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martedì 11 agosto 2015

Il perpetuo fluire di tutte le cose..



Protagora aveva detto che l'uomo è misura di ciò che è, e questo è tutt'uno col dire che le cose appaiono a ciascuno, tali in realtà sono a ciascuno....
.....Protagora insegnava segretamente ai suoi discepoli, affermando che nulla è, ma tutto diviene; che l'essere in sostanza non è che mutazione.
E questa dottrina, nella quale consentono poeti e pensatori sommi, ha per se prove non insignificanti.
"Traslazione e sfregamento sono l'unico fiondo del divenire e dell'essere apparente.
Generazione del fuoco e del calore, che sono fonte e focolare di vita; sanità del corpo e progresso intellettuale; equilibrio vitale e moto eterno della natura, simboleggiati nell'aurea catena di Omero, svelano sotto l'essere apparente la continuità di questo divenire mobile"
Donde segue che la sensazione è sempre relativa. Colore, calore, perfino grandezza e numero non sono per sè, ma solo rispetto ad altro; e perchè non si pone mente a ciò, si cade nelle maggiori contraddizioni.
Bisogna però non farsi sentire dai non iniziati, da quei materialisti, cioè, rozzi e cocciuti che, credono soltanto a ciò che vedono con gi occhi o toccano con le mani, negano l'essere agli atti ed alle generazioni, a tutto quello, insomma, che è invisibile ed immateriale.
Gl'iniziati invece, di cui Socrate si propone di svelare i misteri, sono gente di ben altra cultura.
Il loro principio fondamentale è che tutto è moto.
Ora, il moto è di due specie, attivo e passivo; e ciascuna specie si risolve in infiniti atti.
Questi moti, incontrandosi, generano ad un tempo coppie infinite di numero: sensazioni da una parte, sensibili dall'altra.
Le sensazioni si dicono visioni, suoni, impressioni olfattive, impressioni di freddo, di caldo ecc..., ed anche piaceri, dolori, desideri, paure; e ce n'è molte altre a cui non si dà un nome.
I sensibili si chiamano colori, suoni e via dicendo.
Tutte queste cose si muovono, ma talune velocemente, altre lentamente.
Quando, per esempio, l'occhio ed un oggetto, attivo rispetto ad esso, vengono a contatto, la visione si stcca dall'occhio ed il colore dall'oggetto; onde l'occhio diviene veggente e l'oggetto colorato....
In breve, noi non possiamo parlare nè del soggetto sensiente nè dell'oggetto sentito come di cose che stiano da sè e per sè, ma sempre in relazione tra loro.
E questo principio si applica così ai singoli oggetti come a quei fasci di cose che si chiamano specie o nature.
....Che opinione si fa dei sogni, delle malattie, della follia, vale a dire di quelle condizioni individuali o morbose, permanentio transitorie, nelle quali le cose appaiono diverse della realtà, e se si debba riconoscere che anche qui sia vero che tutto quello, che a ciascuno appare, è vero a ciascuno e se inoltre s'abbia qualche valida prova da addurre a chi in un dato momento chiedesse se siamo desti o sogniamo.
In tutti quei casi dunque sembra che ci manchi il mezzo per discernere il vero.
Chi dorme o è malato prova una sensazione diversa e dissimile da chi è sano e sveglio; ma non per questo la sua sensazione è meno vera per lui nel momento in cui la prova.
L'uomo è misura di tutto, così questa a sua volta si fonda sul principio eracliteo del perpetuo fluire di tutte le cose.
Tratto e adattato da "La verità" Platone

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