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sabato 1 ottobre 2016

Dov'è il giardino dell'Eden?


Ho sentito persone domandare: 'Dov'è il giardino dell'Eden?'Ah! Ovunque poggiamo i piedi su questa terra, là c'è il giardino dell'Eden.... È vero che in molti posti l'Eden è ricoperto e dimenticato.
Ma può di nuovo essere ripristinato.
Ovunque ci sia terra logorata, terra usata malamente o non usata, l'Eden sta ancora subito sotto.
Non importa quanto è  grande il giardino, se lo pianti con le tue mani, se intanto carezzi la terra e ne prendi piccole manciate.
Sii garbata, sii parsimoniosa.
Non tirar su immense palate per sbrigare più in fretta il lavoro.
Quando versi il latte sulla farina, non lo rovesci tutto in una volta.
No: delicatamente ne versi un pochino, rimescoli un poco, ed è così che bisogna trattare la terra, nel raccoglimento, essendo ben presenti e consapevoli"
Così appresi che questa terra, da cui dipendiamo per il cibo, per la sopravvivenza, per il riposo, per l'opportunità di incontrare la bellezza, dev'essere trattata così come dovremmo trattare gli altri e vorremmo essere trattati a nostra volta.
Quanto accade a questo campo in qualche modo accade anche a noi.
"Essere povero e senza alberi significa essere l'uomo più  misero del mondo.
Essere poveri e avere alberi significa essere davvero ricchi, ricchi di ciò che il denaro non potrà comprare".
Tratto da "Storie di donne selvagge" di Clarissa Pinkola Estés

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