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martedì 29 novembre 2016

La Magia Naturale dei suoni


È ben certo che non è possibile esista un cuore così crudele, da non commuoversi nell'udire una melodia....e al contrario da non sentirsi infastidito da suoni aspri e discordanti.
Museo, il cantore di Ero e Leandro, afferma che la poesia è dolcissima all'uomo e Platone assicura che tutto ciò che vive è commosso ed eccitato dalla musica...
In guerra il rullare dei tamburi vale ad eccitare i timidi alla lotta.
Timoteo soleva infiammare tanto Alessandro con un suo canto frigio, che quest'ultimo non poteva non metter mano alle armi.
Altre volte invece, con altri canti, lo rendeva pigro e molle e lo costringeva a lasciare le armi poi convinti.
Plutarco narra in proposito che una volta Alessandro, nell'udire Antigenide sciogliere versi armoniosissimi sopra un ritmo di flauto assai musicale, s'eccitò talmente che impugnò le armi e le adoperò contro coloro che lo circondavano.
Cicerone dal canto suo narra che Pitagora seppe chetare con un cantico frigio i furori d'un giovanotto....che, tradito dalla sua bella, si apprestava a incendiarne la dimora.....
Si dice che Teofrasto combattesse con i suoni musicali i turbamenti dello spirito.
Agamennone, nel partire per Troia, dubitando della castità di Clitennestra, le lasciò un arpista che tanto la incitava alla continenza coi suoni melodiosi del suo strumento, che Egisto non poté godere di lei se prima non ebbe fatto morire il suonatore.
È noto che Orfeo rendeva docili sin le bestie più selvagge con i suoni tratti dalla sua lira.
Arion seppe rendersi tanto amici i delfini che, caduto una volta in mare, fu da essi raccolto e portato a riva.
I suoni molciscono anche i sensi informi dei fanciulli e valgono a chetarne il pianto e si dice che Crisippo abbia scritto versi adatti alle nutrici.
Strabone narra che gli elefanti sono attratti dal rullo dei tamburi e i cervi fermati dal suono di uno strumento musicale, lasciandosi persino  catturare mercé l'incanto d'una bella voce.
I cigni iperborei sono vinti dall'arpa e dal canto e gli uccelletti incappano nelle reti attratti dal suono del flauto.....
Cosa ancora più meravigliosa, in antico si usava alleviare le malattie mercé i suoni musicali e Terpender e Avion Methymneus hanno guarito così i lesbiani e gl'ionici da gravi infermità.
Il medico Asclepiade guariva i sordi col suono della tromba e reprimeva col canto le sedizioni popolari.
Il tebano Herminus ha guarito con la musica parecchie persone da gravi dolori articolari,  Talete di Candia ha scacciato la peste al suono dell'arpa e Herophilo aveva anch'esso costume di rendere più sopportabili agl'infermi i loro dolori mercé i suoni....
Tratto da "La Magia Naturale" di G.B. Della Porta

