domenica 27 marzo 2016

Il simbolismo del "camminare sulle Acque"


Ciò che costituisce la natura propria dell'individuo in quanto tale è  il fatto di essere rivestito di una forma, e tutto quanto appartiene al suo ambito.
L'insieme delle possibilità formali e quello delle possibilità informali sono ciò che le varie dottrine tradizionali simboleggiano rispettivamente con le "Acque inferiori" e le "Acque superiori"; le Acque, in generale e nel loro significato più ampio, rappresentano la Possibilità, intesa come la "perfezione passiva" o il principio universale che, nell'Essere, si determina come  "sostanza" (aspetto potenziale dell'Essere); in quest'ultimo caso si tratta soltanto della totalità delle possibilità di manifestazione, poiché le possibilità di non-manifestazione sono al di là dell'Essere.
La "superficie delle Acque", o il loro piano di separazione segna lo stato in cui avviene il passaggio dall'individuale all'universale, e il noto simbolo del "camminare sulle Acque" rappresenta l'affrancamento della forma, o la liberazione dalla condizione individuale.
Nârâyana, uno dei nomi di Vishnu nella tradizione indù, significa letteralmente "Colui che cammina sulle Acque"; l'accostamento alla tradizione evangelica si impone da sé.
Naturalmente, il significato simbolico non intacca minimamente il carattere storico che il fatto considerato possiede nel secondo caso e del resto è  tanto meno contestabile in quanto la sua realizzazione, corrispondendo all'ottenimento di un certo grado di iniziazione effettiva, è molto meno rara di quel che si pensa comunemente.
Tratto da "Gli stati molteplici dell'Essere" di Réne Guénon

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