitudine di 20 anni Zoroastro progredì in ogni magia e divinazione...
Dopo la solitudine dell'Oreb Mosè riuscì a superare in meraviglie i maghi del suo faraone.
Si dice che Gesù di Nazareth non abbia cominciato a dire e operare cose miracolose prima di aver sostenuto il conflitto con il diavolo nel deserto.
Paracelso, che si gloria più del titolo di eremita che di quello di dottore e maestro, fu una guida e un'autorità innovatrice..
- Le cose allontanate il più possibile da alcuni fanatici dell religione, che si sono impadroniti dello sguardo dell'intelligenza,  vengono rese chiare al senso  che non erra,  tramite quella forza d'animo che non è costretta dai confini del corpo.
- L'animo è soggetto a divini sogni, visioni e rivelazioni; per colui che ne coglie il vero significato nulla è difficile.
- Si ritiene che l'animo prevalga e domini anche sui corpi a tal punto che non senza motivo si dice che possiamo comandare  anche ai monti.
Certamente questo si verifica effettivamente e al massimo grado quando  si rileva una certa rispondenza tra il principio attivo e quello passivo.
- Vale la pena di considerare come possa accadere per un miracolo che un sordo  dalla nascita e conseguentemente muto, sia in grado di parlare correttamente per ispirazione propria, non per una esterna, infusa tramite un'arte magica.
Chiunque può compiere un atto sul modello  di cose che non ha in attitudine.
Sulla base di questo principio non assimilato abbastanza chiaramente i Platonici asseriscono che le forme delle cose sono per natura insite nell'animo.
- Da un improvviso timore che contrae o sospinge lo spirito sino alla rocca del cuore e alle altre parti interne, avviene che i malati guariscono dalla maggior parte delle malattie, così come crediamo che le malattie che sorgono per una certa causa possano venir curate dal principio contrario.
Certe cose solo al guardarle suscitano nausea, stupore, dolcezza, tremore e simili altre emozioni: se ci accorgiamo che un altro sta male, noi stessi accusiamo dolore nel medesimo punto; se vediamo spargersi il sangue altrui, ci sentiamo mancare.
- Mentre i sensi esterni riposano durante il sonno  dagli atti che loro competono, sperimentiamo che i sensi interni, come se fossero più vitali,  percepiscono più vivacemente le specie che loro competono.
E quanti meno sono i sensi in colui che per natura di dice esserne partecipe, tanto più risultano essere potenti.
L'animo più lodevole e davvero proprio dei filosofi è quello per cui Anacrasso, impassibile nel sopportare le frustate, affliggeva il tiranno Nicreonte più di quanto egli stesso fosse torturato.
Non è forse vero che un più deciso piacere, timore, speranza, fede, sdegno e disprezzo della realtà allontanano dal sentimento presente? E allora si verifica la realizzazione della perfetta filosofia, qualora qualcuno per la profondità della speculazione si separi dalle passioni del corpo tanto da non provare affatto dolore.
Colui che è giunto a un punito tale da non provare dolore c'è maggior virtù che in un altro che lo sente e resiste.
Non soffre l'angoscia della morte colui che viene più coinvolto da un altro aspetto della cosa.
Colui che ha paura di fatti corporei non è  mai stato congiunto a fatti divini; infatti chi è davvero saggio e virtuoso, dal momento che non prova dolore, è felice allo stadio massimo.
- Hai la possibilità di renderti conto in quanti modi, saggiamente, inutilmente e pericolosamente, tu possa contrarre lo spirito, richiamare le forze, rivolger l'animo alla speculazione, alla comprensione di ciò che vien speculato e alla conservazione di ciò che è stato compreso e parimenti tu possa comportarti attivamente in campi affini tramite ciò che è affine, in campi proporzionali tramite ciò che è proporzionale,  in campi diversi tramite criteri analogici e infine in campi contrari tramite ciò che è opposto.
Da ciò nasce quella considerazione che conduce all'intelligenza, al giudizio e alla moderazione  delle passioni.
Tratto da "Il sigillo dei sigilli" di Giordano Bruno

martedì 24 gennaio 2017

La "Fiducia originale"



