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martedì 24 maggio 2016

La conoscenza come mezzo di realizzazione

Non esiste vera conoscenza se non quella che ci consente di penetrare più o meno profondamente la natura intima delle cose.
Esiste vera conoscenza solo in quanto implica un'identificazione del soggetto con l'oggetto.
Si può considerare la conoscenza come procedente allo stesso tempo dal soggetto all'oggetto di cui il soggetto prende coscienza e dall'oggetto al soggetto che lo assimila a se.
Gli organi di senso sono, per l'essere individuale, gli "accessi" della conoscenza; ma, da un altro punto di vista, essi sono anche delle "uscite", proprio in quanto ogni conoscenza comporta un atto di identificazione che procede dal soggetto conoscente in direzione dell'oggetto individuale, come l'emissione di una specie di prolungamento esterno del soggetto stesso.
Tale prolungamento non è esterno se non in rapporto all'individualità poiché fa parte integrante dell'individualità estesa; l'essere estendendosi attraverso uno sviluppo delle proprie possibilità, non  deve in alcun modo uscire da sé stesso.
La conoscenza immediata quando si estende alla totalità degli stati, comporta in se stessa la loro realizzazione ed è  "il solo mezzo di ottenere la Liberazione completa finale".
La conoscenza che rimane puramente teorica evidentemente non può in alcun modo equivalere a una realizzazione di tal genere  e, non essendo una percezione immediata del suo oggetto, può avere soltanto un valore del tutto simbolico.
La conoscenza vera, che è immediata, può essere più o meno profonda, più o meno adeguata, ma non può essere essenzialmente "relativa" come vorrebbe la filosofia occidentale.
Conoscenza e verità non sono cosa diversa dagli "aspetti dell'Infinito".
Quando diciamo che il "conoscere" e l'"essere" sono due facce di una medesima realtà, il termine "essere" va inteso in un solo senso analogico e simbolico, poiché la conoscenza si spinge al di là dell'Essere.
Trovandoci essenzialmente nella "non-dualità" il contenente e il contenuto sono assolutamente identici... la Possibilità universale che comprende ogni cosa non può  essere compresa da nulla fuorché da se stessa.
Poiché la conoscenza totale è  adeguata alla Possibilità universale non esiste nulla di inconoscibile, ossia, non vi sono cose inintellegibili vi sono solo cose attualmente incomprensibili.
Tratto da "Gli stati molteplici dell'Essere" di Réne Guénon

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