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lunedì 31 agosto 2015

l'Impero e l'immagine dell'Universo


Verso la fine del terzo millennio avanti Cristo, la Cina era divisa in nove province, a quanto pare comprese tra il Fiume Giallo e il Fiume Azzurro, secondo una precisa rappresentazione geometrica:
una al centro, otto ai quattro punti cardinali e ai quattro punti intermedi.
Quest divisione è attribuita a Yu il Grande (Ta.Yu).
Da notare l'assonanza fonetica con Hu Gadarn della tradizione celtica da cui si può dedurre che siano "localizzazioni" ulteriori e particolareggiate di uno stesso "prototipo" che risalirebbe a tempi più remoti e forse alla Tradizione primordiale.
Si dice che Yu percorse il mondo per "misurare la Terra"; e dal momento che tale misura si effettua su base quadrata, qui vediamo l'uso della squadra attribuita all'Imperatore in quanto "Signore della Terra" e questa squadra ha due elementi uguali perchè la forma dell'Impero e quella delle sue suddivisioni erano considerate dei quadrati perfetti.

La divisione per 9 gli fu ispirata dal diagramma chiamato Lo-chou o "Scritto del Lago" che secondo la "leggenda", gli era stato portato da una tartaruga e in cui i primi nove numeri sono disposti in modo da formare un "quadrato magico", la cui proprietà essenziale è che i numeri contenuti in tutte le linee verticali e orizzontali, come pure quelle diagonali danno sempre la medesima somma in questo caso 15; così tale divisione faceva dell'Impero un'immagine dell'universo.
Nel "quadrato magico" il centro è occupato dal numero 5 che sta nel mezzo dei primi 9 numeri ed è il numero centrale della Terra, così come il 6 è il numero centrale del Cielo: il prodotto di 5 e di 9 dà 45 che è la somma dell'insieme dei 9 numeri racchiusi nel quadrato e di cui costituisce il mezzo, da notare anche che 4+5 dà 9.
Osserviamo come nel quadrato i numeri dispari o yang siano posti nel mezzo dei lati (punti cardinali), mentre i numeri pari o yin sono posti agli angoli (punti intermedi)e delimitino il quadrato stesso (aspetto statico).
La provincia centrale che corrisponde a 5 e dove risiedeva l'Imperatore era chiamata "Regno del Mezzo" (Tchoung-kouo).
Il significato fondamentale è che tutto è contenuto nel centro, tanto che in esso deve trovarsi, in un certo modo e in "archetipo" tutto ciò che si trova nell'insieme dell'Universo, l'Imperatore occupava il posto dell'"Uomo vero" e ne adempiva la funzione in quanto "mediatore" fra il Cielo e la Terra.
Altri esempi tradizionali di una simile "concentrazione" appartengono alla Cabbala ebraica: "Il Tabernacolo della Santità di Jehovah, la residenza della Shekinah, è il Santo dei Santi che è il cuore del Tempio che a sua volta è il centro di Sion (Gerusalemme), come la santa Sion è il centro della Terra di Israele, come la Terra di Israele è il centro del mondo";
fra gli altri si può citare anche quello dell'antico Egitto: secondo Plutarco "gli Egizi danno al loro paese il nome di Chemia (Kemi o terra nera) e la paragonano a un cuore", questo paragone, quali che siano le ragioni geografiche o di altro genere che si è potuto darne essotericamente, in realtà si giustificano solo con un'assimilazione al vero "Cuore del Mondo".

                                   
Non ci si deve stupire di questa posizione "centrale" attribuita all'Impero cinese rispetto al mondo intero; di fatto, fu sempre così per ogni paese in cui esistesse il centro spirituale di una tradizione.
Tale centro era una emanazione o un riflesso del centro spirituale supremo, ossia del centro della Tradizione primordiale da cui derivano tutte le forme tradizionali regolari: esso era costituito a immagine di tale centro supremo con cui si identificava virtualmente.
Per questo il paese che possedeva un tale centro spirituale era in virtù di ciò un "Terra Santa" e in quanto tale era designato simbolicamente da appellativi quali "Centro del Mondo" o "Cuore del Mondo".
Per usare il linguaggio della Cabbala ebraica, questo centro era il luogo di manifestazione della Shekinah o "presenza divina", in termini estremo-orientali il punto in cui si riflette direttamente l'"Attività del Cielo" e che è propriamente l'"Invariabile Mezzo" determinato dall'incontro dell'"Asse del Mondo" con l'ambito delle possibilità umane, la determinazione di tali luoghi competeva essenzialmente alla scienza tradizionale con il nome di geografia sacra.
Tratto da "La Grande Triade" di R. Guenon

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