giovedì 24 novembre 2016

Occultismo e scienza


Da quando l'umanità ha superato lo stadio di un'animalità quasi pura ha preso coscienza del duplice mistero dell'Aldilà che la circonda e la attraversa, e del destino che l'avvolge e la sospinge, l'uomo è sedotto dalla curiosità di tale mistero.
Nascono allora insieme, da un lato, la speculazione occultista che cerca di entrare direttamente in  contatto con l'Aldilà, con le forze superiori, dall'altro la speculazione scientifica, che si propone di conoscere soltanto le forme e le leggi della manifestazione fisica di tali forze, senza curarsi di investigarne la natura.
Questi due rami della conoscenza sono chiamati dagli Ermetici nel loro linguaggio simbolico, il "lato destro" e il "lato sinistro" del sapere.
L'intelligenza umana è, in quanto pura, determista e, in quanto pratica o pragmatica, soggetta a libero arbitrio.
Nessuno, con la sola ragion pura, crede ad altro che alla vanità della volontà umana, all'azione inevitabile della Legge, alla costrizione ferrea del Destino.
Ma nessuno, con la sola ragion pratica, si serve delle intuizioni della ragion pura; se così fosse, ogni agire sarebbe impossibile.
Quello che succede con l'occultismo succede anche con la scienza.
La conoscenza scientifica è utile all'uomo soprattutto perché lo rende capace di dominare la natura e di assecondare i fini pratici della sua vita; ma del pari esiste in ogni uomo, più o meno sviluppato, quell'anelito astratto al conoscere che caratterizza, quando già perfezionato, i tipi mentali superiori dell'umanità: quelli che amano il sapere solo per il sapere, la virtù per la virtù, la bellezza solo per la bellezza.
Nell'uomo inferiore invece l'idea di sapere è sempre legata a quella di utilità, l'idea di virtù a quella di premio, l'idea di bellezza a quella di piacere.
Data l'indole per natura egoista degli uomini, il possesso di conoscenze e di poteri superiori non farebbe altro che indurre la maggior parte a estendere la sfera delle proprie ambizioni materiali per il solo fatto di disporre di più elementi per la loro realizzazione.
È questa ragione per la quale,  da quando esistono uomini, esistono società dedite al misticismo e all'occultismo e secondo gli occultisti la maggior parte degli uomini non possiede piene capacità per le conoscenze occulte e per il loro impiego  (se la possedessero avrebbero già raggiunto spontaneamente tale sapere) è pericoloso metterli al corrente di forze che possono conoscere solo in parte  e in grado ancora minore dominare e che possono ritorcersi contro chi più o meno esperto le utilizza.
"Non sono un neofita, ierofante di qualche rito, guardiano o custode di qualche rituale.
Sono uno studioso misurato di cose scritte e dette, attento a leggere fra le righe, a cogliere sottintesi" Pessoa
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

martedì 22 novembre 2016

La creazione del mondo secondo la Cabbala

La creazione del mondo consiste nella proiezione dell'Essere Supremo, trino e uno nel Mondo, anch'esso trino e uno.
È questo l'Adamo Primordiale, l'Adam Kadmon dei cabbalisti.
La creazione è simboleggiata dalla rotazione del triangolo supremo  (che diviso dalla linea filiale rappresenta l'elemento Aria) sull'asse orizzontale paterno, in modo da formare un triangolo rovesciato, il quale, con un'analoga divisione mediana, rappresenta l'elemento Acqua.
La vescicula piscis che avvolge naturalmente tutto è la Possibilità.
Il simbolo così costituito è naturalmente diviso in quattro parti, che rappresentano i quattro mondi dei cabbalisti:
la parte compresa fra il punto Essere Supremo e la linea Figlio;
quella compresa fra la linea Figlio e la linea Padre;
quella compresa fra la linea Padre e la seconda linea Figlio
quella compresa fra questa e il punto Supremo inferiore.
Chiameremo questi mondi A,B,C e D.
Il mondo D e quello dell'istintualità è il mondo inorganico e istintivo.
C è  il mondo umano; B è il mondo angelico; A è il momdo divino.
In ogni mondo operano le dieci Sefirot.
La linea Padre appartiene a entrambi i triangoli: al divino come Dio Padre, al mondano come Mondo; come tale è  duplice e trina: Dio-Mondo, come riflesso dell'Essere Supremo; Dio-Uomo, come riflesso del Figlio; Dio-Dio, come proprio riflesso, manifestazione di sé a se stesso, spirito-materia ermafrodito.
La Cabbala non è necessariamente una verità. Può esserlo come non esserlo.
È soltanto una speculazione metafisica condotta sulla base di dati più completi di quelli di cui dispone normalmente il filosofo profano.
È soggetta ai medesimi rischi di errore e di illusione delle speculazioni profane, poiché permesse migliori non forniscono ai pensatori la logica o la chiave per dedurne necessariamente conseguenze migliori.
Tratto da " Pagine esoteriche " di Fernando Pessoa