Fiducia e tradimento non costituivano un problema per Adamo, quando passeggiava in compagnia di Dio al crepuscolo.
L'immagine del giardino come inizio della condizione umana esemplifica quella che si potrebbe chiamare "fiducia originale", o la "fede animale".
La credenza basilare -nonostante la preoccupazione, la paura, il dubbio- che la terra sotto i piedi è solida e reggerà anche il nostro prossimo passo, che il sole sorgerà anche domani e il cielo non ci  crollerà sulla testa e che il mondo è stato creato da Dio per l'uomo.
Questa situazione di fiducia originale, espressa nell'immagine archetipica dell'Eden, si riproduce nella vita individuale di ciascun bambino e genitore.
Come nel principio Adamo si fida di Dio, così il ragazzino nel principio si fida di suo padre.
Per entrambi Dio e Papà incarnano l'imago paterna: affidabile, salda, stabile, giusta...
L' immagine paterna può anche essere espressa con il concetto di Logos, l'immutabile  potenza e sacralità della parola maschile.
Ma non siamo più dell'Eden.
Eva ha posto fine a quella nuda dignità.
Benché non si sia più in quel Giardino, ci possiamo ritornare attraverso l'esperienza dei rapporti di intimità, per esempio l'amore, l'amicizia.... nei quali viene ricostruita una situazione di fiducia originale.
Tale situazione è stata denominata témenos, recinto sacro..simbiosi madre-figlio... è il luogo dove si ritrova la sicurezza dell'Eden.
È una sicurezza maschile, data dal  logos attraverso la  promessa, il patto, la parola.
Non è una fiducia fatta di seni, latte, e calore della pelle; è simile a quella ma anche diversa; ....non è sempre obbligatorio andare dalla mamma per trovare i nostri modelli delle strutture fondamentali della vita umana.
In questa sicurezza fondata non sulla carne ma sulla parola, è stata ricostruita la fiducia originale.... Adamo è il primo uomo che tutti ci portiamo dentro.
Il bisogno di sicurezza come zona protetta in cui poter mettere a nudo il nostro mondo originario, in cui poterci esporre all'altro senza rimanere distrutti.
Il bisogno di sicurezza può riflettere il bisogno di cure materne, ma nel contesto paterno all'interno del quale ci stiamo muovendo esso è bisogno di intimità con Dio, come sapeva Adamo.
Ciò a cui aneliamo è una situazione in cui essere protetti dalla nostra stessa tendenza al tradimento, dalla nostra ambivalenza, dalla nostra stessa Eva.
Il mondo originale non solo è il mondo prima del male, è il mondo prima di Eva.
L'essere una cosa sola con Dio nella fiducia originale ci protegge dalla nostra stessa ambivalenza.
Tratto da "Puer Aeternus" di James Hillman

giovedì 19 gennaio 2017

Essenza, potenza e atto


Sopra l'atto razionale vien collocato l'atto intellettivo... come sopra l'anima corporea v'è l'anima pura e semplice, così anche al di sopra dell'intelligenza animale v'è l'intelligenza pura e semplice.
Una sola luce illumina tutto, un solo spirito vitale vivifica tutto discernendo secondo gradi stabiliti dalle cose più alte alle più basse e risalendo dalla più basse alle più alte e come accade nell'universo, così succede anche nei simulacri dell'universo.
E per chi sale più in alto non solo sarà manifesta la sola vita fra tutte, la sola luce fra tutte, la sola bontà e il fatto che tutti i sensi sono un unico senso, tutte le cognizioni una sola cognizione, ma anche il fatto che tutte le cose infinite sono un'unica essenza, un'unica potenza e un unico atto.
Essenza, potenza e atto; essere potere e agire; ente, possente e agente sono un'unica cosa sola; cosicché tutto è una cosa sola.
Il cominciare e l'esser cominciato, il fare e l'esser fatto, il superiore e l'inferiore non sono ente, ma appartengono all'ente, non sono ciò che è uno, ma ciò che appartiene, si origina o discende dall'uno.
Chi non dispone, non cerca, non comprende e non realizza l'unità, non dispone, non cerca, non comprende e non realizza niente; chi non  consegue dai molteplici sensi e dai molteplici livelli di conoscenza un solo e unico senso e un'unica cognizione, non possiede nessun senso, nessuna cognizione; che infine non conosce la cognizione stessa e non opera tramite essa, non conosce niente e niente opera.
Secondo i gradi di partecipazione all'unità alcuni conoscono e agiscono partecipando di essa.
Tratto da " Il sigillo dei sigilli " di Giordano Bruno

