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giovedì 10 novembre 2016

L'Omphalos dalla Cina all'Irlanda

L'Omphalos poteva essere rappresentato anche da una pietra conica come la pietra nera di Cibele, oppure ovoidale, che si riferirebbe direttamente a un altro simbolo molto importante, quello dell'Uovo del Mondo.
In Cina al centro di ogni regno o Stato feudale, si elevava un tempo una montagnola di forma quadrangolare, costituita dalla terra delle "cinque regioni": le quattro facce corrispondevano ai quattro punti cardinali e la cima al centro stesso.
Cosa singolare, queste "cinque regioni" le ritroveremo in Irlanda, dove similmente la "pietra eretta del capo" era innalzata al centro di ogni regno.
Fra i paesi celtici, l'Irlanda è quello che fornisce il maggior numero di dati relativi al L'Omphalos; un tempo, essa era divisa in cinque regni di cui uno portava il nome di Mide (rimasto nella forma anglicizzata Meath), che è l'antica parola celtica "medion", mezzo, identica al latino "medius".
Questo regno di Mide, originariamente formato da porzioni prelevate sui territori degli altri quattro, era divenuto l'appannaggio particolare del re supremo d'Irlanda, al quale gli altri re erano subordinati.
A Ushnagh, che rappresenta abbastanza esattamente il centro del paese, si ergeva una pietra gigantesca chiamata "ombelico della Terra", e designata come "pietra delle porzioni", perché indicava il luogo di convergenza,  all'interno del regno di Mide, delle linee di separazione dei quattro regni primitivi.
Vi si teneva annualmente, il primo maggio, un'assemblea generale in tutto simile alla riunione annuale dei Druidi nel "luogo consacrato centrale" (medio-lanon o medio-nemeton) della Gallia, nel paese dei Carnuti; e parimenti si impone l'accostamento con l'assemblea degli Anfizioni a Delfi.
La divisione dell'Irlanda in quattro regni più la regione centrale, residenza del capo supremo, si ricollega a tradizioni antichissime.
In effetti l'Irlanda, per tale ragione, fu detta l'isola dei quattro Signori, ma questa denominazione, come del resto quella di 'isola verde' (Erin), era attribuita, in tempi anteriori a un'altra terra molto più settentrionale, oggi sconosciuta, e forse scomparsa, "Ogigia" o piuttosto "Thule", che fu uno dei più importanti centri spirituali o addirittura il centro supremo, durante un certo periodo.
Il ricordo di quell'isola dei quattro Signori si trovaanche trova anche nella tradizione cinese,  il che fin ora non sembra esser mai stato notato; citiamo un testo taoista che ne fa fede: "L'imperatore Yao si diede molto da fare e pensò di aver regnato nel modo ideale. Dopo che ebbe visitato i quattro Signori, nella lontans isola di Kou-chee (abitata da uomini veri cioè reintegrati nello stato primordiale) riconobbe di aver guastato tutto.
L'ideale è l'indifferenza  (o piuttosto il distacco, nell'attività non agente) del super - uomo il quale lascia che la ruota cosmica giri.
I quattro Signori si identificano con i quattro "Mahfrfja"  o grandi re, i quali secondo la tradizione dell'India e del Tibet, presiedono ai quattro punti cardinali essi corrispondono al tempo stesso agli elementi: il Signore supremo, il quinto, che risiede al centro, sulla montagna sacra, rappresenta allora l'Etere (Akfsha), la "quint'essenza" (quinta essentia) degli ermetici, l'elemento primordiale da cui procedono gli altri quattro; tradizioni analoghe si ritrovano anche nell'America centrale.
Tratto da " Il Re del Mondo" di Réne Guénon

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