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giovedì 2 giugno 2016

Angeli come stati superiori dell'essere


Quasi tutte le affermazioni teologiche riguardanti gli angeli possono essere  riferite metafisicamente agli stati superiori dell'essere, così come, nel simbolismo astrologico medievale, i "cieli",  cioè le varie sfere planetarie e stellari, rappresentavano questi stessi stati e anche i gradi iniziatici cui corrisponde la loro realizzazione; e,  come i "cieli" e gli "inferi", i Dêva e gli Asura rappresentano nella tradizione indù rispettivamente gli stati superiori e inferiori a quello umano.
Quindi per "gerarchie spirituali" possiamo intendere propriamente solo l'insieme degli stati dell'essere superiori all'individualità umana, e in special modo degli stati informali o sovra-individuali, stati che dobbiamo peraltro considerare realizzabili per l'essere a partire dallo stato umano, e ciò anche nel corso della sua esistenza corporea e terrena.
Questa realizzazione è essenzialmente implicita nella totalizzazione dell'essere, dunque nella "Liberazione" (moksha o mukti),  che permette all'essere di affrancarsi dai legami di ogni particolare condizione di esistenza, e che, non essendo suscettibile di gradi diversi, è ugualmente completa e perfetta quando è  ottenuta sia come "liberazione in vita" (jîvan-mukti), sia come "liberazione informale" (vidêha-mukti).
Non può esistere alcun grado spirituale superiore a quello dello Yogî, poiché costui, giunto alla "Liberazione" che è  al tempo stesso l'"Unione" (Yoga) o l'"Identità Suprema", non ha più  nulla da ottenere.
Ciascun individuo raggiunge ciò seguendo la sua "via personale", nel corso di questa realizzazione, tappe molteplici e diverse, che possono essere percorse in successione o simultaneamente, a seconda dei casi, e che, ricollegandosi ancora a stati determinati, non si devono in alcun modo confondere con  la liberazione totale che ne è il fine e il risultato supremo.
Queste "gerarchie spirituali", poiché i diversi stati che esse comportano sono realizzati attraverso il conseguimento di altrettanti gradi iniziatici effettivi, corrispondono a ciò che l'esoterismo islamico chiama "categorie dell'iniziazione" (Tartîb at-tasawwuf).
Tratto da "Gli stati molteplici dell'Essere" di Réne Guénon

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