giovedì 17 novembre 2016

La Magia Naturale degli occhi

...E benché la malia si eserciti anzitutto pel contatto o comunicazione diretta, pure si perfeziona e si compie mercé gli occhi, quasi che lo spirito del fascinatore si riversasse attraverso lo sguardo sin nel cuore dell'ammaliato.
Aristotele dice che lo specchio terso paventa lo sguardo della donna immonda, che lo macula e ne ottenebra il nitidore.
I competenti affermano che v'hanno due specie di malie, amorosa l'una e invidiosa e malevola l'altra.
L'amore in fondo non è che una malia, come ha  cantato Lucrezio, aspirata con gli occhi e penetrata a infiammare le vene.
Malia in fondo ben dolce.
Mentre la persona infetta dal veleno della malevolenza intristisce e sforisce, perché nessuno può negare che se lo spirito sia mal disposto, il corpo non ammali.
Quando invece l'entusiasmo animi lo spirito, aumentano le forze corporali.
Non è forse vero che l'avarizia, la tristezza, l'amore cambino l'uomore, l'aspetto, la disposizione?
L'invidia non rende forse il viso pallido e il corpo scarno?
La voglia della donna incinta non imprime il marchio della cosa desiderata nella tenera carne del nascituro?
....gli occhi delle persone invidiose opereranno il male sui corpi di coloro su cui si poseranno, perché la pupilla ferisce come un dardo,  brucia i precordii e smagra, specie se opera su uomini collerici e sanguigni in cui il male penetra più facilmente attraverso i pori dilatati e si espande per la sottigliezza degli uomori.
Il veleno del resto può trovarsi già nel corpo umano, come l'ha provato Avicenna e può anche essere originato artificialmente....
Galeno parla d'una donna che si cibava senza danno di giusquiamo e di un'altra così satura di aconito, che le galline non osavano accostarlese.
Similmente v'hanno presone capaci di guarire certe malattie col semplice tocco e altre che non sono menomamente incomodate dalle morsicature dei serpenti.
Lo sguardo di queste persone è tanto malefico da far seccare immediatamente le erbe e le tenere pianticelle.
E del resto le donne mestruanti non producono gli stessi effetti solo sfiorando con la mano i gracili fiori?
L'amore nasce principalmente dal potere fascinante dello sguardo e, secondo l'avviso di Avicenna e di Museo, l'occhio getta le sue prime fondamenta....
Solo lo sguardo ardente degli occhi costringerà ad amare la creatura vista e ammirata e la potrà infiammare sino al trasporto forsennato dei sensi.
L'amore s'inizia dall'occhio e le altre membra non ne sono la causa efficiente e vera, ma solo lo suscitano con l'attrattiva dell'eleganza e della bellezza.

Allora poeticamente si dice che Cupido in agguato lanci i suoi dardi.
Che ci si soffermi a considerare che nel modo istesso con cui i mali si propagano per contagio col semplice contatto, ugualmente può essere credibile che il contagio amoroso, non solo si alla persona desiderata ma si ripercuota sull'ammaliatore, che in tal modo resta ferito del suo stesso dardo....
Tratto da "La Magia Naturale" di G.B della Porta


