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martedì 8 novembre 2016

L'Omphalos: il Centro del Mondo


La montagna, naturalmente, raffigura il "Centro del Mondo" prima del Kali-Yuga, quando cioè esso esisteva apertamente e non era sotterraneo; essa corrisponde dunque a quella che si potrebbe chiamare la sua situazione normale,  al di fuori del periodo oscuro le cui condizioni particolari implicano una specie di rovesciamento dell'ordine stabilito.
I simboli della montagna e della caverna hanno entrambi la loro ragion d'essere e che vi è tra di essi una vera complementarità; la caverna si può considerare come la situazione all'interno della montagna stessa o immediatamente sotto di essa.
Vi sono anche altri simboli che, nelle tradizioni antiche, rappresentano il "Centro del Mondo"; uno è  quello del L'Omphalos che si trova anch'esso presso quasi tutti i popoli.
La parola greca "omphalos" significa ombelico, ma designa anche, in generale, tutto ciò che è al centro e in particolare il mozzo della ruota: in sancrito la parola "nfhbi" ha similmente queste diverse accezioni e lo stesso accade, nelle lingue celtiche e germaniche, per le parole derivate dalla medesima radice, che vi compare nelle forme "nab" e "nav".
D'altra parte in gallese, la parola "nav" o "naf" ha il significato di capo e si applica anche a Dio; l'idea qui espressa è dunque quella del Principio centrale.
La ruota è dappertutto il simbolo del Mondo che compie la sua rotazione intorno a un punto fisso, il quale simbolo, perciò, deve essere avvicinato a quello dello "swastika"; ma in quest'ultimo la circonferenza che rappresenta la manifestazione non è  tracciata, sicché il  centro stesso è designato direttamente: lo "swastika" non è una figura del Mondo ma piuttosto dell'azione del Principio rispetto al Mondo.
Il simbolo dell'Omphalos poteva essere posto in un luogo che fosse semplicemente il centro di una determinata regione, centro spirituale come immagine visibile del "Centro del Mondo".
Il più conosciuto è L'Omphalos del tempio di Delfi, il quale era davvero il centro spirituale della Grecia antica.
Proprio là si riuniva, due volte l'anno, il consiglio degli Anfizioni, composto dai rappresentanti di tutti i popoli ellenici,  che costituiva l'unico legame effettivo fra quei popoli, legame la cui forza risiedeva appunto nel suo carattere essenzialmente tradizionale.
L'Omphalos di solito era materialmente rappresentato da una pietra sacra che spesso viene chiamata "belito"; questa parola non è  altro che l'ebraico "Beith-El" , (casa di Dio), il nome che Giacobbe diede al luogo in cui il Signore gli si era manifestato in sogno.
Anche se il primo nome di quella città era Luz.
Si dice che poi "Beith-El", "casa di Dio", divenne "Beith-Lehem", "casa del pane" , la città in cui nacque Cristo.
La relazione simbolica che esistente tra la pietra  e il pane è degna di molta attenzione.
La pietra è l'abitacolo divino cioè la sede della Shekinah.
Tratto da " Il Re del Mondo" di Réne Guénon

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