martedì 17 gennaio 2017

I due principi fisici della città del Sole


Tengono due principi fisici: il sole padre e la terra madre; e l'aere essere cielo impuro e 'l fuoco venir dal sole e 'l mar essere sudore della terra liquefatta dal sole e unir l'aere con la terra, come il sangue lo spirito col corpo umano; e 'l mondo essere animal grande e noi star intra lui, come i vermi nel nostro corpo; e però noi appartenemo alla providenza di Dio, e non del mondo e delle stelle, perché rispetto a loro siamo casuali; ma rispetto a Dio, di cui essi sono stromenti, siamo antevisti (prescienza) e provisti (alla provvidenza divina); però a Dio solo avemo l'obligo di signore, di padre e di tutto.
Tengono per cosa certa l'immortalità dell'anima e che s'accompagni, morendo, con spiriti buoni o rei, secondo il merito.
Ma li luoghi delle pene e premi non l'han per tanto certi....
Adorano Dio in Trinitate dicendo ch'è somma Possanza, da cui procede somma Sapienza e d'essi entrambi, sommo Amore.... tutte cose compongono di possanza, sapienza ed amore...
La natura... pecca nel far i mostri per impotenza o ignoranza.
Ma tutte queste cose son intese da Dio potentissimo, sapientissimo ed ottimo, onde in lui nullo ente pecca e fuor di lui sì;  ma non si va fuor di lui, se non per noi, non per lui, perché in noi la deficienza è, in lui l'efficienza.
Tratto da "La città del Sole" di Tommaso Campanella

giovedì 12 gennaio 2017

La capacità immaginativa e la ragione

In noi vi sono due tipi di capacità immaginativa: troviamo la prima raziocinante nell'anima, padrona del ragionamento e del giudizio, in un certo modo simile alla ragione;
La seconda invece nell'anima, o principio vitale, mancante di ragione e da quest'ultima  impressa in noi; questo genere di immaginazione non fa tanto uso della ragione e del ragionamento, quanto piuttosto è trasportata da un certo istinto intorno alle passioni corporee, e in quanto senso comune a tutti è alla base degli altri sensi.
Come nessun colore è percettibile senza luce, benché l'uno si manifesti di più, l'altro invece di meno, così niente in alcun modo giunge a conoscenza senza la partecipazione dell'intelletto.
Questa partecipazione discende in tutte le cose come per una progressione analogica, mentre il senso ascende, e di qui anche l'immaginazione, mentre la ragione di lì discende e pavimenti ascende, cosicché la stessa virtù e lo stesso  principio della conoscenza ricevono diverse denominazioni dalle diverse funzioni e dai differenti mezzi.
Se nel senso v'è partecipazione dell'intelletto, il senso sarà egli stesso intelletto.
Infatti questa trasfusione di virtù da una potenza all'altra non appartiene alla materia ma alla forma.
Il senso in sé sente solamente, nell'immaginazione percepisce anche il sentire;
anche il senso, che è già in un certo modo immaginazione, in sé immagina, nella ragione percepisce di immaginare;
il senso, che è già ragione, in sé argomenta, nell'intelletto si accorge di argomentare;
il senso, che è già intelletto, in sé comprende, ma nella divina mente contempla la sua intelligenza;
la mente divina del resto nella sua viva essenza possiede e ritrova ogni cosa e illumina l'intelletto fino al profondo della materia.
Questa è la luce che risplende nelle tenebre più dense, cioè nel profondo della materia, ed è troppo potente per poter essere catturata e superata dalle tenebre.
La ragione è lo stesso intelletto... differisce certamente il pratico dal teorico, ora è contemplativo ora attivo e se si ammette una medesima essenza,  si ammette una medesima potenza dell'essenza, che in base alla diversità della materia ,degli organi e degli atti è spinta ad atti diversi.
Non è solo una sola medesima luce a rivelarsi in grado di esprimere qualità contrarie e diverse?
È certamente la medesima potenza della natura per cui parte della terra resta ferma al suo posto o si muove per le leggi naturali e per la quale ciò che ha un posto destinato si posa e si sposta, anche se v'è una differenza di specie tra l'uno e l'altro movimento.
La ragione si comporta in tre modi in base alla varietà dei soggetti.
Tratto da "Il sigillo dei sigilli" di Giordano Bruno