martedì 15 novembre 2016

I tre tipi di iniziazione


A livello più basso c'è l'iniziazione essoterica, analoga  a quella massonica.
È l'iniziazione data a chi non si è propriamente avviato ad essa, né  vi si è  preparato  (poiché un suggerimento altrui o semplice curiosità non sono una preparazione), e il suo scopo è mettere l'individuo in condizione di poter accedere alla via esoterica, tramite il contatto con i simboli ed emblemi.
Il più esteriore e inconsistente dei sistemi iniziatici, quale è oggi la massoneria, si propone appunto questo fine, una volta mantenuti i simboli grazie a cui penetrano in noi le prime conoscenze dell'occulto.
(Simbolica ed esteriore, rafforza la volontà e conduce alla Magia, il candidato passa attraverso gradi di intuizione egli rimanere sulla superficie e sull'apparenza delle cose)
L'unico fine per cui i Rosacroce istituirono la massoneria essoterica è quello di mettere molte persone a contatto con l'aspetto esteriore della verità occulta, in modo che, chi si senta adatto, possa ascendervi gradualmente.
C'è poi l'iniziazione esoterica.
È diversa dalla precedente perché il discepolo deve cercarla, desiderarla e prepararla dentro di sé.
《Quando il discepolo è pronto, anche il maestro è pronto》dice il vecchio detto degli occultisti.
(Iniziazione intellettuale che rafforza l'intelletto e conduce al Misticismo, il candidato passa attraverso stati di comprensione, egli può sapere molto ma non vive ciò che conosce a livello in cui lo conosce)
C'è infine l'iniziazione divina.
Questa non è impartita né dagli essoterici o esoterici minori,  come l'iniziazione essoterica, né dai maestri o esoterici maggiori come quella esoterica.
Proviene direttamente, e al di sopra di tutti costoro, dalle mani stesse di colui che chiamiamo Dio.
(Rafforza l'emozione e quindi conducono all'Alchimia, il candidato vive quello che sente e che sa)
Il tipo supremo di questa iniziazione è  Gesù, nel quale Dio, fin dalla nascita, ha influenzato la propria essenza trasformandolo nel Cristo.
Iniziato essoterico è ad esempio un massone o un discepolo di una società teosofica o antroposofica.
Iniziato esoterico è invece un Rosacroce e concediamolo, Francesco Bacone.
Iniziato divino è  ad esempio Shakespeare.
A quest'ultimo tipo di iniziazione si da comunemente il nome di genio.
《Alcuni nascono grandi, altri arrivano alla grandezza e ad altri la grandezza é imposta》frase di Shakespeare in cui ha dato forse senza volere e pensando soltanto di essere ironico, la chiave delle tre iniziazioni in ordine discendente.
"Ma il vero significato dell'iniziazione è che questo mondo visibile in cui viviamo è un simbolo e un'ombra, che la vita che conosciamo tramite i sensi è una morte e un sonno....
L'iniziazione è il dissolversi - un dissolversi graduale, parziale - di questa illusione. La ragione del suo segreto è che la maggior parte degli uomini non è adatta a comprenderlo, e quindi lo comprenderebbe male e lo fraintenderebbe, se fosse reso pubblico. La ragione per cui il significato è simbolico risiede nel fatto che l'iniziazione non è una conoscenza, ma una vita, e l'uomo deve dunque scoprire da sé ciò che i simboli mostrano, perché così vivrà la loro vita, senza limitarsi ad apprendere le parole con cui vengono rivelati."
Tratto da " Pagine esoteriche" di Fernando Pessoa

