Follow by Email

sabato 7 novembre 2015

L'importanza dello sviluppo della funzione dominante

In ogni ambiente collettivo esiste una tipologia dominante che è quella meglio corrispondente delle altre al modo in cui l'insieme dei fatti culturali di un certo Paese si estrinseca e si esprime.
Questa dominante ottiene il maggior numero di consensi e la si trova in tutti i posti chiave della cultura di un Paese: scuola, televisione, politica ecc
Un Paese tende ad identificarsi sempre più con una funzione dominante a scapito delle altre funzioni psichiche.
(Ne deriva che:) Se un individuo coincide con la tipologia dominante non avrà particolari difficoltà di adattamento, ma se la sua tipologia è opposta, allora diventerà facilmente un individuo inadatto e se dotato di scarso temperamento cercherà di falsificare se stesso in favore di un pseudoadattamento.
M.L. von Franz sostiene che è  praticamente impossibile passare dalla funzione dominante a quella inferiore perché esiste una sorta di incompatibilità fra di esse.
Malgrado questa incompatibilità esiste tuttavia una polarità dinamica fra le funzioni opposte.
Esiste per così dire una sorta di rapporto di amore e odio fra funzioni opposte.
Questa opposizione tende in qualche modo a produrre un simbolo unitario.
Quanto più l'Io è  identificato con una funzione, tanto più  questa polarità si esprime in modo accentuato e compensatorio.
Jung insiste molto sull'importanza di sviluppare una funzione dominante.
Essa è fondamentale soprattutto nei momenti di grande difficoltà psicologica in cui tutto vacilla e le tempeste dell'inconscio imperversano sul piccolo Io naufragato.
Allora la funzione dominante diventa come un porto sicuro, una strada ben costruita o un ponte capace di scavalcare un abisso.
Poiché la differenziazione della funzione dominante è determinata da profonde esigenze e spinte interne legate all'anima individuale e poiché l'anima individuale è  profondamente nascosta, nel nostro mondo culturale è  spesso difficile determinare l'esatta tipologia degli individui.
L'Io deve passare attraverso l'identificazione con una funzione che diventa quella dominante.
Quando è  identificato con essa e tende ad aderirvi troppo rigidamente, allora l'inconscio produce progressivamente forme di compensazione che rompono questa identità inconscia.
Solo attraverso questo processo di coagulazione e di dissoluzione successive che si può eventualmente entrare in quella forca caudina che è  la funzione inferiore, quella negletta dove tutti siamo bambini selvaggi.
Essa è  la strada verso la creatività, la fantasia, il gioco e il puro divertimento, la sofferenza e la trasformazione.
È  lì  dove il mondo e la vita riacquistano i loro colori veri, dove siamo capaci di ricominciare da capo con entusiasmo.
Di Daniele Ribola prefazione al libro "Tipologia psicologica" di M.L. von Franz

Nessun commento:

Posta un commento

Google+