martedì 10 gennaio 2017

Gli insegnamenti delle mura della città del Sole

Nelle mura del tempio esteriori....vi sta ogni stella ordinatamente con tre versi per una.
Nel dentro del primo girone tutte le figure matematiche.... con la loro posizione significante.
Nel di fuore vi è la carta della terra tutta, e poi le tavole d'ogni provinzia con li riti e costumi e leggi loro, e con l'alfabeti ordinari sopra il loro alfabeto.
Nel dentro del secondo girone vi son tutte le pietre preziose e non preziose, e minerali, e metalli veri e pinti, con le dichiarazioni di due versi per uno.
Nel di fuore vi son tutte sorti di laghi, mari e fiumi, vini ed ogli ed altri liquori e loro virtù ed origini e qualità; e ci son le caraffe piene di diversi liquori di cento e trecento anni, con li quali sanano tutte l'infirmità quasi.
Nel dentro del terzo vi son le sorti di erbe ed arbori (alberi) del mondo pinte, e pur in teste di terra (vasi di terracotta) sopra il rivellino e le dichiarazioni dove prima si ritrovano, le virtù loro, e le simiglianze c'hanno con le stelle e con li metalli e con le membra umane e l'uso loro in medicina.
Nel di fuora tutte maniere di pesci di fiumi, laghi e mari, e le virtù loro, e 'l modo di vivere, di generarsi e allevarsi e a che servono; e le simiglianze che c'hanno con le cose celesti e terrestri e dell'arte e della natura....
Nel quarto, dentro vi son tutte le sorti di augelli pinti e lor qualità, grandezze e costumi e la fenice e verissima appresso a loro.
Nel fuora stanno tutte sorti di animali rettili, serpi, draghi, vermini, e l'insetti.... con le loro condizioni, veneni e virtuti..
Nel quinto, dentro vi son l'animali perfetti terrestri di tante sorti che è stupore.
Non sappiamo noi la millesima parte....
Nel sesto, dentro vi sono tutte le l'arti meccaniche e l'inventori loro, e li diversi modi, come s'usano in diverse regioni del mondo.
Nel di fuori vi son tutti l'inventori delle leggi e le scienze e dell'armi.
Trovai Moisè, Osiri, Giove, Mercurio, Macometto ed altri assai; e in luoco assai onorato era Gesù Cristo e li dodici Apostoli, che ne tengono gran conto, Cesare, Alessandro, Pirro e tutti li Romani; onde io ammirato come sapeano quelle istorie, mi mostraro che essi teneano di tutte nazioni lingua e che mandavano apposta per il mondo ambasciatori e s'informavano del bene e del male di tutti....
Tratto da "La città del Sole" di Tommaso Campanella

giovedì 5 gennaio 2017

Dai sensi all'intelletto, alle immagini dei corpi


Dobbiamo salire senza errare dal senso, che è intorno al corpo, alla fantasia, che sta intorno alle immagini dei corpi e da questa all'immaginazione, che sta intorno all'attenzione per le immagini e di lì all'intelletto che medita intorno alla natura comune dei singoli oggetti di attenzione.
Tra queste facoltà il senso occupa il livello più basso di tale progresso conoscitivo, poiché sussiste soltanto in relazione ad altri elementi, e perciò è paragonato a una linea retta, mentre l'intelletto è paragonato a un cerchio:  infatti è intento alla contemplazione di ciò che ha in sé e attorno a sé.
La rappresentazione ha una posizione intermedia e perciò la sua progressione  sarà paragonata a una linea obligua.
Non spetta al senso conoscere le cose esterne all'anima, ma piuttosto riferirle a chi le conosce; all'immaginazione invece spetta conoscere non solo quelle cose ma anche quelle che sono nell'anima, in quanto rappresentazioni dei sensi;  alla ragione inoltre spetta investigare se stessa, all'intelletto invece anche conoscere se stesso.
Noi possediamo perfettamente il senso, benché non lo usiamo perfettamente; siamo posseduti perfettissimamente dall'intelletto, che agisce in noi senza interruzione; sono intermedie le facoltà che globalmente sono definite dall'immaginazione, in relazione a quanto ci posseggono e sono possedute da noi.
Bisogna distinguere due specie di senso: l'inferiore - tramite il quale non si distingue la natura dell'oggetto né la sua qualità, ma viene soltanto percepita una certa impressione addotta dalle qualità corporee.
Ed il superiore, che coglie in profondità la natura e la qualità.
Vi è inoltre uns terza eccezione di senso Epicuro chiamava senso ogni conoscenza, Democrito ed Empedocle l'intelletto, i Pitagorici la mente e lo spirito vitale e credono che esso sia in tutte le cose secondo un determinato criterio.
Noi riteniamo che tutto ciò convenga s in unico principio.
La mente che muove la massa dell'universo è quella che dà forma al seme a partire dal centro,  lo cresce nella sua ipostasi secondo gradi tanto mirabili, li dota a tal punto di straordinari artifizi, delinea le caratteristiche e dà forma...
Tratto da "Il sigillo dei sigilli" di Giordano Bruno

