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martedì 30 agosto 2016

Alfabeto visivo

Gli alfabeti visivi sono modi di rappresentare con immagini le lettere dell'alfabeto.
Sono costruiti in vari modi: per esempio con figure di oggetti la cui forma somiglia a lettere dell'alfabeto, come per esempio un compasso o una scala per A, o un bidente per N.
Un altro modo è il ricorso a figure di animali o uccelli disposti nell'ordine della prima lettera dei loro nomi, come  A per anser (oca),  B per bubo  (gufo).
Gli alfabeti visivi sono comunissimi nei trattati sulla memoria e quasi certamente discendono da una tradizione anteriore.
L'alfabeto visivo nasce probabilmente dagli sforzi di capire il passo dell'Ad Herennium sul modo in cui gli esperti in memoria artificiale scrivono mediante immagini nella loro memoria.
Le lettere dell'alfabeto sono ricordate meglio se associate ad immagini.
La nozione è di una semplicità infantile: come insegnare a un bambino a ricordare C ricorrendo alla figura di un cane.
Una variante dell'alfabeto visivo viene costruita disponendo varie persone conosciute da colui che pratica la memoria artificiale secondo l'ordine alfabetico dei loro nomi.
Gli alfabeti visivi illustrati nei trattati della memoria erano destinati ad essere usati per incidere parole nella memoria.
Tratto da "L'arte della memoria" di Frances A. Yates

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