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martedì 13 settembre 2016

L'essenza di Cristo


Cristo è la rappresentazione simbolica, umanizzata del processo, che il paganesimo non racconta o non sa raccontare, per il quale la Realtà è  passata dal Caos e dalla Notte  (Destino) agli Dei.
Tra l'Informe, rappresentato dal duplice mistero della Notte e del Caos e il Formato, che ha inizio con il primo dio, c'è  un abisso causale la cui natura il sistema pagano taceva di proposito.
Fra gli  dei e Cristo c'è una differenza.
Gli dei sono reali e di carne, fatti di una propria carne; esistono come noi, ma a un livello superiore; agiscono come noi, ma in modo compiuto; nascono come noi, ma non hanno tramonto  (né crepuscolo) né imperfezione.
Cristo invece non esiste se non simbolicamente; è  nella sostanza, simbolico.
Cristo è nella sua stessa realtà un mito ed reale nella misura in cui è mitico.
È  solo simbolo ma simbolo di sé stesso.
È puro sogno che niente ha proiettato.
Il processo mentale cui si comprende Cristo non è umano. Gli  stessi dei non lo comprendono.
Cristo il Logos non può essere compreso: appartiene a un'altra realtà.
Cristo è l'intermediario assoluto
Il Verbo che non è pronunciato, cosa impossibile.
La ragione non raggiunge il Logos perché lì non c'è  ragione.
Tanto il Cristianesimo quanto il Buddhismo sono crimini contro l'umanità, perché crimini contro le leggi divine.
Sono tentativi, fra tutti i sacrilegi, di rivelare l'irrivelabile; di rendere pubblico ciò che per natura, una volta reso pubblico, non  è più quello che è.
É come un gioiello o un fiore, il cui meraviglioso colore potesse esistere solo di notte, scomparendo al sopraggiungere di quella luce che pure potrebbe renderlo visibile.
Non si può volgarizzare il mistero, perché, così come il segreto, una volta rivelato, non è più tale e perde la virtù mistica di segreto, allo stesso modo i misteri, una volta rivelati, non sono davvero rivelati.
Ha detto bene Tertulliano: rivelarli significa distruggerli.
Quando si legge in libri come quelli dei Rosacroce che il sentimento (che non è il sentimento che  proviamo in quanto uomini) è più veritiero della ragione.
Si tratta di un'altra forma di coscienza che non esiste neppure abbozzata nell'anima umana.
Il mistero di Cristo non può essere rivelato perché nell'anima umana non vi sono facoltà per comprendere questa rivelazione.
(La Bibbia, trattato di alchimia, è come tutti i trattati di alchimia un'opera scritta in cifra trascendentale)
Dire che Cristo è un simbolo del Sole significa rovesciare i termini del processo di iniziazione.
È il Sole a essere il simbolo di Cristo.
In altre parole, Cristo è la realtà e il Sole è l'illusione, (perché il sole è materia e la materia è  illusione), Cristo è la luce e il Sole è l'Ombra ("La luce è  l'ombra di Dio" A. Einstein).
Tratto da "Pagine esoteriche" di Fernando Pessoa

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