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martedì 17 novembre 2015

Il regno intermedio

 Allorché un individuo raggiunge lo stadio in cui deve affrontare seriamente la propria funzione inferiore diventa impossibile rimanere a livello superiore.
La funzione inferiore non può  essere assimilata entro la struttura dell'atteggiamento cosciente; essa è  troppo profondamente coinvolta e contaminata dall'inconscio.
La si può  far salire un pochino ma questo processo provoca un abbassamento della coscienza.
È nel corso di questo  scambio dinamico che si stabilisce il regno intermedio.
Il contatto con la funzione inferiore somiglia a una di quelle crisi interiori che attraversiamo in certi momenti fondamentali della vita personale.

Presenta  il vantaggio di sopraffare la tirannia della funzione dominante sul complesso dell'Io.
Chi ha veramente attraversato questa trasformazione potrà servirsi della propria funzione di pensiero se ciò costituisce la reazione appropriata o lasciare campo libero all'intuizione o alla sensazione ma non sarà più posseduto da un'unica funzione dominante.
L'Io potrà servirsi di una data funzione o deporla, come se si trattasse di uno strumento, con la consapevolezza della realtà propria di tal funzione al di fuori del sistema delle quattro funzioni.
Quest'atto di separazione ha luogo grazie all'incontro con la funzione inferiore.
La funzione inferiore costituisce un importante ponte verso l'esperienza degli stati più profondi dell'inconscio.
L'accostarsi ad essa e il riuscire a restarvici, non già l'immergersi in essa sola per un attimo, provoca un enorme cambiamento nell'intera struttura della personalità.
In altre parole, l'unica soluzione possibile è rappresentata dalla zona intermedia.
Il terreno intermedio che non si trova né  a livello superiore né a quello inferiore, viene stabilito fantasticando nella forma specifica dell'immaginazione attiva.
Il soggetto trasmette il suo senso della vita a un centro interiore e la quarta funzione assume il suo ruolo di strumento che può essere utilizzato a volontà, tirandola fuori o riponedola secondo il bisogno.
L'Io e la sua attività inconscia non coincidono più con alcuna delle quattro funzioni.
Uno stato di completa immobilità si consolida allora in una sorta di centro interiore e le funzioni non agiscono più  automaticamente.
Le funzioni sono diventate strumenti di una coscienza che non è  più  radicata in esse o da esse condizionata; la coscienza ha posto la sua base operativa in un'altra dimensione, una dimensione che può essere creata solo dal mondo dell'immaginazione.
Jung chiama tutto questo funzione trascendente il tipo giusto di immaginazione che crea i simboli dell'unificazione; unificazione in un nucleo consolidato della personalità che non è più identificato con nessuna delle funzioni.
Rappresenta, per così dire, l'uscita dell'identificazione con la propria coscienza e con il proprio inconscio, e un abitare o cercare di abitare nel piano intermedio.
Da quel momento in poi ci si muove senza moto, si corre senza corsa; quando questo stadio viene raggiunto ha inizio un'altra forma di sviluppo.
Per esempio su un piano si potranno notare degli eventi sincronici, su un altro piano vi saranno i sogni mantenendo la coscienza rivolta verso quegli eventi che hanno luogo nella zona centrale, eventi che si sviluppano nell'immaginazione attiva.
Questa diventa la funzione con la quale l'individuo si muove attraverso l'esistenza.
Il centro di gravità lascia l'Io e le sue funzioni per situarsi in una posizione intermedia ove ascolta i suggerimenti del Sé.
Tratto da "Tipologia psicologica" di M.L. von Franz

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