giovedì 10 novembre 2016

L'Omphalos dalla Cina all'Irlanda

L'Omphalos poteva essere rappresentato anche da una pietra conica come la pietra nera di Cibele, oppure ovoidale, che si riferirebbe direttamente a un altro simbolo molto importante, quello dell'Uovo del Mondo.
In Cina al centro di ogni regno o Stato feudale, si elevava un tempo una montagnola di forma quadrangolare, costituita dalla terra delle "cinque regioni": le quattro facce corrispondevano ai quattro punti cardinali e la cima al centro stesso.
Cosa singolare, queste "cinque regioni" le ritroveremo in Irlanda, dove similmente la "pietra eretta del capo" era innalzata al centro di ogni regno.
Fra i paesi celtici, l'Irlanda è quello che fornisce il maggior numero di dati relativi al L'Omphalos; un tempo, essa era divisa in cinque regni di cui uno portava il nome di Mide (rimasto nella forma anglicizzata Meath), che è l'antica parola celtica "medion", mezzo, identica al latino "medius".
Questo regno di Mide, originariamente formato da porzioni prelevate sui territori degli altri quattro, era divenuto l'appannaggio particolare del re supremo d'Irlanda, al quale gli altri re erano subordinati.
A Ushnagh, che rappresenta abbastanza esattamente il centro del paese, si ergeva una pietra gigantesca chiamata "ombelico della Terra", e designata come "pietra delle porzioni", perché indicava il luogo di convergenza,  all'interno del regno di Mide, delle linee di separazione dei quattro regni primitivi.
Vi si teneva annualmente, il primo maggio, un'assemblea generale in tutto simile alla riunione annuale dei Druidi nel "luogo consacrato centrale" (medio-lanon o medio-nemeton) della Gallia, nel paese dei Carnuti; e parimenti si impone l'accostamento con l'assemblea degli Anfizioni a Delfi.
La divisione dell'Irlanda in quattro regni più la regione centrale, residenza del capo supremo, si ricollega a tradizioni antichissime.
In effetti l'Irlanda, per tale ragione, fu detta l'isola dei quattro Signori, ma questa denominazione, come del resto quella di 'isola verde' (Erin), era attribuita, in tempi anteriori a un'altra terra molto più settentrionale, oggi sconosciuta, e forse scomparsa, "Ogigia" o piuttosto "Thule", che fu uno dei più importanti centri spirituali o addirittura il centro supremo, durante un certo periodo.
Il ricordo di quell'isola dei quattro Signori si trovaanche trova anche nella tradizione cinese,  il che fin ora non sembra esser mai stato notato; citiamo un testo taoista che ne fa fede: "L'imperatore Yao si diede molto da fare e pensò di aver regnato nel modo ideale. Dopo che ebbe visitato i quattro Signori, nella lontans isola di Kou-chee (abitata da uomini veri cioè reintegrati nello stato primordiale) riconobbe di aver guastato tutto.
L'ideale è l'indifferenza  (o piuttosto il distacco, nell'attività non agente) del super - uomo il quale lascia che la ruota cosmica giri.
I quattro Signori si identificano con i quattro "Mahfrfja"  o grandi re, i quali secondo la tradizione dell'India e del Tibet, presiedono ai quattro punti cardinali essi corrispondono al tempo stesso agli elementi: il Signore supremo, il quinto, che risiede al centro, sulla montagna sacra, rappresenta allora l'Etere (Akfsha), la "quint'essenza" (quinta essentia) degli ermetici, l'elemento primordiale da cui procedono gli altri quattro; tradizioni analoghe si ritrovano anche nell'America centrale.
Tratto da " Il Re del Mondo" di Réne Guénon

martedì 8 novembre 2016

L'Omphalos: il Centro del Mondo


La montagna, naturalmente, raffigura il "Centro del Mondo" prima del Kali-Yuga, quando cioè esso esisteva apertamente e non era sotterraneo; essa corrisponde dunque a quella che si potrebbe chiamare la sua situazione normale,  al di fuori del periodo oscuro le cui condizioni particolari implicano una specie di rovesciamento dell'ordine stabilito.
I simboli della montagna e della caverna hanno entrambi la loro ragion d'essere e che vi è tra di essi una vera complementarità; la caverna si può considerare come la situazione all'interno della montagna stessa o immediatamente sotto di essa.
Vi sono anche altri simboli che, nelle tradizioni antiche, rappresentano il "Centro del Mondo"; uno è  quello del L'Omphalos che si trova anch'esso presso quasi tutti i popoli.
La parola greca "omphalos" significa ombelico, ma designa anche, in generale, tutto ciò che è al centro e in particolare il mozzo della ruota: in sancrito la parola "nfhbi" ha similmente queste diverse accezioni e lo stesso accade, nelle lingue celtiche e germaniche, per le parole derivate dalla medesima radice, che vi compare nelle forme "nab" e "nav".
D'altra parte in gallese, la parola "nav" o "naf" ha il significato di capo e si applica anche a Dio; l'idea qui espressa è dunque quella del Principio centrale.
La ruota è dappertutto il simbolo del Mondo che compie la sua rotazione intorno a un punto fisso, il quale simbolo, perciò, deve essere avvicinato a quello dello "swastika"; ma in quest'ultimo la circonferenza che rappresenta la manifestazione non è  tracciata, sicché il  centro stesso è designato direttamente: lo "swastika" non è una figura del Mondo ma piuttosto dell'azione del Principio rispetto al Mondo.
Il simbolo dell'Omphalos poteva essere posto in un luogo che fosse semplicemente il centro di una determinata regione, centro spirituale come immagine visibile del "Centro del Mondo".
Il più conosciuto è L'Omphalos del tempio di Delfi, il quale era davvero il centro spirituale della Grecia antica.
Proprio là si riuniva, due volte l'anno, il consiglio degli Anfizioni, composto dai rappresentanti di tutti i popoli ellenici,  che costituiva l'unico legame effettivo fra quei popoli, legame la cui forza risiedeva appunto nel suo carattere essenzialmente tradizionale.
L'Omphalos di solito era materialmente rappresentato da una pietra sacra che spesso viene chiamata "belito"; questa parola non è  altro che l'ebraico "Beith-El" , (casa di Dio), il nome che Giacobbe diede al luogo in cui il Signore gli si era manifestato in sogno.
Anche se il primo nome di quella città era Luz.
Si dice che poi "Beith-El", "casa di Dio", divenne "Beith-Lehem", "casa del pane" , la città in cui nacque Cristo.
La relazione simbolica che esistente tra la pietra  e il pane è degna di molta attenzione.
La pietra è l'abitacolo divino cioè la sede della Shekinah.
Tratto da " Il Re del Mondo" di Réne Guénon