martedì 3 gennaio 2017

Il Principe Sacerdote della città del Sole


È un Principe Sacerdote... che s'appella Sole e in lingua nostra si dice Metafisico: questo è capo di tutti in spirituale e temporale...
Ha tre Principi collaterali: Pon, Sin, Mor, che vuol dir: Potestà, Sapienza e Amore.
Il Potestà ha cura delle guerre e delle paci e dell'arte militare; è supremo nella guerra, ma non sopra il Sole; ha cuta dell'offiziali, guerrieri, soldati, munizioni, fortificazioni ed espugnazioni.
Il Sapienza ha cura di tutte le scienze e delli dottori e magistrati  dell'arti liberali e meccaniche e tiene sotto di sé tanti offiziali quante son le scienze:
ci è l'Astrologo, il Cosmografo, il Geometra, il Loico, il Rettorico, il Grammatico, il Medico, il Fisico, il Politico, il Morale; e tiene un libro solo, dove stan tutte le scienze, che fa leggere a tutto il popolo ad usanza di Pitagorici.
E questo ha fatto pingere in tutte le muraglie, su li rivellini, dentro e fuori, tutte le scienze.
Il Amore ha cura della generazione, con unir li maschi e le femmine in modo che faccin buona razza; e si riden di noi che attendemo alla razza de cani e cavalli e trascuramo la nostra.
Tien cura dell'educazione, delle medicine, spezierie, del seminare e raccogliere li frutti, delle biade, delle mense e d'ogni altra cosa pertinente al vitto e vestito e coito, ed ha molti maestri e maestre dedicate a queste arti.
Il Metafisico tratta questi negozi con loro, chè senza lui nulla si fa, ed ogni cosa la comunicano essi quattro, e dove il Metafisico inchina, son d'accordo.
Tratto da "La città del Sole" di Tommaso Campanella

lunedì 2 gennaio 2017

Analisi numerologica del 2017

2017 = 10 = 1
L'anima soffre perché è divisa tra materia e spirito, imparando a conciliare i due opposti si riuscirà a trovare l'equilibrio perfetto nell'Uno.
L'equilibrio è nel mezzo perché è lì che si incontrano le due opposizioni prima di estendersi nelle direzioni divergenti, nel principio tutto è in armonia ed è nel principio di tutto che dobbiamo dirigere il nostro sguardo.
Come luce e ombra insieme creano forme e sfumature, l'armonia degli opposti è in tutte le cose esistenti, la natura tutto questo già lo sa...la scissione degli opposti non è creativa ma solo l'armonizzazione di essi.
Come un volto e le sue due metà, come la vita che ha il bene e il male, ma in fondo l'uno senza l'altro non potrebbero creare l'armonia dell'Unione!
In fondo sono i momenti "No" che  insegnano ad apprezzare la bellezza della vita!
Ogni difficoltà ha in sé una componente positiva che è l'insegnamento... la crescita, la fortificazione.
Se vivessimo in un mondo senza ombra avremmo la vista accecata dalla sola luce...
Analisi archetipica dell'anno 2017:  ridotto in un unica cifra dà 10 o 1
Questo anno Uno ha il significato archetipico dell'Unione dei contrari della non dualità.
L'anno Uno è  l'anno del Guerriero, del Vincitore, del Re.
Il suo principio è  Maschile, principio attivo e positivo.
Esso rappresenta la causa prima, la sorgente di ciò che esiste.
Seme.
Nascita.
Iniziazione.
L'alfa.
Il numero Uno può essere diviso o moltiplicato per se stesso senza perdere la sua individualità.
Simbolicamente e per le religioni è Dio, il Signore, l'Uno supremo, la Monade la divinità.
Questo anno porterà potenzialmente individualità, indipendenza, motivazione, forza...
Un anno che favorirà individuazione, coscienza di sé, autoaffermazione.
Modalità: Azione
Elemento: Fuoco
Pianeta: Sole
Dopo l'anno 9, dell'Anima, nell'anno Uno si è chiamati ad assumere il controllo della propria vita forti e indipendenti. Questo anno ci esorta a diventare il maestro interiore di sé stessi.
Questo anno sarà la palestra per lo sviluppo individuale animico.
Nell'AniMo Antico

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