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giovedì 12 maggio 2016

Il "mentale" e l'intelletto puro


Tra tutte le forme che la coscienza può assumere, ne esiste una che è  propriamente umana, e questa forma determinata (ahankâra o "coscienza dell'io") è quella inerente alla facoltà che noi definiamo "mentale", cioè precisamente al quel "senso  interno" designato in sanscrito con il nome di manas, e che è la caratteristica essenziale dell'individualità umana.
Impieghiamo il termine "mentale" preferendolo a ogni altro perché la sua radice è la stessa del sanscrito manas, e riappare in latino mens, nell'inglese mind, ecc; con la radice linguistica man- o men- e i vari significati delle parole da essa formati mostrano chiaramente che si tratta di un elemento ritenuto essenzialmente caratteristico dell'essere umano, poiché la sua designazione spesso serve anche a denominare l'uomo.
La facoltà del "mentale" è  qualcosa di molto particolare, deve essere accuratamente distinta dall'intelletto puro, il quale per la sua universalità, è al contrario, da considerarsi presente in tutti gli esseri e in tutti gli stati.
È una "differenza specifica" pura e semplice, senza che il suo possesso comporti di per sé alcuna effettiva superiorità dell'uomo sugli altri esseri.
Si può parlare della superiorità o inferiorità di un essere rispetto ad altri soltanto in relazione a ciò che quello ha in comune con questi, il che implica una differenza, non di natura, ma soltanto di grado,  mentre il "mentale" è appunto ciò che vi è di specifico nell'uomo, ciò che non ha in comune con gli esseri non umani, e dunque ciò in relazione a cui egli non può in alcun modo essere confrontato con questi.
La distinzione essenziale tra il "mentale" e l'intelletto puro, si può  definire ricordando il passaggio dall'universale all'individuale, l'intelletto produce la coscienza, ma questa,  appartenendo all'ordine individuale, non è in alcun modo identica al principio intellettuale stesso, pur procedendone immediatamente in quanto risultante dell'intersezione di quel principio con il particolare ambito, proprio di certe condizioni di esistenza, da cui l'individualità in questione è definita.
Tratto da "Gli stati molteplici dell'Essere" di Réne Guénon

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