giovedì 3 novembre 2016

La Magia Naturale


Porfirio e Apuleio, che occupano un posto elevato tra i platonici, affermano che la magia è nata ed è stata battezzata in Persia.
Snidas stima che il nome le provenga dai Magusiani, perché presso tali popoli si chiamavano maghi coloro che i Latini onoravano con l'appellativo di savi.
I Greci li hanno chiamati filosofi, gl'Indù gimnosofisti, gli Egiziani preti, i Cabalisti profeti, i Babilonesi, gli Assiri, i Caldei e i Galli Druidi e bardi.
Parecchi uomini, mercé questa scienza che hanno portato a un alto grado di perfezione, hanno fiammeggiato come meteore: tali Zoroastro in Persia, Numa Pompilio fra i Romani, Ermete in Egitto, Buda fra i Babilonesi, Abaris presso gli Iperborei.
La magia è divisa in due parti, di cui l'una, a base di incantesimi e evocatrice di fantasmi e demoni è  nata da una curiosità malsana...
L'altra parte è la magia naturale che tutti onorano, perché non è altro che la filosofia naturale o la scienza suprema.
Questa magia, dotata d'immensa possanza, abbonda di misteri, fa conoscere le forze occultate dalla natura e insegna, mercé la loro razionale applicazione, a compiere opere che profano stima soprannaturali, sol perché sorpassano i limiti delle sue conoscenze.
La magia fioriva nell'India e nell'Etiopia, contrade ricche di erbe, di minerali e d'animali dotati di virtù superiori.
Per comprendere i segreti della natura, il mago dovrà essere versatissimo nella filosofia naturale. Egli dovrà ricercare le cause e i primi elementi delle cose ....trovare il punto di congiunzione degli elementi, risalire alla sorgente delle cause, scrutare il mistero della fine delle cose.
Egli dovrà conoscere donde proceda la commozione dei flutti del mare, donde provengano le cieche convulsioni del suolo, donde i moti degli animali e di ogni altra creatura che goda il piacere di vivere, donde i metalli e di ciò che sieno materiati.
E tutto ciò dovrà conoscerlo in modo da esserne padrone...
Il mago dovrebbe altresì conoscere la medicina che è una scienza affine alla magia  ed anzi è la forma primitiva sotto cui questa si è manifestata agli uomini.
Del resto la medicina insegna a comporre e a dosare le miscele e i filtri e a conoscere le piante, così indigene che esotiche, tanto utili, che si può dire che in esse si compendi la magia naturale.
Nè dovrebbe ignorare le matematiche, perché molte cose agiscono per l'influsso degli astri e in dipendenza del moto infaticabile dei cieli...
Tratto da "La Magia Naturale" di G.B della Porta
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